Venerdì 22 Febbraio 2019 - 10:33

Salvatore Esposito presenta il libro a New York, poi masterclass a Napoli

NEW YORK. Salvatore Esposito (nella foto con Alessandro Iovino), il “Genny Savastano” della serie tv di Sky Atlantic “Gomorra”, da lunedì sarà a New York dove, in compagnia del giornalista e scrittore Alessandro Iovino e di Rosario Procino per presentare il libro “Non volevo diventare un boss”, edito da Rizzoli. Salvatore Esposito è da diverse settimane a Los Angeles per motivi di lavoro, dove ha incontrato anche Ellen Pompeo, la star di “Grey’s Anatomy”, la fortunatissima serie tv ambientata a Seattle. La notizia del loro incontro nei giorni scorsi è diventata virale. Nei prossimi giorni avrà una conversazione con il direttore della “Casa Italiana della NYU” Stefano Albertini e la giornalista Angela Vitaliano. A Napoli, invece, il 25 febbraio, ci sarà una masterclass ideata da Salvatore Esposito. «Da piccolo mi chiedevo come avrei fatto a diventare un attore, un mestiere che mi ha sempre affascinato in un mondo ricco di sfumature difficili da definire. Con il tempo ho capito che la bravura non basta, ci vuole ingegno e caparbietà soprattutto nell'attimo in cui decidi di fare del tuo sogno un lavoro e della recitazione un mestiere. Proprio così è nata l'idea della masterclass a cui pensavo da tempo. Un evento al quale i giovani potessero partecipare per discutere e confrontarsi con esperti del settore su come diventare attore». Così Salvatore Esposito nel presentare la masterclass "Come nasce un attore" in programma lunedì 25 febbraio presso “Edenlandia”. L'incontro, della durata di circa 8 ore, vedrà la partecipazione di numerosi attori, registi e casting director. Tra i nomi già trapelati dai social: il regista Toni D'Angelo, la conduttrice radiofonica e vocal coach Fabiana Sera, l'agente e talent scout Michele Donatelli, l'attrice Maria Pia Calzone, il casting director Massimiliano Pacifico, l'attrice Ivana Lotito, il produttore Gaetano Di Vaio e tantissimi altri ospiti.

 

15:31 30/01

di Redazione

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CalenGolf, 12 mesi per amare lo sport

Venerdi 1 febbraio 2019 alle ore 11.30, presso la Sala Conferenze dell’Università Pegaso, Palazzo Zapata in piazza Trieste e Trento 48 a Napoli, si terrà la conferenza stampa di presentazione del calendario “CalenGolf 2019” di promozione del Golf in Campania, ideato e promosso dalla Delegazione Regionale Campania FIG (Federazione Italiana Golf) e dall’Associazione GPA (Golf Project Advertising) con il patrocinio del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) Campania.

Al tavolo dei relatori Sergio Roncelli - Presidente CONI Campania, Giuseppe Cioffi - Presidente GPA, Vincenzo Corvino - Delegato Regionale FIG, Toti Caruso - golfista professionista.

Relatori che a più titoli hanno partecipato a questa impresa, ovvero  FIG Campania e Associazione GPA – “golf nel golfo”, che accomunati dalla stessa passione e dalla voglia di diffondere la gioia di scoprire la magia di uno swing, hanno lavorato insieme grazie al contributo dei partner di GPA, dagli sponsor come B.Rent, F.lli Comella, Iesu Immobiliare, Lazzari Servizi e Antica Distilleria Petrone, alla Macro Regione Sud della FIG e naturalmente dei modelli, giocatori dei Circoli della Campania (Circolo Golf Salerno; Golf Club Mirabella, Avellino; Golf Club Volturno, Caserta; Golf Club Napoli), Mario Favilene, studente universitario, Lia Cacace, casalinga, Marco Ibello, dentista, Isabella Munno, imprenditrice, Giordana Corvino, liceale, Gabriella Deleuze, imprenditrice, Toti Caruso, golfista professionista, Giuseppe Cioffi, magistrato e Annamaria Berardinone, pensionata, recentemente scomparsa e alla quale è dedicata la presentazione, in ricordo del suo stile e della sua passione per il golf.

Immortalati nei panni di tutti giorni, in plastici swing, dalla macchina fotografica di Luigi Di Maggio, dando luogo a ritratti, assemblati impeccabilmente in calendari “CalenGolf 2019” a tiratura limitata, dal graphic designer Benedetto Longobardi. Il Golf si presenta così come un gioco per tanti, di qualunque età e professione come il calendario testimonia, uno sport che è possibile praticare in tutte le stagioni e che grazie al contatto con la natura offre benefici alla salute fisica e mentale.

 

13:36 30/01

di Redazione

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Trionfo di sapori con chef stellati da Pharina

CAPODRISE.  Stelle da Pharina: a impreziosire l’elegante location del patron Pasquale Della Valle, guidata alla Pizzeria da Otello Schiavon e in Cucina da Antonio Palma, è stato Paolo Gramaglia. Lo chef stella Michelin è giunto a Capodrise, come annunciato nella presentazione della nuova carta, primo di un poker previsto di assi dei fornelli, dal President di Pompei, con Walter Presutti della sua Brigata. Alla convention del gusto dedicata ai rappresentanti dei Media, hanno dato un importante contributo gli chef Francesco Sorrentino da I Machiavelli di Pompei, Pasquale Cerchia di Masaniello a Maiori, Stefano Parrella, da La Lanterna, ben frequentata osteria di Mugnano del Cardinale che prossimamente si sdoppierà siglando la nascita di un altro ristorante a San Gennaro, laddove sorgeva la Taverna Vesuviana del bravo Alfonso Crisci, attualmente affaccendato nella creazione di un’altra realtà di spessore.  
Tutti ospiti dello chef resident Antonio Palma, in piena attività per la serata, con la sua Brigata e al suo fianco, il sous Simone Delli Paoli.
Nel menu, un delizioso Tataki di tonno alla fiamma, antipasto particolarmente apprezzato e bissato dagli intenditori; quindi, l’atteso Risotto in giallo di Gramaglia: pomodorini gialli del Vesuvio, gamberi di nassa, lampone e zeste di limone della Costiera. Per entrambi i piatti c’e stato un affiatato impegno collettivo di tutti gli chef presenti, all’insegna dell’armonia che ha caratterizzato ed ha ispirato l’evento, concepito inizialmente come un 4 mani tra Gramaglia e Schiavon. 
Di seguito, le pizze “a canotto” di Schiavon (già allievo di Martucci e Iervolino), particolarmente distintive del Casertano e non solo. Prima la Pensiero Stupendo: vellutata di ceci di Cicerale, fiordilatte, nuda di Spilinga e petali di Lingotto; poi la Pizza Gramaglia, in teglia, con aggiunta a crudo di un topping di stracciatella e gamberi, dedicata all’ospite stellato, giunto a guida del giovane e già apprezzato pizzaiolo.  L’evento è stato coordinato dall’Avvocato Gourmet, ovvero il civilista del Foro di Nola, Sergio Sbarra, pubblicista appassionato di enogastronomia.
Partner, Casa Setaro, De Gaeta, Alma De Lux e Goeldlin Collection, che ha firmato le giacche create per l’occasione.
Teresa Lucianelli

23:21 29/01

di Redazione

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Rosario Miraggio in "Feeling San Valentino" al Palapartenope

Giovedì 31 gennaio 2019, alle 11.30, il talentuoso artista napoletano racconterà alla stampa i contenuti di uno speciale concerto di San Valentino, in arrivo giovedì 14 febbraio al Palapartenope di Fuorigrotta. Un evento organizzato e prodotto da Studio Uno Marketing di Raffaele Veneruso.

Un live in cui il giovane interprete – pupillo di Gigi D’Alessio – che negli anni ha collaborato con Franco RicciardiIvan GranatinoClub Dogo e Nino D’Angelo porterà in dote alla platea canzoni che hanno per epicentro l’amore, la gioia e la seduzione. Parallelamente, Rosario Miraggio è testimonial dell’associazione La Forza delle Donne.

La sua canzone Macchina 50 è nella colonna sonora del film Gomorra di Matteo Garrone. La sua Stella stelletelle è una delle canzoni preferite di Francesco Lettieri, regista dei videoclip di Calcutta, LIBERATO, TheGiornalisti, Giovanni Truppi, K-Conjog, Motta, Clementino. La sua verve è stata celebrata da Enzo Savastano nel singolo Reggae neomelodico. Uno dei versi della sua canzone Male è citata nello spazio Tumblr di LIBERATO. La sua Prendere o lasciare è stata sigla di rubriche nei palinsesti di Radio Dee Jay.

Trasversale, eclettico, mediterraneo, ROSARIO MIRAGGIO è ancora una volta alla ricerca dell’equilibrio tra serenate napoletane e urban-pop. E in attesa dello spettacolo di Fuorigrotta,  l’artista ribadisce un credo: “Se devi fare una cosa, falla con stile”.

 

19:33 29/01

di Redazione

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Ocena Club, oltre 400 invitati all'inaugurazione

Grande successo per la presentazione della nuova stagione di eventi della villa ricevimenti Ocean Club che sorge nel complesso dell’Hotel Giulia a Qualiano, alle porte di Napoli. L’evento è stato curato nei minimi dettagli da uno staff guidato dallo Chef Antonio Napolitano, reduce da importanti collaborazioni su tutte quelle con  il Ristorante dell’Hotel Quisisana a Capri fino a Villa Diamante e Villa Partenope a Posillipo. 

Oltre 400 persone sono accorse da tutte le zone della Campania per festeggiare l’avvio di questa nuova avventura di Antonio Napolitano e di Pasquale Palma Patron dell’Hotel Giulia. Visto fra gli altri importanti personaggi dal mondo della moda, su tutti la stilista ed ex finalista nazionale Miss Italia Ilaria Vitagliano, a quello wedding con Pasquale Esposito che ha curato benissimo l'allestimento della serata alla quale ha dato un contributo importante la società di promozione Mategy con Alessio Fausto e Alessandro Forte.

Non sono passati inosservati Alfredo Mariani regista televisivo e conduttore della trasmissione Dive e Divi, Lorenzo Crea Direttore di Retenews24, l’Onorevole Michele Schiano e il Produttore Eduardo Angeloni. La serata si è svolta in un clima di grande allegria e partecipazione con sinceri apprezzamenti per le portate ideate per l’occasione dalla cucina dello Chef Napolitano.

Fra queste il Riso Venere con Gambero alla Paprika, il Risotto con friarielli e stracciatella di bufala e l’ottimo filetto di maialino cotto a bassa temperatura. L’intrattenimento musicale è stato curato dal gruppo guidato dal Maestro Enzo Savarese. Chiusura con spettacoli di artisti circensi e fuochi pirotecnici. Siamo convinti, dichiarano Antonio Napolitano e Pasquale Palma, che questa sarà un grande anno per l'Ocean Club ricco di eventi interessanti per la nostra selezionata e affezionata clientela.

19:28 29/01

di Redazione

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La culla del terrore, Capuozzo a Castellammare

CASTELLAMMARE. Come è nato il terrore in nome di Allah, quando e dove costituiscono il fulcro di “La culla del terrore. L'odio in nome di Allah diventa Stato”, l’opera di graphic journalism completamente italiana scritta dal giornalista Toni Capuozzo, che sarà presentata domani 30 gennaio (ore 18,30) al Salone Viviani - casa della cultura in Castellammare di Stabia. Un libro a fumetti, a metà tra il reportage di guerra e il diario personale, tra il resoconto storico degli ultimi anni e l'autobiografia, che è impreziosito dalla presenza di diverse fotografie inserite all'interno delle tavole disegnate, e da numerosi articoli e lettere del giornalista, dal fronte. Dopo i saluti di Gaetano Cimmino, Sindaco di Castellammare di Stabia, Lello Radice, Vicesindaco e Assessore alla Cultura Comune Castellammare di Stabia, Serena Cirillo, Vicepresidente dell’Associazione Meridiani, del Generale di Corpo d’Armata Rosario Castellano, Comandante delle Forze Operative Sud e Angelo Esposito, Presidente dell’Associazione Ingegneri del Comprensorio Stabiese, ne discuteranno con l’autore il giornalista Mauro De Riso e il Vicepresidente della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale Campania Alfonso Longobardi. L’appuntamento è organizzato e promosso dall'associazione culturale Meridiani in collaborazione con l’Associazione Ingegneri del comprensorio stabiese e si inserisce nella rassegna culturale #unlibroperamico curata da Meridiani con l’obiettivo di sostenere e realizzare progetti con finalità culturali e sociali sul territorio regionale e nazionale. Tra le iniziative curate da Meridiani spiccano la campagna di prevenzione per la guida sicura denominata “Sii Saggio, Guida Sicuro”, rivolta ai giovani delle scuole medie inferiori e superiori della Campania e la rassegna nazionale “Un libro sotto le stelle”.

18:23 29/01

di Redazione

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Ecco Authentico, l'app per mangiare vero cibo italiano

Per aiutare i consumatori di tutto il mondo a riconoscere i veri prodotti enogastronomici Made in Italy e a segnalare i fake, ora c’è l’app gratuita Authentico.  Si tratta di una startup innovativa fondata da manager, imprenditori e professionisti della comunicazione digitale nel foodtech che unendo le rispettive competenze hanno creato una soluzione per il contrasto del problema dell’imitazione di prodotti agro-alimentari italiani all’estero (Italian Sounding). Il progetto partito nel 2014 ha richiesto oltre 3 anni di studio per conoscere e documentare i vari tentativi di imitazione dei prodotti italiani e per comprendere le complesse dinamiche del mondo della produzione e della distribuzione moderna. La società è nata a gennaio 2017 e ha rilasciato l’applicazione a settembre 2017. 

«La nostra App - spiegano gli ideatori - consente di sapere velocemente se il prodotto è Made in Italy ed inoltre consente di segnalare i prodotti fake facendo una foto geo-localizzata che viene inviata direttamente ai produttori e ai consorzi di tutela. Ma consente anche di cercare i veri ristoranti italiani all’estero e di conoscere tutto delle eccellenze italiane, comprese le ricette originali per cucinarli. La nostra mission è duplice. Da un lato svolgiamo una funzione sociale di tutela dei consumatori che sono ingannati da alcuni produttori, soprattutto esteri, e che hanno diritto alla trasparenza. Per questo motivo la nostra app non contiene pubblicità ed è totalmente gratuita per il consumatore. Crediamo che la divulgazione, l’informazione trasparente e la comunicazione siano le vere chiavi per combattere le imitazioni e le contraffazioni. Nel contempo supportiamo le aziende italiane del settore agroalimentare a vendere di più all’estero, a tutelare, diffondere e valorizzare i loro prodotti, ad identificare con precisione il loro target ed instaurare un dialogo grazie ad una serie di sistemi innovativi. Forniamo un sistema di supporto decisionale che possa accompagnarle nella scelta di puntare gli investimenti all’estero sui mercati a maggior potenziale; il tutto senza però complicare i processi di confezionamento, senza costringere ad adottare nuovi codici, nuove etichette o modificare il packaging.  I numerosi tentativi di combattere le imitazioni delle nostre eccellenze agroalimentari hanno prodotto dei risultati modesti. I consumatori oggi sono poco recettivi alla promozione istituzionale o governativa che viene percepita come un tentativo di condizionamento pubblicitario. Noi abbiamo scelto  un approccio innovativo al contrasto del fenomeno dell’italian sounding, una soluzione che parte dal basso, ovvero da coloro che amano il cibo italiano e fanno le scelte di acquisto. Vogliamo coinvolgere i consumatori per farli sentire parte di questa iniziativa. Comunichiamo, attraverso il cibo, le aziende e gli uomini che lo producono, il territorio, la cultura enogastronomica italiana, le ricette tradizionali nonché i veri ristoranti italiani all’estero che usano prodotti originali».

Authentico è una soluzione innovativa perché coinvolge i consumatori, grazie alla potenza del crowdsourcing e perché non introduce elementi di discontinuità per i produttori che non amano cambiare i loro processi o le loro etichette, anche perché sono già costretti a farlo di frequente a causa delle normative sulla trasparenza. 

Authentico inoltre è partner del Roof, l’esclusivo ristorante di Casa Sanremo riservato agli artisti, giornalisti e sponsor che graviteranno nella cittadina ligure durante il Festival della canzone italiana che si terrà dal 5 al 9 febbraio. 

22:50 28/01

di Redazione

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Driftmachine, open act Luigi Ferrara & Crescenzo Di Vano

È un dovere per l’artista sperimentare … ogni forma d’arte, quando è sincera, è figlia della mente e delle pulsioni intime, viscerali, di quelle polluzioni che eros e psiche generano nel loro costante conflitto fatto di disgregazione e formazione; ed è proprio il raggiungimento dell’equilibrio tra l’istintività e il calcolo che produce la perfetta onda sonora che, al di là di ogni tempo e spazio, diviene linguaggio universale. E così è stato per il muro di suoni elettronici che ha riempito lo spazio e il tempo del First Floor Club, sabato 26 gennaio, nel doppio appuntamento targato Rockalvi Festival (mediapartner Freakout), con il duo tedesco Driftmachine (Florian Zimmer e Andreas Gerth) e, in apertura, il duo napoletano composto da Luigi Ferrara & Crescenzo Di Vano.

L’improvvisazione delle drone machine, dei modulatori, dei generatori random/noise e del bastl kastle di Ferrara e di Di Vano hanno prima tracciato e poi seguito strade immaginarie, tangenti a metropoli decomposte dove le profondità dei suoni hanno tagliato cristalline lame sonore su frammenti e illuminazioni glitch.  

Le stesse strade che, come arterie, sono scivolate sino all’interno del muscolare suono teutonico di Florian Zimmer e Andreas Gerth, un suono che ha rivestito e dato energia all’ossatura androide delle improvvisazioni e al tribalismo urbano dei sintetizzatori modulari.

È  stato importante per noi aver la possibilità di condividere il palco e confrontarci con musicisti di una certa esperienza, lo scambio di informazioni e pensieri è ancora fondamentale ai tempi della rete - racconta Luigi Ferrara - Florian Zimmer e Andreas Gerth portano in dote le attitudini pop e sperimentali del suono della Germania di inizio millennio. L'improvvisazione da una parte e l'edificazione del sound con sintetizzatore modulare dall'altra, sono le tecniche compositive e di ascolto che rappresentano al meglio i tempi moderni. La comunità dovrebbe partecipare con più attenzione a eventi del genere".       

Non si può non condividere il saggio pensiero di Ferrara, soprattutto quando l’odierna società globale e liquida ha bruciato il respiro vitale della musica live, dell’unicità dell’esperienza di un concerto, soprattutto se (come in questi casi) si ha la possibilità di entrare a diretto contatto con i musicisti, di azzerare le distanze tra pubblico e artista e di diventare, l’ascoltatore, una parte del tutto musicale.

Ciò che si è ascoltato, abbracciando nuovamente appieno quanto detto da Ferrara, ha maggior valore nella sua perfetta rappresentazione dei “tempi moderni”, con i cavi che, vene cave, hanno trascinano elettricità al cuore di macchine gridati, con voce analogica, alienazione da cibernetica socialità postatomica.

La musica e l’arte tutta assolvono al meglio la loro funzione, se incarnano la società e il mondo che vivono e se riescono a presagire e a mostrare frammenti di futuro.

 

09:38 28/01

di Marco Sica

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Funkool Orchestra allo Zero81

“James Brown ti Protegge!” è il cuore del messaggio Funkool racchiuso nelle parole impresse sul “santino” che il collettivo di selecters napoletani distribuisce da oltre quindicianni anni durante le serate, e che venerdì 1 febbraio, sul palco dello Zero81 - Laboratorio di Mutuo Soccorso di Napoli, si farà musica come Funkool Orchestra, l’ensemble composto da Djarah Kan, Valentina Conte, Serena Serino e Pask Napoletano alle voci, Mario Tammaro al trombone, Riccardo Colicchio ai sassofoni, Enrico Pizzuti alla chitarra, Mattia Leone alle tastiere, Dario Pezz al basso, Antonio De Luca alla batteria ed Enzo Cannavacciuolo alle percussioni.

L’idea di affiancare al djset una performance live, la Funkool Orchestra (si legge Òrchestra!) risale ad almeno 5 anni fa - racconta Mattia Leone, tra i fondatori di Funkool e tastierista - All’epoca io e Dario (Gessato, bassista) suonavamo con gli Inner City Affair, e a volte capitava di avere un djset Funkool all’apertura dei concerti. Legare insieme i due momenti per creare uno spettacolo unico che comprendeva un’attenta selezione musicale prima e dopo il live, accompagnando il pubblico per oltre 4-5 ore, era un’idea che ci piaceva molto. Ci è voluto un po’ ma finalmente nel 2018 abbiamo iniziato a lavorare concretamente al progetto, che nella nostra megalomania doveva contare una quindicina di elementi. Per ora ci siamo fermati a 11, ma nelle registrazioni che stiamo preparando contiamo di ampliare ulteriormente l’organico".

“La Funkool Orchestra nasce di fatto come un’estensione dello spettacolo vinilico Funkool, con l’obiettivo di proporre un momento live durante le serate che riportasse alla mente quello che c’è dietro ai groove funk e disco creati a cavallo tra gli anni ‘70 e ’80: formazioni di moltissimi elementi, trascinate da fiati, cori e percussioni, che facevano tanta improvvisazione e valicavano i generi musicali (pensiamo ai War, ai KC and the Sunshine Band, ai Brainstorm, per citare solo alcune tra le band più conosciute), senza usare campioni di nessun tipo e registrando quasi sempre in presa diretta pezzi anche di notevole spessore tecnico. Molti dei dischi che i Funkool passano durante le serate sono però di band spesso conosciute solo agli appassionati, a testimonianza di un momento storico in cui i produttori musicali, piuttosto che costruire prodotti a tavolino, preferivano lasciare incidere le band e far decidere al pubblico se meritassero o meno di andare avanti” (si legge nel comunicato stampa).

Se non ci sfugge di mano la cosa, data la nostra tendenza a esagerare (nel 2018 sono nate anche la Funkool Records e la Funkool Productions con una linea di clothing) - prosegue Mattia Leone -  l’idea di aggregare al progetto altri musicisti, ma anche dj e selecter, sarà la linea guida per il lavoro dei prossimi mesi. Napoli è in un periodo di fermento musicale davvero interessante, e noi che in un modo o nell’altro facciamo musica da un po’, abbiamo tanti amici che pur appartenendo a diverse generazioni, o essendo legate a diversi generi musicali, suonano innanzitutto per divertirsi e far divertire, prima ancora che per guadagnare denaro o successo. Molti anni fa, durante le serate allo Sputnik, quando Roberto (Tabacchini, tra i fondatori di Funkool e dj) era in pieno periodo Northern Soul, ho conosciuto Alfredo “dj Arnold” Maddaloni, grande collezionista di vinili e miniera di spunti musicali di ogni genere. Con lui oggi stiamo ragionando su come avviare produzioni internazionali targate Funkool Orchestra anche a partire dai suoi numerosi contatti. Qualche settimana fa, ad esempio, Alfredo era a Napoli con Frank Raines, dj e produttore di Detroit in tour in Europa, e abbiamo organizzato una jam session per dargli un assaggio del fermento musicale di casa nostra, coinvolgendo amici di formazioni storiche ed emergenti, come Funkin’ Machine, Napoli Rockers Syndicate, Weah. Altri progetti in cantiere per Funkool Orchestra coinvolgono “monumenti” del dancefloor napoletano come Speaker Cenzou, Ciccio Sciò e DNApoli, ma ci vorrà ancora un po’… le idee sono tante e il tempo è poco!

Come After Show, in chiusura della serata e in apertura della nuova mattinata … il FUNKOOL VINYL SET con:

- Dario “pezzotto”: 
nasce bassista e di conseguenza amante del groove e di tutto quello che prevede ritmo e ‘nu maronn’ e giro ‘e bass’.
- Gianpaolo “junp”: 
il più giovane dei 4, mette solo quello che piace a lui e puntualmente il suo gusto incontra quello della pista.
- Mattia “lion”:
enciclopedico, conosce perfettamente etichetta, anno di pubblicazione e minutaggio di ogni pezzo, il concorrente perfetto di lascia o radoppia.
- Roberto “bob”:
soulboy, dategli archi, falsetti o pezzi usati come campionamenti nella house music e lo fate felice, dopo 2 birre ha serie difficoltà a staccarsi dalla consolle.

09:26 28/01

di M.S.

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Progetto di riscoperta, restauro e valorizzazione di un cratere di marmo

L’attuale Amministrazione Provinciale di Caserta, guidata dal Presidente avv. Giorgio Magliocca, riconosce un ruolo fondamentale alla cultura nella costruzione di un’identità collettiva, imprescindibile prerogativa di una società civile fondata su valori comuni e proiettata verso una crescita reale e feconda. Con tali presupposti fin dal suo primo insediamento ha inteso sostenere la crescita dei Luoghi della Cultura disseminati sul territorio provinciale, istituendo l’apposita delega alla cultura, assegnata al consigliere dott. Luigi De Cristofaro e incrementare le attività del Museo Provinciale Campano di Capua, guidato dal direttore Mario Cesarano.
Il prestigioso Istituto, che si avvia a celebrare i suoi 150 di vita, nell’autunno 2018 ha concluso un importante intervento di restauro e valorizzazione di un vaso di marmo proveniente da una villa dell’antica Capua romana, grazie al progetto “Il Ritorno di Dioniso” cofinanziato con fondi della Provincia di Caserta e della Regione Campania (Direzione Generale 12 – U.O.D. 1-Promozione e Valorizzazione di Musei e Biblioteche).
Il vaso reca una meravigliosa decorazione di scene tratte dai riti celebrati in onore del dio Dioniso, passato alla storia come il dio del vino, dell’ebbrezza delle donne e del sovvertimento di ogni regola.
Il cantiere di restauro è stato aperto alle scuole di ogni ordine e grado e accompagnato da attività didattiche finalizzate alla conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale del Museo Provinciale Campano.
Sabato 26 gennaio 2019, a partire dalle 18.30 a Capua, presso il Museo Provinciale Campano in via Roma le modelle che indosseranno gli abiti realizzati da Ufficio Stile di Giovanna Panico, su passi di danza accompagneranno i presenti alla scoperta del vaso restaurato, esposto per la prima volta dopo decenni in una sala del museo in una vetrina realizzata apposta per renderne la migliore fruizione al pubblico. A tutti sarà raccontata la vera storia di Dioniso e offerto un calice del vino, dono che egli fece agli uomini, offerto dall’azienda Genti delle Alture.

17:49 26/01

di Redazione

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