ROMA.  "Sea Watch ha soccorso 65 persone da un gommone, a 30 miglia (60 km ca.) dalle coste libiche, avvistato da aereo civile di ricognizione. Libia, Malta, Italia, Olanda informate: nessuna risposta". Lo scrive sul suo profilo Twitter la Sea Watch. "Nel Mediterraneo - conclude il post - stanno diminuendo i testimoni, non le partenze". 

Il ministero dell'Interno dispone di vigilare affinché il comandante e la proprietà della nave Sea Watch 3 ''si attengano alle vigenti normative nazionali e internazionali in materia di coordinamento delle attività di soccorso in mare e di idoneità tecnica dei mezzi impiegati per la citata attività". E' un passaggio della direttiva del Viminale sulla 'Sea Watch 3'. In particolare il Viminale sottolinea che ''per ciò che attiene, più direttamente, all'attività di controllo delle frontiere, il cui coordinamento è riconducibile alla diretta responsabilità dell'Autorità nazionale di pubblica sicurezza, un eventuale transito della nave Sea Watch 3 nell'area marittima di competenza italiana in violazione delle disposizioni in materia di immigrazione si configurerebbe necessariamente, quale passaggio non inoffensivo". 

"Le autorità di polizia destinatarie del presente atto ne cureranno l'esecuzione, a partire da ogni possibile forma di diffida e intimazione di divieto di ingresso e transito nelle acque territoriali agli interessati, in caso di un eventuale avvicinamento dell'imbarcazione in acque di responsabilità italiana". E' quanto scrive il Viminale nella direttiva sulla Sea Watch indirizzata al capo della Polizia, al comandante dei carabinieri, al comandante della Gdf, alla Capitaneria di porto, al capo di Stato maggiore della Marina Militare e al capo maggiore della Difesa.