Martedì 25 Settembre 2018 - 8:19

“Pippa della palude”, l'avventura per bambini firmata Simona Barugola

C’è stato un tempo in cui era troppo facile essere scambiate per streghe. Crescere in una palude, tra insetti e calderoni, in un regno senza corona è difficile per la giovane Pippa. Un’ombra tramerà̀ contro di lei ostacolando il nascente sentimento per Rinaldo, ma ci sarà̀ chi veglierà̀ su di loro. Malintesi, incendi, fughe e la paura di essere scambiata per una creatura del maligno segneranno la strada verso la rivincita. Dopo il felice esordio letterario di “Andy e la lega del tempo” e “Ritorno a Mondo Antico”, Simona Barugola ci presenta Pippa – la protagonista di “Pippa della palude” (Intrecci editore): un’avventura che ripercorre i canoni classici della favola medievale, tra segreti, intrighi, fughe rocambolesche e amori nascenti. Simona Barugola, autrice vercellese, nasce nel 1969 - anno che essa stessa definisce “elettrizzante”: l’emozione della conquista della Luna l’ha sempre accompagnata, sussurrandole una frase apparentemente piccola ma di grande potenza. “Ce la puoi fare!” Una sorta di mantra che ha accompagnato tutta la sua vita di donna, moglie – madre – imprenditrice ma, soprattutto, scrittrice.

Esperta in informatica, grazie al suo lavoro Simona conosce quello che diventerà il futuro marito. Dopo il matrimonio subentrano alcuni problemi di salute, che non le impediscono di realizzare il suo più grande desiderio: formare una bella famiglia. Le due figlie arrivano da lontano: il Vietnam. Un viaggio lungo e impegnativo. Due “farfalle”, come ama descriverle Simona, irrefrenabili e determinate. L’amore per la lettura è stato una costante della sua vita: passare alla scrittura è stato un banco di prova per dare forma e sostanza a tutti quei personaggi che si affacciavano alla porta della sua fantasia, con le valigie cariche di storie e avventure! Così sono nati Andy, Pippa, Chiara, i tre coniglietti… e tanti altri, che Simona Barugola tiene ancora nel cassetto, appunti e bozze che prenderanno forma in un prossimo futuro. Fantasy e Young Adult si amalgamano, nei suoi libri, ma Simona costruisce un set narrativo unico e originale, rimodellando i canoni del genere: la magia vera è quella che ciascuno di noi possiede dentro sé, deve scoprirlo e diventarne consapevole.

I suoi personaggi si muovono in una dimensione fantastica, sospesa tra reale e immaginario, in cui l’elemento fiabesco e surreale si fonde con luoghi e situazioni reali, sentimenti che appartengono a ciascuno di noi… esperienze, paure, sogni, speranze, traguardi raggiunti, nuovi obiettivi… I libri di Simona Barugola ci accompagnano in un viaggio emozionante, la cui trama è tessuta con la stessa delicata determinazione che caratterizza la personalità dell’autrice. Libri destinati non soltanto a un pubblico giovane, ma ai ragazzi “di tutte le età”.

11:52 12/09

di Redazione

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"Favole per crescere" al Parco della Quarantena

Una giornata dedicata ai bambini e all’allegria: questo, e molto altro, l’evento Al Parco Incantato – Favole per crescere che si è tenuto ieri al Parco della Quarantena a cura dell’associazione Lumae.

Il bilancio del primo evento della neonata associazione è senza dubbio positivo: fin dal mattino, più di trenta famiglie sono intervenute all’evento, organizzato per offrire ai circa cinquanta bambini presenti una giornata di divertimento e scoperta. Insieme ai genitori, infatti, i bambini hanno visitato per la prima volta il Parco della Quarantena, aperto lo scorso luglio dopo oltre trent’anni di chiusura. Qui hanno potuto trascorrere una giornata spensierata, tra giochi, favole e colori.

I bambini hanno assistito allo spettacolo di marionette, hanno corso nel parco e si sono divertiti con le altalene, il gonfiabile e i giochi allestiti nello spiazzo. Dopo di che, è arrivato il momento di visitare il parco, allestito con le immagini degli animali che un tempo erano custoditi al suo interno. Durante la visita, hanno potuto ascoltare la storia del parco narrata attraverso una favola.

All’ora di pranzo, le famiglie hanno potuto fare un pic nic sui teli colorati sparsi per il parco, decorati con casette e palloncini. Dopo aver mangiato, i bambini si sono sfrenati in tanti giochi, fino alla caccia al tesoro finale. Alla fine della giornata, stanchi ma felici, i bambini sono ritornati a casa con palloncini e caramelle regalati loro dall’associazione.

«Noi di Lumae - fanno sapere gli organizzatori - vogliamo ringraziare, in primo luogo, i bambini e i genitori che hanno partecipato all’evento, e ci hanno trasmesso tanta gioia. Un grazie va anche all’Acli e al Parco della Quarantena, che ci hanno sostenuto nell’organizzazione dell’evento e della location. Un ringraziamento speciale, infine, va ai volontari che ci hanno aiutato nel corso della giornata. A grande richiesta, l’evento verrà replicato alla fine di settembre».

17:38 11/09

di Redazione

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Il rapper Ernia incontra i fans

Ernia, mercoledì 12 Settembre, incontrerà i suoi fan in Campania per un doppio appuntamento: prima a Napoli alle ore 15:00 presso Feltrinelli della Stazione centrale, successivamente a Salerno alle ore 18:00 presso Feltrinelli di corso Vittorio Emanuele, dove presenterà il suo ultimo progetto discografico: l’album “68” su etichetta Thaurus/Island Records. Tra i più apprezzati e seguiti rapper della nuova generazione, Mattero Professione in arte Ernia, a distanza di un anno dal precedente progetto Come uccidere un usignolo/67” e dopo il successo del “Come uccidere un Usignolo/67 tour” che ha contato oltre 50 date in giro per l’Italia, torna più entusiasta che mai nel presentare al proprio pubblico il nuovo album prodotto per la maggior parte insieme a Marz e registrato a Milano negli studi di Thaurus. Anticipato dall’uscita del brano “Domani”,  Il disco evidenzia sin dai primi brani un particolare raggiungimento di maturità da parte del giovane rapper che partendo dal suo vissuto analizza  con una genuina semplicità lo scorrere della vita quotidiana con lo sguardo critico, attento e insoddisfatto comune a moltissimi giovani affranti dai comportamenti, dalle aspettative e dalle mille problematiche che affliggono la società contemporanea. Grazie ad un sound ipnotico ed ammaliatore in grado di catturare sin dal primo ascolto, il disco, ricco di suggestioni musicali fonde perfettamente sonorità rap, black, funk, trap, melodie vocali e metriche precise e dirette in un mix inconfondibile di elementi diversi che ben rispecchiano l’evoluzione in corsa e il singolare percorso di uno dei rapper più seguiti ed amati della scena hip hop contemporanea. Relativamente alle sonorità l’intero progetto riflette l’inconfondibile personalità del rapper milanese e la sua innata capacità di distinguersi all’interno dell’ambiente urban attraverso la continua ricerca musicale, mai scontata e non dettata necessariamente dalla moda del momento. L’album si avvale delle produzioni dei migliori producers della scena odierna: da Marz a  Zef non mancano inoltre le produzioni di Luke Giordano. Unico feat all’interno del disco è quello con il collega Tedua nel brano “Bro”. Da venerdì 7 Settembre Ernia sarà impegnato nel “68 instore tour” che lo vedrà protagonista nelle principali città italiane per la presentazione del nuovo album d’inediti e per l’atteso incontro con i fan. Il rapper lombardo a partire da Novembre sarà poi pronto per affrontare una lunga dimensione live di concerti dal vivo che grazie alla sua innata presenza scenica ed energia lo consacreranno nell’olimpo dei rapper più influenti della scena attuale.

 

 

16:54 11/09

di Redazione

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Il team napoletano a Castel di Sangro

napoli. Medici-calciatori nuovamente di scena in Abruzzo. Stavolta per una parentesi più corta rispetto ai tricolori del 2017 che si sono svolti a Montesilvano, Francavilla e Chieti. L’Asd nazionale medici calcio e il Comune di Castel di Sangro hanno organizzato per il 15 e 16 settembre la “Castel di Sangro Cup” che vedra' la partecipazione di quattro squadre: Cosenza, Lecce, Napoli e Pescara-Chieti. Le partite si disputeranno allo stadio “Patini”. Sabato pomeriggio le semifinali, alle 16 Napoli-Lecce e alle 17,30 Pescara Chieti-Cosenza. Domenica alle 9 la finale per il terzo e quarto posto e alle 10,30 quella per l'aggiudicazione del trofeo.

 

15:13 11/09

di Redazione

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Venezia 75, "Capri - Revolution": Martone tra arcaismo e progresso

VENEZIA. Scienza e fede. Arcaismo e progresso. “Capri – Revolution” di Mario Martone è una grande metafora del mondo, della vita. Si interroga su individualismi e collettività, sulla necessità di confronto, di crescita. In concorso per la Palma d’Oro alla 75a Mostra d’arte cinematografica di Venezia, il film narra la storia di Lucia (Marianna Fontana), una giovane pastorella di Capri, analfabeta, che vive con i fratelli (Gianluca Di Gennaro e Eduardo Scarpetta) e la madre (Donatella Finocchiaro). Pascolando si imbatte in una comune di intellettuali stanziata sull’isola, li spia mentre prendono il sole nudi, mentre ballano, ne rimane incuriosita. Il gruppo è guidato da Seybue (Reinout Scholten van Aschat), un pittore, un uomo spirituale. I due entrano in contatto, lei ne resta affascinata e lascia la casa per proseguire il suo percorso con lui. Nella vicenda irrompe un dottore (Antonio Folletto), un ragazzo forte delle sue convinzioni, ma pronto a confrontarsi con il prossimo. Fino a che la guerra non travolge l’Italia.

«Mi sono imbattuto in questa storia per caso, vedendo i quadri di Karl Diefenbach nella certosa di Capri. La sua vita mi ha immediatamente colpito e non sapevo che all’inizio del 900 ci fossero comuni che anticipavano quello che sarebbe accaduto negli anni 60-70. Immediato è stato il cortocircuito temporale con vicende successive, con Joseph Beuys aveva creato un'installazione sull'isola, “Capri Batterie”, dove l’arte non era questione estetica ma mezzo per immaginare un diverso modo di rapporto tra le persone, un fatto politico».

“Capri – Revolution” chiude la trilogia sull'Italia del passato, da “Noi credevamo” (2010) sul Risorgimento, a “Il giovane favoloso” (2014) su Leopardi. «Non ho immaginato questi tre film all’origine, un film è nato dall’altro. I protagonisti sono giovani e ribelli, testimonianza e desiderio di raccontare una Italia che non è doma, che sente la spinta di cambiare».

Una pellicola che manda in estasi la vista. Le inquadrature ricordano quadri: quando i protagonisti sono a tavola sembra di vedere Van Gogh, le sinuose scene di danza (coreografate da Raffaella Giordano) riportano alla mente Matisse. Le musiche ipnotiche di Sasha Ring ne amplificano la potenza. Il volto della Fontana riempie lo schermo, notevoli i cambi di registro di Folletto, la mimica di Di Gennaro da potenza al suo personaggio, molto convincente Scholten van Aschat.

A due anni da “Indivisibili” di Edoardo De Angelis, Marianna Fontana torna a Lido. «Per costruire il mio personaggio mi sono preparata pascolando e mungendo capre. Poi con gli sceneggiatori (lo stesso Martone e Ippolita de Majo, ndr) abbiamo letto dei libri, visto dei film. Lucia è personaggio che scopre una realtà così diversa dalla sua, ha bisogno di ribellarsi della condizione della sua famiglia e si libera da questa oppressione. Ho aperto me stessa a questo personaggio con il corpo ma soprattutto con l’anima, ho risucchiato tutte le idee e le energie che c’erano nella comune».

Nonostante sia ambientato oltre 50 anni fa, il film contiene un messaggio molto attuale. «L’isola è a la metafora del mondo, si scopre che l’unica cosa possibile è confrontarsi. Il confronto è necessario, mentre oggi viviamo in un tempo in cui tutto va chiuso e improntato su una visione in cui l’odio e la paura fanno da collante». Prodotto da Indigo e Rai Cinema, “Capri – Revolution” sarà nelle sale dal 13 dicembre.

19:49 9/09

di Alessandro Savoia

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"Cineturismo", il convegno a Venezia

Durante la Mostra del cinema di Venezia, Euroinnovators, Younger’s IN.MOVIE, Ulysses Experience e Alfiere productions hanno tenuto il convegno “CINETURISMO. Come creare opportunità per il territorio”, presso la sala degli Specchi del Grande Albergo Ausonia & Hungaria, Gran Viale S. M. Elisabetta, 28 – Lido di Venezia.

I relatori della tavola rotonda Ginevra Giannattasio la Consigliera 5 Municipalità Comune di Napoli E Fondatrice del Brand VESUVIUS Fiori di Corallo , Valentina Marano, co-fondatrice Collettivo Donne per l’Italia,Cateno Piazza, Direttore artistico Catania Film Fest, Cristina Puccinelli, Direttore artistico Lucca Film Festival, Daniele Corvi, Direttore artistico Love Film Festival di Perugia e Arezzo, Daniele Urciuolo, Produttore cinematografico (ALFIERE PRODUCTIONS) e Direttore artistico Formia Film Festival, Francesco Tamburrano, A. D. Tempi Moderni SPA Agenzia per il Lavoro, Michela Codutti, fondatrice di euroinnovators, Vittoria Spadafora, rappresentante degli artisti della Royal Academy of Fine Arts di Anversa, Anthony La Salandra, Direttore “Risposte Turismo”, Giovanni Acampora, Presidente Confcommercio LAZIO e Consigliere nazionale Confcommercio ITALIA, Claudio Bucci, Produttore cinematografico (STEMO PRODUCTION). A moderare l’incontro Emanuele Rauco, giornalista, critico cinematografico e selezionatore della Mostra Internazionale Del Cinema di Venezia.

“L’idea di questo incontro nasce dall’esigenza di unire un network di professionisti di cinema, arte e design nell’ottica della condivisione, valorizzazione e promozione del loro talento e dei loro progetti, atti a produrre – sul territorio nei quali si sviluppano – un indotto turistico, commerciale, sociale nonché delle concrete occasioni lavorative”, ha dichiarato Daniele Urciuolo, ideatore dell’evento in collaborazione con Euroinnovators, Younger’s IN.MOVIE, Ulysses Experience e Alfiere productions.

A sostenere l’idea di “Cineturismo anche la consigliera di Napoli Ginevra Giannattasio, tra i relatori del convegno, che ha dichiarato: Sostiene il cineturismo rappresenta la chiave di volta in grado  per potenziare il turismo in Italia, soprattutto per far scoprire delle piccole realtà,  come quelle di   alcuni borghi che godono di un ricco patrimonio artistico-culturale e sono immersi in dei  paesaggi naturali mozzafiato.Non è solo la possibilità  di mirare alla valorizzazione dei nostri territori dal nord al sud ,contemporaneamente  è un' occasione di creare lavoro sia nel campo cinema sia in  quello del turismo: facendo impresa che può nascere anche dal recupero antiche tradizioni artigiane con designer moderno.Il Cine-turismo non è solo un modo di fotografare i luoghi dell'Italia, ma diventa un' occasione di raccontare romanticamente l'Italia e  la sua storia anche con la sua tradizione artigianale, come solo il cinema sa' fare”.

La Dott.essa Valentina Marano del Collettivo Donne Per L’italia  dichiara”:Il cineturismo rappresenta un fenomeno recente che riveste un ruolo importante nella sfera delle politiche pubbliche che mirano alla valorizzazione dei territori. Si tratta di una relazione positiva che mira al sostegno reciproco che si instaura tra cinema e territorio favorendo iniziative politiche e di governance propositive, dialoghi tra attori pubblici e privati superando determinati limiti per favorire azioni innovative. Tra queste , la parità dei sessi nell’industria cinematografica attraverso finanziamenti di progetti diretti e ideati da donne o relativi ad un personaggio femminile. Progetto già intrapreso in America, il quale trasformerà l’industria cinematografica del Cinema entro il 2020. Il cinema e la valorizzazione del territorio, le donne e il cinema: spunti di riflessione attraverso i quali il collettivodonneperlitalia intende cooperare e collaborare per la promozione e valorizzazione del binomio cinema/turismo e del ruolo delle donne nel cinema.

La Dott.ssa Caterina Rijllo del Collettivo Donne Per L’Italia dichiara: “Il territorio: partiamo da qui. Grandi talenti e grandi professionisti del mondo hanno trovato la propria linfa vitale e la propria cifra nelle proprie origini, nelle proprie radici. Restituire questa enorme ricchezza attraverso la valorizzazione della propria terra, si traduce nella conoscenza profonda dei cittadini di quel territorio che ogni giorno hanno la fortuna di vivere. In termini pragmatici questo significa anche maggior ricchezza, maggior Pil regionale, più opportunità di occupazione per i giovani e i meno giovani, maggior integrazione. L’industria e l’artigianato del cinema, della moda e dell’arte sono da sempre nel Dna italiano. Oggi abbiamo il dovere di investire e spendere le nostre energie per lo sviluppo e il sostegno di questo settore, perché il vero motore di una società moderna e contemporanea è la cultura e l’educazione ad essa, e questi ne sono ingredienti indispensabili”.

La Dott.ssa Elisa failla del Collettivo Donne Per L’Italia dichiara "UN film è sempre l'inizio di un viaggio", un viaggio che porta a scoprire luoghi,tradizioni e persone che animano e fanno da sfondo alla storia che con quel film si intende raccontare.  Il cinema ,da sempre, ha dato nuova vita ai territori e di essi ha raccontato I paesaggi e gli scorci meno noti.  In Sicilia abbiamo molti esempi di paesi che grazie al Cinema hanno visto incrementare l'affluenza di turisti locali e stranieri.  Attraverso il Cinema si può creare cultura,lavoro e nuove opportunità per lo sviluppo economico e sociale del Paese.  La simbiosi tra cinema e turismo si è in più occasioni dimostrata la strategia vincente per il rilancio del nostro territorio. Per tale motivo fenomeni come quello del Cineturismo vanno promossi e diffusi attraverso l'elaborazione di politiche pubbliche idonee a favorirne la crescita. Con il CollettivoDonnePerL'Italia abbiamo deciso di sostenere quest'iniziativa perché crediamo che  realtà del genere richiedano la partecipazione e la collaborazione della collettività tutta”.

Nato dalla condivisione di idee di 4 giovani donna: la cilentana Valentina Marano, la siciliana Elisa Failla, Caterina Rjllo, la napoletana Ginevra Giannattasio che sostengono lo sviluppo e la crescita del mondo femminile in Italia e in Europa.  L’evento è organizzato da Euroinnovators, Younger’s IN.MOVIE, Ulysses Experience e Alfiere productions e patrocinato da Confcommercio LAZIO SUD, Royal Academy of Fine Arts di Anversa, Biennale Urban, Collettivo Donne per l’Italia.

19:36 9/09

di Redazione

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Andrea Sannino infiamma la taverna “Anema e Core"

CAPRI. Dopo lo spettacolo che l'ha visto protagonista della "Piedigrotta Tiberiana" insieme ad Anna Capasso e ai Ditelo Voi, Andrea Sannino non ha resistito al fascino della Taverna più "in" d'Italia dove si è recato con la cantante e attrice Anna Capasso e i musicisti Pippo Seno e Mauro Spenillo. Tutte le sere Gianluigi Lembo e l'Anema e Core band intonano il suo brano più famoso "Abbracciame", ma ieri notte è stato lo stesso Sannino a cantarla dal palco del locale, con l'accompagnamento del pubblico che intonava a squarciagola il ritornello della canzone. Subito dopo ha proseguito con “Tu sì 'na cosa grande", perfettamente a suo agio insieme alla band che l'ha accolto come un vero amico.

16:40 8/09

di Redazione

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Christmas Summer Party per il finissage di John Armleder, 360°

Uno speciale Christmas Summer Party per il finissage della mostra di John Armleder360° (Foto ©Amedeo Benestante, Courtesy Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee): in occasione dell’ultimo weekend di apertura della prima retrospettiva dedicata alla ricerca dell’artista svizzero, sabato 8 settembrea partire dalle 19.30, il Madre apre straordinariamente per una serata con djset, videoproiezioni e aperitivo, tutto a tema natalizio. Un evento che invita il pubblico a vivere il museo in una serata d’eccezione in cui celebrare un “Natale fuori stagione”, ispirato alla sala della mostra che riprende l’installazione Let it shine, let it shine, let it shine. It’s Xmas again! realizzata alla Rinascente di Milano. L’artista svizzero è più volte tornato sul tema del Natale, non solo attraverso le sue pratiche artistiche, ma anche con i Christmas Party che organizza ogni anno nella sua residenza a Ginevra, famosi in tutto il mondo dell’arte. Ad accompagnare i suoi eventi, come colonna sonora, le produzioni di Villa Magica Records, casa discografica fondata dal figlio Stephane Armleder insieme a Sylvie Fleury, che includono, tra gli altri, l’Lp The Sounds of Christmas, dell’artista e compositore statunitense Christian Marclay, registrato live presso la Tate Modern di Londra nel dicembre 2004. 

Sabato 8 settembre, dalle 19.30, con Courtesy ticket di ingresso a 2 €, nel cortile principale del museo partirà un aperitivo con djset a cura di Margot e Pierpaolo De Sanctis e videoproiezioni che proseguiranno fino all’01.00. La mostra sarà visitabile fino alle 24.00; in programma anche un Curator’s Tour guidato dal direttore del Madre Andrea Viliani e dalla co-curatrice Silvia Salvati alle 19.30 e altre due visite guidate alle 20.30 e 21.30, tutte gratuite. 

L’evento è organizzato nell’ambito di Open Art Campania, la rassegna realizzata dalla Scabec che accoglie al suo interno una serie di appuntamenti culturali ospitati in siti e musei della Campania.

Domenica 9 settembre, alle 16.00, i Servizi Educativi del Madre propongono un itinerario che partirà dal museo d’arte contemporanea della Regione Campania e raggiungerà il Museo e Real Bosco di Capodimonte, accompagnando il pubblico nella visita dell’intero progetto di John Armleder. Il percorso si articolerà tra la mostra 360° e il dipinto murale site-specific Split!, prodotto dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee nell’ambito del progetto Per_formare una collezione, che a Capodimonte si pone in dialogo con il Grande Cretto Nero di Alberto Burri (1978).

Info e prenotazioni: +39 081 197 37 254.

17:48 7/09

di Redazione

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Venezia 75, "Il teatro al lavoro" nelle coscienze di attori e spettatori

VENEZIA. Immaginate di farvi piccoli piccoli e poter assistere senza farvi notare alle prove per la messa in scena di uno spettacolo teatrale. Scoprirete con grande meraviglia come qualcosa su carta prende corpo, anima, riesce ad insinuarsi nella mente dell’attore mutandolo inevitabilmente. Questa operazione l’ha effettuata Massimiliano Pacifico con il documentario “Il teatro al lavoro”, evento di apertura delle Giornate degli Autori alla 75a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. «È un film – ha raccontato l’autore - che racconta di un regista e la sua compagnia dal primo approccio ad un testo fino al debutto in teatro. Uno sguardo discreto, senza interagire, rispettoso. Filmare in maniera costante, ci ha permesso di far uscire fuori un po’ di realismo. Viene fuori una avventura umana tra un attore affermato e dei ragazzi preparati».

Protagonista è Tony Servillo nel testo “Elvira” di Brigitte Jacques, trasposizione scenica delle lezioni che Louis Jouvet tenne al Conservatoire d’Art Dramatique de Paris nel 1940. Battute, riflessioni, scoramenti di un regista e della sua giovane allieva impegnati nello studio dell’ultima scena del personaggio di Elvira nel Don Giovanni di Molière.

«Jouvet ha la particolarità di essere un attore – ha spiegato Servillo - che ha messo a servizio di noi che facciamo questo mestiere tanti libri che sono frutto dei suoi pensieri in camerino, prima, dopo e durante gli spettacoli». Il documentario non è una celebrazione dello spettacolo e del teatro, ma «del teatro che lavora dentro nelle coscienze delle persone – così l’attore campano - Il personaggio è un mistero che va indagato, una creazione di un poeta che ci chiede conto. Jouvet lo fa con la tensione pedagogica che questo paese necessita, non impone la visione dell’adulto ma conserva lo sguardo dell’infanzia. Il teatro è questo, stupore, intelligenza, sensi».

Pacifico ha seguito Servillo e i suoi giovani compagni dalla partenza alla Biennale di Venezia all'approdo al Théâtre de l'Athénée a Parigi, attraverso Napoli e Milano. Un viaggio durato mesi, e centinaia di ore di riprese. Non una semplice documentazione di quello che accadeva, ma con una linea narrativa ben precisa che restituisce una grande tensione emotiva. Un lavoro che ci permette di entrare in empatia con un Servillo umano, fallibile, e lo si ama ancor di più per la sua ironia, per la capacità di impartire lezioni talvolta con dolcezza e altre volte con severità, momenti di «amorevoli torture». Qualcosa che Massimiliano Pacifico ci aveva in parte già regalato con il suo precedente lavoro con Servillo “394 - Trilogia nel mondo”.

Il risultato è che “Il teatro al lavoro”, proprio come il testo teatrale, entra nella coscienza dello spettatore, lo smuove, lo fa tornare cambiato. Prodotto da Teatri uniti con Rai Cinema, verrà distribuito nelle sale con Kio Film in abbinamento al corto “L’unica lezione” di Peter Marcias.

19:04 6/09

di Alessandro Savoia

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Venezia 75, la potenza emotiva di "Un giorno all'improvviso"

VENEZIA. Miglior battesimo non poteva averlo il regista napoletano Ciro D’Emilio. La sua opera prima “Un giorno all’improvviso” è nella sezione “Orizzonti” della 75a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, con ben tre candidature: miglior film, miglior regia e premio speciale. Un progetto con una lunga fase embrionale, partito con la stesura della sceneggiatura nel 2013 e con l’ultimo ciak nel mese di maggio. Una grande metafora della vita, una storia dura, di grande impatto emotivo.

Racconta di Antonio, 17enne della provincia di Napoli con il sogno di fare il calciatore. È stato abbandonato dal padre quando era piccolo, ed ora vive solo con la madre, Miriam, dolce ma stravolta da problemi mentali. Il rapporto tra i due è a ruoli invertiti, è lui a prendersi cura del genitore. Lavora nell’orto di famiglia, si allena e la sera è di turno in una pompa di benzina. Cerca di vivere la sua storia d’amore ma è troppo impegnato a casa. Un giorno irrompe nella sua vita un talent scout, Michele Astarita, che sta cercando delle giovani promesse da portare nella Primavera del Parma. Sembra il punto di svolta della loro vita, ma un giorno all’improvviso tutto può cambiare.

La pellicola è un incalzate climax, grazie anche ad un montaggio in levare, che fa entrare lo spettatore nella vicenda, grazie anche ad una ripresa intima, “sporca”. Un’opera prima matura, un film con una linea narrativa ben precisa, D’Emilio è una percepibile giuda degli attori, ha trasmesso loro tutta la potenza drammaturgica della sceneggiatura. Ci arriva dopo il fortunato cortometraggio “Piove”. «Quell’esperienza è stata una fine è un nuovo inizio – ha raccontato l’autore - il compimento di un percorso che mi ha consentito di dimostrare ad un pubblico più vasto, e a me stesso, di aver compreso quel linguaggio. Ora è incredibile essere qui, sono molto felice. È qualcosa che mi da fiducia de fatto che abbiamo fatto bene a portare avanti una idea del lavoro e progettualità. Un film che mi regala bellissime emozioni».

Emozioni restituite con grande vigore da Anna Foglietta, in un ruolo devastante, credibile nel suo dialetto (la mamma è napoletana), nel suo dolore, nel suo rapporto col figlio, meravigliosa. «Quando Ciro mi ha proposto 4 anni fa di recitare in questo film – così l’attrice - sono stata rapita dalla storia e dal personaggio. Folle non accettare. Sono entrata in contatto con il mio essere madre, qualcosa che non è stato facile ma profondamente disturbante. Alcune scene mi hanno portato sofferenza, un down psicologico ed emotivo dal quale è stato difficile uscirne». Ne parla ancora visibilmente emozionata. «La mia carriera va in una direzione ben precisa. Dopo aver interpretato a teatro “La pazza della porta accanto” di Alda Merini, tutto ambientato in manicomio, il tema della follia mi sta attraendo sempre di più. Sono da tempo in cura dallo psicoterapeuta e più mi curo è più ciò mi attrae. Penso che prendersi cura della psiche equivale come prendersi cura della società. Il ruolo dell’attore è anche di intento politico. C’è bisogno di parlarne di questi temi, il rapporto madre-figlio determina il futuro, importante dal punto di vista civile. La prima rivoluzione sta nel nucleo della famiglia».

Cuore e anima nel progetto lo hanno messo anche gli altri due protagonisti, il giovane Giampiero De Concilio, bravo nel reggere la maggior parte della pellicola, e Massimo De Matteo, perfetto nel ruolo, toccante per intensità. Completano il cast Biagio Forestieri, Fabio De Caro e Franco Pinelli.

18:58 6/09

di Alessandro Savoia

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