Giovedì 16 Agosto 2018 - 0:57

Le Cantine Matrone riaccendono il Vesuvio con i loro vini

Andrea Matrone è giovane enologo e produttore sul Vesuvio, classe 1983. Dopo aver lavorato diversi anni in giro per il mondo, tra Australia, Nuova Zelanda, California e Sicilia, ha voluto ritornare alle origini vignaiole della sua famiglia, ripercorrendo le vigne di nonno Andrea a Boscotrecase. Un salto di generazione non è servito a cancellare le profonde radici vinifere tra lava e lapilli, anche se il lavoro di recupero di quanto era stato lungamente lasciato nell’oblio, è risultato molto arduo. Con il cugino Francesco Matrone sono riusciti a dare nuova vita alle vecchie vigne di famiglia, quattro ettari complessivi, frazionati nel comune di Boscotrecase, in piccoli appezzamenti, tutti molto belli per la posizione geografica e il panorama offerto tra il Vesuvio e il Golfo di Napoli. La Vigna Bosco del Monaco è situata ad una altitudine di circa 250 metri, è composta da un ettaro di filari a spalliera che guardano a sud verso il mare, mentre alle spalle ha il vulcano. In zona è detta anche Vigna Tre Moggi. Qui ritroviamo soprattutto caprettone e piccole presenze di varietà quasi scomparse: l’Uva Rosa, molto diffusa un tempo anche tra le colline all’interno delle mura di Napoli, e uve a bacca nera Cancello e Colonna. Lo scenario su Vigna Montagna è decisamente diverso: La Montagna è il nome che la gente del posto dà al Vesuvio, siamo a 300 metri di altitudine sul livello del mare, si nota una forte e suggestiva presenza di colata di lava dell’eruzione del 1906, quindi il suolo è giovane, ricco di lapilli e elementi minerali. E’ avvolta dai pini marittimi del bosco del Parco Nazionale del Vesuvio in un contesto piuttosto selvaggio e molto bello a vedersi. Un ettaro dove ritroviamo soprattutto piedirosso, qui detto per’ ‘e palumm’, insieme al piccolo impianto ad alberello dedicato al nonno, prende infatti il nome di Nonno Andrea. Questo progetto sta particolarmente a cuore ad Andrea che crede moltissimo nelle potenzialità dell’alberello sul Vesuvio. Accuratissimo è stato il lavoro di recupero e selezione delle piante da riprodurre in proprio, per assicurare la massima coerenza al territorio ed esaltare con rispetto l’identità vitivinicola vesuviana. L’ultima vigna è la Panoramica, situata a circa 200 metri di altitudine, esposta a sud, guarda sul golfo con uno scenario molto ampio. Il Caprettone qui trova la posizione più consona, riesce a raggiungere al meglio la sua maturazione e un ettaro è stato dedicato al nuovo impianto di alberelli, 80 cm per 1,60 mt , per un totale di7.200 piante per ettaro che in vendemmia produrranno 600 gr di uva da ogni pianta – una vera follia per una piccola azienda come questa. Praticamente ogni due alberelli produrranno una bottiglia di vino. Le piante sono tutte a piede franco, una scelta impegnativa e possibile grazie al suolo vulcanico che impedisce alla fillossera di attecchire.

Ma veniamo alla degustazione che si è tenuta nella casa storica di Andrea, un bellissimo esempio di architettura del luogo del XVIII sec., dove due camere sono destinate all’attività di B&B, gestito amorevolmente dai genitori Federico e Degna.

Cantine Matrone produce complessivamente 10.000 bottiglie all’anno e si attende l’entrata in attività di altri 4 ettari. La prima annata in commercio è stata la 2014, sia per il Lacryma Christi bianco che rosso, attualmente è entrato sul mercato il millesimo 2015. Quest’ultimo ha ottenuto grandi consensi dagli appassionati ed esperti del settore. Andrea Matrone è vignaiolo FIVI ( Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti) e proprio questa associazione sta riportando molto interesse verso i suoi vini con una eco importante sul territorio italiano e all’estero. Il lavoro sia in vigna che in cantina viene seguito e svolto da Andrea.

12:52 19/05

di Redazione

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