Mercoledì 23 Gennaio 2019 - 13:39

Jozef Van Wissem dal vivo al First Floor Club

Govedì 17 gennaio, al First Floor Club di Pomigliano, nell'ambito della rassegna Rockalvi, serta internazionela dalle grandi sugestioni musicali con il liuto di Jozef van Wissem.   

Jozef van Wissem (Maastricht, 1962) è un compositore, liutista e musicista minimale. Considerato il Burroughs del liuto, dato l’utilizzo della tecnica del “cut-up" su spartiti musicali medievali e quindi conosciuto per il suo approccio punk ad uno strumento classico quale il liuto. Van Wissem grazie alla sua sperimentazione, con-divisa con il pubblico per la prima volta nel 2000, ha dato nuova vita, estrema, de-strutturata, a quella che è la musica rinascimentale e barocca, pur conservando l’eleganza dell’armonia. Una sorta di classismo di scuola Throbbing Gristle. Il suo estremo talento è stato richiesto da uno dei registi e musicisti sperimentali contemporanei più accreditati, Jim Jarmush, l’uomo che ha elevato il DIY ad in credibili livelli pop, nell’accezione più positiva del termine. La loro collaborazione nasce nel 2012 con l’album Concerning the Entrance into Eternity, prodotto dalla Important Records. Collaborazione duratura che si sviluppa in un capolavoro quale la colonna sonora dell’ultimo film di Jarmush “Only Lovers Left Alive”, che diventa un vero e proprio album. Ma la collaborazione con Jim Jarmush non è l’unica e la più impor-tante. Il nostro aranco punk Jozef, gode, nel 2007, di un’importantissima unione ar-tistica con uno degli artisti industrial più affermati: Maurizio Bianchi; pubblicando l’album Das Platinzeitalter, prodotto dalla Incunabulum Records.

Aprirà la serata Channel E3, progetto nato nel più ampio collettivo E3, da anni impegnato nel proporre musica e poesia performata con particolare attenzione all’impotranza dei testi e al valore e significato delle parole. Come costola che assume, poi, forma propria, Channel E3 si sviluppa sull’idea di una musica prevalentemente improvvisata, che su delle linee di massima tracciate, si definisce e si “finisce” nella composizione con gli umori e con il sentire del momento. Per l’occasione Channel E3 sarà composto da Sax Soprano e Sax Tenore, Voce narrante e Chapman Stick - NS/Stick.

Per l'evento, come Mediapatners Ufficiale Freak Out Magazine 30th Anniversary.

La serata, nello spirito del Rockalvi Festival, sosterrà la Camilla la Stella che Brilla Onlus per tutti i bambini affetti da malattie rare www.camillalastellachebrilla.com.

 

09:22 13/01

di Redazione

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La strada nel bosco, oggi presentazione del cortometraggio di Letizia Rispo

GIUGLIANO. Oggi pomeriggio, alle ore 17,30, nella Sala Teatro del I° Circolo didattico in piazza Gramsci a Giugliano in Campania sarà presentato il cortometraggio “La strada nel bosco” sceneggiatura e regia di Letizia Rispo. Nel cortometraggio la regista ha provato ad affrontare il classico tema del pragmatismo contro l’artisticità; spesso si tende a limitare un carattere maggiormente incline ad un lavoro artistico a favore di uno più pratico ed economicamente sicuro. Difatti sia la bambina che la donna hanno interesse per la musica, invece brevi accenni mostrano che Emilio ha un lavoro decisamente più convenzionale. Nessun personaggio è tendenzialmente cattivo o buono; il ragazzo per cercare il proprio accendino investe distrattamente Emilio, ma immediatamente lo soccorre e la sua volontà di aiutare l’uomo lo “eleva” nel limbo comatoso dell’uomo (il bosco), identificandolo come sua guida. Loro rappresentano due facce della stessa medaglia, il giovane che, facendosi carico del proprio errore, cerca di rimediare e l’uomo più maturo che una volta appresi i propri errori si lascia andare alla morte per timore di non riuscire a cambiare. All’epilogo, Emilio avendo compreso i propri errori e considerandosi una figura limitativa per sua moglie e figlia, decide di lasciarsi andare e come ultimo accenno, le immagina finalmente “libere” dalla propria irremovibilità, perciò al suo primo piano viene sovrapposta l’immagine delle due figure femminili mentre danzano con un vestito bianco, in un’immagine di libertà e rinascita.

Biografia della sceneggiatrice e regista Letizia Rispo

La giovane sceneggiatrice e regista Letizia Rispo nata nel 1988 a Napoli. Vissuta a Giugliano in Campania fino al completamento del liceo scientifico, per poi frequentare un anno di accademia di belle arti indirizzo “pittura”. Ha frequentato la scuola del cinema di Napoli, dove ha avuto modo di lavorare come stagista su diversi set (tra cui anche “sirene” della Rai), per poi trasferirmi a Roma, dove vive tutt’ora e frequentare l’accademia Griffith nel 2017 per approfondire gli studi, già intrapresi a Napoli, in sceneggiatura cinematografica. L’idea è partita principalmente dalla costruzione del personaggio principale: Emilio. L’intenzione era di creare un personaggio “al di sopra” del bene e del male, un antieroe con cui empatizzare ed, anche se in piccola parte, rivederci in lui. Simile alla classica figura dell’inetto di Svevo; Emilio è un uomo recluso nella propria rigida mentalità, capace di lasciarsi andare solo con qualche goccio di alcol in più a capodanno, che, nonostante agisca costantemente per il bene dei propri cari, si trovi improvvisamente, di fronte alla fallibilità delle proprie scelte. Esse gli vengono poste dinnanzi agli occhi da un personaggio che assume il ruolo metaforico di luce e verità (il classico Virgilio), come a tirar le somme, evidenziando quanto ciò che lui reputava benefico per la propria famiglia, in realtà era motivo di sofferenza e frustrazione per loro.

 

11:11 12/01

di Redazione

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Un poster per la pace a San Giuseppe Vesuviano

SAN GIUSEPPE VESUVIANO. Per oltre tre decenni i Lions Club di tutto il mondo hanno organizzato e continuano a sostenerlo. Oggi si svolge a San Giuseppe Vesuviano, la cerimonia di premiazione del concorso “Un poster per la pace", indetto ed organizzato dai Lions Clubs International in collaborazione con i Lions Clubs di San Giuseppe Vesuviano. Si svolgerà lunedi 14 gennaio alle ore 18,30 nella Sala Consiliare del Comune di San Giuseppe Vesuviano. Interverranno: Lina Capone Di Mauro (presidente Lions Club di San Giuseppe Vesuviano), Vincenzo Catapano (sindaco Comune San Giuseppe Vesuviano), Angela Agovino (dirigente ‘Ceschelli’), Anna Giugliano (dirigente 'Ammendola-De Amicis’), Giovanna Izzo (‘Ciccone’), Marianna Massara (‘De Filippo’), Rosanna Rosa (‘Giusti’), Antonietta Spiezia (specialist II Circoscrizione Distretto Ovest Lions 108 Ya), Valerio Di Mauro (presidente Zona VIII Distretto 108 Ya), Carmela Penna (presidente II Circoscrizione Distretto 108 Ya). Le scuole partecipanti sono: ‘Gino Ceschelli’ di San Giuseppe Vesuviano, ‘Ammendola-De Amicis’ di San Giuseppe Vesuvano, 'A.Ciccone’ di Saviano, ‘Ediardo De Filippo’ di Poggiamarino, ‘G. Giusti’ di Terzigno.

17:42 10/01

di Filomena Carrella

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Dal Porto a Palazzo Genovese: Salerno conquista Miniero

È stato girato quasi interamente a Salerno “Attenti al gorilla”, il film di Luca Miniero in uscita nelle sale italiane domani, 10 gennaio. Il film, che ha beneficiato del contributo della Regione Campania per il Piano cinema 2018, è stato prodotto da Wildside, già impegnata in Campania con la serie di successo "L'amica geniale", ed ha avuto come location principale il settecentesco Palazzo Genovese, edificio centralissimo e signorile nel quale è stata ambientata la casa del protagonista Lorenzo, interpretato dall’attore campano Frank Matano. Le riprese sono durate un mese e mezzo, dall’inizio di luglio alla metà di agosto 2018, ed hanno toccato la spiaggia di Salerno all’altezza di via Leucosia, gli esterni del palazzetto dello sport Paltulimieri, i giardini del Lungomare Trieste, dove è stato posizionato un albero finto per una rocambolesca e divertente scena. Inoltre, le telecamere sono entrate nella Stazione marittima progettata da Zaha Hadid, al Molo Manfredi e al Molo Masuccio salernitano. La lavorazione del film ha interessato inoltre i comuni di Capaccio, Roscigno e Vietri sul mare, l’Oasi Wwf di Persano, dove è stato ricostruito un pezzo d’Africa, e lo zoo di Napoli. Per Miniero, che in provincia di Salerno, a Castellabate, aveva già girato il film campione di incassi “Benvenuti al Sud”, quello di “Attenti al gorilla” è stato un dolce ritorno. «Siamo contenti di aver scelto Salerno, città diversa da Napoli, ma con una sua specificità ed un centro storico particolarmente bello. Film Commission e il Comune ci hanno aperto letteralmente tutte le porte, mettendoci a disposizione un suggestivo palazzo del centro antico nel quale abbiamo ricostruito sia la casa del protagonista che il nostro quartier generale e consentendoci di finire le riprese in otto settimane, cosa importante in un momento in cui i tempi sono sempre più serrati. Anche la gente – sottolinea il regista - ci ha offerto un grande sostegno: da napoletano, conosco bene l’apertura e la cordialità del Sud, ma Salerno è uno di quei luoghi che per fortuna non hanno ancora assunto l’atteggiamento antipatico che si incontra in alcuni casi nei confronti del cinema. Una città a misura d’uomo nella quale però non ti manca niente. Spero che il cinema contribuisca sempre di più alla riscoperta di città di grande fascino come Salerno e Napoli, spesso superate nelle preferenze dei turisti dalla costiera e dalle isole. Quella di Napoli è già cominciata, e forse anche quella di Salerno». «Con la scenografa Monica Vittucci e il regista Luca Miniero avevamo in un primo momento pensato a Napoli. Poi, anche dietro loro sollecitazione, abbiamo voluto immaginare qualcosa di diverso, rivolgendo così l’attenzione verso Salerno», spiega Maurizio Gemma, direttore generale della Film Commission Regione Campania. «Il nostro compito - prosegue Gemma - è mettere in luce l’intero territorio regionale: questa è stata una buona occasione per assolvere a questa missione, anche grazie ad una risposta molto positiva da parte del territorio, a cominciare dall’amministrazione comunale di Salerno, proprietaria dello storico Palazzo Genovese, che ha dato un contributo essenziale con i settori Turismo e spettacolo, Attività produttive, Trasformazione urbanistica e Strutture comunali, con gli uffici Gestione impianti sportivi e Uoc Verde pubblico, e il Comando di Polizia municipale. La produzione - riferisce Gemma - ci ha rappresentato piena soddisfazione per l’affidabilità e la qualità della risposta da parte del Comune di Salerno e delle altre istituzioni interpellate, che hanno affrontato e risolto con efficienza i problemi che normalmente si presentano durante la lavorazione di un film: la Soprintendenza archeologia Belle arti e paesaggio delle province di Salerno e Avellino, il Dipartimento di informatica dell’Università di Salerno, che ha messo a disposizione i locali per la logistica, l’Autorità portuale, la Capitaneria di Porto e la Provincia di Salerno. Inoltre – riferisce ancora il direttore di Film Commission -, la troupe e il cast hanno molto apprezzato il clima e la vivacità del luogo, in particolare l’accoglienza dei cittadini del centro storico salernitano. Inoltre, diverse maestranze locali coinvolte nella lavorazione sono state richiamate successivamente per un film internazionale ambientato in Piemonte. Questi episodi – osserva Gemma - ci confermano che quando un territorio sa accogliere può ricevere in cambio benefici significativi non solo sul piano dell’immagine e della promozione, con la conseguente ricaduta economica, ma anche per quanto riguarda la crescita del comparto locale e lo scambio di conoscenze e di esperienze».

 

17:36 10/01

di Redazione

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“Un Posto al Sole”, il giovanissimo Antonio Aversano fa il suo esordio in tv

«Da grande vorrei fare l’attore anche se so che la strada è lunga, tortuosa e in salita. Mi aspetto tante delusioni ma non mi devo arrendere». Ha le idee chiare il giovanissimo Antonio Aversano (nella foto di Giuseppe D’Anna), classe 2004, apparso di recente nella soap di RaiTre “Un Posto al Sole”. «Interpreto Gerardo Massaro, un ragazzo alla moda e molto mangione. Sua madre, interpretata da Lara Sansone, gli sta sempre addosso». È al primo anno di liceo, frequenta Scienze Umane al “Francesco Durante” di Frattamaggiore, ed in classe fanno tutti il tifo per lui. «I miei amici sono felici, ho stretto un buon rapporto al primo anno e ci vogliamo bene. Sono stati molto contenti nel vedermi in televisione». Dopo l’esordio del 1 gennaio, Antonio apparirà nella serie anche giovedì 10 e venerdì 11.

Ha iniziato a soli 5 anni, già nelle recite all’asilo, per poi iscriversi alla scuola di recitazione “Dietro le quinte” del maestro Crescenzo Autieri. «Grazie a lui ho recepito le basi di questo mestiere, ha fatto varie rappresentazioni grazie a lui con saggi di fine anno e uno di metà anno. Tutt’oggi frequento questa scuola». Di pari passo poi partecipa ad un casting nel 2014 per entrare nella Scuola D'Arte Cinematografica per Bambini e Ragazzi diretta da Andrey Maslenkin. Nei due anni trascorsi lì girano due lavori “Aneddoti” e “Palazzina C.” proiettato a Cinecittà nella sala Fellini. Nel 2017 passa alla Scuola di Cinema di Napoli di Roberta Inarta e Cristina Buoninfante, «un percorso che mi ha fatto crescere tanto».

Importante il suo incontro a dicembre del 2017: durante i casting in piazza Garibaldi al festival Cinebus incontra Giuseppe Mastrocinque della PM5. Sarà proprio lui a puntare sul ragazzo inserendolo nella sua agenzia, farlo entrare all’Università del Cinema di Acerra di Giuseppe Alessio Nuzzo e a organizzargli un provino per “Un Posto al Sole”. 

Antonio è un ragazzo espansivo, socievole, fan di Andrea Bocelli con il sogno di fare lirica. Scrive anche, ha partecipato a diverse manifestazioni interpretando monologhi sui giudici Falcone e Borsellino. In più lo scrittore Alessandro Iovino, gli fece scrivere un pensiero su Bud Spancer, che poi inserì nel suo libro “Grazie Bud”.

Il suo cavallo di battaglia è “O figlio maschio” tratto dallo spettacolo “Guardami guardami” di Biagio Izzo. «Ho incontrato Biagio Izzo quando era ospite ad un evento di moda a Caivano, ha deciso di farmi recitare prima che entrasse sul palco e si sedette al mio fianco ascoltandomi. Mi ha dato una grande opportunità. Porterò sempre con me i suoi consigli, di essere umile e con i piedi sempre per terra, perché questo non è un mondo facile».

È attivo anche sui social network, sia Facebook che Instagram, gestiti però dai suoi genitori Maurizio e Autilia Cammisa. «Sono le mie colonne portanti, li ringrazio di cuore per tutto quello che fanno per me».

 

15:38 10/01

di Redazione

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StereoRebus al Kestè presentano "Live at Auditorium Novecento Napoli"

Venerdì 11 gennaio, nello spazio Abbash del Kestè di Napoli, il duo composto da Bruno Tomasello (sassofonista, polistrumentista, compositore ed arrangiatore) e Carlo Maria Graziano (batterista), gli StereoRebus presenteranno ufficialmente, con un speciale concerto, il loro disco “Live at Auditorium Novecento Napoli” registrato, dal vivo e in presa diretta, nel corso di un secret concert il 27 ottobre scorso, nello storico Auditorium Novecento di Napoli.

Nel comunicato stampa si legge: “Lo stile degli StereoRebus è il jazz basato sulla composizione istantanea e sull'improvvisazione e i loro live più che essere un "concerto" sono un "concetto": la loro è una musica che nasce lì, in quel momento, e un attimo dopo non c'è più; è musica che è stata e che non sarà. Materia prima dell'improvvisazione sono le emozioni e ogni emozione è unica ed irripetibileIl sentimento che anima questo duo di musicisti nasce dal fraintendimento che la riproduzione e lo studio dei grandi del passato hanno prodotto nel tempo rendendo gli assoli una copia di ciò che già funziona: assoli canonici, standardizzati e riconoscibili, esattamente l'opposto di ciò che è l'improvvisazione. C'è differenza tra chi decide – utilizzando una metafora – di leggere ad una platea un grande classico della letteratura andando sul sicuro, alla ricerca di facili applausi, e chi, invece, decide di provare a scriverlo davanti al pubblico mettendo in mostra le proprie capacità ma anche la propria debolezza e fragilità. Gli StereoRebus provano a scrivere un libro ad ogni concerto componendo da zero i brani, improvvisando, prendendosi ogni rischio, raccontando le emozioni che provano individualmente, entrando in armonia tra di loro e stabilendo un legame empatico col pubblico che li ascolta. Un legame basato sulla sincerità, quindi sulla riconoscibilità delle emozioni piuttosto che delle note, dei fraseggi e dei virtuosismi già sentiti. Ogni live degli StereoRebus è un manifesto contro la standardizzazione del jazz e a favore del rischio: è la volontà di affermare che la musica non è stata già tutta scritta, perché se nasce dalle emozioni è sempre viva e in mutamento e ha qualcosa da raccontare”.

Il disco - raccontano Tomasello e Graziano - è il frutto di una sessione di registrazione dal vivo del concerto tenutosi il 27 ottobre 2018 presso gli studi dell'Auditorium Novecento Napoli in presenza di un pubblico. I brani non hanno nomi perché sono il risultato di emozioni, sensazioni e ricordi emersi durante le diverse fasi del concerto e, pertanto, sono stati composti ed arrangiati lì, in maniera estemporanea. Abbiamo lasciato alla musica il compito di raccontare e trasmettere tutto questo, perché sintetizzare il flusso di emozioni in un titolo ci sembra limitante. Le strutture dei brani, il modo in cui vengono suonati e la scelta degli stili utilizzati possono risultare non canonici proprio perché non sono stati preparati prima; l'esito di ciò è la testimonianza quanto più sincera delle emozioni provate dagli StereoRebus prima e durante il concerto. Per noi, l'improvvisazione e la composizione istantanea sono un'autentica opportunità di espressione. È questo il modo in cui riusciamo a raccontare la vita – gioie, errori, passato e presente – secondo le nostre impressioni, dialogando con l'esterno grazie all'arte dei suoni: la musica. Non esiste fraseggio o assolo del passato che, per quanto superlativo e memorabile, possa essere utilizzato oggi per "improvvisare“, poiché quel fraseggio è il racconto della vita di qualcun altro. Nessuno al mondo sa cosa può succedere in ogni istante della sua vita, ognuno di noi è come un libro che ha per titolo il proprio nome e la cui trama è in costante fase di scrittura. La musica non è stata tutta scritta ma ha ancora tante vite da raccontare e parte della nostra è raccolta in questo disco”.

13:55 10/01

di Redazione

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Maria Grazia Cucinotta a Napoli per Un Mondo di Solidarietà

Torna a Napoli l’appuntamento con la beneficenza, andrà infatti in scena sabato 12 gennaio alle ore 20.30 presso il Teatro Mediterraneo della Mostra D’Oltremare la XI edizione della manifestazione “Un Mondo Di Solidarietà” il Gran Galà della Città di Napoli con la direzione artistica di Diego Di Flora. Madrina: Maria Grazia Cucinotta. L’evento ha il patrocinio del Comune di Napoli – Assessorato ai Giovani, alla Creatività e Innovazione, guidato dall’Assessore Alessandra Clemente e della Puer Onlus di Roma.

A partire dalle ore 20.30 sul palco del Teatro Mediterraneo saliranno ospiti importanti del panorama artistico italiano come : Nino D’Angelo, Elodie, Marco Masini, Maria Nazionale, Emiliana Cantone, Moreno, I Ditelo Voi, Alessandro Bolide, Ciro Giustiniani, I Sud 58 , Sharol, Dado  e i Soul Food vincitori del concorso “Artisti si nasce”. Conduttori della serata: Maria Mazza e Peppe Iodice. Regia di Francesco Mastandrea. Coreografie di Vincenzo Durevole e Giovanna D’Anna.

Il ricavato della serata andrà a due progetti solidali. Parte sarà devoluto alla “Ludoteca” della nuova “Casa di Matteo” a Bacoli. La ludoteca accoglierà non solo bambini della casa famiglia ma anche bambini della città. Si tratta di una ludoteca speciale che promuove attività pedagogiche e psicologiche per bambini con disabilità lievi o medi dando particolare attenzione ai disturbi dell’apprendimento, della psicomotricità e alla logopedia nonché al metodo ABA per i bambini autistici. L’altra parte dell’incasso dello spettacolo andrà all’AILR (Associazione Italiana per la Lotta al Retinoblastoma) guidata dai medici pediatrici dell’ospedale Bambin Gesù di Roma. Il retinoblastoma è un tumore che colpisce gli occhi dei bambini, che si può presentare più frequentemente nei primi 6 mesi di vita, con meno frequenza nei 3 anni di vita. In Italia si stimano 30-40 casi l’anno, per cui è inserito nella lista dei tumori rari. L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ricovera per cure circa il 50% dei casi nuovi, ed è in grado di applicare tutte le cure mediche necessarie per salvaguardare la vita del Paziente, spesso salvare l’occhio e la vista. Le cure comunque durano per più di 4-5 anni con ricoveri frequenti in Oculistica ed in Oncologia, in media ogni 20-30 giorni, nei primi 3 anni di vita, per poi diradare il periodo dei controlli per i successivi 3-4 anni. Durante questo periodo i medici curanti ed il personale Infermieristico, cerca di assistere anche moralmente e psicologicamente le famiglie, che inevitabilmente per un lungo periodo sono “divise” fisicamente, ma unite nella guerra contro il tumore. In questa fase, però, vengono spessissimo “nascoste” molte problematiche familiari al medico curante, spesso per non “distrarlo” dall’unico obiettivo di curare il proprio figlio. In quest’ottica, nasce l’Associazione Italiana Lotta al Retinoblastoma (AILR), dall’esigenza manifestata da me, Oculista curante, e dalle Famiglie stesse, che si sono rese conto che oltre alla cura del tumore necessitava la cura della Famiglia con il racconto della propria esperienza già vissuta, dell’inserimento nella scuola, del primo compleanno, della vita da Bambino con i giochi ed i rapporti con i coetanei. Ma l’Associazione è andata oltre: si è preoccupata e continua a preoccuparsi, di trovare una casa che possa essere ospitale nel periodo di cura e che in qualche maniera possa far sembrare una seconda casa al Bambino e non un luogo di sofferenza. Qualche volta si è preoccupata di un sostegno economico. Ma è andata ben oltre: rendendosi conto dell’impegno economico necessario alla cura del retinoblastoma , si è fatta carico di acquistare macchinari che potessero migliorare la qualità lavorativa dei medici curanti, della cura e del follow-up nei casi usciti dall’emergenza cura. 

Fondamentale, però , durante la cura, l’acquisizione di immagini attraverso un macchinario creato per il retinoblastoma , che si chiama RetCam e che viene utilizzata solo in sala operatoria. Quella attualmente in uso, sta raggiungendo i” limiti di età” e di questo l’Associazione se ne è resa conto, per cui ha iniziato una campagna di raccolta fondi per contribuire all’acquisto nel 2019, di una macchina più moderna, che sostituisca quella in uso.

13:26 10/01

di Redazione

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"La testa sott'acqua" dell'autrice catalana Helena Tornero arriva al Nuovo Teatro Sanità

Venerdì 11 gennaio ore 21, debutta al Nuovo Teatro Sanità "La testa sott'acqua" dell'autrice catalana Helena Tornero, nella traduzione di Alessio Arena. In scena, gli attori della compagnia giovane del Nuovo Teatro Sanità, Giampiero De Concilio, Mariano Coletti, Ciro Burzo e Arianna Cozzi, con la regia di Riccardo Ciccarelli, volto noto della serie "Gomorra", cresciuto nella scuderia del ntS'. La vicenda, ispirata a una storia vera, affronta alcuni dei problemi più comuni che coinvolgono in un unico destino di sconfitta i giovani e la società: l’intolleranza collettiva, l'esclusione sociale, i rapporti tra genitori e figli, la violenza giovanile. "La testa sott'acqua" è inserito nel progetto “Circle Festival”, dedicato alla drammaturgia europea, realizzato con il sostegno di MIBAC e SIAE, nell'ambito dell'iniziativa “Sillumina - Copia privata per i giovani, per la cultura”. Replica sabato 12 gennaio (ore 21) e domenica 13 (ore 18). Info e prenotazioni al 3396666426 oppure all'indirizzo e-mail info@nuovoteatrosanita.it. Il costo del biglietto è di 5 euro.

Il lavoro teatrale prende le mosse da un vero episodio di bullismo, per raccontare la violenza che nasce dal disagio interiore vissuto dagli adolescenti nel momento in cui passano dall’essere bambini, dal mondo protetto e vellutato di innocenti, a quello degli adulti. Così in un'estate qualunque, un gruppo di ragazzi, Sara, Stefan, Josué e Thomas, che frequentano la piscina del loro quartiere — luogo di incontro, risate, di amori che nascono, ma a volte anche di forti scontri — si trovano ad affrontare le delusioni date dai desideri e dalla vita da adulti. Stefan è un ragazzo debole e influenzabile, a cui fa da contraltare Thomas, un bullo sicuro di sé che odia tutto e tutti, i due potrebbero in un primo momento apparire chiusi rispettivamente nel ruolo della vittima e del carnefice, ma si instaura tra loro un' insana complicità. Quando Stefan vede Josué baciare Sara, la sua Sara, di cui è perdutamente innamorato, e racconta l'accaduto a Thomas, lui ha già in mente un piano per aiutare l'amico. E da abile manipolatore convince Stefan a mettere in atto quel piano radicale e crudele, un piano per convincere Sara a dimenticare definitivamente Josué. Un piano per far restare Josuè, per sempre, immerso sott'acqua. 

«L’autrice Helena Tornero — spiega il regista Riccardo Ciccarelli — inserisce, come collante della storia, il personaggio della madre di Josué, una psicologa che ha dei sogni premonitori attraverso i quali comincia a presentire che sta per accadere qualcosa al figlio; poi c’è anche il personaggio del padre, il poliziotto che indaga sulla vicenda. Ho toccato il testo, eliminando la madre, togliendo la figura buona, per acuire la solitudine dei giovani. I sogni premonitori li ho affidati alla ragazzina, Sara, mentre la figura del padre-poliziotto la affido al pubblico. Ho eliminato il mondo adulto, perché più che raccontare il giallo della storia e capire cosa sia successo, mi interessa raccontare i ragazzi, le loro solitudini. Ho preferito parlare dei giovani, di quello che emotivamente li fa entrare in relazioni tra loro e gli fa compiere determinate azioni. Mi sembra questo il nucleo determinante, la verità che avevo bisogno di indagare attraverso il teatro».

13:12 10/01

di Redazione

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Avvocati e solidarietà, incontro al Flame

NAPOLI. In occasione dell’inaugurazione a Napoli del nuovo studio legale Mandico & Partners, l’avvocato Monica Mandico ha deciso di organizzare un incontro dove verranno presentati gli intenti che si vogliono percorrere con i due progetti che le stanno più a cuore. Il primo è quello relativo all’assistenza legale per i soggetti sovraindebitati, con il Centro Tutele famiglie ed imprese. Grazie alla legge 3/2012, i soggetti in difficoltà possono trovare una soluzione alle problematiche relative allo stato di insolvenza in cui versano, in particolare verso istituti di credito e istituzioni. L’altro progetto è denominato V.I.P., Virtual Identity Protection. In sinergia con altre colleghe, Olimpia Bolognini, Argia Di Donato, Cecilia Gargiulo, Milenda Miranda, Sabrina Sifo e Lidia Scotto di Vetta, l’avvocato Mandico si propone di intervenire presso gli enti che a causa della scarsa applicazione delle regole per la protezione della privacy, causano danni ad imprese o persone i cui dati stessi vengono persi o trafugati. Danni non solo al patrimonio ma a volte anche alla reputazione. L’incontro si terrà lunedì, 14 gennaio 2019 alle ore 19 presso il Flame Music&Drinks di via A.Falcone 378, Napoli. Questo evento è stato inoltre associato anche a una raccolta fondi a favore dell'associazione "Il carcere possibile-onlus", che si occupa di assistenza per i figli delle donne detenute.

18:37 9/01

di Redazione

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Napoli, la città del calcio: domani la presentazione

CASTELLAMMARE DI STABIA. Domani 10 gennaio (ore 18,30) al Gran Caffé Napoli 1850 a Castellammare di Stabia, sarà presentato il libro “Napoli La Città Del Calcio, una squadra, una maglia un popolo”, scritto dal giornalista Paolo Trapani. L’appuntamento è organizzato e promosso dall'associazione culturale Meridiani in collaborazione con l’Associazione Ingegneri del comprensorio stabiese e si inserisce nella rassegna culturale #unlibroperamico curata da Meridiani con l’obiettivo di sostenere e realizzare progetti con finalità culturali e sociali sul territorio regionale e nazionale. “Il libro racconta la storia di un amore: quella tra Napoli e la sua squadra di calcio che, vada come vada la partita, è sempre a lieto fine”. IMGCon l’autore, ne discuteranno Lello Radice, vicesindaco e assessore alla Cultura e Spettacolo del Comune di Castellammare di Stabia; Alfonso Longobardi, vicepresidente della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale Campania; Alfonso Giarletta, Event Manager Associazione Meridiani; Angelo Esposito, presidente Associazione Ingegneri del comprensorio stabiese; gli ex azzurri Salvatore Carmando, Gianni Improta e Gennaro Iezzo.

15:39 9/01

di Redazione

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