Martedì 22 Gennaio 2019 - 15:06

“Salute e sport a scuola: quale futuro?"

“Salute e sport a scuola: quale futuro?”è il tema della due giorni con cui si presenta, al territorio ed all’opinione pubblica, la “Next Generation”, presieduta dal Dottor Giovanni Giorgetti. Nel titolo dell’evento, il senso stesso di quella che è la missiondell’Associazione di Beneficenza che vede schierati in campo medici, psicologi, professionisti e personaggi dello sport: diffondere tra i ragazzi, con la fattiva collaborazione del mondo della scuola, gli stili di vita più adeguati per una crescita sana delle generazioni che verranno. 

“Next Generation” si propone di “seminare” tra i banchi di scuola la speranza in una migliore qualità della vita, mettendo a disposizione dei giovani competenze ed esperienze in merito all’importanza dell’attività fisica e di una sana alimentazione per porre un argine al progressivo aumento percentuale dell’obesità infantile, indicando a quella che sarà la società di domani i più insidiosi fattori di rischio. 

“Salute e sport a scuola: quale futuro?”si snoderà in due giornate. Giovedì 17 gennaio, alle ore 18,00, si terrà presso il Salotto Comunale di Battipaglia la presentazione del progetto, alla presenza di Cecilia Francese (Sindaco di Battipaglia); Silvana D’Aiutolo(Dirigente Scolastica I.I.S. “Besta-Gloriosi”); Don Paolo Castaldi(Parroco); Rosa Zampetti (Dirigente Asl); Massimo Tommasino (Capo del Dipartimento Biologia del cancro e delle infezioni dell’International Agency Research on Cancer, Lyon – France); Giulio Corrivetti (Direttore Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Salerno – Amministratore Delegato dell’European Biomedical Research Institut (Ebris); Luca Calabrese(Presidente della Fondazione Salvatore Calabrese); Ferretto Ferretti (Docente all’Università Cattolica di Milano, Facoltà di Scienze Motorie – Docente del settore tecnico della Figc di Coverciano – Direttore delle riviste “Il Nuovo Calcio” e “Scienza e Sport”); Generoso Di Benedetto (Comitato Territoriale Disabled Peoples International della Campania) e, naturalmente, il Presidente della Next Generation, Giovanni Giorgetti (Chirurgo Maxillo-Facciale). 

Venerdì 18 gennaio, dalle 9,30 alle 12,00, avrà luogo presso l’aula magna dell’Istituto “Besta-Gloriosi” di Battipaglia un dibattito introdotto dalla Dottoressa Silvana D’Aiutolo e moderato dal Dottor Giovanni Giorgetti, con gli interventi dei dott.ri Massimo Tommasino (che illustrerà ai ragazzi i fattori di rischio: fumo, alcool, HPV), Antonio Galietta (che parlerà dei meccanismi cerebrali della dipendenza) e Ferretto Ferretti (che si soffermerà sull’importanza dello sport nella sana crescita psico-fisica). Nell’occasione, prevista la proiezione di interviste a “quelli che ce l’hanno fatta”, significative e toccanti storie dal lieto fine e videomessaggi inviati da tanti campioni dello sport che hanno sposato la causa della Next Generation. 

15:21 15/01

di Redazione

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"Insieme per il dormitorio", evento stasera nel segno della solidarietà

BRUSCIANO. Chef solidali d’eccellenza a “Insieme per il Dormitorio”, in programma stasera, dalle ore 20,30, nello spazio coperto accanto alla Parrocchia di San Sebastiano Martire.
A sostegno dei lavori nella Casa di Sant’Antonio per dare un tetto a 20 dei tanti senzatetto della zona - più di 50 mila in Italia - e un pasto caldo a 60 di essi: Ernesto Iaccarino, Francesco Sposito, Luigi Salomone, Nunzio Spagnuolo, Valerio Giuseppe Mandile, Michele Sammarco, Mimmo De Gregorio con Emanuela Giannicola, Valentino Buonincontri, Vincenzo Ferro, Vincenzo Toppi, Stefano Parrella, Guido Michele Langellotti, Antonio Battipaglia, Vincenzo Scognamiglio, Angelo Mattia Tramontano, Fabio Vorraro, Enrico Ruggiero, Paolo Iovieno.  Sono alcuni dei fuoriclasse - in rappresentanza di 50 attività dell’Eno-Food - sempre schierati in campo benefico, presenti pure nella nota Squadra d’eccellenza di #InsiemeperilTerritorio, altra grande manifestazione solidale, nella rassegna “Salute, Alimentazione e Bellezza: tutto quello che molti non sanno” firmata dalla giornalista enogastronomica Teresa Lucianelli. Ultimo riuscito appuntamento, in ordine di tempo, “Natale d’Amore”, alla Baita del Re Resort di Ottaviano, a favore dei bambini ricoverati al Pausilipon e Nuovo Policlinico. 
Questa sera, sosterranno con le loro stelle, vari titoli e alta competenza, la terza edizione di “Insieme per il Dormitorio”. 
Organizzazione a cura della Comunità Interparrocchiale di Brusciano, guidata da don Salvatore Purcaro, e dei maestri pasticcieri Gennaro Langellotti e Tommaso Foglia, colonne portanti dell’evento. Sostegni: Comune di Brusciano e Associazione Volontari Capitano Ultimo Onlus.
Parteciperanno anche: Marco Amoriello, Gian Marco Carli, Giacomo Buonanno, Michele Abbatia, Felice Foglia, Vincenzo Faiella, Fabiana Scarica, Alex Pochynok, Salvatore Gabbiano e tanti altri ancora.
Musica: Felice Romano.
terluc

13:35 14/01

di Redazione

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Un appello per salvare la scuola “Figlie della carità di San Vincenzo De Paoli” di Cardito

“Cardito sta morendo, il centro storico è in ginocchio. Un’altra brutta notizia: la scuola delle suore, l’istituto di scuola materna ed elementare di via Belvedere con ingresso anche in corso Cesare Battisti chiude i battenti a causa delle difficoltà economiche relative alla gestione.” – Questo il grido d’allarme che lancia Pasquale Chiacchio, consigliere comunale e presidente dell’associazione Cardito per il futuro. Chiacchio continua con il suo accorato appello sottolineando – ” Alcune mamme degli alunni si sono rese disponibili a dare un contributo mensile superiore rispetto alla retta stabilita pur di mantenere in vita un istituto che per noi carditesi non rappresenta solo una vocazione cattolica ma appartiene alla nostra storia, alle nostre radici, è patrimonio della nostra città. È un altro pezzo del #cuoredicardito che abbiamo il dovere di salvare; abbiamo passato i nostri anni, a scuola, abbiamo svolto in quelle aule il corso di Catechismo e passato intere giornate a giocare, a socializzare; siamo stati educati da quelle suore che hanno dato un enorme contributo alla crescita culturale della nostra comunità.

Quella scuola non può morire tra l’indifferenza dei carditesi. Sono stato dalle suore, ho cercato di capire il problema e soprattutto come il Comune negli anni addietro aiutava l’istituto. Mi sono impegnato a portare avanti una battaglia che deve toccare il cuore di tutti i carditesi.
In qualità di presidente dell’associazione “Cardito per il futuro” farò la mia parte anche promuovendo con tutti i soci una petizione popolare mobilitando la comunità in modo da sottoporre il problema al sindaco e all’amministrazione comunale studiando, poi, insieme, le soluzioni che possiamo percorrere per salvare un altro pezzo del #cuoredicardito.
Salviamo la nostra storia e le nostre radici. Salviamo la scuola.gestita con amore e professionalità dalle suore, alle quali va tutta la mia gratitudine di allievo, di alunno, di figlio, di padre e di carditese.
Sono convinto che Cardito risponderà all’appello! Forza #cuoredicardito, vinciamo una battaglia di amore d di cultura!”

12:49 14/01

di Redazione

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Nasce "Naples Connect": tra fede e amore

“Naples Connect” è una famiglia dove poter insieme socializzare, condividere sogni e visioni, ma sopratutto dove pregare per ricercare Dio. 
Una connessione prima di tutto con Gesù, il centro delle attività di questo gruppo che si riunisce ogni domenica mattina al Cinema Arcobaleno alle ore 11. Canzoni eseguite da una worship band che coinvolge tutti i presenti. 
Un clima di festa, una piccola aerea dedicata ai bambini, tanti giovani pronti ad accogliere chiunque decida di prendere parte al worship service. 
Ivan D’Alessandro, che insieme a sua moglie Martina ed un team molto affiatato, guida questo Connect, precisa che loro non si identificano “in nessuna religione, ma solo in Cristo”. E con la voce rotta dall’emozione ogni volta che prende il microfono afferma: “Non siamo qui per giudicare, ma per amare. Non diamo regole ma semplicemente condividiamo il Vangelo”. 
Sono giovani, dinamici, ripieni di fede e amore per Dio. 
Alessandro Iovino, storico e già autore di diversi saggi e libri sulla sociologia delle Religioni, ha affermato: “Naples Connect è una realtà che si sta radicando sempre di più nella nostra città e che trova nell’esercizio vero ed autentico della fede un filo diretto con il trascendente. Fuori dai cliché liturgici tradizionali, predicano un messaggio scevro da ogni formalismo, che pone enfasi sulla grazia di Dio, disponibile e per tutti. Hanno le caratteristiche di una chiesa, ma non amano definirsi come tale, bensì come una comunità che stabilisce una connessione tra i suoi membri per poi ricercare quella con Dio. Sulla scia dei più recenti ed influenti ministeri europei ed americani della galassia evangelica, questa dimensione spirituale è destinata a crescere sempre di più, in Italia ed in Europa”. 

20:44 13/01

di Redazione

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Jozef Van Wissem dal vivo al First Floor Club

Govedì 17 gennaio, al First Floor Club di Pomigliano, nell'ambito della rassegna Rockalvi, serta internazionela dalle grandi sugestioni musicali con il liuto di Jozef van Wissem.   

Jozef van Wissem (Maastricht, 1962) è un compositore, liutista e musicista minimale. Considerato il Burroughs del liuto, dato l’utilizzo della tecnica del “cut-up" su spartiti musicali medievali e quindi conosciuto per il suo approccio punk ad uno strumento classico quale il liuto. Van Wissem grazie alla sua sperimentazione, con-divisa con il pubblico per la prima volta nel 2000, ha dato nuova vita, estrema, de-strutturata, a quella che è la musica rinascimentale e barocca, pur conservando l’eleganza dell’armonia. Una sorta di classismo di scuola Throbbing Gristle. Il suo estremo talento è stato richiesto da uno dei registi e musicisti sperimentali contemporanei più accreditati, Jim Jarmush, l’uomo che ha elevato il DIY ad in credibili livelli pop, nell’accezione più positiva del termine. La loro collaborazione nasce nel 2012 con l’album Concerning the Entrance into Eternity, prodotto dalla Important Records. Collaborazione duratura che si sviluppa in un capolavoro quale la colonna sonora dell’ultimo film di Jarmush “Only Lovers Left Alive”, che diventa un vero e proprio album. Ma la collaborazione con Jim Jarmush non è l’unica e la più impor-tante. Il nostro aranco punk Jozef, gode, nel 2007, di un’importantissima unione ar-tistica con uno degli artisti industrial più affermati: Maurizio Bianchi; pubblicando l’album Das Platinzeitalter, prodotto dalla Incunabulum Records.

Aprirà la serata Channel E3, progetto nato nel più ampio collettivo E3, da anni impegnato nel proporre musica e poesia performata con particolare attenzione all’impotranza dei testi e al valore e significato delle parole. Come costola che assume, poi, forma propria, Channel E3 si sviluppa sull’idea di una musica prevalentemente improvvisata, che su delle linee di massima tracciate, si definisce e si “finisce” nella composizione con gli umori e con il sentire del momento. Per l’occasione Channel E3 sarà composto da Sax Soprano e Sax Tenore, Voce narrante e Chapman Stick - NS/Stick.

Per l'evento, come Mediapatners Ufficiale Freak Out Magazine 30th Anniversary.

La serata, nello spirito del Rockalvi Festival, sosterrà la Camilla la Stella che Brilla Onlus per tutti i bambini affetti da malattie rare www.camillalastellachebrilla.com.

 

09:22 13/01

di Redazione

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La strada nel bosco, oggi presentazione del cortometraggio di Letizia Rispo

GIUGLIANO. Oggi pomeriggio, alle ore 17,30, nella Sala Teatro del I° Circolo didattico in piazza Gramsci a Giugliano in Campania sarà presentato il cortometraggio “La strada nel bosco” sceneggiatura e regia di Letizia Rispo. Nel cortometraggio la regista ha provato ad affrontare il classico tema del pragmatismo contro l’artisticità; spesso si tende a limitare un carattere maggiormente incline ad un lavoro artistico a favore di uno più pratico ed economicamente sicuro. Difatti sia la bambina che la donna hanno interesse per la musica, invece brevi accenni mostrano che Emilio ha un lavoro decisamente più convenzionale. Nessun personaggio è tendenzialmente cattivo o buono; il ragazzo per cercare il proprio accendino investe distrattamente Emilio, ma immediatamente lo soccorre e la sua volontà di aiutare l’uomo lo “eleva” nel limbo comatoso dell’uomo (il bosco), identificandolo come sua guida. Loro rappresentano due facce della stessa medaglia, il giovane che, facendosi carico del proprio errore, cerca di rimediare e l’uomo più maturo che una volta appresi i propri errori si lascia andare alla morte per timore di non riuscire a cambiare. All’epilogo, Emilio avendo compreso i propri errori e considerandosi una figura limitativa per sua moglie e figlia, decide di lasciarsi andare e come ultimo accenno, le immagina finalmente “libere” dalla propria irremovibilità, perciò al suo primo piano viene sovrapposta l’immagine delle due figure femminili mentre danzano con un vestito bianco, in un’immagine di libertà e rinascita.

Biografia della sceneggiatrice e regista Letizia Rispo

La giovane sceneggiatrice e regista Letizia Rispo nata nel 1988 a Napoli. Vissuta a Giugliano in Campania fino al completamento del liceo scientifico, per poi frequentare un anno di accademia di belle arti indirizzo “pittura”. Ha frequentato la scuola del cinema di Napoli, dove ha avuto modo di lavorare come stagista su diversi set (tra cui anche “sirene” della Rai), per poi trasferirmi a Roma, dove vive tutt’ora e frequentare l’accademia Griffith nel 2017 per approfondire gli studi, già intrapresi a Napoli, in sceneggiatura cinematografica. L’idea è partita principalmente dalla costruzione del personaggio principale: Emilio. L’intenzione era di creare un personaggio “al di sopra” del bene e del male, un antieroe con cui empatizzare ed, anche se in piccola parte, rivederci in lui. Simile alla classica figura dell’inetto di Svevo; Emilio è un uomo recluso nella propria rigida mentalità, capace di lasciarsi andare solo con qualche goccio di alcol in più a capodanno, che, nonostante agisca costantemente per il bene dei propri cari, si trovi improvvisamente, di fronte alla fallibilità delle proprie scelte. Esse gli vengono poste dinnanzi agli occhi da un personaggio che assume il ruolo metaforico di luce e verità (il classico Virgilio), come a tirar le somme, evidenziando quanto ciò che lui reputava benefico per la propria famiglia, in realtà era motivo di sofferenza e frustrazione per loro.

 

11:11 12/01

di Redazione

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Un poster per la pace a San Giuseppe Vesuviano

SAN GIUSEPPE VESUVIANO. Per oltre tre decenni i Lions Club di tutto il mondo hanno organizzato e continuano a sostenerlo. Oggi si svolge a San Giuseppe Vesuviano, la cerimonia di premiazione del concorso “Un poster per la pace", indetto ed organizzato dai Lions Clubs International in collaborazione con i Lions Clubs di San Giuseppe Vesuviano. Si svolgerà lunedi 14 gennaio alle ore 18,30 nella Sala Consiliare del Comune di San Giuseppe Vesuviano. Interverranno: Lina Capone Di Mauro (presidente Lions Club di San Giuseppe Vesuviano), Vincenzo Catapano (sindaco Comune San Giuseppe Vesuviano), Angela Agovino (dirigente ‘Ceschelli’), Anna Giugliano (dirigente 'Ammendola-De Amicis’), Giovanna Izzo (‘Ciccone’), Marianna Massara (‘De Filippo’), Rosanna Rosa (‘Giusti’), Antonietta Spiezia (specialist II Circoscrizione Distretto Ovest Lions 108 Ya), Valerio Di Mauro (presidente Zona VIII Distretto 108 Ya), Carmela Penna (presidente II Circoscrizione Distretto 108 Ya). Le scuole partecipanti sono: ‘Gino Ceschelli’ di San Giuseppe Vesuviano, ‘Ammendola-De Amicis’ di San Giuseppe Vesuvano, 'A.Ciccone’ di Saviano, ‘Ediardo De Filippo’ di Poggiamarino, ‘G. Giusti’ di Terzigno.

17:42 10/01

di Filomena Carrella

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Dal Porto a Palazzo Genovese: Salerno conquista Miniero

È stato girato quasi interamente a Salerno “Attenti al gorilla”, il film di Luca Miniero in uscita nelle sale italiane domani, 10 gennaio. Il film, che ha beneficiato del contributo della Regione Campania per il Piano cinema 2018, è stato prodotto da Wildside, già impegnata in Campania con la serie di successo "L'amica geniale", ed ha avuto come location principale il settecentesco Palazzo Genovese, edificio centralissimo e signorile nel quale è stata ambientata la casa del protagonista Lorenzo, interpretato dall’attore campano Frank Matano. Le riprese sono durate un mese e mezzo, dall’inizio di luglio alla metà di agosto 2018, ed hanno toccato la spiaggia di Salerno all’altezza di via Leucosia, gli esterni del palazzetto dello sport Paltulimieri, i giardini del Lungomare Trieste, dove è stato posizionato un albero finto per una rocambolesca e divertente scena. Inoltre, le telecamere sono entrate nella Stazione marittima progettata da Zaha Hadid, al Molo Manfredi e al Molo Masuccio salernitano. La lavorazione del film ha interessato inoltre i comuni di Capaccio, Roscigno e Vietri sul mare, l’Oasi Wwf di Persano, dove è stato ricostruito un pezzo d’Africa, e lo zoo di Napoli. Per Miniero, che in provincia di Salerno, a Castellabate, aveva già girato il film campione di incassi “Benvenuti al Sud”, quello di “Attenti al gorilla” è stato un dolce ritorno. «Siamo contenti di aver scelto Salerno, città diversa da Napoli, ma con una sua specificità ed un centro storico particolarmente bello. Film Commission e il Comune ci hanno aperto letteralmente tutte le porte, mettendoci a disposizione un suggestivo palazzo del centro antico nel quale abbiamo ricostruito sia la casa del protagonista che il nostro quartier generale e consentendoci di finire le riprese in otto settimane, cosa importante in un momento in cui i tempi sono sempre più serrati. Anche la gente – sottolinea il regista - ci ha offerto un grande sostegno: da napoletano, conosco bene l’apertura e la cordialità del Sud, ma Salerno è uno di quei luoghi che per fortuna non hanno ancora assunto l’atteggiamento antipatico che si incontra in alcuni casi nei confronti del cinema. Una città a misura d’uomo nella quale però non ti manca niente. Spero che il cinema contribuisca sempre di più alla riscoperta di città di grande fascino come Salerno e Napoli, spesso superate nelle preferenze dei turisti dalla costiera e dalle isole. Quella di Napoli è già cominciata, e forse anche quella di Salerno». «Con la scenografa Monica Vittucci e il regista Luca Miniero avevamo in un primo momento pensato a Napoli. Poi, anche dietro loro sollecitazione, abbiamo voluto immaginare qualcosa di diverso, rivolgendo così l’attenzione verso Salerno», spiega Maurizio Gemma, direttore generale della Film Commission Regione Campania. «Il nostro compito - prosegue Gemma - è mettere in luce l’intero territorio regionale: questa è stata una buona occasione per assolvere a questa missione, anche grazie ad una risposta molto positiva da parte del territorio, a cominciare dall’amministrazione comunale di Salerno, proprietaria dello storico Palazzo Genovese, che ha dato un contributo essenziale con i settori Turismo e spettacolo, Attività produttive, Trasformazione urbanistica e Strutture comunali, con gli uffici Gestione impianti sportivi e Uoc Verde pubblico, e il Comando di Polizia municipale. La produzione - riferisce Gemma - ci ha rappresentato piena soddisfazione per l’affidabilità e la qualità della risposta da parte del Comune di Salerno e delle altre istituzioni interpellate, che hanno affrontato e risolto con efficienza i problemi che normalmente si presentano durante la lavorazione di un film: la Soprintendenza archeologia Belle arti e paesaggio delle province di Salerno e Avellino, il Dipartimento di informatica dell’Università di Salerno, che ha messo a disposizione i locali per la logistica, l’Autorità portuale, la Capitaneria di Porto e la Provincia di Salerno. Inoltre – riferisce ancora il direttore di Film Commission -, la troupe e il cast hanno molto apprezzato il clima e la vivacità del luogo, in particolare l’accoglienza dei cittadini del centro storico salernitano. Inoltre, diverse maestranze locali coinvolte nella lavorazione sono state richiamate successivamente per un film internazionale ambientato in Piemonte. Questi episodi – osserva Gemma - ci confermano che quando un territorio sa accogliere può ricevere in cambio benefici significativi non solo sul piano dell’immagine e della promozione, con la conseguente ricaduta economica, ma anche per quanto riguarda la crescita del comparto locale e lo scambio di conoscenze e di esperienze».

 

17:36 10/01

di Redazione

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“Un Posto al Sole”, il giovanissimo Antonio Aversano fa il suo esordio in tv

«Da grande vorrei fare l’attore anche se so che la strada è lunga, tortuosa e in salita. Mi aspetto tante delusioni ma non mi devo arrendere». Ha le idee chiare il giovanissimo Antonio Aversano (nella foto di Giuseppe D’Anna), classe 2004, apparso di recente nella soap di RaiTre “Un Posto al Sole”. «Interpreto Gerardo Massaro, un ragazzo alla moda e molto mangione. Sua madre, interpretata da Lara Sansone, gli sta sempre addosso». È al primo anno di liceo, frequenta Scienze Umane al “Francesco Durante” di Frattamaggiore, ed in classe fanno tutti il tifo per lui. «I miei amici sono felici, ho stretto un buon rapporto al primo anno e ci vogliamo bene. Sono stati molto contenti nel vedermi in televisione». Dopo l’esordio del 1 gennaio, Antonio apparirà nella serie anche giovedì 10 e venerdì 11.

Ha iniziato a soli 5 anni, già nelle recite all’asilo, per poi iscriversi alla scuola di recitazione “Dietro le quinte” del maestro Crescenzo Autieri. «Grazie a lui ho recepito le basi di questo mestiere, ha fatto varie rappresentazioni grazie a lui con saggi di fine anno e uno di metà anno. Tutt’oggi frequento questa scuola». Di pari passo poi partecipa ad un casting nel 2014 per entrare nella Scuola D'Arte Cinematografica per Bambini e Ragazzi diretta da Andrey Maslenkin. Nei due anni trascorsi lì girano due lavori “Aneddoti” e “Palazzina C.” proiettato a Cinecittà nella sala Fellini. Nel 2017 passa alla Scuola di Cinema di Napoli di Roberta Inarta e Cristina Buoninfante, «un percorso che mi ha fatto crescere tanto».

Importante il suo incontro a dicembre del 2017: durante i casting in piazza Garibaldi al festival Cinebus incontra Giuseppe Mastrocinque della PM5. Sarà proprio lui a puntare sul ragazzo inserendolo nella sua agenzia, farlo entrare all’Università del Cinema di Acerra di Giuseppe Alessio Nuzzo e a organizzargli un provino per “Un Posto al Sole”. 

Antonio è un ragazzo espansivo, socievole, fan di Andrea Bocelli con il sogno di fare lirica. Scrive anche, ha partecipato a diverse manifestazioni interpretando monologhi sui giudici Falcone e Borsellino. In più lo scrittore Alessandro Iovino, gli fece scrivere un pensiero su Bud Spancer, che poi inserì nel suo libro “Grazie Bud”.

Il suo cavallo di battaglia è “O figlio maschio” tratto dallo spettacolo “Guardami guardami” di Biagio Izzo. «Ho incontrato Biagio Izzo quando era ospite ad un evento di moda a Caivano, ha deciso di farmi recitare prima che entrasse sul palco e si sedette al mio fianco ascoltandomi. Mi ha dato una grande opportunità. Porterò sempre con me i suoi consigli, di essere umile e con i piedi sempre per terra, perché questo non è un mondo facile».

È attivo anche sui social network, sia Facebook che Instagram, gestiti però dai suoi genitori Maurizio e Autilia Cammisa. «Sono le mie colonne portanti, li ringrazio di cuore per tutto quello che fanno per me».

 

15:38 10/01

di Redazione

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StereoRebus al Kestè presentano "Live at Auditorium Novecento Napoli"

Venerdì 11 gennaio, nello spazio Abbash del Kestè di Napoli, il duo composto da Bruno Tomasello (sassofonista, polistrumentista, compositore ed arrangiatore) e Carlo Maria Graziano (batterista), gli StereoRebus presenteranno ufficialmente, con un speciale concerto, il loro disco “Live at Auditorium Novecento Napoli” registrato, dal vivo e in presa diretta, nel corso di un secret concert il 27 ottobre scorso, nello storico Auditorium Novecento di Napoli.

Nel comunicato stampa si legge: “Lo stile degli StereoRebus è il jazz basato sulla composizione istantanea e sull'improvvisazione e i loro live più che essere un "concerto" sono un "concetto": la loro è una musica che nasce lì, in quel momento, e un attimo dopo non c'è più; è musica che è stata e che non sarà. Materia prima dell'improvvisazione sono le emozioni e ogni emozione è unica ed irripetibileIl sentimento che anima questo duo di musicisti nasce dal fraintendimento che la riproduzione e lo studio dei grandi del passato hanno prodotto nel tempo rendendo gli assoli una copia di ciò che già funziona: assoli canonici, standardizzati e riconoscibili, esattamente l'opposto di ciò che è l'improvvisazione. C'è differenza tra chi decide – utilizzando una metafora – di leggere ad una platea un grande classico della letteratura andando sul sicuro, alla ricerca di facili applausi, e chi, invece, decide di provare a scriverlo davanti al pubblico mettendo in mostra le proprie capacità ma anche la propria debolezza e fragilità. Gli StereoRebus provano a scrivere un libro ad ogni concerto componendo da zero i brani, improvvisando, prendendosi ogni rischio, raccontando le emozioni che provano individualmente, entrando in armonia tra di loro e stabilendo un legame empatico col pubblico che li ascolta. Un legame basato sulla sincerità, quindi sulla riconoscibilità delle emozioni piuttosto che delle note, dei fraseggi e dei virtuosismi già sentiti. Ogni live degli StereoRebus è un manifesto contro la standardizzazione del jazz e a favore del rischio: è la volontà di affermare che la musica non è stata già tutta scritta, perché se nasce dalle emozioni è sempre viva e in mutamento e ha qualcosa da raccontare”.

Il disco - raccontano Tomasello e Graziano - è il frutto di una sessione di registrazione dal vivo del concerto tenutosi il 27 ottobre 2018 presso gli studi dell'Auditorium Novecento Napoli in presenza di un pubblico. I brani non hanno nomi perché sono il risultato di emozioni, sensazioni e ricordi emersi durante le diverse fasi del concerto e, pertanto, sono stati composti ed arrangiati lì, in maniera estemporanea. Abbiamo lasciato alla musica il compito di raccontare e trasmettere tutto questo, perché sintetizzare il flusso di emozioni in un titolo ci sembra limitante. Le strutture dei brani, il modo in cui vengono suonati e la scelta degli stili utilizzati possono risultare non canonici proprio perché non sono stati preparati prima; l'esito di ciò è la testimonianza quanto più sincera delle emozioni provate dagli StereoRebus prima e durante il concerto. Per noi, l'improvvisazione e la composizione istantanea sono un'autentica opportunità di espressione. È questo il modo in cui riusciamo a raccontare la vita – gioie, errori, passato e presente – secondo le nostre impressioni, dialogando con l'esterno grazie all'arte dei suoni: la musica. Non esiste fraseggio o assolo del passato che, per quanto superlativo e memorabile, possa essere utilizzato oggi per "improvvisare“, poiché quel fraseggio è il racconto della vita di qualcun altro. Nessuno al mondo sa cosa può succedere in ogni istante della sua vita, ognuno di noi è come un libro che ha per titolo il proprio nome e la cui trama è in costante fase di scrittura. La musica non è stata tutta scritta ma ha ancora tante vite da raccontare e parte della nostra è raccolta in questo disco”.

13:55 10/01

di Redazione

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