Medicina
Eduardo Celentano
Sovrappeso: rischio di fibrillazione atriale

Esiste una relazione diretta tra l’incremento di peso e il rischio di
sviluppare una fibrillazione atriale, una forma di aritmia che a sua
volta aumenta il rischio di avere un ictus. Una ragione in più,
dunque, e davvero importante, per cercare di tenere sotto controllo
il proprio peso. L’esistenza di questa stretta relazione tra
soprappeso e fibrillazione atriale proviene da uno studio realizzato
da un gruppo misto di ricercatori statunitensi e svizzeri, che ha
coinvolto oltre 34.000 operatrici sanitarie, seguite per quasi 13
anni. Le donne coinvolte in questo studio erano all’inizio esenti da
malattie cardiovascolari, ma durante il periodo di osservazione un
certo numero di loro, 834 per la precisione, ha sviluppato una
fibrillazione atriale. Questo disturbo è comparso però in maniera
nettamente più evidente nelle donne soprappeso, e in maniera
ancora più marcata tra quelle francamente obese. Tuttavia è stato
osservato anche un fenomeno incoraggiante: le donne che erano
obese all’inizio dello studio e che hanno perso peso durante il
periodo di osservazione, hanno finito per ricadere nella categoria
di rischio di quelle che avevano un peso normale. Questo vuol dire
che, dimagrendo, si può riportare verso il basso il proprio livello
di rischio di sviluppare una fibrillazione atriale. L’importanza di
questo studio risiede anche nel fatto che negli ultimi decenni si sta
assistendo a un preoccupante aumento dei casi di fibrillazione
atriale, in parte dovuto forse all’aumento dell’età media della
popolazione, ma in parte dovuto senz’altro anche alla crescente
tendenza verso il soprappeso. Così, ad esempio, negli Stati Uniti
oggi ci sono circa due milioni e trecentomila persone affette da
fibrillazione atriale, e sono tra i 75.000 e i 100.000 casi di ictus
ogni anno che sono la diretta conseguenza di questa condizione
patologica. In Italia sono circa 500.000 le persone con
fibrillazione atriale, con un'incidenza di 60.000 nuovi casi
all'anno. Sebbene questo studio sia stato realizzato esclusivamente
su persone di sesso femminile, i suoi risultati valgono molto
probabilmente anche per i maschi, visto che indicazioni simili
provengono anche da altri studi, ad esempio un recentissimo
studio svedese realizzato proprio su una popolazione maschile.
Secondo gli autori dello studio i dati clinici presi nel loro insieme
suggeriscono che il controllo del peso corporeo possa essere una
strategia ragionevole per ridurre il crescente carico di fibrillazione
atriale nella popolazione. celentanoeduardo@centrocardiologico.it

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