Il corsivo di
Rosa Benigno
Cinquanta centesimi per una lezione di dignità

Davanti ai semafori attendono sotto il sole pazientando accanto ai loro scatoli di fazzolettini di carta. Al rosso scattano per lanciare sui cruscotti i pacchi sigillati, sperando che l'automobilista di passaggio acconsenta all'acquisto. Con 50 centesimi si può portare via una confezione da otto pacchetti di fazzolettini, che a dire il vero non sono di grande qualità, ma fanno comodo. È una formula adottata dagli immigrati per non chiedere l'elemosina, ma mi domando sempre che margine di guadagno cpossa esserci su un pacchetto da 50 centesimi. Che cosa ci si compri (acqua, un panino?) dopo un giorno intero trascorso a correre avanti e indietro. Li abbiamo visti tutti all'opera: in volata lanciano la loro mercanzia non appena scatta il rosso. Riescono a centrare con precisione il cruscotto, ma se il pacchetto scivola via, piroettano tra le auto prendendolo persino al volo. Poi, con sincronia perfetta, rifanno il giro in pochi istanti per recuperare ciò che resta "invenduto", prima che il verde rimetta in moto il flusso del traffico. Questi "atleti del semaforo" destano in me una grande meraviglia, con quell'energia protesa a guadagnare qualche euro. E nonostante tutto sono sempre allegri, comunicando talvolta con qualche parola in un napoletano stentato. A chi acquista un pacchetto di fazzolettini, ricambiano con grandi gesti di gratitudine. Non so quanti di questi giovani neri si sono alternati negli ultimi anni ai semafori di via Marina. Cambiano i loro volti, resta la tecnica del correre e correre e correre. Per pochi cents. Eppure c'è chi vive con fastidio l'affannarsi di questi ambulanti acrobati. Davanti a me, proprio ieri mattina, una donna in una Peugeot 206 di colore celeste, seduta accanto all'autista, è scesa infuriata dall'auto, ha afferrato il pacco di fazzolettini che era arrivato in volo sul suo cruscotto e lo ha scagliato contro la fiancata di un autobus. Il ragazzo nero ha assistito alla scena mentre era in corsa nel suo "giro d'andata". Prima dello scattare del verde, recuperando i pacchetti invenduti (tutti) ha raccolto dalla strada quello che era stato lanciato dalla donna della Peugeot 206, con le braccia occupate da un numero infinito di pacchi di fazzolettini, si è avvicinato al finestrino della gentile signora e con i denti ha strappato la cellophane che teneva insieme i fazzolettini, sparpagliandoli sul selciato. Le parole non dette erano chiare nei gesti: svolgo un lavoro umile, ma la mia dignità non è in vendita.

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