Attualità
01/09/2010
Pedaggi autostradali:
no agli aumenti

ROMA.Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso presentato dal Codacons insieme alla Provincia di Roma e conferma lo stop agli aumenti dei pedaggi su autostrade e raccordi autostradali in gestione Anas decisi con la manovra economica. A seguito degli aumenti, diversi enti locali capeggiati dalla Provincia di Roma e associazioni dei consumatori si erano rivolti al Tar del Lazio, che aveva decretato la sospensione dei rialzi. A quel punto la presidenza del Consiglio dei ministri aveva presentato un controricorso al Consiglio di Stato, che già il 3 agosto scorso aveva disposto in via cautelare che i pedaggi rimanessero abbassati secondo sentenza del Tar, rinviando il contradditorio tra le parti. Ieri la sentenza definitiva che dà ragione agli enti locali. La sospensione degli aumenti dei pedaggi autostradali in gestione Anas sarà applicata su tutto il territorio nazionale.
Per il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, «anche il Consiglio di Stato conferma che le nostre argomentazioni erano giuste e sacrosante. Non solo, come poteva sembrare ovvio, dal punto di vista politico e sociale, ma anche da quello strettamente giuridico. Con la nostra forza e tenacia abbiamo vinto e dato un contributo determinante per seppellire questo odioso balzello che penalizzava in modo particolare chi vive, studia e lavora nel territorio romano». I caselli nei quali era prevista la maggiorazione e che invece restano con le precedenti tariffe, sono: Roma nord, Fiano Romano, Roma est, Lunghezza, Settecamini, Ponte di Nona, Roma sud, Roma ovest, Maccarese Fregene, Nocera, Cava de’ Tirreni, San Gregorio, Buonfornello, Mercato San Severino, Avellino est, Firenze-Certosa, Valdichiana, Ferrara sud, Benevento, Falchera, Bruere, Settimo Torinese, San Benedetto del Tronto, Chieti-Pescara, Pescara ovest Chieti, Lisert sulla A4.
Soddisfatto per la decisione del Consiglio di Stato il Codacons, che ora però ora sollecita un rimborso per gli automobilisti che hanno pagato pedaggi maggiorati: «È evidente come ora le maggiori somme pagate ai caselli debbano essere restituite agli automobilisti, altrimenti si configurerebbero veri e propri reati a danno degli utenti - ha detto il presidente del Codacons, Carlo Rienzi sottolineando che - il governo deve studiare dei meccanismi di rimborso automatico in favore di quei cittadini che, utilizzando le infrastrutture stradali, hanno subito ingiusti incrementi tariffari, ritenuti illegittimi sia dal Tar che dal Consiglio di Stato. Se ciò non avverrà - avverte Rienzi - siamo pronti ad intentare una class action». Il Codacons lancia anche un avverimento: «Qualora il governo decidesse di aggirare le disposizioni dei Tribunali mediante un apposito decreto legge, non esiteremo non solo a far annullare il decreto dalla Corte Costituzionale, ma immediatamente denunceremo alla Procura della Repubblica i ministri che voteranno a favore del decreto legge». Analogo avvertimento viene da Enrico Gasbarra, membro della Commissione Trasporti della Camera: «Di fronte a questa sonora bocciatura che causa un mancato introito all’Anas, Tremonti sappia che ci opporremo con ogni mezzo a un eventuale decreto del governo con cui immagini di superare la sentenza».
Immediata la risposta di Anas sulla sospensione dei pedaggi: «L’Anas - si legge in una nota del presidente Pietro Ciucci - ha già ottemperato alla sospensione dei pedaggi lo scorso 4 agosto. L’ordinanza del Consiglio di Stato conferma la precedente decisione del Tar del Lazio e del Tar del Piemonte di sospendere le disposizioni di legge riguardanti il pedaggiamento forfettario di alcuni tratti della rete autostradale dell’Anas». Per quanto riguarda il rimborso dei pedaggi corrisposti durante il breve periodo di applicazione del Decreto Legge, Ciucci spiega che: «sarà assunta quando la giustizia amministrativa si pronuncerà in via definitiva in merito al Decreto in discussione».