Martedì 25 Settembre 2018 - 0:11

Defunti "estranei" nella nicchia di famiglia: compravendita-truffa di loculi ad Arzano

L'ombra di una organizzazione per il business del “caro estinto”: indagano i carabinieri, sequestrate le salme

ARZANO. Delitti contro i defunti, vilipendio di cadaveri nel consorzio cimiteriale Arzano, Casoria e Casavatore. Indagine lampo dei carabinieri della locale tenenza, scatta il sequestro delle salme. Si cerca nei video delle telecamere interne. Forse la longa manus di una organizzazione dedita alla compravendita truffa di loculi. Una storia che ha dell’incredibile, eppure è accaduta in un luogo che almeno nell’immaginario collettivo, dovrebbe dare oltre che la degna sepoltura, la “pace” eterna. Una vicenda che è saltata fuori dopo che una famiglia di professionisti di Arzano ha segnalato ai Carabinieri e al direttore del consorzio, Francesco Leo, la manomissione del loculo di famiglia. Giunti sul posto militari dell’Arma, si è provveduto unitamente  al personale necroforo dello stesso consorzio e la direzione cimiteriale all’apertura della nicchia. Una scena raccapricciante agli occhi dei presenti, visto che oltre alle spoglie del familiare dei denuncianti, è stato scoperto esserci un defunto praticamente ancora intero, ed altre ossa appartenenti almeno da quanto trapela ad altri due morti. Defunti che al momento restano sconosciuti e che difficilmente si riuscirà a risalire alla loro identità. L’episodio gravissimo, non risulta essere cosa nuova all’interno del cimitero che nell’ultimo decennio ha visto trarre in arresto e denunciare una serie di soggetti legati ai clan che attraverso la sparizione di salme, hanno incrementato il business del “caro estinto” con la compravendita truffa di nicchie. L'organizzazione, secondo gli investigatori che già in passato hanno sgominato interi gruppi dediti al procacciamento di ignari clienti, falsificando contratti di acquisto, cessione o rinnovo della concessione dei loculi e delle tombe gentilizie, hanno frodato migliaia di persona. I gestori del mercato nero, spostavano i defunti da tombe e loculi certi che i parenti e i congiunti non si accorgessero di nulla. Per compiere le operazioni e non ultima quella riguardante le salme in questione, appare ovvio che ci debba essere la compiacenza di chi vede o potrebbe aver visto, ma resta in silenzio. Una situazione che potrebbe essere solo la punta di un iceberg. E solo Dio sa se si iniziasse ad effettuare un censimento con l’apertura e verifica di tutti i loculi, cosa potrebbe emergere dagli accertamenti. Resta comunque l’amarezza di aver sottratto ai propri cari i defunti che potrebbero non ritrovare mai più la loro identità.

Giuseppe Bianco

08:42 11/09

di Redazione


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