Martedì 19 Febbraio 2019 - 8:54

Al Pan “Soul and Matrix – racconti dell’anima”, mostra fotografica di Matteo Anatrella

Si inaugura mercoledì 22 luglio, alle 18.00, la  mostra fotografica “Soul and Matrix - racconti dell’anima” di Matteo Anatrella. La mostra a cura di Valeria Viscione sarà visitabile fino al 29 luglio nel Foyer del PAN – Palazzo delle Arti Napoli (Via dei Mille, 60 – Napoli).

Matteo Anatrella fonde tecnica fotografica ad interventi grafici e manuali, col fine di ottenere immagini dinamiche, connubio tra stile e ricerca. Anatrella punta a coinvolgere gli spettatori nel processo creativo dei suoi progetti fotografici, per questo predilige la live perfomance, grazie alla quale riesce ad entrare in contatto con il pubblico, che diventa parte stessa dei suoi lavori.

Soul and Matrix è una raccolta di immagini che ruota attorno ai concetti di anima e materia; per quanto il concetto di anima sia astratto, Matteo Anatrella si avvicina al pensiero di alcune culture secondo le quali l’anima risiederebbe in diverse parti del corpo umano, da qui il desiderio di lavorare ad un progetto fotografico live che vuole essere un viaggio di conoscenza e di esternazione dell’Io. Coloro che poseranno per gli scatti di Anatrella entreranno a far parte di un racconto itinerante, metteranno in mostra la propria anima, senza rivelare il proprio aspetto, concetto in antitesi con la quotidianità che viviamo. Soul and Matrix è nella sua evoluzione e forma completa un progetto che prevede diverse tappe in Europa, è un racconto sociologico che mette a confronto diverse etnie e culture. Matteo Anatrella parte da Napoli, la sua città di origine, mostrando la prima raccolta di immagini del progetto e in occasione del vernissage, coinvolgerà il pubblico presente in un set live fotografico. I visitatori poseranno senza abiti all’interno del “soul box” (una struttura che consentirà ai partecipanti di non essere riconosciuti all'esterno), ogni scatto sarà corredato di un codice a barre univoco, ricavato attraverso la tipologia “Code-128”, estratto da nome e data di nascita dei soggetti ritratti. Le immagini scattate faranno parte della raccolta del progetto e saranno esposte nelle successive tappe della mostra itinerante.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l'Assessorato ai giovani e alle Politiche Giovanili, creatività e innovazione, e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli.

11:24 14/07

di Redazione

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Social World Film Festival, stravince il frattese Palamara

Social World Film Festival, stravince il frattese Emanuele Palamara. Il giovane regista ha portato a casa ben due premi: quello come miglior cortometraggio internazionale e miglior attore protagonista (Gianfelice Imparato). Un grandissimo successo, anche in considerazione del fatto che a concorrere, per la selezione finale, vi erano progetti provenienti da diverse nazioni e continenti: Iran, Polonia, Gran Bretagna, Spagna, Francia, Grecia, Italia, Turchia, USA, Indonesia e Corea del Sud. Ma, a spuntarla è stato proprio il giovane Palamara con “La Smorfia” che racconta la storia di Carmine, un vecchio cantante napoletano al quale un ictus storpia irrimediabilmente il viso con una terribile smorfia. Nonostante sia costretto su una sedia a rotelle non smette di sognare. Il suo obiettivo infatti, resta quello di tornare nel teatro dove è stato consacrato come il grande erede della canzone napoletana. Oltre a questo prestigioso riconoscimento, il corto ha già vinto in un mese di distribuzione 10 premi ed è stato già selezionato per molti altri. «Dietro ad un premio del genere, ma direi dietro al percorso di un film – spiega Palamara - ci sono mille dubbi, almeno per me è così. Quando alzo un premio penso che sto ripagando i sacrifici di un'intera troupe, di chi scrive con me, dei miei cari. In merito a “La Smorfia” voglio ringraziare soprattutto due persone: Pietro Albino Di Pasquale con cui ho scritto la sceneggiatura e Daniele Barbato che ha prodotto il corto tuffandosi in un’avventura e in un campo che non è il suo e lavorando con grande passione e professionalità. Anzi, dedico questo premio alla sua bimba Ginevra, nata da pochi giorni».

10:48 14/07

di Redazione

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Migranti: Uil e Adoc insieme per conoscersi "ai fornelli"

NAPOLI. Si chiama “il gusto di conoscersi” l’iniziativa organizzata dall’ADOC, l’Associazione dei consumatori della UIL Campania, la quale ha organizzato, con l’ADOC nazionale, un incontro tra comunità, etnie e culture diverse attraverso il cibo, la cucina dei popoli per la conoscenza e l’inclusione sociale.

Uno scambio di tradizioni e conoscenze attraverso i piatti tipici, uno scambio di ricette, tradizioni, leggende, ma anche sapori e profumi, per raccontare attraverso il cibo la storia dei popoli migranti, popoli  con cui spesso conviviamo senza conoscerne bene i costumi e le usanze. Un modo nuovo per accorciare le distanze e sconfiggere le diffidenze.

In Piazza Carità, a Napoli, mercoledì, 15 luglio, dalle ore 9:30 , saranno allestiti gazebi con l’esposizione di diverse specialità culinarie. Le comunità che vi parteciperanno sono quelle  del Burkina Faso, della Tunisia, dell’Ucraina e di Capoverde.   

18:00 13/07

di Redazione

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Lutto nel mondo della televisione, morto a Ischitella “Big Jimmy”, il gigante buono di Mediaset

NAPOLI. Girolamo Di Stolfo (nella foto), che tutti conoscevano semplicemente come “Big Jimmy”, è morto a Ischitella questa mattina all'età di 48 anni per un aneurisma celebrale. La sua corporatura imponente gli aveva assegnato il ruolo di bodyguard in numerose trasmissioni televisive, come il Grande Fratello e Avanti un altro, dove è apparso in video con Paolo Bonolis e Gerry Scotti, al quale era molto legato. Si ricorda anche la sua interpretazione di Crapanzano in “Così è la vita” di Aldo, Giovanni e Giacomo. Negli studi Mediaset ricordano il suo carattere estremamente dolce. «Se ne è andato un gigante buono della televisione italiana».

17:04 13/07

di Redazione

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"Let me entertain you", Robbie Williams scatenatissimo al "Rock in Roma"

ROMA. Vi siete mai chiesti come mai dei cinque Take That solo uno è diventato una pop star? La risposta l’hanno avuta senz’altro gli oltre 15mila spettatori accorsi all’Ippodromo della Capannelle per il “Rock in Roma”. Protagonista della serata uno scatenatissimo Robbie Williams (nella foto) che per 90 minuti circa ha intrattenuto il pubblico con un vero e proprio show tra note, balletti e tante risate. Un gran comunicatore, a partire dall’abbigliamento tendente al rock con tanto di cresta bionda.

Durante la sua prima tappa italiana del “Let Me Entertain You Tour” (la seconda è in programma il 23 luglio al “Lucca Summer Festival”) ha scherzato con i fan baciando 3-4 ragazze, e ha spiccicato qualcosina in italiano («Alora», «Ti amo Italia», «Campioni del mondo») e raccontato fasi della sua vita. Ha scimmiottato il suo passato da membro di una boy band. Ha ironizzato sui trascorsi burrascosi tra alcool e droga, il “rihab” e la dieta per perdere i ben 18 chili di troppo. «Non ricordo molto degli anni ’90 e voi?».

Il palco, già di per sé imponente, è stato “incendiato” da continui giochi di luci e immagini sul ledwall a partire dal primo brano in scaletta che non poteva non essere “Let Me Entertain You”. Quel pezzo, tratto dall’album di debutto “Life thru a Lens”, gli valse nel 1997 un’immensa notorietà facendo da apripista alla sua brillante carriera da solista. E tra una “Rock Dj” ed una “Bodies” trova il tempo di omaggiare anche i suoi colleghi che lo hanno ispirato negli anni.

Ha “coverizzato” gli U2 in “I Still Haven't Found What I'm Looking For”, i Led Zeppelin con “Whola Lotta Love” e soprattutto i Queen con “We Will Rock You” e Bohemian Rhapsody”. “For Freddie, I love you”. Si è congratulato con il pubblico italiano che ha ricordato ogni nota della sua carriera. «Ero in Belgio, e quando ho accennato questa, “The Road to Mandalay”, non l’hanno riconosciuta. Voi siete fantastici». E dopo un cambio d’abito, via il jeans nero e spazio al kilt, l’ex “bad boy” ha mostrato i suoi famosi slip con una tigre impressa per il delirio delle fan. Tra queste ne ha scelta una, soprattutto perché in bikini - ha ammesso – per farla salire sul palco e giocare in “Candy”. E poi giù con tutti i suoi più grandi successi (“Millennium”, “She’s the one”, “Come undone”), canzoni che hanno scalato le classifiche di mezzo mondo. «Con Angels sono diventato milionario!».

Un fiume in piena, nonostante i suoi 41 anni. «Quanti di voi hanno meno di 30 anni?». E dopo un urlo generale, si è abbattuto, sentendosi un po’ vecchietto, ma poi mostra i bicipiti e torna a sorridere. Sorride anche dei “nemici” Oasis, interpretando “Wanderwall” ed omaggia anche la giovane Lorde rivisitando “Royals”. Una versione di “Feel” condita da laser verdi che hanno affettato l’aria, ha fatto da apripista al gran finale con “My Way” di Frank Sinatra cantata in coro con il pubblico.

Il tour dell’artista inglese toccherà ancora alcuni dei più importanti festival europei, tra cui il Tinkpop di Landgraaf, il Rock Wawe di Atene, lo Sziget di Budapest. Intanto cresce l’attesa per altri importanti appuntamenti in programma per il “Rock in Roma”, tra i quali Muse (sabato), Lenny Kravitz (il 27) e Linkin Park (6 settembre).

13:55 13/07

di Alessandro Savoia

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Jones, Cobain, Winehouse e Jackson: a “Top Secret” si indaga sulle loro morti

NAPOLI. Brian Jones, Kurt Cobain, Amy Winehouse (nella foto). Tre pop star. Tre giovani vite bruciate dall’alcol, dalla droga, dagli eccessi. Tre voci spente da quella che è stata definita la “maledizione del rock”. Da questa semplice constatazione parte in nuovo appuntamento con “Top Secret”, in onda domani - martedì 7 luglio - in seconda serata, su Canale 5. Il programma di Claudio Brachino indaga sui più noti casi di morti celebri e sospette - tutti frettolosamente archiviati come suicidi - con una puntata da Londra, accompagnato da Mario Luzzatto Fegiz, autorevole e storica firma del “Corriere della Sera”. Brachino ricorda la breve vita di Cobain, trovato morto nella sua villa di Seattle l’8 aprile del 1994. Suicidio, si disse. Omicidio afferma a “Top Secret” un investigatore americano, che punta il dito sulla compagna di Cobain, Courtney Love. L’inchiesta, frettolosa, fu costellata da errori e superficialità. Non convinse totalmente. Cosi come non convinsero - sostengono le voci raccolte da “Top Secret” - le indagini sulla morte di Marilyn Monroe, Brian Jones, Jim Morrison, Michael Jackson.

13:44 13/07

di Redazione

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Da Santo Domingo a Napoli, il rap autentico di El Koyote

Un rap autentico, rime ispirate dall’esperienza della strada, collaborazioni con artisti sia italiani sia latinoamericani: è “Botin de Guerra”, disco d’esordio di El Koyote, prodotto dall’etichetta partenopea Raw Poetry Records, in uscita martedì 14 luglio. Lo stesso giorno, alle 17:00, El Koyote sarà alla Feltrinelli Express di Piazza Garibaldi per firmare le copie del nuovo progetto.

17 tracce, con numerosi riferimenti autobiografici, arricchite da produzioni a più mani – alle basi hanno lavorato numerosi beatmaker – oltre che dagli eccellenti featuring: tra quelli italiani, Andrea D’Alessio, mago del beatboxing scoperto dal pubblico grazie alla partecipazione a X Factor, Nto, Palù, Gue Pequeno, Enzbenz, Lucariello, fino all’immancabile ClementinoOmar Chilena e El Intocable accompagnano El Koyote nei brani dal sapore più spiccatamente latino. Un progetto, quindi, che ha chiamato a raccolta tanti amici artisti, non ultimo il rapper Francesco Paura Curci, che ne ha firmato la copertina.

Il titolo prende spunto da un’espressione del linguaggio da strada latino che indica la vittoria sugli avversari; in pieno stile hip hop, El Koyote la usa per “sfidare” i colleghi rapper, esortandoli a confrontarsi con lui e a creare nuove strofe e nuovi brani.

Cresciuto ascoltando salsa e reggaeton, ispirandosi ad artisti come Ya Polacco, Tego Calderon e Cosculluela, El Koyote è una voce nota nel mondo underground sia sudamericano sia italiano, con all’attivo l’apertura a concerti di artisti come lo stesso Cosculluela, Riviera, Don Chezina e Daddy Yankee; nel panorama musicale nostrano, ha collaborato, tra gli altri, con Clementino, Marracash, Nto, Rocco Hunt e Club Dogo. Quella per il rap è una sua passione di vecchia data: “Ho sempre voluto vivere di musica, per riscattarmi dalla condizione di immigrato, che continuo a sentir pesare su di me, e per poter dare ai miei figli tutto quello che non ho avuto”, dice lo stesso El Koyote".

13:06 13/07

di Redazione

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Su Raiuno “Napoli prima e dopo”: ospite d’onore Gigi D’Alessio

NAPOLI. Torna “Napoli prima e dopo”, la trasmissione che diffonde in tutto il mondo la canzone classica napoletana. Stasera, con inizio alle ore 21.10 su Raiuno, arriva alla sua 33ª edizione. Un traguardo importante per un programma televisivo che ha creduto incondizionatamente nella forza della canzone napoletana. “Napoli prima e dopo” sarà condotto per il sesto anno consecutivo da Pupo con la partecipazione di Gloriana (insieme nella foto di Eugenio Blasio) e con la direzione artistica di Pino Moris. Per il terzo anno consecutivo sarà trasmesso dal magico scenario del Maschio Angioino. «La chiave del successo? La nostra cultura, il nostro immenso patrimonio musico culturale. Ringrazio ancora una volta i dirigenti Rai che hanno compreso la forza di questo programma mantenendolo in prima serata», dichiara il produttore e direttore artistico Pino Moris. Avrei voluto omaggiare in vita l’amico Pino Daniele, purtroppo ci tocca farlo in un altro modo». Punto di forza della trasmissione resta il cast stellare che farà risuonare in tutto il mondo le più belle melodie della canzone classica napoletana: Gigi D’Alessio, Amii Stewart, Peppino di Capri, Enzo Gragnaniello, Gloriana, Serena Rossi, Iva Zanicchi, Sal Da Vinci, Orietta Berti, Gigi Finizio, Pietra Montecorvino, Valerio Scanu, Eddy Napoli, Bruno Venturini Antonello Rondi, Gianni Nazzaro e Raiz. A dirigere l’orchestra sarà, ancora una volta, il maestro Enzo Campagnoli. Gli autori del programma sono I Fatebenefratelli e Nicola Sisto, la regia di Roberto Croce, gli ospiti nel parterre Cristiano Malgioglio ed Emanuela Aureli, la madrina è Valeria Marini. 

19:45 11/07

di Redazione

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"Stelle a metà", lo show di Sal Da Vinci al Castel Sant'Elmo

Un mix esplosivo di emozioni arriveranno sul palco del Castel Sant’Elmo a partire dal 15 luglio grazie a Stelle a metà, il musical scritto e diretto da Alessandro Siani, interpretato da voce diSal Da Vinci, autore anche delle musiche, con le coreografie originali di Luca Tommassini e prodotto da Tunnel Cabaret. Una storia di periferia che arriva in uno dei posti più incantevoli della città, uno spaccato sempre più realistico di una Napoli difficile da raccontare.  

Lo show, che ha letteralmente sbancato i botteghini con le vendite dei suoi spettacoli invernali neiteatri di Salerno, Napoli e Avellino e calcato già il prestigioso palcoscenico del Teatro Brancaccio di Roma, è ambientato in un piccolo centro dell’area vesuviana dove Nicola Avetrana detto Nick (il personaggio interpretato da Sal Da Vinci), ex cantante di successo, ha fondato la sua Star Academy, scuola di musica per giovani talenti. Le difficoltà sono molte, ma la passione, l'impegno e la volontà di salvare quei ragazzi da un destino fatto di strada ed emarginazione, spingono Nick a lottare con tutte le forze per tenere in piedi la sua scuola.

Una commedia musicale nuova dove si ride, si canta, si soffre per amore e ci si emoziona con la voce di Sal da Vinci e la poesia dei testi dei brani tutti scritti dall’attore Alessandro Siani, ma si ha anche la possibilità di ammirare attraverso delle immagini le bellezze storico-artistiche della città.

Lo spettacolo Stelle a metà - spiega Alessandro Siani – nasce dall’esigenza di raccontare tutti quei talenti che non vanno in tv e che non avendo questa straordinaria vetrina, risultano invisibili”.

Il musical nasce da un’idea proprio di Siani che dirige i ragazzi del cast - non professionisti e alla prima esperienza artistica - (nel cast anche Pasquale Palma, comico della trasmissione di Rai 2Made in Sud), affidando loro l’interpretazione dei testi delle canzoni. Gli allestimenti e le coreografie sono a cura di Luca Tommassini, direttore artistico di X Factor e apprezzato per le sue sorprendenti scenografie e per la modernità delle sue coreografie. 

13:02 11/07

di Redazione

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Leo Gullotta: «Se non sei “il figlio di” sei fregato»

Giornata ricca di emozioni quella di ieri al Social World Film Festival. Sul palco della Mostra internazionale del cinema sociale di Vico Equense si sono alternati nell’ordine Liliana de Curtis, Leo Gullotta e la madrina dell’edizione 2015 Valeria Golino.

IL RICORDO DI TOTÒ E DE FILIPPO. Commovente e divertente allo stesso tempo il ricordo che la figlia del Principe della risata, Antonio de Curtis in arte Totò, ha voluto lasciare al pubblico del festival. Liliana de Curtis ha raccontato con evidente emozione la figura di suo padre, sempre pronto alla battuta, ma anche estremamente protettivo, fino al punto da non mandarla a scuola per paura degli incontri che avrebbe potuto fare. Un ricordo intimo che ha voluto fortemente portare al Social World Film Festival, la cui locandina 2015 raffigura l'immagine di Totò e De Filippo stretti in un abbraccio a simboleggiare l’amicizia, tema di questa edizione.

IL MATTATORE, LEO GULLOTTA. Altro intenso momento quello che ha visto Leo Gullotta salire sul palco del festival e concedersi con gioia ai ragazzi delle giurie. Già nel pomeriggio, l'attore siciliano ha voluto fare una sorpresa ai giurati, incontrandoli subito dopo la proiezione del docufilm fuori concorso da lui prodotto “Un sogno in Sicilia”, diretto da Fabio Grosso. «Ho incontrato dei giovani curiosi, attenti e vogliosi – ha dichiarato sul palco dell’Arena Loren - Attraverso il cinema, il teatro e la cultura ci eleviamo: la conoscenza è medicina per la mente». Non poteva esimersi da lanciare un messaggio ai giovani:«Vogliono crescere e studiare grazie ai sacrifici dei genitori, ma se non sei il figlio di o il nipote di, sei fregato. I giovani non vanno via per una speranza, come si faceva prima, ma per esasperazione!».

LA MADRINA, VALERIA GOLINO. Attesissima sul red carpet della kermesse diretta dal 25 regista Giuseppe Alessio Nuzzo, la madrina della quinta edizione Valeria Golino. L'attrice, che ha vissuto parte della sua infanzia a Massa Lubrense, non lontano da Vico Equense, si è raccontata in un'intervista sul palco con la presentatrice Roberta Scardola, rivelando: «Fare la regia mi ha cambiato la vita. Sono una cinefila prima che un'attrice, ho sempre desiderato fare un film ma non ne avevo avuto mail il coraggio. “Miele” è stato girato due anni fa ma avrei voluto farlo molto prima».

STASERA GRAN GALÀ FINALE: OSVART, SCARPA GUANCIALE E BERRUTI. I giovani delle giurie e dei workshop provenienti da tutta Italia sono stati impegnati nella visione dei cortometraggi e lungometraggi della Selezione Ufficiale, di cui voteranno i loro film, attori, regia e sceneggiatura preferiti per l'assegnazione dei premi Golden Spike Award 2015. Si comincia alle ore 19.30 con il “Gran Gala di Premiazione” red carpet delle giurie, dei registi e degli attori in concorso, nonché degli ospiti Andrea Osvart, Giulio Berruti, Lino Guanciale, Renato Scarpa, Laura Adriani, Franco Oppini, Giacomo Rizzo, Salvatore Striano, Antonietta Bello, Ernesto D'Argenio. Seguirà, poi, la consegna dei “Golden Spike Award” ai vincitori della quinta edizione del Social World Film Festival.

IL FESTIVAL. Centinaia di opere in proiezione, che vengono valutate da ben 5 giurie (“Qualità” presieduta dal regista Stefano Incerti, “Critica”, “Ragazzi”, “Giovani”, “Popolare”), impreziosite dalla presenza di tante anteprime europee e mondiali e omaggi al cinema italiano e ai suoi protagonisti.

L'evento Social World Film Festival è un intervento del progetto Promorecupevalorizza Penisola, organizzato dal Comune di Vico Equense e co-finanziato dalla Regione Campania nell'ambito del Piano di Azione e Coesione.

Per ulteriori informazioni: www.socialfestival.com

13:00 11/07

di Redazione

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