POMPEI. "Mamma mia, ragazzi, che sta succedento: tipo venti di loro hanno picchiato a uno. Io sono scappato in motorino, ma quelli stanno ancora là e sono arrivati la polizia e l'ambulanza...". È uno dei messaggi che si sono scambiati tra loro i giovanissimi che ieri sera affollavano i locali di Pompei.  Violenza gratuita, aggressioni, qualche ferito e allerta sui social. Sono gli ingredienti del sabato sera, soprattutto tra i giovanissimi, quasi sempre minorenni, che non denunciano ma portano a casa "avventurosi racconti" di serate trascorse in un clima di iniziale tranquillità ma poi finite in insulti, pestaggi, ecchimosi e soprattutto tanta paura, spesso testimoniata sui social con messaggini che si rincorrono su whatsapp solo nelle chat dei più giovani. Nemmeno i genitori riescono a sapere quello che accade di notte ai loro figli.

Ma quanto accaduto ieri sera non è sfuggito alle forze dell'ordine perché le vittime hanno avuto la prontezza di rifugiarsi in commissariato e per uno di loro è stata chiamata un'ambulanza. Mentre sono in corso indagini per risalire agli autori dell'aggressione. E' di un solo adolescente ferito alla testa il bilancio del pestaggio attuato da una banda di 5 ragazzi, alcuni di Scafati, che hanno inseguito e lanciato sanpietrini contro un altro gruppo di coetanei dello stesso comune di Scafati, giunti a Pompei per trascorrere una tranquilla serata in un pub del centro commerciale "La Cartiera". I numerosi locali di Pompei sono diventati meta di giovanissimi che possono scegliere tra numerose pizzerie, bar e paninerie: serate a buon mercato, piccole consumazioni a un tavolo dove farsi quattro risate.

Il gruppetto di 5 amici, proveniente da Scafati, aveva appena terminato di mangiare e si avviava verso la stazione ferroviaria. Ma la loro serata è finita in Commissariato dove hanno raccontato di essersi rifugiati perché inseguiti da un gruppo di altri 5 adolescenti con il chiaro intento di attaccare briga. La stazione era stata scenario di un primo momento di terrore, con gli aggressori che hanno usato i sanpietrini per lanciarli contro le vittime. Poi la fuga verso il sicuro rifugio del posto di Polizia di Stato ha posto fine alle violenze. Uno dei ragazzi presi di mira aveva una profonda ferita alla testa e sanguinava. Per lui è stato necessario qualche punto di sutura al quale hanno provveduto i medici del pronto soccorso. 

Gli agenti del commissariato di Pompei, guidato dal vicequestore Paola Grasso, hanno contattato le famiglie dei ragazzi ai quali hanno affidato i figli. Poi hanno avviato le indagini per risalire alla gang degli aggressori, due dei quali sono stati già identificati come abitueé delle serate violente di Pompei, e sarebbero provenienti da Scafati. Ma il pretesto per innescare la scintilla per provocare una rissa tra giovanissimi è purtroppo diventato uno "sport" al quale non si sottraggono le bande che la sera arrivano da Terzigno, da San Giuseppe Vesuviano e dagli altri paesi che circondano Pompei, dove pensano di poter sfuggire al riconoscimento da parte dei compaesani. E le stesse scene si ripetono anche a Castellammare di Stabia, in villa comunale, dove i pestaggi tra giovanissimi, intorno alla mezzanotte, sono sempre più frequenti.