Venerdì 15 Dicembre 2017 - 18:54

“A sud delle nuvole i luoghi, le atmosfere e la gente del Tè”,

Dal oggi al 17 dicembre, alla Salumeria UPnea,  l'attesa nella mostra fotografica di Gix Musella

 

 

L’attesa come stato d’animo, come spazio temporale, come condizione dell’uomo. L’attesa per Seneca è il più grande impedimento del vivere per chi, dipendendo dal domani, perde il senso dell’oggi; per la religione ebraica e cristiana, invece, l’attesa si fa speranza nella propria certezza di fede; per Schopenhauer la speranza nell’attesa è piacere fugace e illusorio, è l’intervallo attraverso il quale passa l’oscillare della vita tra il suo dolore e la sua noia; per Nietzsche “in ogni angolo della terra siedono coloro che attendono, che a fatica sanno fino a che punto aspettano, ma  ancor meno che aspettano invano” (da Al di là del bene e del male); l’"Attesa" di Klimt è, poi, una danzatrice statica, con un corpo senza forme, voltata verso l’albero della vita in attesa della riconciliazione. Ed è dedicata proprio all’attesa la mostra fotografica di Giuseppe "Gix" Musella dal titolo “A sud delle nuvole i luoghi, le atmosfere e la gente del Tè”, che si terrà dal 3 dicembre al 17 dicembre presso la “Salumeria UPnea” (via S. Giovanni Pignatelli, 34 – Napoli). “L’idea di questa mostra è maturata lentamente nel tempo - racconta Musella, quasi perso tra i suggestivi teacaddy rossi e neri del suo Tea Shop -  e ha iniziato a prendere forma quando nel 2009, insieme a mia moglie Antonella Spiniello, abbiamo aperto il nostro primo Tea Shop “Qualcosadite” lungo il decumano inferiore, al civico 1 di San Biagio dei Librai. L’attenzione verso questa pianta, in questi ultimi nove anni, mi ha fatto visitare innumerevoli volte la Cina e le sue piantagioni, dove sono entrato in contatto con la realtà rurale e i suoi contadini, che ancora oggi continuano a coltivare secondo le vecchie tradizioni il loro Tè. Osservando quel mondo distante dall’industrializzazione, la serenità di quegli uomini e di quelle donne, la totale assenza di divisione tra la terra coltivata e la dimensione della famiglia, è nato in me il desiderio di fermare quei momenti con degli scatti fotografici (la fotografia è da sempre una mia passione). Di quei tanti “momenti”, ho selezionato, per la mostra, le foto che ritraevano i contadini nell’attesa del raccolto, perché ho “colto” in quell’attesa il profondo senso romantico di coloro che, dopo le prime fatiche della semina, aspettano con pacatezza i frutti del proprio lavoro, che poi è anche parte essenziale della loro vita. Ed è, quindi, proprio al romanticismo legato a quell’attesa che ho voluto dedicare la mia mostra. Ovviamente lo sfondo di tutto e anche il motore di tutto resta sempre il Tè, che mi ha permesso, non solo di realizzare questa mia piccola esposizione fotografica, ma che da circa un decennio impegna, con soddisfazione, sia me che mia moglie e che ci ha consentito di aprire un secondo Tea Shop a via Massimo Stanzione e di offrire al pubblico dalle 110/120 qualità differenti di Tè selezionati”. Marco Sica

 

09:37 3/12

di Redazione


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