Sabato 22 Settembre 2018 - 0:36

Christmas Summer Party per il finissage di John Armleder, 360°

Uno speciale Christmas Summer Party per il finissage della mostra di John Armleder360° (Foto ©Amedeo Benestante, Courtesy Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee): in occasione dell’ultimo weekend di apertura della prima retrospettiva dedicata alla ricerca dell’artista svizzero, sabato 8 settembrea partire dalle 19.30, il Madre apre straordinariamente per una serata con djset, videoproiezioni e aperitivo, tutto a tema natalizio. Un evento che invita il pubblico a vivere il museo in una serata d’eccezione in cui celebrare un “Natale fuori stagione”, ispirato alla sala della mostra che riprende l’installazione Let it shine, let it shine, let it shine. It’s Xmas again! realizzata alla Rinascente di Milano. L’artista svizzero è più volte tornato sul tema del Natale, non solo attraverso le sue pratiche artistiche, ma anche con i Christmas Party che organizza ogni anno nella sua residenza a Ginevra, famosi in tutto il mondo dell’arte. Ad accompagnare i suoi eventi, come colonna sonora, le produzioni di Villa Magica Records, casa discografica fondata dal figlio Stephane Armleder insieme a Sylvie Fleury, che includono, tra gli altri, l’Lp The Sounds of Christmas, dell’artista e compositore statunitense Christian Marclay, registrato live presso la Tate Modern di Londra nel dicembre 2004. 

Sabato 8 settembre, dalle 19.30, con Courtesy ticket di ingresso a 2 €, nel cortile principale del museo partirà un aperitivo con djset a cura di Margot e Pierpaolo De Sanctis e videoproiezioni che proseguiranno fino all’01.00. La mostra sarà visitabile fino alle 24.00; in programma anche un Curator’s Tour guidato dal direttore del Madre Andrea Viliani e dalla co-curatrice Silvia Salvati alle 19.30 e altre due visite guidate alle 20.30 e 21.30, tutte gratuite. 

L’evento è organizzato nell’ambito di Open Art Campania, la rassegna realizzata dalla Scabec che accoglie al suo interno una serie di appuntamenti culturali ospitati in siti e musei della Campania.

Domenica 9 settembre, alle 16.00, i Servizi Educativi del Madre propongono un itinerario che partirà dal museo d’arte contemporanea della Regione Campania e raggiungerà il Museo e Real Bosco di Capodimonte, accompagnando il pubblico nella visita dell’intero progetto di John Armleder. Il percorso si articolerà tra la mostra 360° e il dipinto murale site-specific Split!, prodotto dalla Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee nell’ambito del progetto Per_formare una collezione, che a Capodimonte si pone in dialogo con il Grande Cretto Nero di Alberto Burri (1978).

Info e prenotazioni: +39 081 197 37 254.

17:48 7/09

di Redazione

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Venezia 75, "Il teatro al lavoro" nelle coscienze di attori e spettatori

VENEZIA. Immaginate di farvi piccoli piccoli e poter assistere senza farvi notare alle prove per la messa in scena di uno spettacolo teatrale. Scoprirete con grande meraviglia come qualcosa su carta prende corpo, anima, riesce ad insinuarsi nella mente dell’attore mutandolo inevitabilmente. Questa operazione l’ha effettuata Massimiliano Pacifico con il documentario “Il teatro al lavoro”, evento di apertura delle Giornate degli Autori alla 75a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. «È un film – ha raccontato l’autore - che racconta di un regista e la sua compagnia dal primo approccio ad un testo fino al debutto in teatro. Uno sguardo discreto, senza interagire, rispettoso. Filmare in maniera costante, ci ha permesso di far uscire fuori un po’ di realismo. Viene fuori una avventura umana tra un attore affermato e dei ragazzi preparati».

Protagonista è Tony Servillo nel testo “Elvira” di Brigitte Jacques, trasposizione scenica delle lezioni che Louis Jouvet tenne al Conservatoire d’Art Dramatique de Paris nel 1940. Battute, riflessioni, scoramenti di un regista e della sua giovane allieva impegnati nello studio dell’ultima scena del personaggio di Elvira nel Don Giovanni di Molière.

«Jouvet ha la particolarità di essere un attore – ha spiegato Servillo - che ha messo a servizio di noi che facciamo questo mestiere tanti libri che sono frutto dei suoi pensieri in camerino, prima, dopo e durante gli spettacoli». Il documentario non è una celebrazione dello spettacolo e del teatro, ma «del teatro che lavora dentro nelle coscienze delle persone – così l’attore campano - Il personaggio è un mistero che va indagato, una creazione di un poeta che ci chiede conto. Jouvet lo fa con la tensione pedagogica che questo paese necessita, non impone la visione dell’adulto ma conserva lo sguardo dell’infanzia. Il teatro è questo, stupore, intelligenza, sensi».

Pacifico ha seguito Servillo e i suoi giovani compagni dalla partenza alla Biennale di Venezia all'approdo al Théâtre de l'Athénée a Parigi, attraverso Napoli e Milano. Un viaggio durato mesi, e centinaia di ore di riprese. Non una semplice documentazione di quello che accadeva, ma con una linea narrativa ben precisa che restituisce una grande tensione emotiva. Un lavoro che ci permette di entrare in empatia con un Servillo umano, fallibile, e lo si ama ancor di più per la sua ironia, per la capacità di impartire lezioni talvolta con dolcezza e altre volte con severità, momenti di «amorevoli torture». Qualcosa che Massimiliano Pacifico ci aveva in parte già regalato con il suo precedente lavoro con Servillo “394 - Trilogia nel mondo”.

Il risultato è che “Il teatro al lavoro”, proprio come il testo teatrale, entra nella coscienza dello spettatore, lo smuove, lo fa tornare cambiato. Prodotto da Teatri uniti con Rai Cinema, verrà distribuito nelle sale con Kio Film in abbinamento al corto “L’unica lezione” di Peter Marcias.

19:04 6/09

di Alessandro Savoia

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Venezia 75, la potenza emotiva di "Un giorno all'improvviso"

VENEZIA. Miglior battesimo non poteva averlo il regista napoletano Ciro D’Emilio. La sua opera prima “Un giorno all’improvviso” è nella sezione “Orizzonti” della 75a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, con ben tre candidature: miglior film, miglior regia e premio speciale. Un progetto con una lunga fase embrionale, partito con la stesura della sceneggiatura nel 2013 e con l’ultimo ciak nel mese di maggio. Una grande metafora della vita, una storia dura, di grande impatto emotivo.

Racconta di Antonio, 17enne della provincia di Napoli con il sogno di fare il calciatore. È stato abbandonato dal padre quando era piccolo, ed ora vive solo con la madre, Miriam, dolce ma stravolta da problemi mentali. Il rapporto tra i due è a ruoli invertiti, è lui a prendersi cura del genitore. Lavora nell’orto di famiglia, si allena e la sera è di turno in una pompa di benzina. Cerca di vivere la sua storia d’amore ma è troppo impegnato a casa. Un giorno irrompe nella sua vita un talent scout, Michele Astarita, che sta cercando delle giovani promesse da portare nella Primavera del Parma. Sembra il punto di svolta della loro vita, ma un giorno all’improvviso tutto può cambiare.

La pellicola è un incalzate climax, grazie anche ad un montaggio in levare, che fa entrare lo spettatore nella vicenda, grazie anche ad una ripresa intima, “sporca”. Un’opera prima matura, un film con una linea narrativa ben precisa, D’Emilio è una percepibile giuda degli attori, ha trasmesso loro tutta la potenza drammaturgica della sceneggiatura. Ci arriva dopo il fortunato cortometraggio “Piove”. «Quell’esperienza è stata una fine è un nuovo inizio – ha raccontato l’autore - il compimento di un percorso che mi ha consentito di dimostrare ad un pubblico più vasto, e a me stesso, di aver compreso quel linguaggio. Ora è incredibile essere qui, sono molto felice. È qualcosa che mi da fiducia de fatto che abbiamo fatto bene a portare avanti una idea del lavoro e progettualità. Un film che mi regala bellissime emozioni».

Emozioni restituite con grande vigore da Anna Foglietta, in un ruolo devastante, credibile nel suo dialetto (la mamma è napoletana), nel suo dolore, nel suo rapporto col figlio, meravigliosa. «Quando Ciro mi ha proposto 4 anni fa di recitare in questo film – così l’attrice - sono stata rapita dalla storia e dal personaggio. Folle non accettare. Sono entrata in contatto con il mio essere madre, qualcosa che non è stato facile ma profondamente disturbante. Alcune scene mi hanno portato sofferenza, un down psicologico ed emotivo dal quale è stato difficile uscirne». Ne parla ancora visibilmente emozionata. «La mia carriera va in una direzione ben precisa. Dopo aver interpretato a teatro “La pazza della porta accanto” di Alda Merini, tutto ambientato in manicomio, il tema della follia mi sta attraendo sempre di più. Sono da tempo in cura dallo psicoterapeuta e più mi curo è più ciò mi attrae. Penso che prendersi cura della psiche equivale come prendersi cura della società. Il ruolo dell’attore è anche di intento politico. C’è bisogno di parlarne di questi temi, il rapporto madre-figlio determina il futuro, importante dal punto di vista civile. La prima rivoluzione sta nel nucleo della famiglia».

Cuore e anima nel progetto lo hanno messo anche gli altri due protagonisti, il giovane Giampiero De Concilio, bravo nel reggere la maggior parte della pellicola, e Massimo De Matteo, perfetto nel ruolo, toccante per intensità. Completano il cast Biagio Forestieri, Fabio De Caro e Franco Pinelli.

18:58 6/09

di Alessandro Savoia

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Venezia 75, la commozione di Minervini: «Racconto il dolore dei neri d'America»

VENEZIA. “What You Gonna Do When the World's on Fire?” di Roberto Minervini è il secondo film italiano in concorso alla 75a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Un titolo preso da un canto vecchio di due secoli. «Quello che mi interessava era la risposta a questa domanda: Che fare quando il mondo è in fiamme? Scappare, fuggire? Quello che ho scoperto è che la temperatura delle fiamme è diversa per i neri americani, bruciano a fondo, da lì non c’è riparo, destinati a vivere le pene dell’inferno». Un racconto di finzione che da la sensazione di documentare, in bianco e nero, le storie di una donna che cerca di mantenere la sua famiglia gestendo un bar minacciato dalla gentrificazione, due giovani fratelli che crescono in un quartiere violento, un uomo che lotta per mantenere vivo il patrimonio culturale della sua gente.

Si commuove Minervini nel raccontare le difficoltà nella realizzazione di un’opera così, grazie ad un team affiatatissimo, che ha dovuto persino evitare le pallottole. «Volevo raccontare la musica come baluardo di cultura dei neri, poi frequentando il bar di Judi ho deciso di raccontare storie presenti. Non facile finanziare un progetto senza sceneggiatura, abbiamo riscontrato grosse difficoltà, molte ore di riprese. Senza la Rai il progetto che sarebbe morto. Non pensavo che dopo aver realizzato quattro film avremmo avuto difficoltà». «La linea di Rai Cinema – ha spiegato l’amministratore delegato Paolo Del Brocco - è quella di supportare il cinema del reale, un cinema molto profondo che mette in risalto aspetti della realtà in modo diverso rispetto alla finzione, poi c’è la stima per gli autori e la fiducia nel loro grande lavoro. Minervini è un talento straordinario».

18:55 6/09

di Redazione

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Venezia 75, "L'Amica Geniale": è Ferrante fever con 10 minuti di applausi

VENEZIA. Altissima l’attesa, fragorosi gli applausi. È Ferrante Fever alla Mostra del cinema di Venezia. La proiezione in anteprima mondiale dei primi due episodi dell’“Amica geniale” ha mostrato un prodotto d’eccellenza, vibrante, crudo, goduria per gli occhi e per la mente. La trasposizione televisiva del caso letterario della misteriosa Elena Ferrante (è segreta la sua identità) è affidata al regista Saverio Costanzo: «Il mio coinvolgimento è merito della Ferrante che ha suggerito il mio nome ai produttori. Avevo già letto i suoi libri ma non avrei mai pensato di poter realizzare una serie tv. Quando mi è stato proposto non ho esitato un secondo, un regista per trovare equilibrio deve capire se il cuore del racconto somiglia a quello che può realizzare e mettere in scena. Fin dai primi libri ho sentito una condivisione di idea, una ostinazione della ricerca pericolosa di una realtà drammaturgica. Un progetto molto grande che non mi ha spaventato».

Il cuore della narrazione è l’amicizia di Elena e Lila che nasce sui banchi della scuola elementare in un rione popolare di Napoli negli Anni ‘50, il legame di una vita, una storia avvincente e l’affresco d'epoca. Un mondo dove sono in discussione l’emancipazione femminile, il valore della conoscenza, l’importanza dell’educazione. «È opera politica nella misura in cui ti accorgi di quello che non c’è più – prosegue Costanzo - Attraverso i sentimenti ti accorgi che stai guardando un’opera profondamente contemporanea».

Un racconto che ha affascinato i lettori di tutto il mondo. «Tante le cose che entrano in campo nel successo di questa opera - spiega il regista - è che si tratta di una storia che da locale diventa universale, che può raccontare tutto, un miracolo letterario». Alla stesura della sceneggiatura scritta da Francesco Piccolo e Laura Paolucci ha collaborato la stessa Ferrante, contribuendo via mail.

Episodi coinvolgenti, che introducono a quell’universo, ci permettono di familiarizzare con i personaggi, entrare in empatia con loro. Vigorosi gli scontri tra gli uomini del rione, quasi fosse un western. Violenti i litigi in casa, con i vicini. Un’opera che convincerà tutti. «È una storia che tiene insieme, come il cinema degli anni 60, tutto il pubblico, quello impegnato e quello che ama il romanzo popolare – ha spiegato Eleonora Andreatta, direttore Rai Fiction - Al suo interno corre la storia del nostro paese. Grazie a questa operazione portiamo l’eccellenza italiana e i nostri talenti in tutto il mondo».

Colpiscono al primo sguardo le mimiche della “geniale” Lila (Ludovica Nasti), e di Elena (Elisa Del Genio). Nei successivi episodi le vedremo da adolescenti interpretate da Gaia Girace e Margherita Mazzucco. «Lavorare con le bambine e poi con le ragazze è stato un privilegio, la fatica è stata tanta.  Quando le ho conosciute la prima molta ero convinto fossero loro, sapevo cosa dovevo trovare, per merito della coerenza del personaggio costruito dalla Ferrante, dalla sua matrice molto specifica».

Un filo di commozione quando appare sullo schermo Antonio Pennarella, attore recentemente comparso, in una scena oscura, una inquadratura dal basso che mette ancora una volta in rilievo il suo volto ruvido, da cattivo, indimenticabile.

Prima di approdare su Rai1 in autunno, “L’amica geniale” farà tappa al cinema, in collaborazione con Nexo, l'1, 2 e 3 ottobre. Presente al Lido ad accompagnare dietro le quinte la produzione e il cast anche il premio Oscar Paolo Sorrentino che figura nei titoli come produttore esecutivo della serie. Co-prodotta dall’americana Hbo e da TimVision con Fandango e Wildside si annuncia già un “best seller” mondiale.

18:52 6/09

di Alessandro Savoia

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Venezia 75, Patierno e il racconto antropologico della camorra

VENEZIA. Una operazione necessaria. Un ritorno al reale, dopo che negli ultimi anni c’è stata solo finzione a rappresentare la malavita organizzata a Napoli. “Camorra” è l’ultima fatica di Francesco Patierno, nella selezione “Sconfini” della 75esima Mostra del Cinema di Venezia. Un racconto antropologico del fenomeno dal dopo guerra agli Anni ’90. Tutto nato da una idea di Rai Teche. «Ho sfruttato la possibilità di raccontare il fenomeno da altra prospettiva – ha raccontato il regista - grazie a questo patrimonio interminabile e inestimabile, con cose poco viste».

La narrazione, scandita dalla voce di Meg, scorre via con straordinaria intensità tra immagini a colori e in bianco e nero, solo immagini di repertorio. Al centro di questo mondo c’è Cutolo, un comunicatore abile, magnetico, ironico che rispondeva alle domande senza filtro di Joe Marrazzo. “Dietro ogni grande fortuna c'è un crimine” citando Balzac da dietro le sbarre. E poi i ragazzini di strada, che intervistati da Luigi Necco, rivelano di preferire droga e pistole ad una sana istruzione. «Volevo recuperare un sentimento di pietas, solo attraverso questo si può entrare in una realtà complessa e decifrarla scoprendo le basi e gli effetti della malavita. È un film sulle fondamenta e non sul palazzo costruito. Ho voluto mostrare chi delinque e chi giustifica contrabbando e illegalità. Un popolo cresciuto con questa mentalità, una linea invisibile della legalità».

E ripartito proprio da dove aveva lasciato il racconto nel suo ultimo lavoro “Napoli '44”. «La sfida era quella di tenerci dentro la storia che la Rai ha documentato grazie ai grandi giornalisti di inchiesta che hanno documentato quello che era un sistema. Ricordando punti sostanziali soprattutto quegli anni ‘80 dove si è vissuta una guerra nel napoletano con più di 100 morti all’anno». «Il mio atteggiamento è provocatorio, come ad incitare una squadra in difficoltà. Oggi Napoli ha forti segnali di rinascita, diventando città turistica si vedono i risultati con ristoranti e alberghi presenti in quartieri impensabili. Ma venivamo da questo, e dobbiamo partire da lì». 

18:37 6/09

di Alessandro Savoia

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Venezia 75, "Suspiria": Guadagnino tra la bellezza e il terribile

VENEZIA. Il coraggio di certo non è mancato a Luca Guadagnino nello scegliere di cimentarsi nel remake di un film cult come “Suspiria” di Dario Argento. Il fatto stesso di essere stato selezionato in concorso a Venezia 75 lo ha già ampiamente ripagato. «Amo Dario, tutti noi l’amiamo – così guadagnino visibilmente emozionato in conferenza - Non starei qui senza Dario, è un grande maestro. Dopo aver visto “Suspiria” da adolescente iniziai a vedere tutti i suoi film. Una volta ero a Palermo, mia madre mi disse che c’era Argento in città, sono rimasto fuori al ristorante dove cenava e lo fissai tutto il tempo dalla finestra. Lui si sarà chiesto chi fosse quel folle, beh ero io». 

Un remake, appunto, non una copia dell’originale. Una pellicola sul terribile e sulla bellezza, tutto che ruota intorno al mondo femminile, quello già tratteggiato dal regista Fassbinder. «Mi ha influenzato molto, è un maestro della crudeltà, nei suoi film ci sono magnifiche interpreti tormentate e mai vittime, in un gioco di crudeltà ma mai schiacciate». Così come magnifiche sono le protagoniste da lui scelte, la giovane Dakota Johnson e l’acclamata Tilda Swinton.

«È la seconda volta che lavoro con Luca – ha commentato la Johnson - mi sono sentita sicura, sento di poter fare qualsiasi cosa quando lavoro con lui. E poi è un film che parla di cose che io adoro come il ballo, la magia, le streghe e avere questo sguardo dall’interno per me è stato perfetto, un sogno che si è realizzato».

«Guadagnino è uno degli amici più cari – ha dichiarato la Swinton - è una fortuna incredibile per un attore lavorare così, sul set c’è un senso di sfida, molto importante, perché il cinema è collettivo, è lavorare in sintonia».

Avvolgenti le scene coreutiche (la pellicola è ambientata in una scuola di danza): «Era cruciale che la danza non fosse un orpello ma permettesse di essere utilizzata come linguaggio della trascendenza della magia». Inquietante l’ambientazione in un palazzone in art deco della Germania degli anni 70. Tanti i richiami politici dell’epoca, anni in cui ci fu un importante rivoluzione femminista in Europa. Una rivoluzione che per certi versi è movimento MeeToo: «C’è stato un passaggio dal quale non si torna indietro, che ha investito le coscienze. “Suspiria” è stato fatto prima ma mi piace pensare che il nostro lavoro, quello passato e quello futuro provenga sempre dal piacevole desiderio di non essere mai nella posizione di schiacciare l'altro con il proprio potere».

Nota stonata l’uso dello splatter nel finale, sia per come è stato realizzato sia per la deriva che stava prendendo l’opera che pare più catalogabile nell’thriller, mystery o fanstasy che nell’horror. Tra gli elementi più apprezzati la sotto trama romantica, portata nella storia dall’anziano dottore alla ricerca della memoria della moglie interpretato sempre da una incredibile Swinton che però si cela dietro lo pseudonimo di Lutz Ebersdorf.

Il cast è completato da Chloë Grace Moretz, Mia Goth, Lutz Ebersdorf e Jessica Harper (protagonista dell’originale). La colonna sonora è a cura del cantante dei Radiohead, Thom Yorke. Uscita in sala prevista per l’autunno.

18:32 6/09

di Alessandro Savoia

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Venezia 75, "Goodbye Marylin": delicato viaggio onirico

VENEZIA. Il cinema è sogno, e quale sogno più grande per un giornalista strappare una intervista esclusiva ad una 92enne Marilyn Monroe? “Goodbye Marilyn” è il quarto cortometraggio della regista puteolana Maria Di Razza, proiettato ieri come evento speciale alle Giornate degli Autori della 75esima Mostra del cinema di Venezia. Tratto dall’omonima graphic novel di Francesco Barilli e Sakka (Roberta Sacchi), l’opera ribalta la realtà tramutando la data del decesso della diva Monroe con il giorno del suo ritiro dalle scene. I protagonisti, l’attrice americana e il giornalista, prendono in prestito la voce di Maria Pia Di Meo (doppiatrice di Meryl Streep, Audrey Hepburn, Susan Sarandon per citarne alcune) e del critico cinematografico Gianni Canova. "Hollywood ti dà mille dollari per ogni bacio e cinquanta centesimi per la tua anima" racconta amaramente Marilyn durante questa intervista impossibile. Parla con dolcezza, fumando una sigaretta, ripensando agli eventi del suo glorioso passato tra gioie e dolori. Il giornalista con le sue domande cerca di capire il perché del suo ritiro e soprattutto cosa c'è dietro quella donna mito. E vengono fuori alcune cose poco note come la sua passione per l'anziano suocero Isidore Miller, padre dello scrittore Arthur, che lei cita come uno degli uomini che aveva amato di più per la sua capacità di dare protezione. «Leggere Goodbye Marilyn ha rappresentato per me – così la regista Maria Di Razza - un'autentica folgorazione. La Marilyn diva e icona del cinema e dello star system parlava finalmente con una voce diversa, capace di raccontarmi una storia tanto affascinante quanto impossibile». Applausi in sala per un delicato e affascinante viaggio onirico.

18:30 6/09

di Alessandro Savoia

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On The Rocks, il primo contest al mondo dedicato alla Terra

Si chiama On The Rocks (www.sgi-omtherocks.it) l'unico video contest al mondo dedicato alla Geologia e organizzato dalla Società Geologica Italiana, che ha chiesto ai suoi partecipanti di raccontare in soli 180 secondi in modo creativo e assolutamente informale la propria ricerca, le passioni o le nuove idee sulla Terra. I vincitori saranno premiati il prossimo 12 settembre alle 11.30 nell’Auditorium del Monastero dei Benedettini, nel corso del congresso della Sgi a Catania.

Durante il convegno, previsto dal 12 al 14 settembre, si discuterà di ambiente, rischi naturali e beni culturali ("Geosciences for the environment, natural hazard and cultural heritage”); si parlerà, inoltre, anche di educazione geologica e ambientale e si terranno tavole rotonde, forum, sessioni di studio (workshops) su temi sensibili della geologia e della prevenzione, dai rischi naturali, argomenti di rilevante impatto geologico-sociale e temi di interesse pubblico.

Il congresso di Catania, organizzato congiuntamente dalla Società Geologica Italiana (SGI), e per la quale rappresenta l’89° evento nazionale, e dalla Società Italiana di Mineralogia e Petrologia (SIMP), è per gli studiosi un importante momento di confronto in cui esporre le proprie ricerche e discuterne i risultati, per gli addetti al territorio e alla professione costituisce un’occasione di incontro per discutere di tematiche legate con la professione e la pianificazione territoriale e, rappresenta, per i professionisti anche una valida opportunità per l'aggiornamento professionale e per l'approfondimento di competenze proprie dell'ambito in cui operano.

L’ultimo giorno sarà aperto agli insegnanti delle scuole secondarie di I° e II° livello come occasione di confronto sui contenuti e sui metodi didattici delle Geoscienze oltre a fornire la possibilità di instaurare rapporti di collaborazione laboratoriale con il mondo della ricerca.

In quest'ambito saranno presentate le categorie in gara per il contest On the Rocks, che sono: “3 anni in 3 minuti”, Il lavoro di tre anni di ricerca illustrato da dottorandi o neo-dottori di ricerca in un video della durata di tre minuti; “Rolling Stones”, ricerche, esperienze e storie sulla Terra raccontate da ricercatori, appassionati di geologia e professionisti e “Geologiovani” Geologia e studenti: i racconti di chi studia la Terra sui banchi delle scuole primarie, secondarie e università. 

Comitati di esperti (per la prima volta insieme scienziati, giornalisti e registi) hanno scelto i vincitori del primo premio di ciascuna categoria; ecco i vincitori: “Revealing the hidden secrets of salt” di Jack Richardson, “A magnetic journey” di María Perlado e “Digeriamo anche le pietre” di Giuseppe Paschetto. 

Premio Speciale del Comitato d’Onore va a "Subduction Earthquakes & Seafloor Roughness” di Elenora van Rijsingen e quello della Società Geologica Italiana è stato attribuito a “Geoarte” di Fabio Morelli.

Menzione Speciale della Società Geologica Italiana "per il video prodotto dal più giovane videomaker che ha saputo raccontare la sua prima esperienza geologica" al film "Mistero di rielaborazione antropocenica nel giardino di Caterina" di Cosimo Verga e Francesca Navarro. 

All'originale concorso sono arrivati contributi appassionati che attraverso animazioni, stop-motion, cartoon, time lapse, interviste, musiche hanno mostrato ad un pubblico di non specialisti meraviglie, pericoli e sorprese di un viaggio avventuroso nei fenomeni geologici, sia esso indoor o outdoor, in laboratorio, in montagna, al mare, o nello spazio!
Potenziali partecipanti sono stati, quindi, tutti coloro che "masticano" quotidianamente la geologia, ma anche gli appassionati e i professionisti del mondo della comunicazione e delle arti multimediali.

17:13 6/09

di Redazione

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Il grande successo di “discoteche.it”, portale della vita “by night”

NAPOLI. «Oggi pomeriggio a Rimini, stasera a Riccione, ma non dimentichiamo che domani ci aspettano a Gallipoli, ovviamente portiamo più bagagli perchè dopo andiamo a Porto Cervo per poi farci una capatina a Barcellona, ovviamente non dimentichiamo che nel fine settimana abbiamo 5 serate a Napoli, la nostra città». Questa non è fantascienza ne la trama di una puntata di riccanza, ma la “semplicissima” vita della redazione del portale “discoteche.it”, uomini e donne che vivono e raccontano la notte. Si potrebbe definire quindi il lavoro più bello del mondo, e chi lo svolge è un gruppo di napoletani capitanato da Claudio Ferrara e Luigi Concilio (insieme nella foto), affiancati da redazioni e quindi personale in tutta Italia. “Discoteche.it” è  l'unico portale ufficiale italiano dedicato alla vita notturna, alla cosiddetta by night, edito dal Silb (Sindacato Italiano Locali da Ballo) presieduto da Maurizio Pasca, anche presidente Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), e gestito dalla Effeccì Media Company s.r.l. di Napoli, azienda leader nel settore della comunicazione fondata dallo stesso Ferrara insieme a Concilio, la sede centrale è a Roma, nel palazzo della Confcommercio Italia, dove ha sede il Silb e la sede operativa a Napoli, ed è da li che parte tutto, che nascono le idee, e sempre di comune accordo con il Silb, si sviluppano. Tra le redazioni più attive, oltre a quella napoletana, quest'estate si sono distinte le redazioni della riviera romagnola e pugliese, gestite dal giovane riminese Demetrio Savoretti che ha portato alla ribalta nazionale serate di locali come l'Altromondo Studios, Cocoricò, Praja, Mia Clubbing, La Capannina di Forte dei Marmi, Oasi Quattro Colonne e beach party come quelli del Samsara Beach di Riccione e Gallipoli, oltre ai tantissimi locali da ballo del sud Italia che attraverso il portale hanno trovato un'ottima visibilità, collaborandone a loro volta alla sua sua crescita. «Collaborare con grandi strutture italiane ci ha fatto crescere molto – dichiarano Ferrara e Concilio – siamo riusciti ad essere come si suol dire “primi sulla notizia”, e nello stesso tempo siamo cresciuti molto perchè affiancare il nostro nome a strutture del genere non è poco, sia per la loro fama, sia perchè sono affiancati da grandi professionisti della comunicazione con i quali abbiamo collaborato, un nome che merita di essere citato è Lorenzo Tiezzi». Un lavoro che ha dell'incredibile insomma, un lavoro in cui i redattori non guardano mai l'orologio aspettando il timbro del cartellino, anzi, un lavoro che fa dimenticare probabilmente gli stereotipi dei normali lavori legati ad orari e in alcuni casi anche noia. Il lavoro di questi ragazzi è quindi fare pubbliche relazioni con gestori e proprietari di locali, raggiungere le strutture, divertirsi, guardare l'altra gente che si diverte, parlare con i deejay e intervistarli, dopodichè raccontarlo e, andare a letto presto... alle 6 del mattino, per poi ripartire per un'altra città in un'altra grande discoteca, ma prima di andare a letto, passare tutte le foto e le notizie alla redazione per farle pubblicare in tempo reale. «Fino a qualche tempo fa non conoscevamo nemmeno l'esistenza di questo portale – proseguono Ferrara e Concilio – ma dopo l'incontro con il Silb e con il suo presidente nazionale Maurizio Pasca, siamo venuti a conoscenza di un grande mondo e di una grandissima realtà, e subito abbiamo deciso di tuffarci in quest'avventura, che man mano sta diventando sempre più articolata e grande». “Discoteche.it” non è un sito come tanti, una semplice guida alla by nigt, ma è il portale ufficiale della by night italiana, riconosciuto a tutti gli effetti dagli organi nazionali preposti e quindi l'unico in grado di muoversi nella nightlife nazionale a 360°. Negli ultimi tempi il sito è entrato nell'empireo dei siti web italiani, posizionandosi tra i primi 40.000 su oltre 15 milioni di siti, ma dalla redazione il messaggio è che non basta, ogni giorno si lavora per raggiungere obiettivi, risultati, e soprattutto scalare posizioni riuscendo a piazzarsi tra i primi siti italiani.

18:51 5/09

di Redazione

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