Domenica 18 Novembre 2018 - 18:26

La Doria, fumata nera. Di Maio: «Non mi arrendo»

Marrazzo: drastica chiusura della società. Lettieri: le aziende che delocalizzazione la produzione devono restituire i soldi pubblici

NAPOLI. Fumata nera dal tavolo sulla vertenza de La Doria di Acerra che si è tenuto nella sede del Consiglio regionale della Campania e al quale ha partecipato il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi di Maio. «Non ci siamo ancora - ha spiegato di Maio - è assurdo trovarsi a un tavolo in cui c'è lo Stato, c'è il Governo, ci sono Regione e Comune, mettiamo a disposizione tutti gli strumenti per evitare la chiusura di uno stabilimento in un'area già martoriata come Acerra e ci dicono che non si può fare. In questa vertenza non si perdono posti di lavoro ma un insediamento industriale sul territorio che è vita per Acerra, perché è uno dei pochi che si occupa di agricoltura. Avevo pregato la proprietà di vederci al tavolo e discutere, dall'incontro al Ministero mi avevano fatto capire che venivano al tavolo ma così non è stato». Di Maio promette: «Non mi arrendo, ritornerò all'attacco e farò l'elenco alla proprietà di tutte le occasioni che hanno di collaborazione con lo Stato per lasciare in vita uno stabilimento come questo. Scriverò una lettera alla proprietà con tutte le opportunità che ci sono: se vogliamo parlare di reindustrializzazione dell'impianto si può parlare, ma non si può chiudere e poi dire di vedere tra un anno e mezzo cosa farne. Ne abbiamo le scatole piene di deserti industriali», conclude Di Maio. 

MARRAZZO. «Un lungo dibattito con la proprietà che però ha dimostrato, per l’ennesima volta, una drastica chiusura, senza alcuna possibilità di riconversione del sito produttivo. Noi come Regione Campania non ci arrendiamo e puntiamo sulla proroga della chiusura. Il Ministro si è detto disponibile a convocare la proprietà a Roma così come già accaduto in questi mesi in Campania». Così il Presidente della Terza Commissione Lavoro e Attività Produttive Nicola Marrazzo.

LETTIERI. «Non è più tollerabile una situazione del genere, contro la delocalizzazione di aziende come la Doria che decidono di spostare la loro produzione depauperando i territori, nonostante la disponibilità espressa a tutti i livelli istituzionali, occorre che lo Stato e la Regione facciano in modo che chi ha beneficiato finora di contributi pubblici e poi delocalizza, restituisca i soldi pubblici presi. Noi, inoltre, pretendiamo che aziende del genere si preoccupino soprattutto della bonifica e del risanamento delle aree industriali che hanno deciso di lasciare. Imprese con queste mission aziendali creano disoccupazione o altri disagi, scaricano tutti i problemi sui territori, ed è giusto e necessario che almeno restituiscano i soldi dei cittadini e che risanino le aree inquinate». Così il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri.

 

19:19 4/09

di Redazione


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