ROMA.Sale il bilancio dei morti dopo gli scontri della notte a Manama, capitale del Bahrein e la violenza non sembra cessare. Sono cinque le vittime delle violenze esplose la scorsa notte a piazza delle Perle a Manama secondo quanto riporta Al Jazeera. E le testimonianze che arrivano sono drammatiche: manifestanti ammanettati e giustiziati, soccorsi ai feriti impediti, autisti di ambulanze minacciati, giornalisti bloccati. L’esercito annuncia che verranno adottate “tutte le misure rigorose e i deterrenti necessari per garantire la sicurezza dei cittadini e degli abitanti, come pure la stabilità e l’ordine pubblico”. All’ospedale Salmaniya, principale nosocomio di Manama, continuano ad arrivare centinaia di feriti bisognosi di assistenza. L’unione europea condanna la violenza della polizia del Bahrein contro i manifestanti antigovernativi e invita le autorità locali a rispettare il diritto dei cittadini di protestare pacificamente: lo riferisce la delegazione del capo della diplomazia europea, Catherine Ashton.
La tensione nell’area mediorientale e del Maghreb resta alta. Ieri il “giorno della collera” in Libia. A Tripoli si sono fronteggiati i manifestanti anti-regime e i sostenitori del leader Gheddafi. La Farnesina mette in allerta gli italiani che dovessero recarsi nel Paese nordafricano indicando anche la giornata di oggi. Su blog e social network si sono rincorse voci di incidenti in Libia. Lunghe ore di forte tensione che sono seguite a una notte di scontri, arresti, feriti e, secondo informazioni non confermate ufficialmente, ci sono anche delle vittime. Secondo siti vicino all’opposizione e alle Ong libiche i morti a seguito delle colluttazioni di ieri tra manifestanti antigovernativi e polizia ad Al Baida, nell’est della Libia, sarebbero almeno nove. Sarebbero poi trentotto le persone rimaste ferite negli scontri avvenuti fino ad ora a Bengasi. Sostenitori del colonnello Muammar Gheddafi e polizia hanno caricato i manifestanti riuniti davanti a un commissariato, per chiedere la liberazione di un attivista.
Intanto, l’ex presidente tunisino Ben Ali è in coma da due giorni per un ictus in un ospedale della capitale saudita Gedda. Lo ha rivelato un amico di famiglia. Bel Ali, 74 anni, è fuggito dalla Tunisia assieme alla famiglia lo scorso 14 gennaio a seguito della protesta popolare, riparando in Arabia Saudita. Era al potere da 23 anni.






















