Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), presieduto da Adolfo Russo (nella foto), ha nominato un nuovo Cda ‘transitorio’ della Scuola Forense Fest che era scaduto il 9 aprile scorso. Dopo il cambio di maggioranza nell’assetto dell’ordine forense che aveva visto per meno di tre mesi una diversa composizione del Consiglio, si è deliberato nell’ultima seduta la nomina di nuovi membri scelti dopo una votazione da parte di tutti i consiglieri. Si tratta del presidente del Consiglio dell’ordine degli avvocati, Adolfo Russo, del vice presidente Renato Iaselli e dei consiglieri Clemente Teodosio, Luciana Basilica e Massimo Sciaudone. Tra i nomi che aveva proposto la minoranza, anche quelli del presidente uscente della Fest, Antonio Mirra, e della leader di ‘Dignità Forense’ Angela Del Vecchio (entrambi esterni all’ordine forense e la seconda con un contenzioso in corso con l'organismo forense). Proposto dal presidente Russo, anche il nome del consigliere Giuseppe Gallo, indipendente, che però ha preferito rinunciare. La maggior parte delle preferenze, nonostante l’astensione dal voto del consigliere avvocato Elio Sticco, è confluita però sui cinque nomi eletti. Si profila dunque un nuovo corso per la prestigiosa Scuola forense di Santa Maria Capua Vetere: il nuovo Cda, in un ragionevole arco di tempo, provvederà a modificare lo statuto della Fest per terminare l’incarico con la nomina di un Consiglio di amministrazione ufficiale. Sarà data centralità ad un comitato scientifico composto da personalità di provato spessore nel settore giuridico-forense, il tutto aperto alla massima sinergia e collaborazione. L’intenzione è quella di far tornare ai fasti il ruolo della Scuola Forense, la prima fondata in Italia, con oltre 40 anni di vita, in un foro prestigioso come quello di Santa Maria Capua Vetere. Il presidente Russo, auspica collaborazione e un percorso senza ostruzionismi da parte della minoranza nell’attività dell’organismo forense i cui componenti, a seguito del ribaltone, avevano rinunciato alle deleghe.