Venerdì 20 Ottobre 2017 - 21:44

Ussi Campania: riconoscimenti ai giornalisti Sasso, Giordano, De Simone e Petrucciani

Costruisce a tavola le premesse per una stagione al vertice del campionato di A1. Gruppo già compatto e amalgamato, la Canottieri si è ritrovata al ristorante “Il Caminetto” di Michele Ragosta, in via Manzoni 81, per iniziare con il sorriso la massima serie di pallanuoto. Squadra unicamente composta da giovani italiani, capitanata dall’esperto Fabrizio Buonocore, i giallorossi sono stati premiati dall’Unione Stampa Sportiva Italiana della Campania, Gruppo “Felice Scandone”, per l’esaltante torneo scorso, la conquista del terzo posto in classifica, dietro l’inaffondabile corazzata del Recco e i vicecampioni d’Italia del Brescia, e l’accesso alla Champions League dopo 27 anni: un ritorno nell’Europa che conta, portando in alto la città di Napoli. Inoltre i “terribili ragazzi” del Molosiglio si sono ulteriormente distinti: unica compagine cittadina a disputare la Final Four di Coppa Italia. Per l’impresa sportiva maturata con pieno merito, l’USSI ha consegnato una targa alla guida tecnica del club napoletano. “A Paolo Zizza uomo di sport, grande condottiero della Canottieri Napoli in Italia e in Europa, da sempre amico dei giornalisti sportivi” la dedica rivolta al tecnico federale, assistent coach di Fabio Conti, ct del Setterosa. Fragorosi gli applausi all’indirizzo del loro mister da parte di Alessandro Velotto, il Golden Boy, bronzo alle Olimpiadi di Rio 2016 e argento in World League con il Settebello di Sandro Campagna, il fuoriclasse Alex Giorgetti, il portiere Gabriele Vassallo, i difensori Umberto Esposito, Vincenzo Dolce, Massimo Di Martire, gli attaccanti Biagio Borrelli, il mancino Eduardo Campopiano, Mario Del Basso e Gianluca Confuorto, l’estremo difensore Manuel Rossa, il centroboa Federico Lapenna, insieme ad Enzo Massa. Non hanno esitato a posare per una foto ricordo con i pallanuotisti partenopei Fabio e Roberto, nipoti del titolare, che ha sapientemente organizzato la serata, ospitando la cerimonia di premiazione e ricevendo un encomio speciale. “A Michele Ragosta amico cordiale ed abile ristoratore, punto di riferimento con il suo "Caminetto" per la stampa napoletana”. Riconoscimenti sono stati tributati a quattro giornalisti, che si sono particolarmente distinti “per l’alta professionalità e per la lunga appartenenza all’USSI”. Omaggiato il direttore del Roma (nella foto con Mario Zaccaria), storico quotidiano fondato nel 1862, il più antico del Paese. “Ad Antonio Sasso giornalista di razza, figura storica della cronaca sportiva, collega ricco di doti umane, punto di riferimento per le giovani generazioni”. Gratificato l’inviato del Corriere dello Sport, Antonio Giordano, fine penna che tratteggia meravigliosamente le gesta del Napoli, elogiato il presidente del Coni Caserta, Michele De Simone, storica firma de Il Mattino, lodato infine il “decano” dei giornalisti sportivi irpini, Giuseppe Petrucciani. Hanno preso parte alla conviviale il giornalista Rai e vicepresidente nazionale dell’USSI Gianfranco Coppola, il presidente USSI Campania Mario Zaccaria, il vice Rosario Mazzitelli, i consiglieri Pier Paolo Petino, Enrico Deuringer, Luigi Carbone, Massimo Sparnelli, Lucio Bernardo, Antonio Vuolo, Luigi Zappella con il figlio Domenico, il collega de Il Mattino Lucio Cirino Pomicino, il presidente dell’OdG Campania Ottavio Lucarelli. 

19:33 20/10

di Redazione

Commenta

Nuova edizione del “Premio Padre Pio”

L’evento avrà come scenario il Palavetro di Pietrelcina, proprio di fronte alla fraternità dei Padri Cappuccini. La manifestazione si terrà sabato 28 ottobre, inizio ore 18, con la Santa Messa nella chiesa del convento, dedicata alla Sacra Famiglia, celebrata dal guardiano P. Fortunato Grottola; a seguire l’incontro e i riconoscimenti nel Palavetro.

La manifestazione, nata per omaggiare Padre Pio, gigante di umanità e di santità, vuole essere una sorta di incontro, dove persone conosciute, alla stregua di quelle meno conosciute, portano la loro esperienza di vita. Il premio che viene a loro consegnato al di là dei meriti a loro accertati, diventa una sorta di invito a far meglio fruttificare quei talenti per il bene comune. Un incontro tra coscienze nella semplicità. D’altro canto Padre Pio è stato l’uomo dell’incontro, come san Francesco d’Assisi, ed è andato incontro ai fratelli per donarsi agli altri. Ha avuto il dono dell’apertura, dell’accoglienza, della passione per il bene delle anime. Per Padre Pio ogni creatura era una creatura unica, originale, con una peculiare dignità che Dio gli aveva impressa e in ognuno vedeva il volto di Gesù da amare e da consolare.

L’evento è organizzato dall’Associazione Araldi di S. Padre Pio, con il patrocinio del Comune di Pietrelcina e della Regione Campania. Collaborano alla realizzazione la locale Proloco e l’emittente televisiva Caprievent. La serata sarà presentata da Simona Rolandi, giornalista e conduttrice televisiva RAI e dall’attore e presentatore Gabriele Blair. Il dono-premio è raffigurato da un mezzo busto bronzeo del Padre realizzato dalla Fonderia Nolana Del Giudice.

L’occasione è propizia per ribadire quanto diceva il Frate di Pietrelcina che: “la vera Palma della gloria è serbata solo a chi combatte da prode sino alla fine. Cominciamo, dunque, il nostro santo combattimento. Dio ci assisterà e ci coronerà di un eterno trionfo”.

18:32 20/10

di Redazione

Commenta

Torna “Venezia a Napoli. Il cinema esteso”: ecco il programma

Al via la settima edizione di “Venezia a Napoli. Il cinema esteso”, la rassegna cinematografica, diretta da Antonella Di Nocera, che da giovedì 26 a lunedì 30 ottobre porterà nel capoluogo partenopeo una selezione di film presentati all’ultima Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia. Incontri esclusivi con attori e registi provenienti da tutto il mondo e la proiezione di pellicole d’autore (fresche di Festival), che stentano a trovare spazio nella distribuzione ordinaria. Dal centro alla periferia, film in lingua originale, classici per le scuole e dialoghi con i protagonisti, animeranno diversi cinema della città: l'Astra, La Perla, il Modernissimo, il Pierrot e l'Hart. Come alla Biennale di Venezia con 80 ANNI DI CINECITTA’ - LE PILLOLE DELL’ARCHIVIO LUCE, durante la manifestazione, prima dei film, saranno proiettate 18 microstorie, scelte dallo storico archivio cinematografico.

La rassegna, nata nel 2011 e promossa da Parallelo 41 Produzioni, è realizzata in collaborazione con la 74esima Mostra internazionale di Arte Cinematografica - La Biennale di Venezia 2017, Istituto Luce, Università degli Studi di Napoli Federico II - Coinor, Arci Movie, CSC Cineteca Nazionale,  e con l’adesione di Università degli Studi di Napoli L’Orientale, Istituto Confucio, Institut Français, Goethe Institut, Premio Napoli, Film Commission Regione Campania, Giornate degli Autori XIV edizione, 32esima Settimana Internazionale della Critica di Venezia, Astrea, A Voce Alta e Moby Dick. 

PROGRAMMA DELLE GIORNATE

ANTEPRIMA VENEZIA A NAPOLI/ Un’anteprima speciale, che tiene miracolosamente insieme cinefilia e re-enacting (ricreazione drammatica) con il film “Diva!” al cinema Hart di Via Crispi, previsto per mercoledì 25 ottobre alle 18.30. Nella sala che lo aveva accolto, con grande affetto e una bella permanenza, per NAPLES ’44, il regista Francesco Patierno incontrerà il pubblico in occasione della proiezione della sua ultima pellicolaotto grandi attrici ripercorrono la vita di Valentina Cortese, interpretando le sue stesse parole tratte dall’autobiografia “Quanti sono i domani passati”, pubblicata in occasione dei suoi 90 anni. Un viaggio attraverso i suoi ricordi e le sue interpretazioni. Una delle pochissime star nostrane ad essere approdata a Hollywood e ad aver conosciuto splendori e stravaganze dello studio system. Lo ha fatto con successo, alla fine degli anni Quaranta, in fuga da una realtà che le stava troppo stretta, sposando nel '51 l'attore Richard Baseheart, per poi tornare in Italia e, grazie al sodalizio con Giorgio Strehler, diventare anche un'icona del teatro (ambito «dove tutto è possibile»).

 

APERTURA CON BARBERA/L’apertura della manifestazione è programmata per giovedì 26 ottobre. Si comincia alle 16.00 al Cinema Astra di via Mezzocannone, messo a disposizione dall’ Università degli studi di Napoli Federico II - Coinor, con “Mi Hua Zhi Wei – The taste of Rice Flower” di Pengfei Song. L’evento è realizzato in collaborazione con l’Istituto Confucio di Napoli.

La prima giornata prosegue alle 18.00, sempre al Cinema Astra. Subito dopo Venezia arriva a Napoli l’anteprima nazionale del film “Ex libris. The New York Public Library” di Frederick Wiseman. Grande ospite atteso, Alberto Barbera, direttore della 74esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che accompagnerà Antonella Di Nocera in un piccolo tour cittadino dal centro alla periferia. Il film presenta la biblioteca come un luogo di accoglienza, scambio culturale e apprendimento per diciotto milioni di utenti e trentadue milioni di visitatori, online in un solo anno. La NYPL esemplifica la convinzione americana, profondamente radicata, del diritto degli individui a conoscere ed essere informati. Il regista statunitense va, quindi, dietro le quinte di una delle più grandi istituzioni del sapere del mondo. Considerati i temi trattati nella pellicola, all’appuntamento, cui hanno aderito il Comune di Napoli, la Fondazione Premio Napoli e A voce alta, sono stati invitati a partecipare tutti i bibliotecari della città, per avventurarsi in questo meraviglioso viaggio nella grande istituzione americana per la lettura e la conoscenza. Per la giornata inaugurale tutte le proiezioni all’Astra sono ad ingresso gratuito per gli studenti.

Seconda tappa, alle 19.30 al cinema La Perla, dove la regista Antonietta De Lillo presenterà il suo film: “Il signor RotpeterLa storia è quella di una scimmia diventata uomo, interpretata da una sorprendente Marina Confalone (presente anche lei in sala), nel ritratto immaginario dedicato al personaggio creato dalla penna di Franz Kafka. Antonietta De Lillo crea un personaggio cinematografico che ha in sé istanze senza tempo quali libertà e sopravvivenza, portando lo spettatore a rispecchiarsi in questo strano individuo. Si prosegue a Ponticelli, alle 20.30 al cinema Pierrot, come anteprima del cineforum organizzato dall’ Arci Movie, sarà presentato “Veleno” alla presenza del regista Diego Olivares, l’interprete Massimiliano Gallo e il produttore Gaetano Di Vaio.

GALA’ INAUGURALE DELLA RASSEGNA per l’ultimo appuntamento all’Astra, alle ore 21:30, con il regista Xavier Legrand, Leone d’argento – premio per la miglior regia e Leone del futuro – premio Venezia opera prima “Luigi de Laurentiis” che presenterà il suo film “Jusqu’à la garde”. A salutare il pubblico ci saranno il Rettore dell’Università Federico II Gaetano Manfredi, il direttore del Festival di Venezia Alberto Barbera e la curatrice della rassegna Antonella Di Nocera.

SECONDA GIORNATA-INCONTRO SCUOLE/ La giornata di venerdì 27 si apre con i classici per le scuole “Non c’è pace tra gli ulivi” di Giuseppe De Santis. Il recente restauro digitale della Cineteca Nazionale sarà presentato ai ragazzi dal curatore di Venezia Classici Stefano Francia Di Celle, insieme al professor Arturo Martorelli al Modernissimo, e al giudice Ulderico Pomarici al Pierrot di Ponticelli.

Si prosegue all’Astra alle 17.30 con “Temporada de caza” in concorso alla Settimana della Critica, della giovanissima regista argentina Natalia Gargiola, “Premio del pubblico SIAE”, dove protagonista è Ernesto, una rispettata guida di caccia che vive in Patagonia con la sua nuova famiglia. In seguito alla morte della prima moglie, l’uomo è costretto a ospitare il figlio, Nahuel, che non vede da oltre dieci anni.

GIUSEPPE BERTOLUCCI/Alle 19.30, il regista Stefano Consiglio, il direttore della fotografia Cesare Accetta e l’attrice Marina Confalone saranno in sala, insieme al curatore Stefano Francia, per presentare “Evviva Giuseppe!” di Stefano Consiglio. Un film sulla vita e i tanti talenti preziosi di Giuseppe Bertolucci, regista di cinema, teatro, televisione, scrittore, poeta; raccontato attraverso la voce del padre Attilio, quella del fratello maggiore Bernardo e le testimonianze di amici, colleghi e i ricordi di alcune tra le sue attrici predilette.

Il regista Rachid Hami, alle 21.30, presenterà il suo film “La mélodie”. Simon è un famoso violinista, ormai disilluso. Arnold è uno studente timido affascinato dal violino, che scopre di avere una forte predisposizione per lo strumento. Grazie al talento di Arnold e alla incoraggiante energia della sua classe, Simon riscopre la gioia della musica. 

TERZA GIORNATA/ Sabato 28 sono previsti tre appuntamenti al cinema Astra. Si comincia alle 17.30 con “Bedounetarikh, bedouneemza (No date, No signature)”dell’iraniano Vahidjalilvand vincitore del “Premio Orizzonti” per la migliore regia e per la miglior interpretazione maschile a Navid Mohammadzadeh.  Alle 19.30 sarà la volta di “Les garçons sauvages” del brillante e giovanissimo regista francese Bertrand Manico vincitore del “premio Mario Serandrei – Hotel Saturnia per il miglior contributo tecnico” e opera dalla fotografia molto particolare che ha destato molta attenzione alla Mostra per le innovazioni registiche. Conclude la giornata la regista Valentina Pedicini, selezionata alle Giornate degli Autori, rigorosa e talentuosa regista di documentari pluripremiati, che presenta la sua opera prima di fiction “Dove cadono le ombre”. Il film ha vinto il “Nuovo Imaie Talent award” e Premo Edipo re.

QUARTA GIORNATA/ Domenica 29 ottobre si apre con un pomeriggio dedicato a chi ha voglia di rivedere in una versione digitale straordinaria il già citato film “Non c’è pace tra gli ulivi”. Alle 19:30 è in programma “L’ordine delle cose” di Andrea Segre, presente in sala lo sceneggiatore Marco Pettenello. Il film racconta di Corrado, un funzionario del Ministero degli Interni scelto dal Governo italiano per affrontare una delle spine nel fianco delle frontiere europee: i viaggi illegali dalla Libia verso l’Italia. Si conclude alle 21.30 con il regista Daniel McCabe, che arriva dagli Stati Uniti per presentare il suo “This is Congo”. Un lavoro straordinario che scatta un’istantanea globale e priva di filtri del conflitto più lungo e sanguinoso del mondo dai tempi della Seconda guerra mondiale e di coloro che stanno sopravvivendo al suo interno.

ULTIMO APPUNTAMENTO-PREMIO LINA MANGIACAPRE/La rassegna si chiuderà lunedì 30 ottobre con un evento speciale in collaborazione con l’Institut Français Napoli, che è da sempre partner attento della rassegna, e Premio Lina Mangiacapre.  Prima della proiezione del film Les bienheureux, alle ore 19, la regista algerina Sofia Djama riceverà il premio e sarà l’occasione di conoscere lo sguardo femminile sulla storia del suo paese. Algeri, pochi anni dopo la fine della guerra civile. Amal e Samir hanno deciso di festeggiare il loro ventesimo anniversario di matrimonio in un ristorante. Durante il tragitto, si scambiano le proprie impressioni sull’Algeria: Amal parla delle illusioni perdute, mentre Samir della necessità di superarle. Nel frattempo, il loro figlio Fahim e i suoi amici Feriel e Reda si aggirano in un’Algeri ostile, pronta a rubare la loro giovinezza.

15:33 20/10

di alsa

Commenta

Bimbi meno intelligenti dopo il nido

Presentati al IV Forum della Società Italiana Medici Pediatri (SIMPe) e dell’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss), a Bologna dal 19 al 21 ottobre, i risultati di uno studio italiano sugli effetti dell’asilo nido sulla capacità intellettiva
 
Bimbi “meno intelligenti” dopo il nido
persi 5 punti di QI rispetto a chi è stato con genitori, nonni o baby-sitter
L’asilo riduce però il rischio di sovrappeso e obesità
 
I bambini che da piccolissimi (età 0-2 anni) hanno frequentato il nido d’infanzia, a 8-13 anni hanno un quoziente intellettivo più basso mediamente di 5 punti rispetto ai coetanei che sono stati accuditi da nonni, baby-sitter o genitori, ma anche un rischio minore di sovrappeso e obesità. L’effetto cognitivo negativo scompare invece nei bimbi che provengono da famiglie svantaggiate, per i quali l’asilo nido è un’opportunità soltanto positiva. Per limitare le possibili ripercussioni negative di un servizio necessario alle famiglie con genitori che lavorano occorrerebbe, in particolare, aumentare il numero di educatrici ed educatori nei nidi: nella primissima infanzia, al di sotto dei due anni, per una stimolazione cognitiva adeguata serve infatti un frequente rapporto “uno a uno” con un adulto
 
Bologna, 20 ottobre 2017 – Mamma e papà devono lavorare, c’è da trovare una soluzione per il figlio di pochi mesi: meglio affidarlo alle cure dei nonni o di una babysitter, o degli stessi genitori riducendo magari l’orario lavorativo, oppure iscriverlo all’asilo nido? Dipende dal contesto familiare di partenza: il nido è infatti un’opportunità per i bimbi che provengono da contesti socio-economici svantaggiati, ma un “rischio” per i figli di famiglie abbienti, come dimostra uno studio discusso in occasione del IV Forum della Società Italiana Medici Pediatri (SIMPe) e dell’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss), in corso a Bologna. 
L’indagine mostra infatti che nei piccoli accuditi informalmente da un adulto il quoziente intellettivo misurato alcuni anni dopo, fra gli 8 e i 13 anni, è di 5 punti più elevato rispetto a quello dei coetanei che hanno frequentato il nido; diminuisce però in compenso il rischio di ritrovarsi con qualche chilo di troppo durante la preadolescenza. Lo studio, condotto da Margherita Fort, Andrea Ichino e Giulio Zanella del dipartimento di Scienze Economiche dell’università di Bologna, ha coinvolto circa 500 famiglie che fra il 2001 e il 2005 avevano fatto richiesta di iscrivere il proprio figlio a uno degli asili nido pubblici del Comune di Bologna. I ricercatori hanno raccolto i dati di circa 7000 bimbi ma si sono poi concentrati su quelli che in graduatoria erano immediatamente sopra o sotto la linea di demarcazione indicata dal numero di posti disponibili.
 
Le graduatorie vengono stilate tenendo conto di fattori socioeconomici quali la presenza di disabilita’, l’assenza di un genitore, lo status lavorativo della madre e del padre e, a parità di questi fattori, il reddito e la ricchezza familiare. Ciò significa che valutare gli ultimi bambini che sono riusciti ad avere un posto nell’asilo e i primi fra gli esclusi implica fare un’analisi di famiglie omogenee per livello sociale – spiega Zanella – Queste famiglie sono state contattate quando i figli avevano dagli 8 ai 13 anni e i bimbi sono stati sottoposti a test per misurare il quoziente intellettivo, a test di personalità e per la valutazione di disturbi comportamentali, oltre alla misurazione dell’indice di massa corporea”. 
 
Le differenze statisticamente significative sono due: i piccoli che avevano frequentato il nido fra zero e due anni avevano un minor rischio di obesità, ma anche un QI di 5 punti inferiore a chi era stato accudito da un adulto, che fosse un nonno o una babysitter o gli stessi genitori. Un calo non preoccupante, visto che i piccoli bolognesi sono risultati molto intelligenti: il QI medio è risultato pari a 116, contro un valore di 100 della media nazionale, per cui anche i “meno intelligenti” erano comunque bimbi assai brillanti.
 
L’effetto sull’obesità si spiega con l’elevata qualità dei servizi nutrizionali scolastici a Bologna, che evidentemente pongono le basi per un’educazione alimentare adeguata che perdura negli anni successivi– commenta Zanella – Il calo di QI è spiegabile considerando che il nostro campione ha incluso famiglie benestanti, con entrambi i genitori lavoratori e un reddito medio complessivo di 80.000 euro l’anno: i figli di questi genitori sono molto stimolati nell’ambiente domestico e non sono paragonabili ai piccoli primi in graduatoria, che arrivano da contesti sociali svantaggiati. Quando l’ambiente familiare è stimolante, per lo sviluppo cognitivo del bimbo assume molta più importanza l’interazione uno a uno con l’adulto: l’asilo è un luogo di socializzazione quando i bambini sono più grandicelli, a meno di uno o due anni di vita le interazioni sociali con i coetanei presenti al nido sono pressoché nulle e conta invece assai di più la presenza di un adulto che fornisca stimoli”. 
 
Al tempo al quale le graduatorie utilizzate nello studio si riferiscono (tra il 2001 e il 2005), il rapporto fra adulti e bambini in un nido era di un adulto per quattro piccoli al di sotto di un anno di età e uno ogni sei bimbi dopo l’anno di età: viene perciò ridotta l’intensità dei rapporti uno a uno con l’adulto, benefico nei piccolissimi per migliorarne le capacità cognitive. 
 
In bimbi di famiglie in cui gli stimoli sono già molti “togliere” l’attenzione esclusiva del rapporto uno a uno con un adulto di riferimento comporta una riduzione del QI, ma in bimbi che provengono da contesti svantaggiati dove gli stimoli non ci sono l’ingresso al nido ha solo effetti favorevoli perché il piccolo vi trova tutte le sollecitazioni che altrimenti non avrebbe: esiste in altri termini un gradiente socioeconomico per gli effetti cognitivi dell’asilo nido, diversi in base al contesto familiare – conclude Mele, presidente Simpe –. Questi dati, quindi, non dimostrano che l’asilo nido “fa male”, ma impongono semmai una riflessione sulla loro organizzazione: perché anche i bimbi di famiglie benestanti possano giovarsene sarebbe opportuno aumentare il numero di educatori e preferire semmai le formule micro-nido, così da portare il più possibile il rapporto fra educatori e bimbi verso uno a uno. Con vantaggi di cui ovviamente beneficerebbero anche i piccoli di contesti socioeconomici più svantaggiati”.
 

14:54 20/10

di Redazione

Commenta

La vita di Luciano De Crescenzo in un docufilm

Esce in sala il 26 ottobre 2017, il documentario “Così parlò De Crescenzo”, opera prima diAntonio Napoli,  prodotto e distribuito da Bunker Hill. Il film vede la testimonianza di personaggi quali Renzo Arbore, Isabella Rossellini, Bud Spencer, Lina Wertmüller, Marisa Laurito, Renato Scarpa, Benedetto Casillo e Marina Confalone.

Nato a Napoli, Luciano De Crescenzo dopo aver studiato e lavorato 20 anni come ingegnere presso la IBM ha iniziato la sua carriera come scrittore e divulgatore di successo della filosofia e mitologia greca. Luciano è stato anche disegnatore, fotografo, sceneggiatore, regista, attore, presentatore televisivo e poeta. Tra il presente e il passato, il film ci trasporta lungo un viaggio alla scoperta di un grande uomo contemporaneo, storico compagno di avventure di Renzo Arbore, amico di Federico Fellini, spesso chiacchierato per i suoi flirt con bellissime donne tra cui l’amica di sempre Isabella Rossellini. Attraverso la sua vita, i suoi libri e i suoi film, Luciano De Crescenzo ci trasmette con emozione tutta la potenza delle preziose qualità che più lo contraddistinguono: semplicità, ironia e un’infinita gioia di vivere.

Ingegnere, scrittore, sceneggiatore, attore e regista Luciano De Crescenzo ha pubblicato 43 libri tradotti in 19 lingue e diffusi in 25 paesi per un totale di oltre 20 milioni di copie vendute. Ha realizzato 4 film come regista, 7 come sceneggiatore, 8 come attore e ha condotto 7 programmi televisivi, ha collaborato con varie testate giornalistiche e nel 1994 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di Atene.

14:33 20/10

di as

Commenta

“Oratorio de los Santos Niños” in scena alla Domus Ars

NAPOLI. Venerdì 20 ottobre alle 20.30, presso la Domus Ars, al via la II edizione di “Sicut Sagittae” con il concerto “Oratorio de los Santos Niños” presentato dalla Cappella Neapolitana diretta da Antonio Florio. Sul palco della chiesa di San Francesco delle Monache l’orchestra accompagnerà il soprano Federica Pagliuca, il contralto Marta Fumagalli, il tenore Luca Cervoni e il basso Giuseppe Naviglio. La Domus Ars, diretta da Carlo Faiello, centro stabile di produzione, con la sua posizione strategica nel cuore del centro antico della città, in via santa Chiara, è diventata, grazie al lavoro dei membri dell’associazione Il Canto di Virgilio, crocevia di artisti e per il secondo anno consecutivo ospita e coproduce, con la Regione Campania, il festival ideato e diretto dall’ambasciatore indiscusso del Barocco Napoletano nel mondo. Il titolo latino a cui rimanda il nome del Festival, tratto da un salmo spesso posto in musica dai grandi compositori dell’età barocca, è fortemente evocativo della potenza e dunque del fascino dei suoni di un passato che videro Napoli capitale europea della musica. Con il concerto inaugurale, una prima esecuzione moderna, si riscopre un autore fino a questo momento pressoché ignorato dai manuali specializzati: Donato Ricchezza, uno dei maestri dei Girolamini. L’etichetta discografica Glossa ha inciso quest’oratorio finora sconosciuto e lo distribuirà nei prossimi mesi. Un Oratorio dedicato a San Giusto e Pastore detti <<Los Santos Niños>>, composto nel 1683. I documenti biografici su Ricchezza sono scarni, ma oltre 50 sue composizioni manoscritte si trovano oggi nella raccolta dei Girolamini di Napoli, di cui fu maestro di cappella fino al 1714, continuatore di Cristofaro Caresana, una delle grandi riscoperte di Antonio Florio. <<La musica di Donato Ricchezza mostra una personalità di altissimo profilo artistico, proprio perché assimila la lezione dei suoi grandi contemporanei facendola propria. – dichiara Antonio Florio - L'oratorio che si presenta a Napoli in prima moderna fu composto nel 1683, l'anno in cui giunse come nuovo viceré spagnolo quel Marchese Del Carpio che, conducendo con sé Alessandro Scarlatti, creò le premesse per internazionalizzare la musica e l'opera napoletana. L'oratorio è dedicato a Los Santos Niños ossia San Giusto e San Pastore, martirizzati in Spagna alla tenera età di 7 e 9 anni per ordine del governatore romano Daciano durante la persecuzione di Diocleziano: i due santi bambini sono tuttora assai venerati in Spagna e nel Seicento erano associati alla potente famiglia spagnola degli Astorga.>> Ma oltre all'importanza storica del recupero di un autore finora totalmente sconosciuto, la sconvolgente bellezza di questa musica consente di inserire una nuova tessera nel meraviglioso mosaico della musica napoletana dell'età barocca, un mosaico svelato pezzo dopo pezzo dall'arte impareggiabile di Antonio Florio e del suo gruppo musicale. La rassegna proseguirà con Rinaldo Alessandrini, uno dei maggiori clavicembalisti e direttori di musica barocca italiani, conosciuto in tutto il mondo per la sua impressionante attività concertistica e discografica. Lunedì 23 ottobre alle 20.30 Alessandrini darà vita ad un autentico Concert des Nations, i maestri dell’Europa tra Seicento e Settecento, periodo storico in cui Napoli si apprestava a diventare la vera capitale musicale del continente. Si eseguiranno partiture di grandi autori per clavicembalo, i francesi Louis Couperine Antoine Forqueray e i tedeschi Buxtehude, Böhm e il grande Johann Sebastian Bach. Venerdì 24 novembre, sempre alle 20.30, la rassegna prosegue con il tenore e attore Pino De Vittorio che si esibirà con Laboratorio ‘600 (che utilizza strumenti a pizzico come arpa, liuto e tiorba)un gruppo creato e diretto da Franco Pavan, uno dei più autorevoli virtuosi di liuto del nostro tempo, in un suggestivo programma Occhi Turchini, canti e danze della Calabria antica, uno struggente e poetico affresco di melodie, attraverso la rielaborazione di musicisti colti. Un repertorio in cui sopravvivono forti gli echi dell’influenza ellenica e araba, straordinario quanto inesplorato. Mercoledì 29 novembre alle 20.30 e domenica 3 dicembre alle 19.30 il festival si concluderà con due concerti dallo stesso titolo Narciso, Tancredi, Tirsi e Clori e altre storie… un viaggio musicale nelle cantate napoletane del Seicento, secolo di grande sperimentazione musicale, attraverso autori come Caresana, Storace, Scarlatti, Provenzale, Carapella. I giovani talenti che si alterneranno nell’esecuzione di queste cantate affronteranno l’universo caleidoscopico della cantata da camera:  languori, asprezze e furori e grande sapienza contrappuntistica. Sono queste le caratteristiche di questo genere musicale che culminerà con l’arrivo a Napoli del grande Alessandro Scarlatti.

20:38 19/10

di Redazione

Commenta

“Concerti d’autunno”, luci su Puccini, Haydn e Mozart

NAPOLI. Chi ancora afferma che la musica classica non sia cosa da ragazze è destinato a ricredersi: il ciclo dei Concerti d’Autunno della Nuova Orchestra Scarlatti si apre difatti con due giovani musiciste di indiscusso talento. La Nuova Scarlatti sarà infatti diretta per l’occasione da Beatrice Venezi (nella foto). Lucchese, classe ’90, è il direttore d’orchestra donna più giovane d’Italia già in carriera internazionale. Sotto la sua direzione, la Nuova Orchestra Scarlatti spazierà tra Puccini e Mozart, e includerà il Concerto n. 2 in re maggiore per violoncello e orchestra di Franz Joseph Haydn. Ed è proprio al violoncello che ci sarà l’altra giovanissima protagonista della serata, la 18enne Raffaella Cardaropoli. Campana di Bracigliano (Salerno), Raffaella ha studiato in Italia e in Svizzera e vanta già svariati premi in concorsi nazionali e internazionali. Ora debutta da solista con la Nuova Scarlatti dopo essersi esibita a Londra e New York.Il concerto si terrà venerdì 20 ottobre 2017 a partire dalle 20:30 nella suggestiva cornice della Basilica di San Giovanni Maggiore Pignatelli (nel centro storico di Napoli). «Ci apprestiamo ad affrontare questo nuovo ciclo di concerti con grandissimo entusiasmo - afferma il maestro Gaetano Russo, fondatore e direttore artistico della Nuova Orchestra Scarlatti - e siamo fieri di aver organizzato un primo appuntamento di buona musica. Anche la scelta del primo concerto d’autunno non è casuale: serve infatti a ribadire l’attenzione che la Nuova Orchestra Scarlatti pone sul territorio (napoletano, campano e del sud Italia) e sulla diffusione della cultura musicale, intesa come avvicinamento dei giovani al mondo della musica, che sarà parte integrante delle attività programmate 2017-18. E lo facciamo con due giovani talenti che sono ben più di una promessa, ma già una realtà».

20:31 19/10

di Redazione

Commenta

Al Bolivar "Walimai. Vento" di Enzo D'Aniello

La nuova stagione del Teatro Bolivar si aprirà domenica 22 ottobre, alle ore 18.30, con lo spettacolo teatrale di e con Enzo D’Aniello, dal titolo “Walimai. Vento”, diretto dall’attore e regista Gianni Parisi. Completano il cast Marco Lanzuise, Felicia del Prete e Nicoletta D’Addio. Ad accompagnare lo spettacolo la voce di Pina Giarmanà, le musiche del Maestro Giuseppe Mazzillo (al piano) e di Ibrahim Drabo (al n’goni arpa africana e percussione) e l’esibizione aerea di Lolly Bosco.

“Walimai” è un viaggio introspettivo che pone il lettore in un amletico dubbio su un tema forte e quanto mai attuale: “Cosa farei se scoprissi che mia figlia ha una relazione con un malato di AIDS?”. Oggi il mondo si ferma a pensare all’HIV, ma l’attenzione su questa malattia, in continua diffusione, sembra calata. Lo spettacolo di Enzo D’Aniello, tratto da un suo racconto omonimo edito da Pulcinella Editore e premiato alla tredicesima edizione del Premio Malafemmena, si muove nell’ottica di continuare a porre l’accento su una tematica apparentemente dimenticata, ma che, al contrario, continua a suscitare interrogativi e timori. Da qui la scelta di puntare su quell’ibridismo che la narrativa fa proprio nel momento in cui entra in contatto con il teatro, la musica e la danza.

I personaggi riferiscono le loro storie attraverso il genere del “racconto teatrale”: «Il compito dell’attore – spiega Gianni Parisi – dovrebbe essere quello di invitare il pubblico a porsi delle domande, senza la presunzione di dare delle risposte. Ed è quello che noi speriamo di fare portando in teatro una rappresentazione narrata, che oscilla tra prosa e dialoghi, testimonianze ed emozioni. In questo modo la scrittura entra in scena per esortare alla riflessione ed anche alla lettura».

Dall’intrecciarsi dei racconti prende vita una vicenda in cui si alternano solitudine e speranza: «Quando il presente di un uomo – afferma D’Aniello – è imprigionato in un passato senza futuro, ogni cosa bella nasconderà sempre un lato oscuro. Ed è proprio quello che accade al protagonista della storia, un giovane infermiere malato di HIV, che vola nel vento insieme ai gabbiani per sfuggire all’amore». 

19:39 19/10

di Redazione

Commenta

Ad Israele il turismo vuol dire sicurezza: Tel Aviv e Napoli più vicine grazie al volo diretto

Il solo nome di Israele evoca immagini di storie lontane che si perdono nella notte dei tempi. Sin da piccoli al catechismo ci hanno parlato degli episodi biblici che si sono impressi nella nostra memoria. Da grandi il desiderio di visitare quei luoghi è stato forte, frenato dalle notizie di combattimenti che hanno interessato quella Terra martoriata. Ora la situazione è diversa, il Paese è impegnato in prima linea per quanto concerne la sicurezza, non si può nemmeno parlare di turismo se non si ha la certezza di sentirsi sicuri fuori da casa propria. La sicurezza è al primo posto e i controlli sono frequenti ma discreti oltre che all'aeroporto di Ben Gurion a Tel Aviv, considerato il più sicuro al mondo, vengono effettuati anche all'ingresso di alberghi, centri commerciali e parchi pubblici.  

Tutti i Popoli che hanno invaso la Terra di Israele hanno lasciato un segno del loro passaggio su questa terra con una storia millenaria contribuendo al suo immenso fascino. Qui la storia può essere toccata con mano e i racconti biblici e dei Vangeli sono concretizzati in luoghi e cose che tutti possono vedere. Molti vengono per ritrovare le origini cristiane, anche se solo il 45% viene oggi per i pellegrinaggi, altri solo per turismo, pertanto i flussi sono in continua crescita, come ci dichiara Tzvi Lotan, Director Overseas Department Marketing Administration del Ministero del Turismo: “Ogni mese superiamo le previsioni del mese, nel semestre precedente abbiamo registrato un 29% in più di arrivi, vuol dire 70.000 turisti in più rispetto al 2016”. Principalmente si tratta di famiglie con figli e giovani che vanno a Gerusalemme per tutto quanto hanno letto sulla città cosmopolita: divertente ed elegante, ricca di arte, storia, cultura e gastronomia. Ovviamente vengono anche per visitare i principali luoghi Santi delle tre religioni monoteiste come: il Monte del Tempio; il Muro del Pianto, il sito più sacro dell'ebraismo; la Basilica del Santo Sepolcro; la via Dolorosa, con le stazioni della Croce; la Cupola della Roccia e la Moschea al-Aqsa. Gerusalemme Vecchia, dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, può essere visitata con i pacchetti speciali denominati “Gerusalemme Mozzafiato”.

Molti i voli diretti dall'Italia, fra cui il volo diretto da Napoli per Tel Aviv. Nel museo d'Israele di Gerusalemme sono esposti: il modello dell'antica Gerusalemme del secondo Tempio e la nuova mostra della tomba di Re Erode il Grande. Il Mercato Mahane Yehuda offre un enorme assortimento di prodotti, i clienti e i commercianti rappresentano l’intera società israeliana: askenaziti, sefarditi, religiosi, laici, ricchi e poveri. Al mercato tutti sono uguali, tutti stretti uno all’altro mentre cercano di farsi largo tra le caotiche stradine del mercato. Il paese offre tanto: ad un'ora di auto o di autobus dalla capitale vi è il Mar Morto, il punto più basso della terra con i suoi 422 metri sotto il livello del mare, un lago di acqua salmastra che ha una così alta concentrazione di sale che chi si immerge resta a galla. Anche l’aria circostante ha proprietà curative che può aiutare a combattere problemi respiratori e del sistema nervoso. Sulle sue sponde nel tempo sono sorti vari alberghi e ristoranti. Le escursioni nel deserto in Jeep partono da lì, oltre il panorama si andrà alla scoperta dei segreti che il deserto racchiude: la statua della “Moglie di Lot”; il monte di Sodoma; le caverne naturalmente refrigerate e quelle in cui sono stati rinvenuti i Rotoli del Mar Morto, i primi manoscritti biblici conosciuti, esposti nel museo di Gerusalemme. Nei dintorni il luogo di maggiore interesse è la fortezza di Massada, ora patrimonio UNESCO, fatta erigere da Erode il Grande su di un altopiano roccioso con mura alte cinque metri rendendola pressoché inespugnabile. Nel '74 fu assediata dai Romani e i 960 ribelli per non farsi prendere vivi preferirono il suicidio collettivo, cosa unica nella storia. Prima della costruzione della funivia, si poteva accedere solo dal cosiddetto “sentiero del serpente”. Alla confluenza del fiume Giordano con il lago di Tiberiade è possibile assistere al battesimo collettivo per immersione, seguito da canti religiosi di gruppi di fedeli. Intorno al lago di Tiberiade vi sono: i resti della Sinagoga dove Gesù iniziò la Sua missione; la casa della suocera di Pietro a Cafarnao in cui dormì; la roccia dove moltiplicò i pani e i pesci e quella su cui mangiò con sei Apostoli dopo la Resurrezione; il Monte delle Beatitudini, in cui pronunciò il Discorso sul Monte.

Cesarea Pilato soggiornò prima di essere trasferito a Gerusalemme. Su di uno splendido mare azzurro si affacciano: i ruderi del palazzo di Erode che ospitò Pilato; dell'acquedotto; delle terme e dell'anfiteatro, utilizzato oggi per spettacoli, e in cui fu ritrovata una lapide a conferma della sua esistenza storica. Tel Aviv è la capitale finanziaria di Israele ed è anche detta la città che non dorme mai per le sue tante attrazioni, divertimenti ed eventi culturali. Con le sue spiagge dorate sembra infatti fatta appositamente per i giovani, attratti dalle sue contraddizioni: gli edifici stile Bauhaus, i moderni grattacieli di cristallo e il nuovo treno ad alta velocità che collegherà in 30 minuti Tel Aviv con Gerusalemme e che entrerà in funzione nel 2018. Un segno del dinamismo giovanile è il progetto “Irrigate”, che in collaborazione con l’Università di Udine, ha consentito di creare con i partner israeliani una eccellenza mondiale nel settore dell'irrigazione. Dunque da Israele viene un aiuto concreto all'agricoltura italiana.

Nel deserto del Negev, il cui clima non è cambiato per migliaia di anni, il biochimico della pianta Aaron Fait, nato e cresciuto a Bolzano, ricercatore presso l'istituto per l 'agricoltura e la biotecnologia Blaustein per le Ricerche del Deserto di Sde Boker dell’Università di Ben Gurion è riuscito a far crescere la vite nella regione desertica. Le ricerche sono anche indirizzate per migliorare il valore nutrizionale e la qualità del seme e della frutta: “Riportando il gusto all'interno della frutta - dice Fait - invece di pomparla per aumentare la quantità come spesso succede”. Continua il dr. Fait "Per migliaia di anni l'arte della vinificazione è stata sviluppata in Europa. Ma il clima sta cambiando, quindi i modi tradizionali presto non funzioneranno più. Ora Israele è in grado di mostrare come è possibile reinventare la viticoltura per ambienti aridi e condizioni estreme". Vengono utilizzate moderne tecniche come: i teli di nylon per proteggere il suolo dall’evaporazione; reti colorate sui grappoli per far passare solo la quantità di luce necessaria perché il frutto maturi senza bruciare e un’irrigazione intelligente, goccia a goccia, basata sui bisogni della pianta rilevata da appositi sensori che controllano e minimizzano l'acqua.

Quale che siano le motivazioni che spingono il viaggiatore a visitare Israele una cosa è certa, non resterà deluso e, al suo rientro, non vedrà l'ora di ritornarvi.

 

18:22 19/10

di Harry di Prisco

Commenta

San Carlo, Juraj Valčuha inaugura la stagione di concerti

Martedì 24 ottobre alle ore 20.30 il Teatro di San Carlo inaugurerà la Stagione di Concerti 2017-18 con un programma dedicato a due capisaldi del Novecento russo, il  Concerto in re minore per pianoforte e orchestra op. 30 di Sergej Rachmaninov e Aleksandr Nevskij cantata per mezzosoprano, coro e orchestra op. 78 di Sergej Prokof’ev, sotto l’egida del direttore musicale Juraj Valčuha sul podio di Orchestra e Coro stabili -quest’ultimo preparato da Marco Faelli-, e con due solisti di pregio: il pianista macedone Simon Trpčeski, tra i virtuosi della tastiera  che maggiormente si sono affermati negli ultimi anni, e Ketevan Kemoklidze, mezzosoprano di origine georgiana che unisce alle doti vocali una notevole presenza scenica, interprete per il cinema nel ruolo di Adriana Ferrarese/Donna Elvira in Io, Don Giovanni di Carlos Saura.

 

Direttore musicale del San Carlo dall’estate 2016, quest’anno Valčuha dirigerà entrambi gli appuntamenti inaugurali del Lirico di Napoli e sarà presente in stagione sia in campo operistico che sinfonico. Il 9 dicembre, infatti, aprirà il cartellone di Opera e Balletto 2017-18 con Fanciulla del West di Giacomo Puccini, nel nuovo allestimento con regia, scene e costumi di Hugo de Ana. A seguire, sarà a Napoli per Lady Macbeth nel distretto di Mcensk di Dmitrij Šostakovič, Tosca di Giacomo Puccini, Il Castello del principe Barbablù di Béla Bártok e per due concerti con il soprano Maria Agresta e con il violinista Stefan Jackiw. Slovacco, classe 1976, specializzato nel repertorio del XX secolo, Valčuha ha debuttato di recente con la Chicago Symphony e con la Cleveland Orchestra.

 

Il Concerto in re minore per pianoforte e orchestra op. 30 di Sergej Rachmaninov, eseguito per la prima volta a New York nel 1909, sembra anticipare in alcuni momenti certe peculiarità di Prokof’ev e Šostakovič, generazione successiva a quella del grande pianista e compositore. La sua pagina, tra le più celebri della letteratura per pianoforte e orchestra, è un’opera destinata ai grandi virtuosi, in cui si ritrovano momenti di complessa architettura e altri intensamente delicati, cameristici.

Del 1939 è invece la cantata Aleksandr Nevskij op. 78 che Prokof’ev trasse dalle musiche scritte per l’omonimo film, di propaganda antinazista, del regista Sergej Ėjzenštejn. La composizione è una descrizione in musica, ricca di vivacità, delle gesta e della vicenda del principe russo. Il coro vi ha un ruolo rilevante con canti traboccanti e di natura popolaresca.

 

Il concerto inaugurale si presenta come ideale preludio del cartellone sancarliano 2017-18, che assieme a titoli di repertorio, riserverà quest’anno uno spazio privilegiato ai compositori europei del XX secolo e ai contemporanei, nel segno dei grandi direttori e dei grandi interpreti, e di allestimenti di grande qualità e suggestione.

16:10 19/10

di Redazione

Commenta

Pagine

Rubriche

REPORTACI
di Automobile Club Napoli
I PERSONAGGI DEL "ROMA"
di Mimmo Sica
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ: ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
RICETTE E CURIOSITÀ: ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
I PERSONAGGI DEL "ROMA"
di Mimmo Sica
I PERSONAGGI DEL "ROMA"
di Mimmo Sica
I PERSONAGGI DEL "ROMA"
di Mimmo Sica