
MIRABELLO. «Il Pdl come lo avevamo immaginato e conosciuto non esiste più, è finito il 29 giugno». A dirlo il presidente della Camera Gianfranco Fini nel suo intervento alla Festa Tricolore di Mirabello. La data si riferisce alla riunione dell'ufficio di presidenza che lo ha di fatto espulso dal partito. «Se Forza Italia è un partito che non c’è più, allora Futuro e Libertà non potrà rientrare in un partito che non c’è più», afferma Fini. Dopo avere chiarito che il 29 di luglio ha segnato la fine del Pdl così come era stato concepito, allora «sarebbe contro la natura e anche contro la fisica che Futuro e Libertà rientrasse in ciò che non c’è più». In ogni caso, assicura il presidente della Camera, «Si va avanti e lo si fa per tenere fede allo spirito delle origini, per far rinascere il Pdl, perché il Governo non faccia errori. Si va avanti senza ribaltoni e cambi di campo». Per il futuro serve «un nuovo patto di legislatura che non sia un tavolo a due gambe, un accordo sancito con acquiescienza», afferma Fini. «Dov’è finito quel punto del programma - domanda - dove si prevedeva l’abolizione delle Province? E quello che riguardava la privatizzazione e liberalizzazione delle municipalizzate? Berlusconi metterà da parte l’ostracismo perché noi non ci fermiamo e andiamo avanti. Ha ben compreso che non servono a nulla gli ultimatum. Berlusconi ha diritto di governare perché scelto dagli elettori. E pensare a scorciatoie giudiziarie per toglierlo di mezzo è una lesione alla sovranità dello Stato».





















