Domenica 15 Luglio 2018 - 20:48

Camorra a Napoli Est, maxisequestro di beni e 20 arresti

Due gruppi criminali collegati tra loro per lo spaccio di droga nel "Bronx" di San Giovanni a Teduccio. IL VIDEO

NAPOLI. Sono stati sottoposti a sequestro preventivo, ai fini della successiva confisca, due quote sociali, 10 rapporti finanziari e un'auto per un valore complessivo di due milioni e cinquecentomila euro circa nel corso del blitz anti camorra messo a segno a Napoli e provincia. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse a carico di 20 persone e tra gli indagati ci sono esponenti di spicco del clan Formicola.

IL VIDEO

Tra Napoli, Cercola, Volla, San Giorgio a Cremano, Viareggio e in carceri di varie Regioni i carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata, in collaborazione con i colleghi delle compagnie competenti per territorio, del decimo Reggimento Campania e del settimo Nucleo elicotteri carabinieri di Pontecagnano (Salerno), hanno dato esecuzione alle due ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei 20 indagati, a vario titolo, per associazione finalizzata al traffico e alla detenzione di stupefacenti. Nel mirino sono finiti due gruppi criminali collegati tra loro per la commercializzazione di sostanza stupefacente, prevalentemente cocaina. Una prima piazza di spaccio è stata individuata nel quartiere di San Giovanni a Teduccio, con epicentro nel complesso di edilizia popolare denominato ''Bronx'', dove, fanno sapere i carabinieri, a gestire gli affari illeciti e a introitarne i ricavi erano esponenti di primissimo piano del clan Formicola. Secondo l'accusa, questo gruppo "aveva rapporti 'commerciali' illeciti, riguardanti il mercato dei narcotici, con un altro gruppo criminale nel comune di Volla (Napoli) e organizzato intorno alla figura di Pasquale Matarazzo". Gruppo criminale che, a sua volta, secondo quanto emerso dalle indagini, «operava con il placet del clan Veneruso-Rea, egemone nei comuni di Volla (Na) e Casalnuovo di Napoli (Na)». «Le indagini hanno evidenziato - fanno sapere i carabinieri - come, attraverso una rete di pusher che fungevano da corrieri a domicilio, la cocaina veniva ordinata via telefono o attraverso i più diffusi social network e consegnata h24 ovunque, anche all'esterno di plessi scolastici a studenti e a imprenditori nelle loro aziende». Inoltre, secondo l'accusa, «lo smercio di cocaina avveniva nei confronti di autotrasportatori che, giungendo presso il centro agroalimentare di Volla, prenotavano in anticipo le dosi di cocaina per consumarla durante il viaggio». Non solo: c'era una specie di 'servizio di customer satisfaction': i clienti venivano richiamati per sapere se erano stati serviti con soddisfazione e se era adeguato il taglio del narcotico in relazione al rapporto qualità-prezzo, rimborsando, all'occorrenza, chi non era soddisfatto con dosi omaggio. 

12:21 10/07

di Redazione


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