Giovedì 22 Febbraio 2018 - 1:56

Steve Della Casa ospite di Astradoc con "Nessuno ci può giudicare"

Venerdì 23 febbraio alle ore 21.00 altro importante appuntamento di “AstraDoc – viaggio nel cinema del reale”, con l’arrivo del grande critico cinematografico Steve Della Casa. Voce storica della trasmissione radiofonica “Hollywood Party”, già Direttore per diversi anni del Torino Film Festival, consulente della Mostra del Cinema di Venezia e del Festival Internazionale di Locarno, Steve Della Casa sarà al Cinema Astra per presentare il film Nessuno ci può giudicare,realizzato con Chiara Ronchini, evento speciale al Torino Film Festival e vincitore ai Nastri d’Argento di un Premio Speciale della Giuria per i documentari. Insieme a lui sarà in sala, inoltre, il giornalista Antonio Tricomi per presentare, prima della proiezione, il suo libro “Bob Dylan. Cantautore da Nobel” e intervenire alla proiezione.

“Nessuno ci può giudicare” è una retrospettiva sul mondo dei film musicali italiani degli anni Sessanta. Tra i protagonisti Don Backy, Caterina Caselli, Tony Dallara, Ricky Gianco, Mal, Rita Pavone, Gianni Pettenati, Shel Shapiro, Piero Vivarelli, che in una serie di interviste inedite raccontano l'Italia dei film musicali degli anni Sessanta.

Nell'Italia del secondo dopoguerra e del miracolo economico, il cinema continua a essere il divertimento preferito degli italiani nonché lo specchio vero dell'Italia che cambia. E i film musicali, che vedono per protagonisti prima gli "urlatori" (Celentano, Mina, Dallara...) e poi i cantanti beat (Morandi, Pavone, Caselli, Mal...) raccontano un'Italia che cambia velocemente. I giovani per la prima volta nella storia nazionale possono essere indipendenti economicamente dalla famiglia e possono coltivare i loro gusti musicali, il proprio modo di vestire.

Il cinema racconta puntualmente questo cambiamento, e l'Archivio dell'Istituto Luce lo segue passo dopo passo. Attraverso una serie di interviste inedite (Rita Pavone, Caterina Caselli, Shel Shapiro, Mal, Ricky Gianco, Gianni Pettenati, Piero Vivarelli...) e un'approfondita ricerca sul materiale d'archivio e sui film musicali, una carrellata sull'Italia che da paese agricolo diventa potenza industriale, che inventa un nuovo modo di divertirsi ma al tempo stesso scopre il gusto della ribellione.

Prima della proiezione Antonio Tricomi presenterà il suo libro “Bob Dylan. Cantautore da Nobel” scritto con Gianfranco Coci:Premio Nobel per la letteratura 2016 "per aver creato una nuova espressione poetica nell'ambito della tradizione della grande canzone americana", Bob Dylan non ha soltanto dato per primo dignità e spessore alla musica popolare contemporanea: la si chiami folk, rock o qualunque altra etichetta venga in mente di volta in volta. Ma è anche un esempio di longevità artistica senza confronti: c'era prima di Beatles e Rolling Stones e c'è ancora. Da qualunque punto di vista lo si osservi, gli spunti di riflessione che offre sembrano non doversi mai esaurire. Coci e Tricomi, consapevoli che una parola definitiva su Dylan non potrà mai essere pronunciata, provano a mettere in campo qualche tema: dischi, concerti, testi, musiche, esecuzioni, dichiarazioni pubbliche, vita privata, rapporti con i maestri e i colleghi, influenze sui musicisti (praticamente tutti quelli che sono venuti dopo di lui). Tenendosi a distanza di sicurezza tanto dalle ritualità saggistiche che dalla retorica da fan.

Il programma di “AstraDoc – Viaggio nel cinema del reale” continua con molti ospiti: il 9 marzo Antonietta De Lillo con l’accoppiata “Promessi Sposi” e “Il Signor Rotpeter”, anche quest’ultimo recente anteprima veneziana. Come sempre, inoltre, ci sarà spazio anche per emergenti e giovani filmmaker, a partire da gli allievi del centro FILMaP di Arci Movie,Caterina Biasiucci (“Appunti sulla mia famiglia”) con Carlo Manzo e Francesco Romano (“Sub tuum praesidium”), con i loro documentari presentati a diversi importanti festival italiani in anteprima a Napoli il 2 marzo, ancora autori comeIlaria Urbani con “Luci sulla frontiera”, Andrea Canova con “Je so’ pazzo”, Antonello Scarpelli con “Tarda estate”, e poi grandi film internazionali come “Safari” di Ulrich Seidl, “Nico, 1988” di Susanna Nicchiarelli, “Never Ending Man: Hayao Miyazaki”, “La poltrona del padre” di Antonio Tibaldi e Alex Lora.

La rassegna si chiuderà con 5 appuntamenti (20 e 27 Aprile, 4, 11 e 18 Maggio) da definire con film documentari provenienti da Festival Internazionali.

16:06 21/02

di Redazione

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Ra Ristovago a Pozzuoli, dove tutto è rotondo

Cibi tondi protagonisti della prima cucina tutta “rotonda” d’Italia.  Quella del nuovo ristorante di Pozzuoli Ra Ristosvago (via Pergolesi), che per primo in Italia ha in menù pietanze tutte tondeggianti. Dall’antipasto al dolce, la tradizione è rivisitata nelle forme e nei colori. Nel menù ad esempio spiccano innovativi ring di calamari al limone e ricotta, roll rainbow di pesce spada su crema di latte, praline al nero di seppia con salsa di finocchio e curcuma, bignè al salmone su salsa di zucca, cilindri mediterranei, anelli fusion, tortini di polpo caramellato. Protagonisti assoluti della cucina del Ra Ristosvago sono dunque il cerchio e il mare, che vengono ricercati e rivisitati tra tradizione e modernità. Le tecniche di cucina e di presentazione si mescolano dando origini a nuovi piatti fusion e rotondi, che portano in tavola storie diverse. Le pietanze della tradizione napoletana sono presenti, ma rivisitate sia nella cottura che in questa forma sempre tondeggiante. Un ritorno alle origini che sfocia in un mangiare moderno. Le tartare sono servite con geleè di aperol, salsa di guacamole, cipolla caramellata e geleè di lime. I gamberi si assaggiano in tre panature diverse: con pasta kataifi, mais, pastella al pomodoro.  La crosta di Gragnano ha un ripieno di baccalà e bufala con pomodorini in agrodolce su letto di friarielli, di baccalà con impanatura alle mandorle e impanatura al mais su crema di ceci. Le prerogative del Ra Ristovago sono semplici ed essenziali: riscoprire, rielaborare, trasformare i prodotti del mare rispettando le usanze e le tradizioni. La scelta del nome “Ra”, è ispirata al dio del sole, simbolo di luce, calore e prosperità; caratteristiche che rispecchiano l’atmosfera del locale, luogo di svago, armonioso e di design, tutto ispirato al mare e alle imbarcazioni. Uno spazio nuovo dove incontrarsi mangiando dell’ottimo cibo fusion tondeggiante. Qui il piacere culinario si unisce alla calda accoglienza e si fa arte culinaria, dove i piatti sembrano dei dipinti. Il pescato fresco è quello del mare di Pozzuoli, i prodotti sono biologici, l’atmosfera è intima, i sapori sono rotondi.  

15:57 21/02

di Redazione

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“Napoli con gli occhi di Caravaggio”: teatro e letteratura al Clubino

Arte, fotografia, letteratura, teatro ed enogastronomia. Sono gli ingredienti di “Napoli con gli occhi di Caravaggio” l’evento organizzato venerdì 23 febbraio alle 21 dal circolo culturale napoletano “Il Clubino” (Via Luca Giordano 73). Al centro della serata la ‘teatralizzazione” del volume di Francesco De Core e Sergio Siano “Con gli occhi di Caravaggio” (Intra Moenia Editore). Un esperimento originale che porterà per la prima volta in scena con l’interpretazione dell’attore Franco Nappi il diario romanzato del giornalista Francesco De Core che ricostruisce e racconta i due periodi napoletani di Caravaggio.

Michelangelo Merisi ebbe per Napoli un trasporto viscerale - scrive De Core nel volume - operando in una città dalle contraddizioni vertiginose, dove ricchezza e povertà hanno convissuto, e ancora convivono, negli spazi stretti dei vicoli, nelle chiese, negli ospedali e nei palazzi oppure a due passi dal mare”.

Un caleidoscopio di emozioni che rivivranno in scena con la voce narrante di De Core e l’interpretazione teatrale di Franco Nappi, fondatore de “Il Demiurgo” una delle più apprezzate compagnie teatrali italiane nel settore della narrazione teatrale dei siti culturali. “Dalla penna raffinata di Francesco De Core - anticipa Nappi - emerge un Caravaggio perennemente teso tra il genio e la dannazione che, grazie ad un’accattivante narrazione in prima persona, come fosse un diario svelato al pubblico e ai lettori, mette a nudo la parte più intima della sua anima e si presta in modo perfetto a questo avvincente esperimento di teatralizzazione”. 

Suggestiva scenografia dello spettacolo saranno le fotografie di Sergio Siano che nel testo accompagnano il diario di Caravaggio per illustrare tutte le emozioni del suo viaggio tra i quartieri di Napoli.

Lo spettacolo (10 euro il prezzo d’ingresso) sarà preceduto da un angolo del gusto, a cura della chef Claudia D’Eustacchio, che sarà dedicato alla tradizione enogastronomica napoletana. Dopo lo spettacolo il dibattito su“Cinema, letteratura e teatro per raccontare Napoli”. Insieme con gli autori discuteranno il giornalista Roberto Conte, project manager del Festival della Letteratura nel segno del Mito “La memoria degli Elefanti”, l’architetto Teresa Tauro, presidente dell’Associazione “Napoli Pitagorica” e l’italianista Paola Villani, docente di Letteratura di viaggio all’Università Suor Orsola Benincasa.

 

13:48 21/02

di Redazione

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Coez live all'Arena Flegrea

Dopo l’incredibile successo discografico siglato dal doppio disco di platino ed un singolo, “La musica non c’è” da oltre 30 milioni di stream su Spotify, dopo un tour invernale con 28 date tutte sold out ancora prima di partire che si è concluso facendo esplodere per ben due volte il PalaLottomatica a Roma, l’artista rivelazione del 2017, COEZ annuncia un nuovo imperdibile concerto, il 29 Giugno all’ETES Arena Flegrea di Napoli per il Noisy Naples Fest 2018.

Il 21 luglio è stato pubblicato il singolo Barceloneta, collaborazione del rapper con il duo Carl Brave x Franco 126. Il singolo è stato successivamente certificato disco d'oro dalla FIMI per aver venduto oltre 25.000 copie in Italia. Per COEZ si tratta di un “ritorno in patria”. Non tutti sanno che l’artista, nome all’anagrafe, Silvano Albanese è nativo di Nocera Inferiore.

Un saluto a tutti i fan vecchi e nuovi, portando nella magica Arena di Napoli, la band e le hit di tutti i suoi dischi.

 

12:17 21/02

di Redazione

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Pianista di "The Young Pope" e spot Apple a Napoli: il concerto di Bavota al Gesù Nuovo

Sabato 24 febbraio alle ore 19,30 il pianista e compositore Bruno Bavota sarà in concerto a Napoli nella Chiesa del Gesù Nuovo (piazza del Gesù Nuovo, 2 - ingresso gratuito). L'evento, promosso dall'associazione culturale “Sii Turista Della Tua Città” in collaborazione con l'Ordine dei Gesuiti (rappresentato da Padre Vincenzo Sibilio), gode del patrocinio morale del Comune di Napoli grazie all'Assessore ai Giovani, Alessandra Clemente. Ad accompagnare Bruno Bavota in questo evento speciale ci sarà la danzatrice Alessandra Sorrentino.

Paragonato a Ludovico Einaudi per l'intensità compositiva, Bavota ha conquistato la Apple, che ha incluso il brano “Passengers” nel video celebrativo dei 20 anni della divisione design, e il regista Premio Oscar Paolo Sorrentino, che ha scelto “If only my heart were wide like the sea” per la colonna sonora della serie tv di Sky “The Young Pope” con protagonisti Jude Law e Diane Keaton. Al momento il suo pezzo “La luce nel cuore” conta oltre 13 milioni di streaming su Spotify. L'artista, classe '84, ha già scaldato con il suo romanticismo lirico le platee di Inghilterra, Islanda, Giappone, Belgio, Germania e Svizzera.

«Annunciare un concerto nella mia città – così Bavota - è sempre qualcosa che mi rende particolarmente felice, soprattutto quando è in uno dei suoi luoghi più rappresentativi». L'obiettivo dell'associazione “Sii Turista Della Tua Città” è quello di riempire di spettatori la Chiesa del Gesù Nuovo, così da far conoscere questo straordinario musicista al maggior numero di persone possibile. Proprio per questo motivo il concerto sarà gratuito, chi lo vorrà potrà lasciare una donazione libera per sostenere le attività senza scopo di lucro dell'associazione. «Un sentito ringraziamento va ad Angela Morrone per aver coinvolto lo sponsor Pianoforti ProgettoPiano che concederà un pianoforte Gran Coda Yamaha per il concerto – spiega l’associazione – Sponsor d’eccezione sarà anche ETES Arena Flegrea di Mario Floro Flores, ideatore di un rinomato Festival: il Noisy Naples Fest. Il Service Music Plant fornirà il suo prezioso supporto tecnico audio. La locandina dell'evento è stata curata dal talento napoletano Dalila Ippolito».

Prossimamente Bruno Bavota sarà in concerto a Bratislava il 4 giugno presso l'Istituto italiano di cultura, inaugurando l'undicesima edizione del festival italiano in Slovacchia “Dolce Vitaj”. www.brunobavota.com

21:30 20/02

di Redazione

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"Periferie antifragili", architetti al Complesso San Domenico Maggiore

Venerdì 23 febbraio alle ore 10, la Fondazione Annali dell’Architettura e delle Cittàinteramente costituita da soggetti pubblici (Regione, Città Metropolitana, Comune, Ordini professionali di Architettura e Ingegneria, Università, Mibac) presenta il Convegno internazionale di architettura dal titolo: “Periferie antifragili. Verso un uso consapevole delle risorse”, nella Sala del Capitolo del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore.

Una giornata dedicata al tema delle periferie, che coinvolge rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali, progettisti, docenti ed esperti internazionali in un confronto su questioni, visioni e prospettive di lavoro sulla città a partire dalle periferie.

Un convegno e una tavola rotonda che anticipano gli altri due grandi eventi previsti nel programma 2018 della Fondazione Annali dell’Architettura e delle Città: una mostra di progetti di provenienza internazionale, già realizzati o redatti per l’occasione, che si inaugurerà nel mese di ottobre e che rappresenterà una vasta panoramica di esperienze e approcci attuali alle questioni delle periferie urbane, e un ulteriore momento finale di dibattito.

≪Nell’ambito delle tematiche che fanno capo al progetto Energia Zero, gli Annali affrontano, quest’anno, sotto la curatela del Prof. Arch. Cherubino Gambardella, il tema delle periferie e del loro sviluppo ecosostenibile, mettendo Napoli e la Campania al centro del dibattito politico e progettuale≫ sottolinea l’Architetto Liana De Filippis, Presidente della Fondazione.

≪In un momento in cui la questione è alla ribalta della politica nazionale e locale e la cultura architettonica si rivolge con sempre maggiore attenzione alle situazioni di frontiera, da Napoli partono proposte e innovazioni progettuali. Le periferie reinterpretate come un valore, diffuso oltre i loro margini e ricco di risorse non scontate: interpretate come antifragili, rivelano occasioni, energie, sperimentazioni, materiali e spazi di progetto che possono alimentare nuove visioni di città».

21:25 20/02

di Redazione

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“Socrate Immaginario” al Teatro Arcas

Dal 22 febbraio alle 21 in scena al Teatro Arcas "Socrate Immaginario" di Ferdinando Galiani, con la regia di Francesco Sisto. Don Tammaro Promontorio, che si crede Socrate, lotta in famiglia per poter affermare la sua logica follia, ha una sua caratteristica stabilità di protagonista, che è viva e valida proprio perché si manifesta non già attraverso una facile caricatura, ma perché riesce a conservare una sua consequenzialità addirittura solenne, filosofica. Don Tammaro non riesce ad evadere dalla prigione ch’egli stesso s’è creata; donna Rosa tenta di ridestarlo dalla mania socratica a suon di mazzate, egli niente, imperturbabile prosegue sulla sua strada fino al punto di voler prendere una seconda moglie, Cilla che è da egli definita moglie minima e nominata Aspasia, figlia di mastro Antonio: scherza sulla sua condizione assurda, ricercando l’annullamento della sua personalità, in una morte che è burla, in quel bere la cicuta (che è un sonnifero), che non è stoicismo, ma coscienza della vanità di un individuo. E però, s’addormenta. Sua figlia, innamorata del giovane Ippolito, dovrà sposare il vecchio e sciocco barbiere don Antonio, che è da egli nominato Platone, e non si discute; Calandrino, il servo è Simia, e  lo stesso  Mastro Antonio son suoi discepoli. Donna Rosa è Xantippe, la figlia Emilia è Sofrosine e la serva Lauretta è Saffo, non c’è dubbio. Persino la burletta della finta apparizione del demone diventa credibilissima per don Tammaro: il quale col suo contegno, sembra sia lui a prendere in disprezzo la sua grottesca sublime stupidità.

<<La satira dei falsi socrati e dei filosofastri è antica e ricorrente, si giudica secondo la misura della forza e dell’efficacia con la quale il poeta la rivive e l’attualizza. - scrive il regista, Francesco Sisto, nelle note - Quel che conta del Socrate Immaginario è la tempestività con la quale apparve e la mordente efficacia che esercitò su una certa società settecentesca che voleva consapevolmente deridere. Di mira era preso il Barone Saverio Mattei, “un povero diavolo di erudito”, infatuato della sapienza ellenica, ma vittima della bisbetica moglie>>.

Massimo Maffei e Teatro dell’Obbligo presentano “Socrate Immaginario” di Ferdinando Galiani, regia di Francesco Sisto, in scena Peppe Carosella, Marcello Raimondi, Sara Saccone, Ferdinando Smaldone, Federica Totaro, Giovanna Landolfi, Luigi Sorvillo e Federica Bagnaro, costumi di Clelio Alfinito, consulenza Musicale di Michele Maione, luci di Enrico Scudiero e attrezzeria Nicola Sesto.

18:45 20/02

di Redazione

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Vomero, inaugurato un nuovo spazio di arte e cultura

Aprire gli  nostri spazi di una banca, la terza d’Italia, al territorio, in tutte le sue sfaccettature. E’ questa l’idea di Fideruam, come ha spiegato oggi nel corso della presentazione del nuovo spazio del Vomero il Direttore Eventi e Comunicazione Stephane Vacher che immagina per il quartiere collinare un luogo dove d’ora in poi si potranno tenere incontri a connotazione finanziaria, certo, ma anche mostre di arte che possano anche creare stupore, “perché questo è un luogo vivo dove si incontrano le persone che fanno vivere questo territorio”, ha spiegato il dirigente. 
 
I Private Banker Fideuram del Vomero hanno dato infatti la possibilità al quartiere di avere uno spazio culturale dedicato all’arte contemporanea con un progetto di fotografia che vede coinvolti artisti italiani ed internazionali.
All’inaugurazione degli spazi Fideuram di Via Enrico Alvino  Franco Riccardo e Simona Zamparelli, curatori della mostra che partirà in aprile, hanno presentato quindi un cenno di visibilità a quello che sarà l’ufficiale progetto espositivo, con tre opere del maestro Aniello Barone: tre fotografie per i salottini Fideuram ed hanno annunciato quindi in anteprima “Arte Vivo”, titolo della mostra che racchiude il valore della vitalità che è in ogni cittadino in rapporto con il suo quartiere, in questo caso il Vomero.
La mostra ospitata dagli spazi Fideuram sarà la visione contemporanea di un luogo-quartiere che ha costruito la sua identità dalla memoria dei suoi abitanti, gli scatti sociali talvolta concettuali di Barone rimandano alla complessa sensibilità del vomerese che difende dall’alto il suo quartiere.  Il dialogo con le opere del noto fotografo Moataz Nasr che mette in scena presenze amorfe, irriconoscibili (opere che fanno parte del suo progetto Water) vuole sottolineare l’identità neutra dell’individuo che si forma pian piano e diviene riconoscibile solo nella costituzione dell’identità dei luoghi. 
“Questa inaugurazione  testimonia l’impegno del gruppo a valorizzare la sua presenza sul territorio, in un contesto in cui le banche razionalizzano invece i costi chiudendo gli sportelli. E’ una politica che stiamo portando avanti in tutta Italia e che ci sta dando risultati sempre importanti, e Napoli rappresenta a sua una piazza molto importante”, ha spiegato quindi il Direttore del Coordinamento Rete Giuseppe Baiamonte. 
 
Il Vomero, del resto, è un quartiere che può vantare una popolazione pari a quelle di una città e quindi, ha concluso  l’Area Manager del Sud Italia Giorgio Pietanesi, “se le agenzie sono una sorta di seconda casa per i colleghi, perché c’è un rapporto molto stretto anche con la clientela, ci è sembrato giusto creare qui un salotto importante:  vogliamo portare l’arte nel cuore del Vomero, e possibilmente napoletana”
 

18:26 20/02

di Redazione

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Una grande festa al Plebiscito per celebrare Massimo Troisi

NAPOLI. Questa mattina in Sala Giunta è stata annunciata la notizia che, a 24 anni dalla scomparsa di Massimo Troisi  e a 40 anni dalla  formazione del Trio La Smorfia, Lello Arena, Enzo Decaro (insieme nella foto con il sindaco Luigi de Magistris) e Stefano Veneruso, nipote di Massimo Troisi, hanno deciso celebrare insieme il mitico trio e il grande Massimo con una grande festa a Napoli. Il progetto è nato da un’idea di Lello Arena e Mario Esposito a cui Enzo Decaro e Stefano Veneruso si sono uniti con entusiasmo. Insieme hanno voluto presentare la proposta al sindaco Luigi de Magistris e all’assessore Nino Daniele che hanno  con gran piacere stabilito di sostenere l’iniziativa, inserendola tra le manifestazioni di punta della programmazione culturale dell’assessorato alla Cultura e al Turismo di Napoli. La preparazione di questa manifestazione dura ormai da più di un anno; gli ideatori della manifestazione sono impegnati in un lavoro di progettazione, studio e ricerca di materiali anche inediti. È tuttora in costruzione un’architettura composita per offrire al pubblico una rassegna antologica sulle loro produzioni teatrali, televisive e cinematografiche che hanno indubbiamente segnato la storia della recitazione napoletana e italiana. L’iniziativa coinvolgerà alcuni grandi protagonisti dello spettacolo e della cultura che hanno lavorato con Massimo direttamente o che si sono ispirati a lui, in quanto simbolo dell’espressività napoletana. La direzione artistica dell’evento è affidata a Lello Arena e a Enzo De Caro e le serate saranno a cura di Stefano Veneruso. Le serate spettacolo saranno cinque (dal 18 al 24 giugno in Piazza del Plebiscito) ed ognuna avrà un tema che sarà sviluppato in un dibattito/show attraverso testimonianze, aneddoti. Per l’occasione saranno presentati filmati tratti dalla vita di Massimo, mai resi pubblici fino ad ora. Ogni serata sarà aperta da un gruppo musicale emergente diverso ogni sera, a seguire sarà proiettata una selezione dei migliori videobox che tutti i fans di Massimo Troisi e de La Smorfia potranno lasciare su una piattaforma creata ad hoc. Si entrerà poi nel vivo della serata con il dibattito/show e i video inediti. La serata si concluderà con la proiezione di 5 film di Massimo Troisi, uno a sera. 

15:41 20/02

di Redazione

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Napoletano premiato al “Creative Marketing, training techniques & management”

Una vita dedicata allo sport e alla voglia di riscattarsi, questi gli elementi cardini del percorso di Daniele Esposito, Personal Trainer Professionista specializzato in dimagrimento veloce, titolare delle Galactica Palestre® e creatore de Il metodo®.

Il 22 febbraio riceverà il premio “Creative Marketing, training techniques & management” presso il  “ 19° Expo and International congres for fitness, wellness & aquatic clubs” durante il Forum Club di Bologna, l'evento italiano dedicato al settore fitness, wellness e aquatics, articolato in una tre giorni di Congresso ed Expo internazionali.

Classe 1983, Daniele Esposito nasce a Napoli, sin dall’adolescenza nutre una notevole attitudine allo sport, praticando dapprima le arti marziali del Taekwondo, poi il nuoto e l’atletica, accompagnati dalle prime sedute in palestra. Opera nel settore dal 2004 con una mission precisa: “Aiutare le persone a dimagrire e acquisire uno stile di vita sano e vincente”.

Nel 2006 continua la sua passione per lo sport, e decide di aprire una catena di palestre tutta sua, le Galactica Palestre, centri fitness specializzati sull’allenamento personalizzato, dove il cliente non è un semplice numero, ma il punto d’interesse di tutto lo staff.

Nel febbraio del 2016 dopo accurati studi e specializzazioni crea e fonda “il Metodo” il primo centro personal training specializzato in dimagrimento. Diventa “l’esperto in dimagrimento” e acquisisce una straordinaria capacità di motivare le persone a raggiungere il proprio obiettivo fisico.

Cos’è il Metodo Daniele Esposito. Il metodo è uno stile di vita, è il prodotto di una simbiosi tra alimentazione e allenamento, nasce dall’unione di tecnica, studio e perseveranza. Acquisire i punti cardini di quello che sarà il tuo benessere fisico e mentale, proiettato nel tempo. 

Imparare a gestire i pasti della giornata, imparare a capire cosa mangiare e quanto bere. Accettare che l’acqua è il macro-nutriente principale per il nostro benessere, è l’integratore per eccellenza, se si impara a scegliere quella giusta. Capire perché bisogna mangiare spesso per dimagrire, e non poco o nulla. Perché il cibo è la vera medicina.

Non solo un personal trainer, Daniele Esposito è autore di numerose pubblicazioni tra cui: "5 segreti per dimagrire e restare magri", best seller con oltre 3000 copie vendute.

- Autore della guida "i 6 errori micidiali che ti faranno ingrassare solo guardando il cibo"

- Autore della guida su come scegliere la palestra giusta “Non mettere piede in nessuna palestra se prima non hai letto questa guida”

- Autore del programma DE-tox, “La guida segreta per iniziare a depurare il proprio corpo senza mille rinunce anche ti sembra una missione impossibile”.

-Autore del blog omonimo “www.danieleesposito.it” ricco di articoli e risorse gratuite per chiunque volesse iniziare ad allenarsi e sentirsi bene.

La sua Mission è portare “benessere e bellessere” attraverso il giusto movimento e una corretta educazione alimentare. Prima di insegnare come e cosa fare, egli stesso prova le strategie di allenamento su se stesso, per verificarne l’efficacia e la sicurezza.

Migliaia di persone grazie al metodo® hanno imparato a gestire al meglio la propria vita e a raggiungere risultati inaspettati non solo sotto l’aspetto della forma fisica, ma anche  nel lavoro, in famiglia, in amore. Daniele Esposito, ha aiutato migliaia di persone a perdere peso in modo sensato e controllato. 30000 sono i chilogrammi che ha sommato finora con i suoi clienti. Trentamila i chili persi.

14:13 20/02

di Redazione

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