Primo piano
27/01/2012
Minacce alle vittime di usura

NAPOLI. Mario Potenza non ha mai smesso di seguire i suoi affari e se non fosse morto probabilmente la Procura di Napoli avrebbe chiesto l’aggravamento della misura cautelare. Questo perché, come emerge dalle intercettazioni telefoniche fatte mentre era ai domiciliari nella sua casa di Santa Lucia, organizzava spedizioni punitive contro chi non voleva pagare i tassi usurari che imponeva. Raid (soprattutto contro chi aveva confessato ai magistrati di essere sotto ricatto) alquanto violenti: «A quello prendilo a calci e schiaffi». I suoi emissari sono stati anche individuati dalla Dda. Inoltre dalle conversazioni emergono retroscena importanti sul tesoro. Parla spesso della Svizzera e di Ginevra e gli investigatori ritengono probabile che siano lì i suoi milioni.