Mercoledì 24 Ottobre 2018 - 6:00

“Nabucco” al San Carlo, pubblico molto soddisfatto

NAPOLI. Al San Carlo, il bis di “Va’ pensiero”, al terzo atto dell’opera, ha suggellato l’altra sera il successo dell’edizione 2018 di “Nabucco” di Verdi (Ciampa direttore, allestimento scenico Scarpitta-Millenotti-Schonebaum, ripreso dall’Opera di Roma), la prima nel nuovo secolo già inoltrato. E gran parlare c’è stato a fine serata tra gli appassionati e frequentatori di lungo corso, quelli che potevano avere visto le edizioni almeno dal 1968 ad oggi, come l’autore di queste righe, per verificare se qualcuno ricordasse un bis del coro famoso in qualche “prima”. Nessuno ricordava niente in proposito: di altra edizione però c’è la registrazione – proposta ventuno anni fa dagli “Amici del San Carlo” nel foyer del teatro- quella dell’edizione del 1949 (c’era la Callas, al debutto napoletano) in cui dopo la musica si sente la dimostrazione appassionata di amor di patria del pubblico che invocava “Trieste, Trieste”, allora sottratta alla sovranità italiana. Veramente il coro suscitò in quel momento entusiasmi ancora risorgimentali. Diversamente,l’altra sera con la richiesta del bis è stata riconosciuta come ben avviata l’attività della nuova guida del coro, affidata da poco tempo a Gea Garatti Ansini, con risultati evidentemente migliori di quelli ascoltati un mese fa nel finale della sinfonia n.9 di Beethoven, innanzi tutto per la coesione dell’insieme e per la precisione. L’espressività migliorerà certo e lo verificheremo il 19 prossimo, nell’esecuzione della “Messa da Requiem” sempre di Verdi: ottima occasione per ascoltare dal vivo in tempo molto ravvicinato l’inizio e la conclusione del percorso artistico di Verdi alle prese con il severo stile oratoriale. Si, perché “Nabucco” è un grande oratorio, abbigliato da opera, dove è protagonista il coro, come si è ben visto al San Carlo in questa produzione, in cui è stato sempre all’altezza del ruolo, sia dando voce ai Babilonesi, nei pezzi ritmicamente più esposti e frementi, sia agli Ebrei cui Verdi ha donato un canto drammatico ma con sfaccettature liriche. Per intendere questo si deve ricordare che il librettista Solera era un neoguelfo, che l’opera era stata proposta prima Nicolai compositore, organista, direttore d’orchestra tedesco attivo in Italia, che il secondo atto propone una scena biblica simile al famoso convito di Baldassarre, attraente per più di un compositore in altro genere, che il ruolo più ampio ed articolato è quello del Sacerdote ebreo Zaccaria, quasi un re-sacerdote, (qui Rafal Siwek, molto espressivo, incisivo nella possente resa drammatica, pure se con canto discontinuo), che in quegli anni Mendelssohn aveva scritto con successo il “Paulus” nel revival del gusto di Bach ed Haendel. Con “Nabucco” ci andiamo vicino. Marginale infatti è la storia d’amore tra la principessa babilonese, figlia del re Nabucco, Fenena(l’ha interpretata con partecipazione emotiva comunicativa Carmen Topeiu che ha eseguito con cura la sua aria prima del finale) ed il principe ebreo, nipote di Zaccaria, Ismaele (ha cantato questo ruolo con bella e potente voce, squillo tenorile quasi eroico, Antonello Palombi). Invece è centrale il conflitto sia politico sia religioso. Quello politico è tra potere legittimo, rappresentato da Nabucco ( interpretato da Giovanni Meoni dal canto nobile, che a tratti ricordava l’interpretazione di Cappuccilli) ed potere illegittimo di Abigaille ( interpretata in maniera superba da Anna Pirozzi),memoria metaforica della Rivoluzione Francese ed oltre, nonché momento centrale nella cultura politica dell’epoca fondata sulla Santa Alleanza. Il conflitto religioso è  tra i pagani (lo sono Abigaille e Nabucco, che però poi si converte dopo il peccato di superbia e l’espiazione con conversione platealmente manzoniana, perfino con la musica dall’esterno, come nella scena dell’Innominato nel gran romanzo) ed il Popolo Eletto. Tutto qui esprime l’amore per la Bibbia e Manzoni proprio di Verdi da giovane. Da artista Verdi conduce la sua terza opera, seconda seria, con il contrasto espressivo che oppone in maniera diretta il lirismo melodico alla drammaticità, prevalentemente ritmica. Il primo trionfa nei pezzi più belli oltre il coro famoso: sia di Nabucco (cantabile del duetto e preghiera nell’atto quarto l’altra sera giustamente molto applauditi perché bene eseguiti da Giovanni Meoni) SIA DI Abigaille (tanto applaudita dopo l’aria del secondo atto e dopo il pezzo finale), la seconda trionfa con l’incalzate e vibrante procedere di motivetti anche bandistici, nelle scene d’insieme e nelle cabalette, frizzanti, talora come un bicchiere di buon lambrusco. Questo aspetto, peculiare alle prime opere di Verdi,  ha portato tanti studiosi e commentatori a deprecare“Nabucco”, quale modello di opera superficiale e barricadiera a forti tinte e contrasti superficiali, altri a lodare la verve anche sfiziosa e straniante dei pezzi meno compassati. Toscanini, per quel che si può dedurre da esigue testimonianze, Previtali,  Gavazzeni (anche al San Carlo) e Muti hanno puntato sui ritmi incalzanti, abbiamo invece ascoltato Oren (al San Ccarlo, a Verona) affrontare l’opera con delicatezza lirica, lasciando trasparire la memoria del canto di Donizetti e non solo il brio drammatico di Rossini, con respiro sinfonico. L’ottima direzione di Francesco Ivan Ciampa, già aiuto di Oren, con l’orchestra del San Carlo in forma, finalmente dopo le prove opache nei concerti scorsi, ci ha ridato “Nabucco” equilibrato, oratoriale, fatto di preghiera e malinconia, in cui i personaggi fanno parte di un affresco che li trascende ed amalgama; tutto era chiaro fin dalla sinfonia eseguita con poetico “legato” tra i contrastanti episodi. Quindi ben centrate le interpretazioni di Meoni  e dell’eccellente Pirozzi dalla bella, potente voce assai ben usata nel virtuosismo spettacolare, nel disegno generale, lasciando esplodere e passare oltre le furie di rabbia, le cabalette frenetiche, gli sbalorditivi, e per noi improbabili, ritmi di danza, soprattutto quello del concertato del secondo atto. Nei ruoli di contorno hanno cantato con impegno Gianluca Breda (Sacerdote di Belo), Antonello Ceron (Abdallo), Fulvia Mastrobuono (Anna). Il debutto di Ciampa al San Carlo è stato felice e ci si augura torni a breve con la sua ben governata musicalità. Magari con opera un’opera rara, “Gioconda” ad esempio proprio con Anna Pirozzi. Ma saremmo pure contenti con un “Macbeth”. Il pubblico, soddisfattissimo anche per la sobrietà dell’allestimento con elementi essenziali , ha molto applaudito soprattutto alcuni momenti dello spettacolo ed alla fine, auspicando nuove  produzioni con questo stile. Prima che lo spettacolo avesse inizio, il direttore artistico del teatro, professore Paolo Pinamonti, ha ricordato il soprano Monserrat Caballè, deceduta qualche giorno fa a Barcellona, protagonista al San Carlo di serate memorabili, già rievocate su questo giornale.

19:04 11/10

di Massimo Lo Iacono

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Odontoiatria, parte da Napoli l’innovazione digitale nell’implantologia non invasiva

Il digitale, in odontoiatria, ha portato una serie di cambiamenti di approccio terapeutico, nei confronti del paziente, rendendo tali terapie sempre meno invasive. Nel caso specifico, partendo da una semplice indagine radiografica, Cone Beam, si è potuto progettare, pre-chirurgicamente, l'applicazione degli impianti, garantendo così un’implantologia non invasiva, ovvero senza tagli, nonché produrre un provvisorio, da applicare immediatamente, già in sede dell'applicazione degli impianti. Soddisfacendo, così, la necessità del paziente di andare via dallo studio con dei provvisori "ben fatti”. Trascorso il periodo di guarigione, l'uso dello scanner intraorale, ha fatto sì da poter rilevare l’impronta, in maniera precisissima. Inoltre, senza l'ausilio di quei fastidiosi materiali per l'impronta che tanto atterriscono i pazienti. «Questi due primi punti, sono già prassi consolidata, negli studi dentistici di alta qualità - spiega Armando Coppola, specialista napoletano che ha sperimentato la nuova tecnica - cosa ho fatto di nuovo rispetto agli altri? Sono stato il primo, in Italia, ad utilizzare la piattaforma NobelBiocare. Cosa consente questa piattaforma? Di superare il passaggio dell’odontotecnico - aggiunge - e presa l'impronta con lo scanner, tramite e-mail invio i dati rilevati alla piattaforma NobelBiocare, indicandone anche le caratteristiche che deve avere la protesi. In tal modo, mi ritorna il manufatto protesico come da me voluto, prodotto direttamente dall'industria dentale, per cui abbiamo un prodotto individuale, cioè specifico per il singolo paziente, ma prodotto direttamente dall’industria, con le mie indicazioni. Condizioni queste che riducono gli eventuali errori che potrebbero esserci, nel passaggio intermedio con il laboratorio odontotecnico». Una volta ricevuto il manufatto protesico, al laboratorio odontotecnico non resta altro che completare il lavoro, con la ceramizzazione o caratterizzazione del lo stesso, che verrà consegnato al paziente. Quindi, niente punti di sutura, niente materiali di impronta, né imprecisioni, ma maggiore comfort per il paziente e tempi di esecuzione più rapidi.  

18:40 11/10

di Redazione

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Maestri alla Reggia, apre Mario Martone

Si apre con Mario Martone la terza edizione della rassegna “Maestri alla Reggia”. I grandi registi del cinema italiano tornano ad essere protagonisti del progetto realizzato dall’Università Vanvitelli, con la direzione artistica di Remigio Truocchio, in collaborazione con Ciak, organizzato da Cineventi e ospitato dalla Reggia di Caserta. 

Il primo dei quattro appuntamenti previsti quest’anno è per martedì 16 ottobre, alle ore 18,nella Cappella Palatina della Reggia con Mario Martone, regista e sceneggiatore, intervistato da una delle prestigiose firme di Ciak. 

Martone esordisce al cinema nel 1992 con Morte di un matematico napoletano grazie al quale conquista il Gran Premio della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 1995, realizza L'amore molesto, in concorso al festival di Cannes e vincitore del David di Donatello. Autore poliedrico e sperimentale, napoletano, Mario Martone, festeggia quest'anno il 40° anno di carriera con Capri-revolution, presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. 

Il ciclo di eventi, che conferma il prestigioso apporto della Reggia di Caserta e la collaborazione con il Comune di Caserta, l’Associazione Amici della Reggia, la Camera di Commercio e Confindustria Caserta attivando sinergie tra gli Enti del Territorio, sarà - come nella scorsa edizione - aperto al pubblico, oltre che a studenti, docenti e personale dell’Università.

"Gli incontri con i registi italiani – spiega il Rettore dell’Università Vanvitelli, Giuseppe Paolisso – sono ormai un appuntamento fisso per il nostro Ateneo. L’iniziativa continua infatti ad essere particolarmente apprezzata sia dall’Università che dal territorio. L’intera rassegna rappresenta non solo un momento di incontro della comunità accademica, ma anche un modo per coinvolgere  giovani e non, universitari, curiosi e appassionati”. 

La manifestazione è organizzata dalla società CINEVENTI, produttrice tra l’altro, per conto dell’ANICA, del mercato estivo del cinema italiano, e dal suo GM Remigio Truocchio. 

La partecipazione agli incontri è gratuita e gestita, per gli studenti dell’Università, attraverso l’Ufficio attività studentesche e le associazioni degli studenti; per la città, attraverso la distribuzione di inviti sulla pagina facebook e la newsletter dell’evento.

18:29 11/10

di Redazione

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“Torneo delle Regioni", calcio a 5 e solidarietà

SANTA MARIA A VICO. L'amministrazione comunale di Santa Maria a Vico, capitanata dal primo cittadino Andrea Pirozzi (nella foto) e il delegato ai grandi eventi, Pasquale Crisci, presentano: "Torneo delle Regioni 2018" manifestazione di calcio a 5 riservata ad atleti affetti da sindrome di Down provenienti da 8 regioni italiane: Piemonte, Abruzzo, Campania, Veneto, Sicilia, Puglia, Umbria e Calabria. Sabato 13 ottobre, dalle ore 15 alle 16,30, presso lo stadio comunale "Torre", via Torre 2, Santa Maria a Vico, si disputerà la partita di calcio a 5, tra atleti con sindrome di Down e personaggi del mondo dello spettacolo. Tra i tanti artisti invitati: Sal da Vinci, Emanuele Lasco, Roberto Olivieri e Francesco Capriello di (Gomorra 4), Alvaro Vitali, il regista di Roma Capitale, Claudio di Napoli, l'attore che ha recitato ne Il Padrino, Mario Donatore, Patrizia Bonetti, ultima edizione del Grande Fratello, Pasquale Casale ex calciatore del Napoli, Luigi Di Cicco coautore insieme a Michele Cucuzza di Gramigna e coproduttore dell'omonimo film, Alessio, Anthony, Pino Giordano, Marco Calone, Antonio Zequila, Biagio Izzo, Ciro Renna, Angelo Di Lorenzo, Daniele Aruta, Gianluca Di Gennaro, Cristiano Malgioglio, Hugo Maradona. Il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto in beneficenza. La manifestazione è stata organizzata in sinergia con Fisdir (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali - Federazione Sportiva Paralimpica riconosciuta dal Comitato Italiano Paralimpico), grazie al supporto della Fondazione Vodafone e del portale Oso (Ogni Sport Oltre) nell'ambito del progetto "Contropiede".

18:24 11/10

di Redazione

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Nasce il Presidio Slow Food del Pisello Centogiorni del Vesuvio

Venerdiì 12 ottobre nasce ufficialmente il presidio Slow Food del Pisello Centogiorni del Vesuvio e la celebrazione avverrà presso la sede del Comune di Trecase alle ore 17 – sede legale del presidio. Come dice lo stesso nome, dura centogiorni la sua raccolta, messa nel tempo in grande difficoltà perché scomparso quasi del tutto dai campi vesuviani. La memoria di questo legume straordinario per il suo sapore delicato, fresco e dolce allo stesso tempo, si era pericolosamente persa del tutto. Ecco perché la condotta Vesuvio ha fortemente voluto prendersene cura e farne presidio, preservandolo dall’estinzione. Qualche contadino di Trecase ancora lo coltiva per uso familiare, storicamente si colloca soprattutto tra gli orti dal suolo grigio lapillo di questo comune. Per tale motivo Raffaele De Luca, sindaco di Trecase, ha voluto collaborare al progetto del presidio Pisello Centogiorni, essendo già sostenitore di un programma di recupero e valorizzazione dell’agricoltura in questo comune di antica memoria contadina. Nell’anno in corso la condotta Slow Food Vesuvio ha organizzato diverse iniziative per promuovere l’unico legume fresco divenuto presidio, riscontrando un interesse dei consumatori e del mercato immediato e sorprendente. Questo ci fa auspicare un futuro felice per i centogiorni del pisello che la condotta Slow Food Vesuvio, presieduta dalla fiduciaria Maria Lionelli, vuole estendere a tempi più lunghi mediante l’essicazione che lo renderebbe disponibile in dispensa tutto l’anno. Il presidio rientra nel progetto IPark presidio e cittadinanza, che ha già sostenuto la nascita del presidio dell’Albicocca del Vesuvio, al quale partecipano numerosi enti, associazioni e comuni, tra i quali l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Slow Food Italia, Slow Food Campania e Vesuvio. Ci ha fatto ben sperare in future raccolte felici il grande contributo offerto dai piccoli agricoltori del territorio che con entusiasmo hanno voluto ricevere i semi e coltivarlo nei vari comuni vesuviani – attualmente sono 28 le aziende aderenti con grande partecipazione dei giovani. Così come la generosità di cuochi e pizzaioli dell’Alleanza Slow Food Campania che lo hanno inserito da subito nei loro menù diventando importanti suoi ambasciatori. Il pisello centogiorni si raccoglie in primavera, ne annuncia l’arrivo ed insieme celebrano il risveglio della madre terra. Gli auguriamo una rinascita altrettanto gioiosa e perché questo auspicio si avveri, è indispensabile la collaborazione ed il sostegno di tutti. Fare la spesa in modo consapevole è una presa di coscienza indispensabile ormai per salvaguardare la biodiversità agricola e l’identità dei singoli territori, sostenute unicamente dai piccoli agricoltori che ne sono i preziosi custodi.

16:53 11/10

di Redazione

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Edson e Ciacci, appello con Molaro per migranti e lgbt

L’avevamo lasciato a Tu si qui vales, il talent show di cui ha vinto la terza edizione nel 2016. Ma Edson D’Alessandro, nel frattempo, ha avuto modo di crescere professionalmente e, perché no, di riflettere anche su come sia cambiata la sua vita in questi anni: Edson ha alle spalle una storia fatta di solitudine, fame e povertà vissuta in Brasile, una storia con un risvolto meraviglioso grazie ai suoi genitori adottivi napoletani, che gli hanno dato una nuova vita a San Giuseppe Vesuviano, dove ancora oggi vive.
 
Una favola a lieto fine quantomai di attualità, che il giovane cantante ha deciso di tornare a raccontare al Cycas, dove venerdì 12 ottobre a partire dalle 20.30 si esibirà come special guest della sfilata di Gianni Molaro dedicata appunto alle ultime polemiche sui migranti ed intitolata “L’Amore non ha colori”. Ed in passerella, per l’occasione, sfileranno unicamente mannequin di colore. 
 
A presentare la sfilata di Molaro, nonché naturalmente Edson, sarà allora lo stylist di “Detto Fatto” Giovanni Ciacci, che a sua volta lancerà dal palco del Cycas un messaggio d’amore senza confini e senza pregiudizi rivolto, in questo caso, a chi invece si oppone alle nozze LGBT. Il celebre costumista, infatti, ha recentemente palesato la sua intenzione di sposarsi. 
 
Nel corso della serata, applaudito da un folto pubblico di fan che ha già confermato la propria presenza ai margini della passerella, Edson racconterà la sua storia e le sue personali opinioni rispetto a quanto sta accadendo in Italia, deciso a lanciare alla politica italiana un messaggio di pace e di accoglienza.   

16:39 11/10

di Redazione

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"La città degli Altri" all'Archivio Storico del Banco di Napoli

Sabato 13 ottobre (ore 21) e domenica 14 (ore 20), nel monumentale cortile di Palazzo Ricca (via Tribunali, 214), sede del Museo dell'Archivio Storico del Banco di Napoli, torna in scena il nuovo spettacolo di NarteA “La città degli Altri”. Il lavoro teatrale, scritto da Febo Quercia e interpretato da Luigi Credendino, Valeria Frallicciardi, Irene Grasso, Daniela Ioia, Antonio Perna, Peppe Romano, è diretto dallo stesso Quercia e da Fabiana Fazio, si avvale delle scene di Marco Perrella e dei costumi di Antonietta Rendina. “La città degli Altri” ricostruisce il tema dell'alienazione mentale, incrociando le storie degli internati dell'ospedale Leonardo Bianchi, ricavate da alcune cartelle cliniche, con le fedi di credito presenti all'interno dell'Archivio Storico del Banco di Napoli. Per partecipare all'evento è necessaria la prenotazione ai numeri 3397020849 o 3333152415. Il costo del biglietto è di 15 euro. Un'ora prima dello spettacolo, con lo stesso biglietto, è possibile effettuare la visita al Museo multimediale Kaleidos, allestito da Stefano Gargiulo - Kaos Produzioni, presso l'Archivio Storico del Banco di Napoli.

Lungo la Calata Capodichino di Napoli, dove ancora sorge un’enorme salita privata, protetta da cancelli e attorniata da una fitta vegetazione, si trova l’ex Istituto psichiatrico Leonardo Bianchi, dove si accoglievano i malati di mente con disturbi vari. Rievocando l'atmosfera dell'ospedale psichiatrico di Napoli e di quella collina, che ospitava una città altra, NarteA racconta l’alienazione degli internati, dei reclusi dalla società, attraverso un lavoro basato su una ricerca del materiale documentario. Lo spettacolo è costruito per dare voce a persone realmente esistite, recluse in vita, tra le mura di un’altra “Città” che imponeva loro, con violenza e orrore, un adattamento mascherato da terapia. «Indagando sulle cause reali dei ricoveri manicomiali — spiega l'autore e regista Febo Quercia —, spesso non strettamente legati alla presunta anormalità dei reclusi, ma al loro essere lontani dalla finta moralità della società nella quale vivevano, "La città degli Altri" vuole dare voce a coloro che furono resi invisibili in vita perché volontariamente nascosti, e per fare ciò libereremo storie prigioniere tra le carte impolverate di vecchi archivi».

NarteA, in collaborazione con il Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, presenta un lavoro teatrale dedicato alla condizione di chi viveva nei luoghi deputati ad accogliere tutti coloro che esprimevano comportamenti borderline, nascondendo spesso storie di isolamento volontario o malattie della società stessa più che del degente. «Non di rado — continua Quercia — gli internati erano semplicemente persone fragili su cui veniva operato un atto di violenza per motivi che non si dovevano conoscere e che diventavano folli indotti dalla reclusione stessa e dalle pratiche di disumanità cui erano sottoposti».

16:36 11/10

di Redazione

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On air “Radio Capodimonte”: dodici puntate sul Museo e Real Bosco di Capodimonte

Dopo quasi un mese di “puntate zero” finalmente al via “Radio Capodimonte”: un'ora di trasmissione per conoscere più da vicino il Museo e Real Bosco di Capodimonte, restare sempre aggiornati sulle mostre e gli eventi in corso, saperne di più sugli artisti presenti nella Reggia e sui loro capolavori, senza ignorare i suoni, i profumi e le magiche atmosfere che il Giardino storico e il Bosco sanno regalare a quelli che lo frequentano.

Parlerà del più grande polmone verde della città e di una pinacoteca che tutto il mondo ci invidia “Radio Capodimonte”, il primo progetto di una radio museale nato da un accordo tra il Museo e Real Bosco di Capodimonte con il Master in Radiofonia dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli (giunto alla quinta edizione) e l'associazione Campania Music Commission che ha ideato e messo a disposizione una borsa di studio di mille euro per il miglior format radiofonico, sulla falsariga delle residenze musicali che la CMC dal 2016 realizza. Il programma è realizzato grazie al sostegno dell'azienda Tecno srl. Si ringrazia l'associazione Amici di Capodimonte onlus per la collaborazione.

Un format radiofonico ideato e prodotto dalla redazione del Master in Radiofonia del Suor Orsola Benincasa di Napoli (Rosanna Astengo, Riccardo Capecci, Angela Chiapperini, Mario De Martino, Marialaura Garripoli, Alfonso Palumbo, Anna Perrone, Davide Pinto, Marcello Polverino, Aniello Sergio) in collaborazione con Run Radio e l'ufficio stampa del Museo e Real Bosco di Capodimonte. Dodici puntate settimanali, a partire da giovedì 11 ottobre 2018, inserite nel palinsesto di www.runradio.it, in diretta ogni venerdì dalle ore 15.00 alle 16.00, e subito dopo scaricabile in podcast dal sito www.museocapodimonte.beniculturali.it con un jingle “Royal green sound-Il suono della Cultura” che sintetizza bene i temi che saranno trattati di volta in volta.

Nella prima puntata ci sarà un'intervista al direttore Sylvain Bellenger e al rettore Lucio d'Alessandro per il doveroso “in bocca al lupo” alla radio, un'intervista all'artista Paolo La Motta per la sua mostra Incontri Sensibili: Paolo La Motta incontra Capodimonte (fino al 30 ottobre 2018), una a Carlo Capalbo per il Bosco in Rosa, la maratona non competitiva di 5 chilometri che si svolgerà nel Real Bosco sabato 13 ottobre alle ore 16.00 destinata a raccogliere fondi per l'ospedale pediatrico Santobono di Napoli, un'intervista ad Angela Cerasuolo, a capo del Dipartimento di Restauro del Museo e Real Bosco di Capodimonte per il restauro della famosa Trasfigurazione di Giovanni Bellini. E ancora informazioni sul neonato Centro studi per l'arte e l'architettura delle città portuali appena inaugurato alla Capraia, uno dei 17 edifici del Bosco, sull'Adorazione di Giovanni Anselmi in mostra presso Palazzo Mezzanotte a Milano, sede di Borsa Italiana in virtù del progetto “Rivelazioni-Finance for Fine Arts” che coinvolge le aziende campane del progetto Elite e l'immancabile appuntamento con l'agenda degli appuntamenti per conoscere meglio tutte le proposte culturali del weekend a Capodimonte: sabato 13 ottobre, dalle ore 18.30 Naples Performing Art nei Cortili del Museo e domenica 14 ottobre dalle ore 10.30 FaMu-Giornata delle Famiglie al Museo con visite guidate e laboratori didattici. E poi tanta tanta buona musica! L'identità sonora di Radio Capodimonte è generalista, con sfumature jazz e soul senza tralasciare le radici napoletane.

“Radio Capodimonte” è un medium unico nel panorama museale italiano ed europeo, utile a conoscere più da vicino Capodimonte, un sito unico nella città di Napoli. Capodimonte è una Reggia-Museo con 124 gallerie piene di capolavori dell’arte italiana ed europea dal ‘200 al contemporaneo con 47mila opere, tra dipinti, sculture, busti rinascimentali, la Collezione Farnese, le Collezioni Borgia e De Ciccio, la raccolta grafica del ricchissimo Gabinetto dei disegni e delle stampe e la sezione di arte contemporanea. Capodimonte è il più grande parco urbano d'Italia, tre volte più esteso della Città del Vaticano, più del Parco di Caserta, 134 ettari a due passi dal centro di Napoli, il vero polmone verde della città, un Giardino storico che ospita ben 400 diverse specie vegetali, un parco premiato come il più bello d’Italia nel 2014.

Oggi Capodimonte è un campus culturale in cui ognuno, può coltivare la propria passione: l'arte, la musica, il cinema, lo sport, la botanica. Un sito culturale multidisciplinare che attende solo di essere raccontato con 17 edifici storici sui quali sono in corso progetti di rifunzionalizzazione e una missione patrimoniale, ambientale, digitale e sociale/territoriale.

Durante la conferenza stampa sarà consegnata anche la borsa di studio da mille euro “Residenza musicale di artista – Il suono dell'eccellenza”, messa a disposizione dall'associazione Campania Music Commission a supporto del suo progetto di residenze musicali di artista nato per valorizzare, attraverso la musica, i beni culturali e le professionalità del territorio campano.

Sono particolarmente orgoglioso di Radio Capodimonte, un progetto realizzato con l'Università Suor Orsola Benincasa e la Campania Music Commission. Gli studenti del master in radiofonia hanno ideato un format accattivante con tante notizie su mostre ed eventi per scoprire tutto quello che si può fare e vedere al Museo e Real Bosco di Capodimonte, un sito culturale ormai davvero multidisciplinare. Vi invito ad ascoltare tutte le 12 puntate, sono certo che vi piaceranno” afferma Sylvain Bellenger direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte.


L’Università Suor Orsola Benincasa è orgogliosa di dare vita con il Museo di Capodimonte e con l’associazione Campania Music Commission a un format inedito, Radio Capodimonte, frutto del lavoro degli allievi del Master in Radiofonia, che hanno lavorato questa primavera alla realizzazione di un’identità sonora che fosse in grado di tradurre mediaticamente e di rappresentare un’istituzione prestigiosa come il Bosco e Museo di Capodimonte. E’ una delle molte occasioni in cui l’Università Suor Orsola Benincasa realizza una filiera compiuta tra il nostro modo di fare formazione e il mondo del lavoro” afferma il rettore del Suor Orsola Benincasa, prof. Lucio d'Alessandro.

"La Campania Music Commission continua a perseguire la sua missione di music advisory board allo scopo di creare un sistema-musica della Campania; con questo progetto di residenza musicale d'artista ha assegnato una borsa di studio che ha permesso di realizzare una radio per Capodimonte fatta da giovani professionisti” conclude l'avv. Ferdinando Tozzi giurista esperto di diritti di autore e Presidente di Campania Music Commission.

Il nostro compito è quello di valorizzare l'immenso patrimonio culturale italiano attraverso la tecnologia, le innovazioni, i nuovi strumenti come le app. Il nostro impegno è quello di coniugare il passato con il presente e traghettarlo verso il futuro, i giovani potranno così fruire dei tesori del passato attraverso processi moderni che permetteranno meglio al grande pubblico di apprezzare tutto il bello che c'è in Italia. Anche questa iniziativa della Radio si inserisce perfettamente nel filone di collaborazione che abbiamo messo in campo con Capodimonte e con il Direttore Bellenger, lungimirante nella sua gestione del Real Bosco e Museo, fattivo e ricettivo nelle attività da mettere in campo” afferma Giovanni Lombardi, presidente dell'Advisory Board del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

16:34 11/10

di Redazione

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È online "Snuff", la nuova webserie ispirata a filmati cruenti

“Snuff” è la nuova serie web firmata da Claudia Canfora e Giovanni Bellotti che firma anche la regia che si ispira agli Snuff Movies, filmati cruenti, spesso amatoriali, che ritraggono la morte in diretta, riletti in chiave contemporanea, creando un universo in cui i mezzi tecnici degli anni ’90 (come le MINI DV) si mescolano ad un presente ormai digitalizzato in ogni sua forma. La sceneggiatura è strutturata in cinque “master” dai repentini colpi di scena che si susseguono episodio dopo episodio.

Alice e Luca, laureandi in cinema, iniziano il loro tirocinio presso un’associazione. Convinti di poter approcciare sin da subito al mondo del lavoro per cui hanno studiato, si ritroveranno invece coinvolti in un terrificante mistero. Insieme, si metteranno alla ricerca dell’autore di uno “Snuff Movie” ritrovato nello scantinato dell’associazione, nel quale la protagonista, una loro conoscente, viene torturata sino alla morte.

“Le motivazioni - dice Bellotti - che mi hanno spinto a lavorare ad una seconda serie web, sono le medesime con cui ho avviato il lavoro de Il nastro di Möbius, ovvero la possibilità di continuare un percorso avviato anni prima a partire dai laboratori cinematografici svolti con i ragazzi delle scuole superiori di Napoli Est. Oggi, nonostante ognuno di loro abbia concluso gli studi liceali, hanno deciso di continuare a lavorare in gruppo, diventando parte di un collettivo cinematografico. Il collettivo è un progetto che vede la concretizzazione di uno spazio in cui i giovani (sotto i 35 anni) possano dare vita alle loro creazioni cinematografiche curandone i diversi aspetti: dalla scrittura alla produzione. L’obiettivo cardine del collettivo, così come quello della serie web Snuff, è quello di fare cinema a partire dal basso, che diventi poi un vero e proprio cantiere aperto di idee e talenti volti alla diffusione della cultura cinematografica indipendente, mediante l’impegno della sperimentazione attraverso nuovi contenuti, forme e linguaggi dell’audiovisivo”.

Gli interpreti sono: Noemi Esposito, Mario Donato Pilla, Vincenzo Carotenuto, Giuseppe Carosella, Carmela Abbacuccio, Ilenia Briuolo.

Gli episodi sono visibili su: sulla pagina Facebook di mobiusproduzioni o su youtube: https://www.youtube.com/playlist?list=PLmQLFqpHgEE573YCoWZgHnK-a1oZf3F-L.

16:26 11/10

di Redazione

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Al via l'Autunno Musicale alla Domus Ars

Al via, venerdì 12 ottobre alle ore 18,30, “Autunno Musicale” la stagione concertistica 2018 dell’Associazione Musica Libera al Centro di cultura Domus Ars con l’organizzazione de Il Canto di Virgilio.

Ad inaugurare il programma, con la direzione artistica del maestro Lucio De Feo, un doppio concerto: nella prima parte si esibiranno Maria Luisa Abbattista al pianoforte e Renzo Schina al contrabbasso e a seguire sarà la volta del Duo Nadiyah con Maria Miele al violoncello e Marco Martuccio al pianoforte. In programma brani di Mendelssohn, Infante, Schumann, Rossini e Barrière.

“Siamo arrivati al settimo anno consecutivo di questa splendida rassegna. Il primo concerto, come è ormai nostra tradizione, sarà a più mani. Ospiteremo infatti una pianista e un duo, con il contrabbassista Renzo Schina, tra i più talentuosi in Italia, come ospite. Il secondo concerto vedrà protagonista un duetto pianoforte e voce, il terzo un recital pianistico. Il concerto di fine anno vedrà un gradito ritorno: l'Ensemble Novissimo, formazione di giovanissimi alunni del Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli. Il nuovo anno, invece, saremo impegnati nella rassegna storica sulla canzone napoletana che articoleremo in più date con interpreti diversi", spiega il maestro Lucio De Feo.

16:21 11/10

di Redazione

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di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano