
NAPOLI. «Siamo fortemente preoccupati per le polemiche sul Piano rifiuti nate a seguito delle osservazioni fatte dalla Comunità europea. Questo clima rovente, e spesso inconcludente, deve cessare facendo prevalere, invece, la responsabilità in chi governa le principali istituzioni campane per chiudere definitivamente, così come l'Europa impone, una delle più brutte vicende della storia campana». È quanto si legge in una nota successiva alla segreteria regionale del Pd Campania, guidata da Enzo Amendola, che si è svolta questa mattina a Napoli con la presenza, tra gli altri, del capogruppo Pd al Consiglio regionale della Campania, Giuseppe Russo, e del deputato Pd responsabile ciclo rifiuti, Fulvio Bonavitacola. «Chiediamo al presidente della giunta regionale, Stefano Caldoro - si legge nella nota - la discussione in Aula del Piano regionale dei rifiuti, condizione indispensabile per dare credibilità alle intenzioni. È nostra volontà evitare che una nuova e grave emergenza rifiuti ci possa ancora una volta travolgere. Chiediamo, quindi, al neo ministro dell'ambiente Corrado Clini di allineare tutto il sistema delle competenze e delle responsabilità ai principi del codice dell'ambiente, come accade in tutta Italia, superando un commissariamento strisciante. Ci batteremo per la restituzione piena e definitiva delle competenze ai Comuni». «È gravissimo - prosegue la nota del Pd campano - che a poche settimane dall'approvazione dei bilanci gli enti locali non abbiamo certezze sulle loro competenze, compresa la riscossione della Tarsu: trasferire tutto alle Province dal prossimo primo gennaio rischia di far deflagrare la maggior parte dei Comuni. Si facciano gli impianti che occorrono (termovalorizzatori, discariche e compostaggio) e si affidi a una commissione tecnica la valutazione circa la loro collocazione senza lasciare spazio a strumentalismi di sorta. Il Pd ritiene inutile e priva di effetti la politica dello »spezzatino« tuttora in corso per l'individuazione delle discariche. Polverizzare gli impianti, al di fuori di un quadro di Piano regionale, significa moltiplicare i conflitti, politici e sociali, e i costi». La scelta «di fare ricorso a forme di smaltimento straordinario dei rifiuti in ambito extraregionale o all'estero» viene ritenuta dal Pd Campania «giustificabile solo in una situazione transitoria e non senza un quadro ordinario definito. Altrimenti, così come ci ammonisce l'Europa, è un modo surrettizio per alimentare l'emergenza. La Campania non può sulla base di disputa ideologica rinunciare ai vantaggi, per imprese e cittadini, che scaturiscono da un ordinario ciclo dei rifiuti così come accade in altre regioni e in altri Paesi. Cavalcare paure e fomentare allarmi, anche dove non ci sono, ha in questi anni, infatti, fuorviato il dibattito dalle questioni e ci ha consegnato la realtà che abbiamo sotto i nostri occhi», conclude la nota.






















