Mercoledì 24 Ottobre 2018 - 6:03

Anm, macchinette per ticket mangia-soldi: l'ira dei passeggeri

Sempre meno tabaccai vendono i biglietti. I diistributori automatici sono guasti o rilasciano solo il titolo di viaggio da 1,50 euro

di Francesca Di Lello

NAPOLI. Anm, storia di un dissevizio senza fine. Perché la protesta dei tabaccai che hanno deciso di non vendere più i biglietti a causa dello scarso aggio, è solo la “ciliegina sulla torta” di una situazione che da sempre va solo a svantaggio dei cittadini, costretti a vivere in una città dove il trasporto pubblico è una barzelletta a giorni alterni. E adesso arriva anche la beffa delle macchinette o eternamente guaste, o che rilasciano solo i ticket da 1,50 euro, in modo che l’utente oltre al disservizio viene anche derubato di 40 centesimi. 

L’IMBROGLIO AGLI UTENTI. Non è una storia nuova quella dei distributori di biglietti dell’Anm guasti. Dopo le 20, in tali condizioni, è praticamente impossibile prendere la funicolare o la metropolitana mettendosi in regola. Anzi si può, ma pagando il biglietto più caro. E perché mai, si chiedono gli utenti, visto che in difetto è l’Azienda napoletana per la mobilità e non il singolo cittadino che finito l’orario di lavoro deve preoccuparsi di andare a cercare “per mari e per monti” l’introvabile ticket. 

PIAZZA QUATTRO GIORNATE, SFIORATA LA RISSA.  Ieri mattina si è quasi sfiorata la rissa alla stazione della metropolitana linea 1 di piazza Quattro Giornate. Protagonisti circa trenta studenti un po’ irrequieti, persone perbene e personale Anm. Dopo la chiusura della rivendita Tabacchi, è stata presa d’assalto l’unica macchinetta per i biglietti. I ragazzi hanno iniziato a “fare la fila” inserendosi in diagonale, tra le proteste di chi stava aspettando diligentemente il proprio turno. Poi un dipendente Anm dal suo casotto sventola una “mazzetta” di titoli di viaggio per corsa singola. Ma ecco la sorpresa: li distribuisce al costo di 1,50 euro. Il dipendente dell’Anm in pratica li vendeva con il sovrapprezzo come quando il passeggero acquista il tagliando direttamente a bordo del bus. Inutile far osservare che “a bordo della metro” avrebbe significato dover scavalcare i tornelli e quindi evadere. 

«MEGLIO LA MULTA CHE L’ESTORSIONE». Emblematica è l’avventura vissuta da Giacomo, 34enne napoletano. Giacomo racconta di essere riuscito  «ad ottenere una multa per evidenziare l’inefficienza del trasporto pubblico a Napoli e la sua non corretta organizzazione». Con una banconota da 20 euro nel portafoglio, spiega di aver visto «i dipendenti della Funicolare centrale vendere i biglietti da 1,50 euro». Ma il 34enne decide di non farsi «estorcere 40 centesimi in piú» e si reca alla macchinetta «che però non dà resto né cambia la banconota». Erano le 21,30 circa «e i negozi erano chiusi, trovo una rosticceria - racconta - ma non mi cambiano i soldi e sono obbligato a comprare dei loro prodotti. Torno all’ingresso della Funicolare, metto  1,10 euro nella macchinetta ma non mi eroga il ticket - continua - Torno dai dipendenti Anm che mi dicono che devo chiamare un numero apposto sulla macchinetta per avere il rimborso». A questo punto sentendosi «impotente perché avevo pagato il costo del biglietto senza ottenerlo e dopo aver perso già due funicolari, non volevo subire l’ingiustizia e decido di farmi multare per la mancanza del biglietto». Bloccato dal casellante, Giacomo gli risponde: «Voglio solo tornare a casa e non ci sono le condizioni civili per permettermi di usare la funicolare». Gli animi si agitano e «il dipendente dell’Anm urla all’ufficiale di farmi la multa spingendomi con il petto fuori dalla banchina. Io - dice Giacomo - entro comunque nel vagone e mi siedo». Poi la decisione di farsi multare: « Fatemi la sanzione - dice il 34enne - preferisco così ma non mi faccio estorcere 40 centesimi (36% del costo del biglietto), nessuno ha il coraggio civico di ribellarsi a tale sopruso».

STAZIONE DI VIA TOLEDO, TRE MACCHINETTE GUASTE. Chissà se nella stazione metro Toledo (nella foto) le tre macchinette che ieri erano guaste sono state aggiustate. Se in questo caso il Tabacchi della stazione vendeva i biglietti (almeno per il momento) è anche vero che dopo le 20, a chiusura dell’attività, il problema di comprare il titolo di viaggio si ripresenta. Lo dice Teresa, residente in piazza Carità: «La sera - dice - quando torno da lavoro quasi sempre trovo la macchinetta che dà il biglietto a 1,10 euro guasta o forse...guastata, quindi sono stato costretto a comprare il biglietto all’altra macchinetta che lo fa a 1,50. È una vergogna - continua - che per una scarsa manutenzione, se fosse vero, e quindi per un difetto dell’azienda dobbiamo pagare 40 centesimi in più». Tutto ciò diventa un input all’evasione del ticket. È Manuela a dire: «Non nascondo che quando ho trovato la macchinetta rotta spesso mi sono buttata, io il biglietto lo voglio fare, ma in queste condizioni... sono stanca di essere presa in giro».

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di Redazione


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