MILANO. La disdetta dell'accordo come ha spiegato lo stesso presidente Pierluigi Ceccardi, è avvenuta «a fronte delle minacciate azioni giudiziarie della Fiom relative all'applicazione di tale accordo» ed è comunicata «in via meramente tecnica e cautelativa allo scopo di garantire la migliore tutela delle aziende».
La disdetta avviene a far data dal primo gennaio 2012..
Il direttivo di Federmeccanica ha dato mandato al presidente Pierluigi Ceccardi di comunicare fin d'ora il recesso dal contratto nazionale siglato il 20 gennaio 2008.
«A Fim e Uilm facciamo una domanda e una proposta. Chi ha dato loro il mandato di cancellare il contratto nazionale di lavoro? Se pensano di averlo si facciano le assemblee e si chieda ai lavoratori se sono d'accordo». Lo ha detto segretario generale della Fiom, Maurizio Landini che partecipa all'attivo di oltre 400 delegati metalmeccanici in apertura della 'Festa in blù della Fiom torinese.
«È singolare - ha detto Landini - che a Pomigliano Fim e Uilm abbiamo accettato il referendum perchè glielo ha chiesto la Fiat. La domanda è: possono 5 mila lavoratori decidere per 2 milioni di metalmeccanici? La democrazia è una cosa seria, non si può applicare solo quando lo chiede la Fiat».
TORINO - «Federmeccanica non accetti il diktat di Fiat perchè meccanismi di confronto sotto diktat alla lunga non aiutano neanche le imprese». È il messaggio che il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini lancia agli industriali metalmeccanici che avviano oggi il confronto sulle deroghe al contratto nazionale.
«Non bisogna dimenticare che questo confronto - ha affermato Landini che ha partecipato all'attivo dei delegati torinesi - ha subito un'accelerazione perchè la Fiat ha minacciato che senza le deroghe sarebbe uscita dall'associazione. I problemi che la crisi pone si possono affrontare anche discutendo di investimenti e di maggiore utilizzo degli impianti senza bisogno di deroghe ma applicando il contratto nazionale e le regole che ci sono».
Landini ha anche ricordato che «la Fiom ha firmato e sta firmando migliaia di accordi che affrontano questi temi. Anzi mi permetto di sfidare - ha concluso - a trovare un sindacato che abbia firmato più contratti della Fiom».
«Se Federmeccanica decide di revocare il contratto - ha proseguito Landini - questo conferma che avevano ragione noi a dire che quel contratto è ancora in vigore fino al 2011. E noi non abbiamo intenzione di accettare deroghe, noi il contratto del 2008 lo vogliamo mantenere e difendere e, siccome è prevista la possibilità di presentare piattaforme per rinnovarlo, discuteremo con i lavoratori per vedere quale sia il modo migliore per difendere quel contratto senza deroghe».
«Si può uscite da questa crisi, e noi siamo più interessati delle imprese a uscirne salvando tutti i posti di lavoro - ha concluso Landini- senza bisogno di derogare dai contratti e dalle leggi. Non dimentichiamo che l'accordo di Pomigliano contiene deroghe anche alla Costituzione e io ho molti dubbi che si possa regolare a livello nazionale una deroga alla Costituzione».





















