Domenica 17 Febbraio 2019 - 14:00

Ocena Club, oltre 400 invitati all'inaugurazione

Grande successo per la presentazione della nuova stagione di eventi della villa ricevimenti Ocean Club che sorge nel complesso dell’Hotel Giulia a Qualiano, alle porte di Napoli. L’evento è stato curato nei minimi dettagli da uno staff guidato dallo Chef Antonio Napolitano, reduce da importanti collaborazioni su tutte quelle con  il Ristorante dell’Hotel Quisisana a Capri fino a Villa Diamante e Villa Partenope a Posillipo. 

Oltre 400 persone sono accorse da tutte le zone della Campania per festeggiare l’avvio di questa nuova avventura di Antonio Napolitano e di Pasquale Palma Patron dell’Hotel Giulia. Visto fra gli altri importanti personaggi dal mondo della moda, su tutti la stilista ed ex finalista nazionale Miss Italia Ilaria Vitagliano, a quello wedding con Pasquale Esposito che ha curato benissimo l'allestimento della serata alla quale ha dato un contributo importante la società di promozione Mategy con Alessio Fausto e Alessandro Forte.

Non sono passati inosservati Alfredo Mariani regista televisivo e conduttore della trasmissione Dive e Divi, Lorenzo Crea Direttore di Retenews24, l’Onorevole Michele Schiano e il Produttore Eduardo Angeloni. La serata si è svolta in un clima di grande allegria e partecipazione con sinceri apprezzamenti per le portate ideate per l’occasione dalla cucina dello Chef Napolitano.

Fra queste il Riso Venere con Gambero alla Paprika, il Risotto con friarielli e stracciatella di bufala e l’ottimo filetto di maialino cotto a bassa temperatura. L’intrattenimento musicale è stato curato dal gruppo guidato dal Maestro Enzo Savarese. Chiusura con spettacoli di artisti circensi e fuochi pirotecnici. Siamo convinti, dichiarano Antonio Napolitano e Pasquale Palma, che questa sarà un grande anno per l'Ocean Club ricco di eventi interessanti per la nostra selezionata e affezionata clientela.

19:28 29/01

di Redazione

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La culla del terrore, Capuozzo a Castellammare

CASTELLAMMARE. Come è nato il terrore in nome di Allah, quando e dove costituiscono il fulcro di “La culla del terrore. L'odio in nome di Allah diventa Stato”, l’opera di graphic journalism completamente italiana scritta dal giornalista Toni Capuozzo, che sarà presentata domani 30 gennaio (ore 18,30) al Salone Viviani - casa della cultura in Castellammare di Stabia. Un libro a fumetti, a metà tra il reportage di guerra e il diario personale, tra il resoconto storico degli ultimi anni e l'autobiografia, che è impreziosito dalla presenza di diverse fotografie inserite all'interno delle tavole disegnate, e da numerosi articoli e lettere del giornalista, dal fronte. Dopo i saluti di Gaetano Cimmino, Sindaco di Castellammare di Stabia, Lello Radice, Vicesindaco e Assessore alla Cultura Comune Castellammare di Stabia, Serena Cirillo, Vicepresidente dell’Associazione Meridiani, del Generale di Corpo d’Armata Rosario Castellano, Comandante delle Forze Operative Sud e Angelo Esposito, Presidente dell’Associazione Ingegneri del Comprensorio Stabiese, ne discuteranno con l’autore il giornalista Mauro De Riso e il Vicepresidente della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale Campania Alfonso Longobardi. L’appuntamento è organizzato e promosso dall'associazione culturale Meridiani in collaborazione con l’Associazione Ingegneri del comprensorio stabiese e si inserisce nella rassegna culturale #unlibroperamico curata da Meridiani con l’obiettivo di sostenere e realizzare progetti con finalità culturali e sociali sul territorio regionale e nazionale. Tra le iniziative curate da Meridiani spiccano la campagna di prevenzione per la guida sicura denominata “Sii Saggio, Guida Sicuro”, rivolta ai giovani delle scuole medie inferiori e superiori della Campania e la rassegna nazionale “Un libro sotto le stelle”.

18:23 29/01

di Redazione

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Ecco Authentico, l'app per mangiare vero cibo italiano

Per aiutare i consumatori di tutto il mondo a riconoscere i veri prodotti enogastronomici Made in Italy e a segnalare i fake, ora c’è l’app gratuita Authentico.  Si tratta di una startup innovativa fondata da manager, imprenditori e professionisti della comunicazione digitale nel foodtech che unendo le rispettive competenze hanno creato una soluzione per il contrasto del problema dell’imitazione di prodotti agro-alimentari italiani all’estero (Italian Sounding). Il progetto partito nel 2014 ha richiesto oltre 3 anni di studio per conoscere e documentare i vari tentativi di imitazione dei prodotti italiani e per comprendere le complesse dinamiche del mondo della produzione e della distribuzione moderna. La società è nata a gennaio 2017 e ha rilasciato l’applicazione a settembre 2017. 

«La nostra App - spiegano gli ideatori - consente di sapere velocemente se il prodotto è Made in Italy ed inoltre consente di segnalare i prodotti fake facendo una foto geo-localizzata che viene inviata direttamente ai produttori e ai consorzi di tutela. Ma consente anche di cercare i veri ristoranti italiani all’estero e di conoscere tutto delle eccellenze italiane, comprese le ricette originali per cucinarli. La nostra mission è duplice. Da un lato svolgiamo una funzione sociale di tutela dei consumatori che sono ingannati da alcuni produttori, soprattutto esteri, e che hanno diritto alla trasparenza. Per questo motivo la nostra app non contiene pubblicità ed è totalmente gratuita per il consumatore. Crediamo che la divulgazione, l’informazione trasparente e la comunicazione siano le vere chiavi per combattere le imitazioni e le contraffazioni. Nel contempo supportiamo le aziende italiane del settore agroalimentare a vendere di più all’estero, a tutelare, diffondere e valorizzare i loro prodotti, ad identificare con precisione il loro target ed instaurare un dialogo grazie ad una serie di sistemi innovativi. Forniamo un sistema di supporto decisionale che possa accompagnarle nella scelta di puntare gli investimenti all’estero sui mercati a maggior potenziale; il tutto senza però complicare i processi di confezionamento, senza costringere ad adottare nuovi codici, nuove etichette o modificare il packaging.  I numerosi tentativi di combattere le imitazioni delle nostre eccellenze agroalimentari hanno prodotto dei risultati modesti. I consumatori oggi sono poco recettivi alla promozione istituzionale o governativa che viene percepita come un tentativo di condizionamento pubblicitario. Noi abbiamo scelto  un approccio innovativo al contrasto del fenomeno dell’italian sounding, una soluzione che parte dal basso, ovvero da coloro che amano il cibo italiano e fanno le scelte di acquisto. Vogliamo coinvolgere i consumatori per farli sentire parte di questa iniziativa. Comunichiamo, attraverso il cibo, le aziende e gli uomini che lo producono, il territorio, la cultura enogastronomica italiana, le ricette tradizionali nonché i veri ristoranti italiani all’estero che usano prodotti originali».

Authentico è una soluzione innovativa perché coinvolge i consumatori, grazie alla potenza del crowdsourcing e perché non introduce elementi di discontinuità per i produttori che non amano cambiare i loro processi o le loro etichette, anche perché sono già costretti a farlo di frequente a causa delle normative sulla trasparenza. 

Authentico inoltre è partner del Roof, l’esclusivo ristorante di Casa Sanremo riservato agli artisti, giornalisti e sponsor che graviteranno nella cittadina ligure durante il Festival della canzone italiana che si terrà dal 5 al 9 febbraio. 

22:50 28/01

di Redazione

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Driftmachine, open act Luigi Ferrara & Crescenzo Di Vano

È un dovere per l’artista sperimentare … ogni forma d’arte, quando è sincera, è figlia della mente e delle pulsioni intime, viscerali, di quelle polluzioni che eros e psiche generano nel loro costante conflitto fatto di disgregazione e formazione; ed è proprio il raggiungimento dell’equilibrio tra l’istintività e il calcolo che produce la perfetta onda sonora che, al di là di ogni tempo e spazio, diviene linguaggio universale. E così è stato per il muro di suoni elettronici che ha riempito lo spazio e il tempo del First Floor Club, sabato 26 gennaio, nel doppio appuntamento targato Rockalvi Festival (mediapartner Freakout), con il duo tedesco Driftmachine (Florian Zimmer e Andreas Gerth) e, in apertura, il duo napoletano composto da Luigi Ferrara & Crescenzo Di Vano.

L’improvvisazione delle drone machine, dei modulatori, dei generatori random/noise e del bastl kastle di Ferrara e di Di Vano hanno prima tracciato e poi seguito strade immaginarie, tangenti a metropoli decomposte dove le profondità dei suoni hanno tagliato cristalline lame sonore su frammenti e illuminazioni glitch.  

Le stesse strade che, come arterie, sono scivolate sino all’interno del muscolare suono teutonico di Florian Zimmer e Andreas Gerth, un suono che ha rivestito e dato energia all’ossatura androide delle improvvisazioni e al tribalismo urbano dei sintetizzatori modulari.

È  stato importante per noi aver la possibilità di condividere il palco e confrontarci con musicisti di una certa esperienza, lo scambio di informazioni e pensieri è ancora fondamentale ai tempi della rete - racconta Luigi Ferrara - Florian Zimmer e Andreas Gerth portano in dote le attitudini pop e sperimentali del suono della Germania di inizio millennio. L'improvvisazione da una parte e l'edificazione del sound con sintetizzatore modulare dall'altra, sono le tecniche compositive e di ascolto che rappresentano al meglio i tempi moderni. La comunità dovrebbe partecipare con più attenzione a eventi del genere".       

Non si può non condividere il saggio pensiero di Ferrara, soprattutto quando l’odierna società globale e liquida ha bruciato il respiro vitale della musica live, dell’unicità dell’esperienza di un concerto, soprattutto se (come in questi casi) si ha la possibilità di entrare a diretto contatto con i musicisti, di azzerare le distanze tra pubblico e artista e di diventare, l’ascoltatore, una parte del tutto musicale.

Ciò che si è ascoltato, abbracciando nuovamente appieno quanto detto da Ferrara, ha maggior valore nella sua perfetta rappresentazione dei “tempi moderni”, con i cavi che, vene cave, hanno trascinano elettricità al cuore di macchine gridati, con voce analogica, alienazione da cibernetica socialità postatomica.

La musica e l’arte tutta assolvono al meglio la loro funzione, se incarnano la società e il mondo che vivono e se riescono a presagire e a mostrare frammenti di futuro.

 

09:38 28/01

di Marco Sica

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Funkool Orchestra allo Zero81

“James Brown ti Protegge!” è il cuore del messaggio Funkool racchiuso nelle parole impresse sul “santino” che il collettivo di selecters napoletani distribuisce da oltre quindicianni anni durante le serate, e che venerdì 1 febbraio, sul palco dello Zero81 - Laboratorio di Mutuo Soccorso di Napoli, si farà musica come Funkool Orchestra, l’ensemble composto da Djarah Kan, Valentina Conte, Serena Serino e Pask Napoletano alle voci, Mario Tammaro al trombone, Riccardo Colicchio ai sassofoni, Enrico Pizzuti alla chitarra, Mattia Leone alle tastiere, Dario Pezz al basso, Antonio De Luca alla batteria ed Enzo Cannavacciuolo alle percussioni.

L’idea di affiancare al djset una performance live, la Funkool Orchestra (si legge Òrchestra!) risale ad almeno 5 anni fa - racconta Mattia Leone, tra i fondatori di Funkool e tastierista - All’epoca io e Dario (Gessato, bassista) suonavamo con gli Inner City Affair, e a volte capitava di avere un djset Funkool all’apertura dei concerti. Legare insieme i due momenti per creare uno spettacolo unico che comprendeva un’attenta selezione musicale prima e dopo il live, accompagnando il pubblico per oltre 4-5 ore, era un’idea che ci piaceva molto. Ci è voluto un po’ ma finalmente nel 2018 abbiamo iniziato a lavorare concretamente al progetto, che nella nostra megalomania doveva contare una quindicina di elementi. Per ora ci siamo fermati a 11, ma nelle registrazioni che stiamo preparando contiamo di ampliare ulteriormente l’organico".

“La Funkool Orchestra nasce di fatto come un’estensione dello spettacolo vinilico Funkool, con l’obiettivo di proporre un momento live durante le serate che riportasse alla mente quello che c’è dietro ai groove funk e disco creati a cavallo tra gli anni ‘70 e ’80: formazioni di moltissimi elementi, trascinate da fiati, cori e percussioni, che facevano tanta improvvisazione e valicavano i generi musicali (pensiamo ai War, ai KC and the Sunshine Band, ai Brainstorm, per citare solo alcune tra le band più conosciute), senza usare campioni di nessun tipo e registrando quasi sempre in presa diretta pezzi anche di notevole spessore tecnico. Molti dei dischi che i Funkool passano durante le serate sono però di band spesso conosciute solo agli appassionati, a testimonianza di un momento storico in cui i produttori musicali, piuttosto che costruire prodotti a tavolino, preferivano lasciare incidere le band e far decidere al pubblico se meritassero o meno di andare avanti” (si legge nel comunicato stampa).

Se non ci sfugge di mano la cosa, data la nostra tendenza a esagerare (nel 2018 sono nate anche la Funkool Records e la Funkool Productions con una linea di clothing) - prosegue Mattia Leone -  l’idea di aggregare al progetto altri musicisti, ma anche dj e selecter, sarà la linea guida per il lavoro dei prossimi mesi. Napoli è in un periodo di fermento musicale davvero interessante, e noi che in un modo o nell’altro facciamo musica da un po’, abbiamo tanti amici che pur appartenendo a diverse generazioni, o essendo legate a diversi generi musicali, suonano innanzitutto per divertirsi e far divertire, prima ancora che per guadagnare denaro o successo. Molti anni fa, durante le serate allo Sputnik, quando Roberto (Tabacchini, tra i fondatori di Funkool e dj) era in pieno periodo Northern Soul, ho conosciuto Alfredo “dj Arnold” Maddaloni, grande collezionista di vinili e miniera di spunti musicali di ogni genere. Con lui oggi stiamo ragionando su come avviare produzioni internazionali targate Funkool Orchestra anche a partire dai suoi numerosi contatti. Qualche settimana fa, ad esempio, Alfredo era a Napoli con Frank Raines, dj e produttore di Detroit in tour in Europa, e abbiamo organizzato una jam session per dargli un assaggio del fermento musicale di casa nostra, coinvolgendo amici di formazioni storiche ed emergenti, come Funkin’ Machine, Napoli Rockers Syndicate, Weah. Altri progetti in cantiere per Funkool Orchestra coinvolgono “monumenti” del dancefloor napoletano come Speaker Cenzou, Ciccio Sciò e DNApoli, ma ci vorrà ancora un po’… le idee sono tante e il tempo è poco!

Come After Show, in chiusura della serata e in apertura della nuova mattinata … il FUNKOOL VINYL SET con:

- Dario “pezzotto”: 
nasce bassista e di conseguenza amante del groove e di tutto quello che prevede ritmo e ‘nu maronn’ e giro ‘e bass’.
- Gianpaolo “junp”: 
il più giovane dei 4, mette solo quello che piace a lui e puntualmente il suo gusto incontra quello della pista.
- Mattia “lion”:
enciclopedico, conosce perfettamente etichetta, anno di pubblicazione e minutaggio di ogni pezzo, il concorrente perfetto di lascia o radoppia.
- Roberto “bob”:
soulboy, dategli archi, falsetti o pezzi usati come campionamenti nella house music e lo fate felice, dopo 2 birre ha serie difficoltà a staccarsi dalla consolle.

09:26 28/01

di M.S.

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Progetto di riscoperta, restauro e valorizzazione di un cratere di marmo

L’attuale Amministrazione Provinciale di Caserta, guidata dal Presidente avv. Giorgio Magliocca, riconosce un ruolo fondamentale alla cultura nella costruzione di un’identità collettiva, imprescindibile prerogativa di una società civile fondata su valori comuni e proiettata verso una crescita reale e feconda. Con tali presupposti fin dal suo primo insediamento ha inteso sostenere la crescita dei Luoghi della Cultura disseminati sul territorio provinciale, istituendo l’apposita delega alla cultura, assegnata al consigliere dott. Luigi De Cristofaro e incrementare le attività del Museo Provinciale Campano di Capua, guidato dal direttore Mario Cesarano.
Il prestigioso Istituto, che si avvia a celebrare i suoi 150 di vita, nell’autunno 2018 ha concluso un importante intervento di restauro e valorizzazione di un vaso di marmo proveniente da una villa dell’antica Capua romana, grazie al progetto “Il Ritorno di Dioniso” cofinanziato con fondi della Provincia di Caserta e della Regione Campania (Direzione Generale 12 – U.O.D. 1-Promozione e Valorizzazione di Musei e Biblioteche).
Il vaso reca una meravigliosa decorazione di scene tratte dai riti celebrati in onore del dio Dioniso, passato alla storia come il dio del vino, dell’ebbrezza delle donne e del sovvertimento di ogni regola.
Il cantiere di restauro è stato aperto alle scuole di ogni ordine e grado e accompagnato da attività didattiche finalizzate alla conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale del Museo Provinciale Campano.
Sabato 26 gennaio 2019, a partire dalle 18.30 a Capua, presso il Museo Provinciale Campano in via Roma le modelle che indosseranno gli abiti realizzati da Ufficio Stile di Giovanna Panico, su passi di danza accompagneranno i presenti alla scoperta del vaso restaurato, esposto per la prima volta dopo decenni in una sala del museo in una vetrina realizzata apposta per renderne la migliore fruizione al pubblico. A tutti sarà raccontata la vera storia di Dioniso e offerto un calice del vino, dono che egli fece agli uomini, offerto dall’azienda Genti delle Alture.

17:49 26/01

di Redazione

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NaStartUp, Nicolas Colin chiude il suo tour italiano a Napoli

Il tour italiano di Nicolas Colin Direttore di The Family, il più importante progetto d’accelerazione privato di startup parigino (con sedi anche a Londra e Berlino), si è concluso a Napoli per promuovere the Hedge, un libro che promuove buone pratiche volte al miglioramento della società 2.0 in cui viviamo. Stesso a Napoli Colin ha lanciato la sfida alla community di NAStartUp e al suo driver Antonio Prigiobbo, di conoscere tutte le startup dell’acceleratore civico che potessero essere interessate/pronte a sviluppare il progetto anche in Francia. La richiesta di Colin ha fatto nascere l’esigenza di creare un nuovo format EspressUp uno speciale SpeedDate delle startup made in NAStartUp bevendo un caffe, location e supporter d’eccezione è stato il Santa Chiara Boutique Hotel. L’evento nell’evento si è tenuto nella coffee room del prestigioso hotel a Spaccanapoli. Oltre a Colin, sono intervenuti e Pietro Invernizzi(Manager da Londra) di The Family, con il supporto d Susanna Sanseverino.

Gli ospiti hanno incontrato: Michele Boccia CEO di MoneyK, piattaforma e startup fintech di crowdbanking decentralizzata che permette agli utenti di effettuare trasferimenti di denaro e pagamenti in tempo reale senza costi e senza requisiti minimi di accesso; Domenico Soriano CEO e Cristian Giottoli CTO di Singularity AI, startup che sviluppa gli AI-vatar per i diversi settori sia per l’Online che l’Onsite per imprese; Giuseppe Autorino CEO di ArtRooms, lo spazio per l’ArtDesign di Spazi Pubblici e Privati per il Noleggio e la Vendita dell’Arte - Gallerista d’arte 4.0;  Domenico Gallo CEO di LaserAir, la Startup degli Smart Object e IoT che trasforma i lampioni di illuminazione in LampionSmart contro la nebbia o in situazioni di poco visibilità; Fabio Cantone CEO di HotleBrand, la Startup che sviluppa una suite di tool per il monitoraggio delle tariffe e della reputazione online degli hotel migliorando il posizionamento e il fatturato; Massimo Morgante CEO di Musify, startup che sviluppa una Piattaforma di giochi, pronta all’uso, utilizzata per creare un forte engagement e tra gli artisti, i festival, i brand e i loro fan.

Dopo lo speak si è tenuto il consueto appuntamento di NAStartUp, la Palestra delle startup supportata da Sintesi Sud e IdeaSolutions. Per la prima volta al NAStartUp, hanno partecipato startup provenienti da diverse regioni del sud: Calabria, Puglia e Campania: iDelivery COO Annamaria Catalano, startup innovativa che opera nel campo della farmaceutica, cosmetica e nutraceutica, ha realizzato un prodotto per il trattamento topico delle placche della psoriasi, grazie all’impiego di una pianta di cui ne ha brevettato l’uso; Breakfast Point CEO Vittorio Di Cunzolo, è l’application per il Bar, Caffetteria e Pasticceria che sponsorizza, tramite la geolocalizzazione e le informazioni strutturate dalla piattaforma, l’offerta di prima colazione suggerendo ai consumatori finali referenze, tipologie e bevande;  
Identikeat CEO Enzo Notaristefano, startup che dà Identità alle migliori produzioni agroalimentari di qualità. L'obiettivo è  creare il primo protocollo di qualità totale che permetta di Offrire sicurezza e dare identità, valore ed unicità alle produzioni agroalimentari di qualità garantire un consumo consapevole, sicuro e sostenibile e offrire un’esperienza d’acquisto rilevante; Zeta Barber CEO Nicola Vastola, startup Innovativa che con App presente sul mercato a disposizione dei barbieri (e centri di bellezza) che permette di tagliare lunghe ore di attesa per il cliente e di aumentare le prenotazioni per i barbershop. Tutte le startup sono state omaggiate con le cravatte e i foulard della Sartoria DA Napoli a firma di Andrea Cammarota.

Per la sezione curata da Pablo Ramirez 3III (integration innovation immigration) è stato presentato sa Sonia Dias, il progetto Mecci. Si tratta Una rete di Mediatori Europei nata dall’università Federico II, per la Comunicazione e la Cooperazione interculturalei. L'idea accomuna 50 mediatori culturali con più di 20 nazionalità diverse e altrettante lingue che si sono unitistretti insieme per un comune verso lo stesso obiettivo. Lo spazio Community ha visto l’ Anteprima del TEDxUnina della Federico II. Si sono presentati i primi interventi ufficiali e il team che sviluppa l’evento internazionale a Napoli per il 22 Febbraio. A chiusura dell’evento la visita speciale dell’ Escape SanLorenzo nuova EscapeRoom Made In Bliblioteca SanLorenzo

Il TechCocktail che ha chiuso la SeasonX e il free networking della rel050 ha visto Capri Moonlight, accelerare tutti con le sue bollicine che insieme agli imprenditori che supportano la community iPinsBeGraphic.itLenus MediaSanta Chiara Boutique HotelHotelBrand,  Asartoria DA Napoli,Hiltron Lab, NowSpot, LAb46, Sticky Factory Alilauro

 

16:40 26/01

di Redazione

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De Giovanni al Gambrinus

NAPOLI. Lunedì 28 gennaio, alle ore 18:30 si svolgerà presso lo storico Caffè Letterario Gambrinus, un momento di incontro, conversazione e dialogo dal vivo incentrato sul personaggio del “Commissario Ricciardi”, il tenebroso personaggio dagli occhi verdi, protagonista de  “Il Senso del Dolore. Restare Umani” di Maurizio De Giovanni. Saranno presenti l’Assessore alla Cultura ed al Turismo del Comune di Napoli Nino Daniele, l'autore Maurizio De Giovanni e l’Attrice Chiara Baffi, che si esibirà in un monologo per l’adattamento e la regia di Claudio Di Palma. Un appuntamento imperdibile per tutti coloro che adorano le storie della fantasiosa creatura di De Giovanni, proprio nel luogo in cui è nato il personaggio e dove attualmente, nella saletta interna, c’è un tavolino a lui riservato. L’evento promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, rientra nella manifestazione “Napoli Città della Conversazione”.

15:51 26/01

di Redazione

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A Napoli ora c'è anche la polpetta "sospesa"

Dopo il caffé ed il giocattolo sospeso, ora c'è anche la polpetta. L'iniziativa di lasciare una "polpetta sospesa" per chi ha più bisogno è partita da "Sfizzicariello", una gastronomia sociale al Corso Vittorio Emanuele a Napoli. A lavorarci ci sono i ragazzi della cooperativa "Arte, musica e caffé" che da dieci anni sono impegnati nell'esercizio commerciale. Nella cooperativa lavorano tutti giovani con problemi psichiatrici, di disagio sociale o psicologico che, coadiuvati da professionisti, nella loro squadra hanno trovato una strada verso l'inclusione sociale e anche la propria serenità. Il presidente della cooperativa, Carlo Falcone, porta avanti questo progetto ed ha avuto l'idea della "polpetta sospesa". Come racconta lui stesso: "Spesso le persone entrano con grande umiltà e dignità nel nostro negozio chiedendoci se è avanzato qualcosa da mangiare. Noi non riceviamo finanziamenti, ma se possiamo aiutare lo facciamo sempre. Non risolviamo certo il problema per tutti i bisognosi, ma cerchiamo nel nostro piccolo di dare un contributo. Così magari l'invenduto lo diamo alle persone più bisognose nel quartiere. Mi è venuta l'idea di chiedere ai nostri clienti affezionati di contribuire e darci una mano. Possono lasciare la "polpetta sospesa" alla cifra simbolica di un euro". L'iniziativa, partita a Dicembre, ha trovato in questi due mesi notevoli riscontri e sempre più spesso chi compra da "Sfizzicariello" lascia anche il "sospeso". I ragazzi che ci lavorano trovano la loro forza e anche la loro stabilità proprio nel gruppo: insieme infatti si sentono più forti e si danno la carica a vicenda. "Sfizziacariello" è una piccola realtà ma con grandi potenzialità, si occupa anche di catering e servizio a domicilio, da poco hanno attivato anche il servizio tramite la app Uber Eats. 

14:39 26/01

di Redazione

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Shadowparty al Kestè Abbash

Domenica 27 gennaio 2019, ore 22.30, allo spazio Abbash del Kestè di Napoli, concerto di portata internazionale con gli SHADOWPARTY.
 
"Due gruppi che hanno fatto la storia della musica mondiale, New Order e Devo  - si legge nel comunicato stampa - porteranno a Napoli, al Kestè Abbash la nuova superband SHADOWPARTY formata da musicisti del mondo new wave e synthpop con un'esperienza internazionale da capogiro.
 
Il progetto ShadowParty è nato quando Josh Hager (Devo) e Tom Chapman (New Order) si sono incontrati a Boston, e si è completato con l'arrivo di Phil Cunningham (Marion, New Order) e il batterista Jeff Friedl (Devo), a cui si uniscono per i live show Elliot Barlow (Folks) e Ellen Lewis (Agbeko).
 
L'omonimo album di debutto degli ShadowParty è stato registrato tra Boston, Los Angeles, Manchester e Macclesfield sotto l'etichetta Mute, e strizza l'occhio ai grandi gruppi di cui i membri della band hanno fatto parte, ma vive di una sua integrità, seguendo la strada di un indie elettronico fatto di chitarre e archi, e di ospiti come la vocalist Denise Johnson (Primal Scream, A Certain Ratio, Electronic) e il chitarrista dei The Verve Nick McCabe".
 
 

Ed ancora (sempre dal comunicato stampa): "Gli ShadowParty sono una band unita da circostanze un po’ particolari - ogni membro è un aggiunta contemporanea a una grande band - ma si sono riuniti come una risposta synthpop agli Avengers.

Il nucleo del gruppo si è formato quando Josh Hager e Tom Chapman si sono incontrati a Boston, in Massachusetts. Josh è un ex membro dei The Rentals e attualmente suona la chitarra e le tastiere nei Devo. Tom Chapman è l’ex bassiste dei Bad Lieutenant che ha seguito il frontman Bernard Sumner nei New Order nel 2011 quando la band si è riunita per una serie di eventi di beneficienza. A completare il gruppo Phil Cunningham, membro fondatore dei Marion e chitarrista dei New Order dal 2001, e il batterista Jeff Friedl, che suona per i Devo.

Di recente hanno firmato con l’etichetta Mute, e il debutto degli ShadowParty - registrato a Boston, Los Angeles, Manchester e, ovviamente, Macclesfield - è un album che ammicca a quei gruppi ma vive interamente di un’esistenza propria, un disco indie elettronico con chitarre e archi, e ospiti che annoverano l’incomparabile cantante Denise Johnson (Primal Scream, A Certain Ratio, Electronic) e l’illustre chitarrista dei The Verve Nick McCabe.
 
Per gli show dal vivo si uniscono alla band il batterista dei Folks Elliot Barlow e la cantante degli Agbeko Ellen Lewis, che è stata parte dell’orchestra synth che si è unita ai New Order per il Manchester International Festival. È il suono di uno scoppio. Gli ShadowParty esplodono attraverso le casse; il pulsare elettronico viene spazzato via da un’orchestrazione lussureggiante, e beat audaci vengono scolpiti da chitarre ossessive e vocalizzi torreggianti in ogni momento, sussurrando dolci armonie e un’implicita disperazione".
 
A seguire, chiuderà la serata il Dj Set con i Subculture.
 
Sarà possibile acquistare le prevendite fino a sabato 26 gennaio 2019 presso il Kestè.
Il costo d'Ingresso è di 15€.
 
 

09:08 26/01

di M.S.

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