L'opinione di
Pietro Lignola
Il Centro antico e il Lungomare

Io, da buon cittadino napoletano, sono molto fiero che la mia città, pur sempre la più bella del mondo, vanti, fra tanti primati negativi, quello di avere il sindaco più amato d’Italia.
Durante le mie peregrinazioni per il centro antico, mi sono trovato, tuttavia, costretto a difenderlo dalle critiche dei negozianti, i quali non hanno per nulla apprezzato i nuovi balzelli comunali, come l’applicazione della tassa di occupazione di suolo pubblico ai battenti della porta d’ingresso del terraneo e la tassa d’ingresso dei veicoli nella Ztl. La tassa sulle porte ricorda, secondo i più arrabbiati, il cattivissimo sceriffo di Nottingham. Il pedaggio, a quanto pare, sta creando seri problemi non solo per il raggiungimento del posto di lavoro ma anche per l’approvvigionamento delle merci, poiché i fornitori non sono disposti a pagare il balzello se gli ordinativi non sono di importo rilevante, tale da ammortizzare il maggior costo del trasporto. I miei interlocutori, in verità, non sono rimasti per nulla convinti dalla mia argomentazione che valeva ben la pena di affrontare qualche lieve disagio pur di avere un primo cittadino così dinamico, così piacente e così apprezzato. Ho provato, allora, a sottolineare che Roma non avrà le Olimpiadi nel 2020, perché il Governo ha deciso che non è il caso di buttar via soldi, mentre Napoli ospiterà, fin da questa primavera le eliminatorie di Coppa America. I miei interlocutori non sono rimasti per nulla impressionati e mi hanno chiesto quanti turisti, razza da loro del tutto dimenticata, porteranno le regate a spendere nei Decumani, che nelle ore notturne restano al buio e sono tutto il giorno in balia di rapinatori e scippatori. Io ho provato, allora, a ricordare che l’assessore Narducci ha promesso, all’atto del suo insediamento, di assicurare sicurezza all’intera zona con telecamere ed altri sofisticati aggeggi tecnologici, ma ho suscitato soltanto ilarità.
Lasciamo perdere il centro antico e trasferiamoci sul lungomare, dove, in verità, non ho visto grandi mutamenti. I media segnalano che siamo in grave ritardo, rispetto a Venezia, non soltanto per quanto riguarda la sistemazione del campo di gara, ma anche per la programmazione. Venezia, infatti, ha già pubblicato e pubblicizzato una brossura che descrive in dettaglio gli eventi, mentre a Napoli si brancola nel buio. Sappiamo soltanto che la posizione e (speriamo) la rimozione delle nuove scogliere è stata affidata a una ditta calabrese, la regione nella quale De Magistris perseguiva il crimine: sarà, forse, che a Napoli non esistono ditte specializzate, oppure che il sindaco non sa quali di queste ditte siano legate alla camorra mentre è in grado di stabilire se quelle calabresi abbiano o no a che fare con la ndrangheta. Anche le altre strutture precarie da installare saranno rimosse. Resterà, tuttavia, qualcosa: sembra, infatti, che in via Caracciolo saranno eliminate le buche stradali e saranno riparati i marciapiedi spaccati. In tutto il resto della città non se ne parla neppure: io ho avuto modo di notare due nuovi fossi profondi, uno in piazzetta Mondragone ed uno sulle Rampe Brancaccio, la cui pavimentazione è stata recentemente rifatta. Temo che dovremo attendere una gara di alianti o di elicotteri perché questa ordinarissima manutenzione venga compiuta.
Supergigino, intanto, ha assunto in prima persona la presidenza del Forum delle culture, dopo quella dell’Ente San Carlo. Una mossa lodevole, che rimedia al tentativo di rifilarci un costosissimo Vecchioni. Chi fa da sé fa per tre e questo il nostro sindaco lo sa bene, poiché sta liquidando, uno alla volta, i suoi migliori collaboratori. C’è il pericolo, però, che i soliti malevoli gli affibbino un nuovo nomignolo, quello di petrosino, con riferimento non già all’investigatore statunitense di un secolo fa ma alle proverbiali menèste.
È molto difficile, poi, far bene quando si vuole far troppo. Io ho notato, per esempio, che il portico del San Carlo è tuttora tappezzato con gli stracci dei poveri barboni. Di chi è la responsabilità di questo sconcio? Di Luigi de Magistris, presidente del San Carlo, che dovrebbe far sgombrare i portici, o di Luigi de Magistris sindaco, che dovrebbe sistemare i barboni in maniera più umana, rinnovando in piccolo i fasti di Carlo terzo di Borbone? Ditemelo voi, amici lettori; e, per favore, non insinuate malignamente che tutte queste presidenze servono a rimediare alla grave ingiustizia per cui il nostro sindaco ha uno stipendio più basso rispetto a quello di altri primi cittadini. Sarebbe, a mio avviso, una calunnia ingiusta ed immeritata.

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