Mercoledì 21 Novembre 2018 - 18:09

Lisa Fusco: ho 20 centimetri in meno, vuol dire che me li darà Rocco Siffredi

"Non ho niente da invidiare a nessuna donna se non 20 centimetri. Quelli mancanti me li darà Rocco Siffredi. I miei vestiti? Li disegno io: compro di nascosto la stoffa al mercato e mia madre li cuce. Vorrei fare una linea di abiti da soubrette. Se trovo un produttore faccio come Valeria Marini. Risparmio su tutto e quella volta che mi danno un vestito è in cambio di pubblicità. Non sto in tv, per lo stesso motivo per cui Elisabetta Gregoraci presenta Made in Sud e io no". Così Lisa Fusco ai microfoni di Radio Club 91 nel programma I Radioattivi (con Ettore Petraroli e Rosario Verde) che il 24 aprile sarà probabilmente al Chiambretti Night in un incontro - scontro pubblico con Rocco Siffredi. La soubrettina racconta della sua sfrenata ricerca di "stoffe al mercato in incognita per non farmi riconoscere. Vado completamente coperta per mercatini. I venditori mi riconoscono ma mi tengono il gioco per non imbarazzarmi. Ma andare per mercatini non è una passeggiata piacevole. Per me è un lavoro. Vado in tuta con i capelli sconvolti perciò non mi faccio vedere perché mi piace essere sempre in tiro.  Anche in casa non voglio essere sciatta".
Sulla sua somiglianza con Moana Pozzi: "Sono una Moanina. In famiglia però neppure sapevamo chi è sta Moana. La gente in giro mi diceva non ti offendere ma assomigli alla Pozzi. E quella premessa mi faceva preoccupare. Poi non mi sono mai messa ad indagare".
 

15:02 20/04

di Redazione

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Rotary Napoli Posillipo e San Marino gemellati

Gemelli si nasce? Non sempre: il proprio gemello, qualche volta, uno se lo sceglie da adulto. Per affinità elettive, per simpatia, per sintonia. È accaduto così a due Rotary club, Napoli Posillipo e San Marino. «È un onore per me poter stringere con San Marino un patto che rinsalda non solo il vincolo rotariano ma anche quello dell’amicizia personale» così  Pasquale Malva, presidente del Napoli Posilipo, saluta la folta delegazione del club sanmarinese giunta venerdì in città. «Quando ho telefonato per dirti che mi avrebbe fatto piacere trascorrere un fine settimana da voi, avevo già in mente di proporti il gemellaggio ma tu mi hai preceduto» gli fa eco il presidente del club di San Marino, Roberto Bandini. Detto fatto: dalla dichiarazione d’intenti al gemellaggio il passo è stato brevissimo. Ieri la cena di gala al Grand Hotel Santa Lucia per  la firma della pergamena che ha sancito ufficialmente il legame. «Dopo il nostro viaggio a San Marino – sottolinea Malva -  dove lo scorso autunno siamo stati ospiti del vostro club, mi sono reso conto che sammarinesi e napoletani sono accomunati dall’amore per la libertà:  e se lo Stato di San Marino è fiero di un’indipendenza conquistata sin dal Medio Evo, Napoli, che ha subito ben 11 dominazioni straniere, ha mantenuto  intatto il suo spirito libero, ereditato dai Greci che la fondarono 2500 anni fa». «Siamo commossi per l’accoglienza che ci avete riservato. La vostra è una terra allegra, in cui ci pare di respirare l’aria della Romagna. Questo gemellaggio ci rende felici, soprattutto perché ci fa progettare prossimi incontri con voi» ribadisce Bandini che coglie l’occasione per lanciare la proposta di gemellarsi, insieme, con un club Rotary di Berlino: «Noi abbiamo già avviato i primi contatti, sarebbe bello che ci foste anche voi». L’applauso dei soci è il commento inequivocabile.

Una conclusione solenne  per due giornate trascorse alla scoperta dei mille volti di Napoli: dal brulichio dei decumani, al silenzio del Cristo velato; fino agli splendori barocchi del Cappellone di San Gennaro e al fascino delle botteghe della Neapolis sotterranea passando per il fasto di Palazzo Reale e i luccichii azzurri del lungomare.

E non poteva mancare la musica, che di Napoli è l’anima. Quando Peppino di Capri (a destra nella foto con Roberto e Laura Bandini) si è materializzato al Santa Lucia, sorpresa e felicità hanno preso il sopravvento sulla serata. Socio onorario del Rotary Napoli Posillipo, il Peppino nazionale non ha voluto mancare di salutare gli ospiti e lo ha fatto alla sua maniera. Momenti di magia al pianoforte, la voce inconfondibile, parole e ritmo a sciogliere le emozioni.

I napoletani, si sa, in fatto di ospitalità sono campioni. E questa volta hanno tenuto davvero fede alla loro reputazione: raffinata l’accoglienza del Grand Hotel Parker’s, dove gli ospiti hanno alloggiato; ottimo il menù tutto napoletano proposto dal Grand Hotel Santa Lucia per la cena di gala; sobria ed elegante l’accoglienza, per il pranzo e l’aperitivo, al Circolo Canottieri, Palazzo San Teodoro e Museo del Corallo Ascione.  «Questa città ci ha incantato». È il commento unanime. Partenope colpisce ancora.

 

13:26 20/04

di Armida Parisi

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"Global gay" all'Istituto francese. Frédéric Martel discute con Claudio Finelli

La questione gay nel mondo è al centro di "Global gay" di Frédéric Martel (Flammarion) all'Istituto francese, in via Crispi 89 oggi alle 19. Frédéric Martel è entrato nei gay bar arabi e nei love hotels di Tokyo,nelle habitaciones cubane e nelle comunità indiane, per raccontare i successi e le sconfitte dei gay, trendy a New York e condannati a morte inIran. Un racconto coloratissimo, drammatico, pieno di vita.Il movimento gay è in marcia ovunque nel mondo. Le sue lotte conoscono successi decisivi e tragiche sconfitte. Negli Stati Uniti il matrimonio gay è un cavallo di battaglia democratico. In Iran l'omosessualità è punita con la pena di morte. In America Latina diverse capitali si battono per la diversidade sexual. In Cina, Sudafrica, India, Cuba sono state vinte grandi battaglie. Frédéric Martel ci racconta il suo viaggio attraverso gli stili di vita gay dei cinque continenti. E ci mostra da un lato una gay way of life globale, partecipe delle stesse sensibilità e delle stesse conquiste, dall'altro una miriade di declinazioni della cultura gay, profondamente intrecciate alle peculiarità delle tradizioni locali, alle difficoltà incontrate di paese in paese, ai tanti significati che la libertà sessuale può assumere nel mondo.

Se l'immaginario gay nordamericano ha alimentato per decenni la coscienza degli attivisti di tutto il pianeta, un panorama di inesauribile ricchezza si distende tra le serate di tango gay a Buenos Aires e le feste di samba a Rio, le habitaciones di Cuba e le squadre gay di dragon boating a Singapore, i love hotels di Tokyo e il movimento gay arabo, col suo costante riferimento al sensuale lirismo del poeta medievale Abu Nuwas.
Martel restituisce questi mille volti e queste mille lotte, dando voce a un'affascinante, complessa armonia di differenze.

Questa sera Frédéric Martel dialogherà con Claudio Finelli, sull'evoluzione della società francese ed italiana, dopo l'approvazione del matrimonio per tutti in Francia e di fronte alle evoluzioni in corso in Italia.

Cristina Donadio leggerà brani tratti da Global Gay.

 

12:59 20/04

di Redazione

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L’innovazione in palestra? È una sala senza attrezzi

Il futuro della palestra? È una sala senza attrezzi. Un ritorno alle origini, al corpo. Un allenamento intensivo, per poche persone alla volta, con un personal trainer che segue tutti più da vicino. È questa l’idea con la quale nasce “Train Insane Napoli” in via Jannelli. Francesco Esposito è convinto che il modello possa funzionare.
Cos’è Train Insane Napoli?
«È una sala adibita per la nuova concenzione dell'allenamento nata in questi anni. La palestra è dotata solo di attrezzature essenziali valide per tipologie di allenamento dal crossfit alla kick boxing e tutto ciò che riguarda il functional training. Passione, competenza e innovazione vengono messe ogni giorno al servizio del cliente che sarà seguito da un personal trainer».
C’è quindi un personal trainer che segue il cliente?
«Una volta iscritti si ha diritto ad un servizio di allenamento fatto su misura, chi viene da noi non sarà mai solo. Attraverso la nostra guida ed una serie di esercizi mirati ti insegneremo ad avere il pieno controllo di te stesso. Non c’è bisogno di una sala piena di macchinari costosi e all'avanguardia  per avere un fisico invidiabile. Vi ritroverete di fronte ad un ambiente spartano dove l'unico solo e vero attrezzo indispensabile è il vostro corpo».
Cos'è il Functional Training?
«È la massima evoluzione della performance fisica orientata alla massima efficienza sportiva e non solo. I risultati ottenuti da questa tipologia di allenamento sono molto concreti, perché la tipologia di lavoro svolto è concreta. Per allenamento funzionale nello specifico si intende un insieme di esercizi che permettono al nostro corpo di migliorare la sua performance fisica nelle varie situazioni richieste, sia in ambito sportivo che nella vita quotidiana».
Perché si dovrebbe preferire il “Functional Training” alla palestra tradizionale?
«Partendo dalla premessa che ogni individuo ha i suoi gusti e le sue preferenze, ma soprattutto i suoi personali obiettivi, bisogna dire che l'allenamento funzionale è un tipo di allenamento decisamente più coinvolgente, più dinamico. Scordatevi tutti quegli attrezzi e macchine isotoniche, dimenticatevi delle schede, del giorno X per fare Y, braccia, gambe, petto, spalle, nell'allenamento funzionale il motto è:  non fermarti mai, lavora in armonia con il tuo corpo».
Quanto tempo occorre per vedere i primi risultati?
«L'allenamento funzionale può portare miglioramenti anche dopo 10 giorni, il tutto ovviamente abbinato ad una corretta e sana alimentazione. L'attività funzionale può essere intesa principalmente come un'attività cardiovascolare e che quindi costringe a tenere il proprio corpo sempre in movimento,agile e scattante. Costanza, impegno e sacrificio sono gli ingriedienti fondamentali, al resto pensiamo noi».
Esistono allenamenti per perdite di grasso localizzato (pancia, gambe, glutei)?
«Sì, esistono allenamenti di ogni genere volti esclusivamente per eliminare l'adipe in eccesso in alcune parti del nostro corpo, basta sapere come e dove agire».
Chi non ha mai fatto attività fisica, può svolgere questo tipo di allenamenti?
«La preparazione atletica non importa, chiunque, anche chi non sa cosa significa la parola “sforzo” può approcciarsi a questo tipo di allenamento. Nel giro di poco tempo insegniamo cosa significa sudare e lavorare. Si mettono le basi che porteranno tutti a svolgere esercizi che non avrebbero mai pensato di di poter fare nella loro vita. La parte più difficile è iniziare, dopo non se ne potrà più farne a meno».

12:19 19/04

di Redazione

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Lo sport contro l'omofobia: “Terzo tempo, fair play” a villa Doria D'Angri

Mercoledì 22 aprile, alle ore 9.00, presso Villa Doria D’Angri (via Petrarca 80, Napoli), si svolgerà il convegno“Terzo tempo, fair play. I valori dello sport per il contrasto all’omofobia e alla transfobia”, organizzato da Università Parthenope e Uisp (Unione Italiana Sport per tutti) insieme al CIRB (Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica), Università Federico II di Napoli, Centro SInAPSi (Servizi per l’Inclusione Attiva e Partecipata degli studenti), Fondazione Genere, identità e cultura, Arcigay e ArciLesbica, e con il patrocinio morale di UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), Regione Campania, Comune di Napoli e Coni Campania.

È la prima volta che Università, Associazioni LGBT e un grande Ente di Promozione sportiva si confrontano sui valori dello sport in contrasto all’omo-transfobia coinvolgendo istituzioni, rappresentanti del mondo dello sport e atleti come Patrizio Oliva, campione olimpico di pugilato   e Nicole Bonamino, giocatrice di hockey in line.

È convinzione degli organizzatori del convegno che lo sport sia un bene sociale e culturale di grande portata, che può combattere ogni forma di discriminazione. Occorre impegnarsi per promuovere quel concetto di “Sport per tutti” che significa costruire nuovi modelli e metodologie didattiche che consentano a tutti di fare attività perché lo sport conservi un valore positivo e promuova una cultura dell’inclusione.

Il programma prevede alle ore 9 il saluto delle Autorità: Claudio Quintano, Rettore Università Parthenope; Marco De Giorgi, Direttore Generale Unar; Rosa D’Amelio, Presidente Commissione Politiche giovanili Regione Campania; Sergio Roncelli, Delegato Provinciale Coni Napoli; Ivo Capone, Presidente Uisp Campania; Giuseppe Vito, Direttore Dipartimento di Scienze Motorie e del Benessere, Flavio Romani, Presidente nazionale Arcigay. E’stato invitato il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris.

Aprirà i lavori l’intervento di Giuliana Valerio dell’Università Parthenope. A seguire, l’inizio degli interventi, moderati da Antonia Cuntidella Parthenope, con: Paolo Valerio, Centro Sinapsi dell’Università Federico II; Cristiano Scandurra, Federico II; Maria Luisa Iavarone, Parthenope. Dalle 11.30 la seconda sessione, con gli interventi di Giovanna Martelli, Delegata del Governo alle Pari Opportunità; Virginia Zambrano, Università di Salerno; Gianluca Gentile, Università Suor Orsola Benincasa; Manuela Claysset, Presidente Consiglio Nazionale Uisp. Moderano Lorenzo Chieffi, Direttore del Cirb, e Domenico Tafuri, Università Parthenope.

Nel pomeriggio, la tavola rotonda moderata da Riccardo Cannavale, responsabile Comunicazione Uisp Campania. Parteciperanno Anna Lisa Amodeo, Centro SInAPSi; Nicole Bonamino, Nazionale hockey in-line; Manuela Claysset, Presidente Consiglio Nazionale Uisp; Claudia Barbarano, ArciLesbica; Patrizio Oliva, Associazione Milleculure  Medaglia olimpica; Valerio Piccioni, giornalista sportivo; Marina Rinaldi, allenatrice di calcio; Antonello Sannino, Arcigay. Alle 17 le conclusioni, affidate a Giuliana Valerio e Vincenzo Manco, Presidente Nazionale Uisp.

11:52 19/04

di Redazione

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L’amore di Iacchetti per Napoli

È nato a Castelleone, in provincia di Cremona, ed ama molto i napoletani: Enzo Iacchetti, neo direttore del Salone Margherita, storico teatro romano, è tornato nella Capitale con la 120ª replica di “Chiedo scusa... Signor Gaber”, un live show interamente dedicato alla figura di un “grande” della canzone italiana.
Un’altra grande sfida per lei alla guida di uno storico teatro romano...
«Ho sempre nutrito una forte passione per il teatro e quando mi è stata fatta la proposta di far rivivere il mitico “Salone Margherita”, chiuso da diversi anni, mi sono sentito molto orgoglioso della stima e della fiducia accordatami. Non sarà un’impresa facile, ci vorrà del tempo, ma sono per natura ottimista e battagliero».
Lei è un artista “camaleontico”, che passa con estrema disinvoltura dalla conduzione di un programma tv di successo come “Striscia la notizia”, al cinema, al teatro, alla musica: il suo motore trainante?
«L’estrema, ferma convinzione, che pur navigando in uno stesso ambito, come quello dello spettacolo, bisogna spaziare, non fermarsi mai. Ho 63 anni e nella mia vita ho visto tanti artisti cadere dopo appena due anni di carriera, sparire dalla scena pochi mesi dopo avere conquistato una certa popolarità. Per arrivare ad un buon livello, non ci vuole molto: basta avere un pizzico di fortuna, un’idea ed anche un po’ di talento; magari ciò può accadere non da subito, ma più in là con gli anni, come è avvenuto per me, ma in ogni caso prima o poi si giunge al sospirato traguardo. Il problema è rimanere lì arroccati al proprio piccolo “Olimpo” conquistato e ciò può accadere solo reinventandosi, rinnovandosi ogni giorno».
In che modo?
«Faccio un esempio: se te la cavi come conduttore di un tormentone televisivo e poi non progetti più nulla di alternativo, la tua vita artistica muore lì. Io ho sempre studiato. Ho debuttato in teatro, da piccolo, nelle compagnie dialettali del paese interpretando ruoli drammatici, quali quello del bambino orfano. Poi ho cominciato la scuola, ma non avevo affatto voglia di studiare, sentivo solo dischi dalla mattina alla sera e a 13 anni sapevo già suonare 7 strumenti».
Che studi ha conseguito?
«Ho frequentato l’istituto superiore di Ragioneria, solo perché obbligato da mio padre e non appena ho conseguito il diploma sono scappato a Milano con la chitarra, rifiutandomi categoricamente di esercitare il mestiere di ragioniere».
Un’odissea lavorativa la sua: si sente un ribelle?
«In un certo qual modo sì; sono un ribelle per natura “assetato” di nuove esperienze. Giunto a Milano, andai a fare un’audizione al “Derby Club”, considerato all’epoca il tempio del cabaret milanese, dove si esibivano nomi come Lino Toffolo, Paolo Villaggio, Diego Abatantuono, Giorgio Faletti e tanti altri. Mi scritturarono subito e rimasi lì fino al 1984. Dopo 6 durissimi anni di vari tentativi lavorativi, nel 1990, conobbi Maurizio Costanzo che, facendomi un provino per il suo “Costanzo show”, s’innamorò del mio personaggio e da quel momento feci con lui ben 137 puntate che mi condussero poi, nel 1994, a fare la prima delle 2.230 puntate di “Striscia la notizia”».
Qual è il segreto del ssuccesso del format di Antonio Ricci?
«È una trasmissione che confeziona direttamente il pubblico da casa. È lo stesso pubblico che conduce il gioco, stando sempre in contatto con i nostri inviati, denunciando le magagne sociali, che vanno però puntualmente verificate prima di organizzare e mettere in onda i servizi televisivi».
Qual è un episodio particolare di “Striscia” che non dimenticherà mai?
«Il mio primo giorno di lavoro. Pensavo fosse uno scherzo, credevo che prima o poi uscisse qualcuno da una porta con un cartellone con su scritto “Sei su Scherzi a parte”».
Per quale motivo pensava fosse uno scherzo?
«C’erano tantissime telecamere, fotografi, operatori e poiché gli studi di registrazione erano due piani al di sotto del livello stradale, non prendendo neanche la linea dei telefonini, non potevo neanche appurare dall’esterno se eravamo o meno in onda. Fu così che registrai la prima puntata insieme ad Ezio Greggio, accorgendomi solo in ritardo della veridicità della cosa. Alle ore 21.15, a fine trasmissione, tutti ridevano, sorridevano intorno a me ed io invece non vedevo l’ora di salire al pian terreno per chiamare al telefono mia mamma e per chiedergli com’ero andato e lei esclamò: “Bravissimo, eri bellissimo e sei stato molto bravo”. All’inizio mi fecero un contratto di appena una settimana, poi man mano più lungo fino ad arrivare a 21 anni di conduzione».
È tra i pionieri di Mediaset: che rapporti ha con Berlusconi?
«Lo stimo molto come imprenditore e devo ammettere che da quando si è ritirato dalla tv si è sentita molto la sua mancanza. Berlusconi ne capisce molto di televisione, è un eccellente manager e, nonostante non abbia mai condiviso la sua posizione politica, non l’ho mai tradito professionalmente. Spesso la Rai mi ha fatto proposte lavorative allettanti, che ho sempre rifiutato».
Ci parli di Greggio...
«Ezio è straordinario, “un compagno di banco”, ovvero un compagno di marachelle, un compagno di merenda, di affetto, di confidenze. Il lavoro che ci accomuna è in un certo senso “un di più”, siamo in perfetta armonia e quasi sempre avviamo la trasmissione in modo spontaneo, senza bisogno di alcuna prova».
E cosa dice di “mamma Hunzinker”?
«La conosco poco, perché con me non ha mai lavorato. Michelle è una persona simpatica, bella e molto amata da tanti spettatori».
Lei nel privato è anche un bravo papà?
«Ho un figlio di 27 anni che si cimenta a fare l’attore, il cantante, ha una bellissima voce, se la cava da solo senza l’aiuto di nessuno».
Possiamo dire che Iacchetti ha “conquistato” Roma con il “Salone Margherita”?
«Sono molto fiducioso, facciamo questa stagione e vediamo come andrà».
È noto il suo amore per la città di Napoli: perchè?
«Napoli è una città straordinaria, dove ho fatto tante esperienze lavorative condividendole anche con artisti partenopei come Francesco Paolantoni, Stefano Sarcinelli, Mario Porfito e Vincenzo Salemme».
Con Salemme ha un legame diverso, vero?
«Per Vincenzo ho scritto un soggetto dal titolo “E fuori nevica”, andato prima in scena a teatro ed in questa stagione tradotto in un film. Il nostro incontro ha siglato la nostra fortuna: ricordo che ci fu un gran litigio perché io mi rifiutai di recitare con lui, ma questo litigio è stato “magico” per entrambi avendo poi intrapreso, anche se separatamente, una carriera di successo, io come conduttore di “Striscia” e lui come autore-attore di commedie e di film».

19:32 18/04

di Maridì Sessa

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Il coinvolgente live show della “Toccafierro band”

“IFierro” music special guest al “Dive Restaurant”: Fabrizio ed Aurelio Fierro junior con i “Tocafierro band ” sono stati i protagonisti di un coinvolgente live music show che si è svolto qualche sera fa al Dive Restaurant, il rinomato ritrovo di Sergio Covone ad Arco Felice, diretto da Silvana Perchiazzi. Gli ospiti selezionati tra cui Ennio e Marizia Giardino, Fulvio e Gaetano Bausano, Elisabetta Leo, Ico De Conciliis, Claudio Piroli con la moglie Fabiana, Rosanna Gallotta, Claudio Paviciullo, Elda Turrisi, Gino e Brunella Chignoli, Enzo ed Ester Scorza, Gianni e Luisa Battimiello, hanno atteso ad un prelibato dinner place con un festival di pietanze confezionate dallo chef della Casa Giuseppe Scuotto, coadiuvato dal suo eccellente staff. Il menu, tipico del golfo partenopeo: salmone marinato agli agrumi sul letto di rucola e fritturina del golfo in Bellavista come entrèe, scialatielli amalfitani, risotto cozze e fiori di zucca, e per finire, ensamble di dolci. A seguire, il concerto dei “Fierro” con due vocalist d’eccezione: Maria Teresa Amato e Titta Salemme in perfetta sinergia con i “Tocafierro” al completo, Dario Picone alle tastiere, Andrea Palazzo alla chitarra, Antonello Lamberti alle percussioni e lo stesso Aurelio junior alla batteria. Un ouverture con i nostalgici “anni 60”, interpretati da Fabrizio Fierro che ha magicamente creato una calda atmosfera della serie “ballo della mattonella” coinvolgendo in pista le coppie più romantiche, intonando pezzi celebri dell’epoca, quali “Un’ora sola ti vorrei” e “Sapore di sale”; ed ancora consensi per Mr Fabrizio, che sulla scia del “passionale” si è esibito in un repertorio newyork style, dal blues al soul, per lasciare poi spazio a ritmi più scatenati ed anche tipicamente partenopei . Molto apprezzato l’intervento di Aurelio Junior che ha interpretati alcuni dei più grandi successi di Baglioni quali “E tu come stai” e “Via”, suscitando applausi e richieste di Bis da parte di tutti i commensali. Grande musica, ancora stasera al Dive Restaurant, dove si esibirà il Sagagima group , che vanta tra i suoi componenti , il percussionista cantante dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, Mariano Caiano, Sasà Grimaldi al sax e voce, Gianni Napoli tastiera e voce, vocalist Margherita Marinelli, già concorrente nella trasmissione televisiva di Maria de Filippi “Amici”.

13:43 18/04

di Redazione

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Al Cts di San Giorgio va in scena il dramma "Le serve"

L’associazione UNOSPAZIOPERILTEATRO mette in scena, presso lo storico Centro Teatro Spazio di San Giorgio a Cremano, il dramma “Le serve”, di Jean Genet con Cristina Ammendola e Marina Billwiller sabato 18 e domenica 19 aprile alle ore 21.

“Les bonnes” è forse l’opera più conosciuta e rappresentata del commediografo francese: Chiara e Solange, due sorelle al servizio della stessa padrona, inscenano ogni giorno la stessa farsa, in cui a turno interpretano la loro signora in un gioco perverso dalle conseguenze tragiche.

La riflessione che porta all’idea registica parte dall’attualizzazione di un concetto di servitù tipico di quelle domestiche di fine ‘800/ inizio ‘900, difficilmente inscrivibile nel frenetico mondo moderno, in cui tutti si sentono tanto padroni di se stessi da credere di non dipendere da nessuna figura superiore. Il rapporto di odio/amore che le due sorelle nutrono nei confronti della padrona è stato quindi interpretato dal regista Vincenzo Borrelli come il rapporto che l’uomo moderno nutre nei confronti dei media, dei personaggi che ci vengono quotidianamente proposti in televisione, tanto amati da essere idealizzati, tanto invidiati da desiderarne la rovina. Capaci come sono di condizionare le nostre azioni, il nostro modo di pensare, di parlare, di comportarci, di affrontare la nostra vita e di fare le nostre scelte. È per questo che la signora non compare mai in scena, bensì in video, all’interno di un enorme televisore con cui Chiara e Solange interagiscono, parlano, si confidano, si scusano delle loro mancanze. La recitazione delle interpreti rifugge dagli eccessi anche quando le serve imitano la padrona. Lo stile è pulito, asciutto, senza inutili ridondanze, reso naturale e quanto più reale possibile, nonostante il tono elevato e talvolta magniloquente della raffinata scrittura di Genet. Le serve che si vogliono qui rappresentare dunque esistono, respirano, non sono un’astrazione grottesca di una realtà lontana, sono al contrario l’anima in agonia di una realtà presente, pressante e drammatica di un’umanità troppo debole per riuscire a contare solo su se stessa, senza un modello, un padrone, la nostra “signora” che ci dica come comportarci.

 

13:38 18/04

di Redazione

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"Vivaio Donna", proseguono gli incontri di mentoring con Gloves e Kilesa

Dopo il grande successo dell’evento inaugurale, che ha visto protagonisti lo stilista Nino Lettieri e l’imprenditrice Gabriella Amodio, proseguono gli incontri di mentoring del Vivaio Donna (in via Duomo 45): stilisti, architetti, aziende produttrici di abbigliamento e accessori moda, interior designer, imprenditori del giocattolo, si impegnano per valorizzare il patrimonio creativo napoletano e sostenere la nascita di nuove imprese al femminile.

Lunedì 20 aprile, incontro sul tema:  "I nuovi trend dell’accessorio moda: la manifattura tra tradizione e innovazione" con Daniela Forino, Gloves F.lli Forino, imprenditrice, azienda storica nella produzione di guanti e accessori di qualità e Bianca Imbembo, Kilesa Italia, imprenditrice, azienda giovane nella produzione di borse e accessori realizzati con materiali innovativi.

Martedì 21 aprile, incontro sul tema: "Il Marketing digitale per la moda" con Mary Palomba e Maurizio Palumbo – Maison Academia, imprenditori, start up di una piattaforma web innovativa per la moda emergente.

13:33 18/04

di Redazione

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La pasta di Gragnano conquista piazza della Scala a Milano

GRAGNANO. Pasta Cuomo sbarca sul tetto di Piazza della Scala a Milano. Si cucineranno prodotti creati dall'azienda all’interno del Priceless Milan, il temporary restaurant creato dallo chef Antonello Colonna. Un locale esclusivo che aprirà il 6 maggio, ogni giorno a pranzo e cena fino al termine di Expo.  Ideato come un teatro gastronomico che accompagnerà tutta la durata di Expo, Priceless Milan sarà accessibile tramite un ascensore dal terzo piano del palazzo e garantirà un'esperienza unica ai 24 commensali che si accomoderanno al tavolo (unico) per gustare un menu d'alta cucina con vista. “E' un onore aver avuto l'attenzione sui nostri prodotti da parte dello Chef Antonello Colonna, che  oltre ad essere un grande Chef è uno dei precursori dell'innovazione in cucina concepita come "scienza ed arte" che si combinano per dare luce ad "un'arte benedetta, la cui conservazione consiste in una rivoluzione perpetua, che si preserva attraverso la sua distruzione (citazione dello chef Colonna)" le parole di Amelia Cuomo, che esprime parole di elogio per lo chef Antonello Colonna: “Per noi è l'esempio della filosofia culinaria più attuale, quella rivoluzionaria, quella fatta di una tradizione rivisitata in chiave moderna per incontrare i palati più raffinati". 

Un’iniziativa promossa da tutto lo staff e l’organizzazione di Pasta Cuomo: “A noi di Pasta Cuomo piace! Noi che abbiamo sempre tenuto salde le nostre radici crediamo fermamente che un "aristo-anarchico" come lui, possa solo far bene ad una realtà che vuole innovare ed innovarsi, come la nostra. Chiamiamolo input ad un miglioramento continuo fatto di nuovi esperimenti e sfide a fare meglio. Siamo soddisfatti che l'innaugurazione del Princeless Milano fatta dallo Chef Colonna sia andata bene, del resto non poteva essere altrimenti, vista la grande risonanza che ha la sua immagine e ciò che lui rappresenta” conclude Amelia Cuomo.  

13:30 18/04

di Vincenzo Lamverti

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