ROMA. «L'idea di fare un film su mia sorella, Mia Martini (nella foto), è stata mia. Tre o quattro anni fa ho incontrato Luca Barbareschi, che ora ha prodotto il film “Io sono Mia”, e gli ho consegnato un progetto per fare qualcosa su Mimì. Tant'e' vero che avevo già scritto tutta la storia dei Berté e avevo depositato alla Siae il fascicolo. Eppure, nonostante questo, non sono stata interpellata per la sceneggiatura, a differenza delle mie sorelle Loredana e Olivia». Leda Berté, la sorella maggiore di Mia Martini e Loredana Berté, non ci sta e al settimanale “Spy”, nel numero in edicola domani 18 gennaio 2019, esprime tutto il suo dissenso sul film dedicato alla cantante che a febbraio sarà trasmesso su Raiuno dopo l'anteprima cinematografica. «Sono convinta che questo film non rispecchi la verità sulla vita della mia famiglia e di Mimì. Loredana e Olivia, le più piccole, non possono sapere tante cose della nostra famiglia. E poi ho intravisto la ragazza che la interpreta, Serena Rossi. Sarà pure brava a cantare, ma non ha niente a che vedere con Mia Martini, ovviamente. Fanno un film su Mimì e fanno cantare le sue canzoni a un'altra? Almeno come sottofondo potevano lasciare le voci originali». Il film sarà presentato sul palco del Festival di Sanremo, anche se Leda Bertè ha qualcosa da recriminare al conduttore e direttore artistico Claudio Baglioni. «Durante l'ultimo Sanremo non ha neanche consegnato il premio Mia Martini sul palco, l'ha fatto passare sotto silenzio: queste cose non si fanno. Quel premio è stato istituito proprio per dare risalto alla memoria di Mimì e chi conduce il festival ha il dovere di parlarne». Anche per lei la morte di Mimì è avvolta nel mistero. «Io e Loredana abbiamo visto sul cadavere di nostra sorella dei lividi sia sulle braccia sia sulle gambe. Il che fa pensare a una discussione piuttosto violenta con qualcuno, forse con nostro padre a cui si era riavvicinata? Lui è sempre stato violento. E poi perché, subito dopo i funerali, senza dire niente a nessuno, lui ha fatto cremare il corpo? Devono ancora darmi delle spiegazioni. È stata una morte avvolta nel mistero, ci sono troppi punti oscuri, anche se sono passati tanti anni credo sia giusto riparlarne».