di Alessandra Giordano
È stata una delle mostre che ha avuto più successo e si è conclusa degnamente con un letterale “bagno di folla” costituito tutto da soci del Rotary. Il Gruppo Partenopeo, coordinato quest’anno da Roberto Vona, ha infatti organizzato una speciale visita al percorso espositivo sul Risorgimento visto da Sud, curato dai professori Luigi Mascilli Migliorini e Anna Villari e promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dalla sua Unità tecnica di Missione per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, dalla Prefettura di Napoli, dalla Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici per Napoli e Provincia, nonché dal Comune di Napoli. L’unità nazionale ha avuto le sue radici e il suo scoppio iniziale proprio nel Meridione e l’affascinante itinerario ricostruito nelle splendide sale del Palazzo Reale di Napoli, tra dipinti dell’epoca, busti, foto, ricostruzioni digitalizzate e in movimento, stampe, cimeli mai visti, documenti e proclami porta il visitatore a rivivere il burrascoso periodo storico che va dal 1799, data fatidica per l’inizio della rivoluzione napoletana fino al 1861, anno dell’unificazione definitiva della nostra Nazione. Non sono solo pezzi museali, ma opere d’arte che tornano a vivere e a trasmettere l’emozione del momento. E, insieme, un grande esperimento di multimedialità per far entrare il visitatore nel cuore vero dei fatti. Non senza lutti, drammatici arresti, esilii, sofferenze e combattimenti anche porta a porta, con barricate nella città, ma anche momenti esaltanti di gioia compressa all’arrivo di Garibaldi, salutato come il salvatore e il liberatore alfin di quel nemico straniero e imperversante, sullo sfondo che porta i colori bianco, rosso e verde. Con la speciale e appassionata guida di Mascilli Migliorini, “inventore” assieme a tutto il suo preparatissimo staff, della mostra nell’interezza del suo articolato e importante allestimento anche architettonico e ingegneristico, le centinaia di soci rotariani - tra cui past Governor e past president, cariche distrettuali e naturalmente tutti i presidenti del Gruppo Partenopeo - hanno potuto approfondire non solo il percorso storico in se stesso, ma anche dare uno sguardo a quel ricchissimo monumento che è l’edificio stesso del Palazzo Reale, con le sue sale in genere chiuse al pubblico, i suoi arredamenti appartenuti ai sovrani, i soffitti affrescati, gli stucchi, gli specchi... Il professore Mascilli apriva porte segrete, s’infilava in appartamenti nascosti e dietro di lui, silenziosi ed ammirati, i tanti visitatori rotariani. Un arco di settant’anni, «dagli ultimi bagliori dell’Illuminismo alla Rivoluzione del 99, dal Quarantotto ai Mille, quattro generazioni di meridionali si sono spesi per gli ideali di libertà», raccontava Mascilli, fino al Risorgimenti nazionale. L’idea dell’Italia unita si è andata sviluppando attraverso fallimenti e tragiche repressioni e speranze deluse, tra celle buie, ma anche tra tanti spiragli di luce che ritroviamo intatti nelle tante opere dei pittori del tempo, quelli del Grand Tour, da Settembrini a Sciuti, da Palizzi a Caffi. Inizia col sole, la visita, e il Sud visto come Giardino d’Europa e termina sotto la pioggia, quella che cadeva il 21 ottobre 1860, con Garibaldi vincitore e sconfitto che, un passo dietro a Vittorio Emanuele, vive le acclamazioni della folla, ma che già progetta il ritiro a Caprera. Questa sensazionale mostra, che ha chiuso purtroppo i battenti proprio il giorno della visita del Rotary, ha provato a raccontare storie diverse e intime alcune accomunate a quella «storia più grande che ne è ovviamente, cornice, utilizzando registri narrativi diversi, che ora toccano il mondo più tradizionale della raffigurazione pittorica o della documentazione storica, ora utilizzano soluzioni evocative e strumenti comunicativi multimediali per trasmettere il sentimento di che cosa significò essere meridionali e patrioti nella prima metà dell’Ottocento».