Martedì 25 Settembre 2018 - 8:16

Feste a San Martino, il Belvedere deturpato dagli incivili FOTO

Torta e dolci lasciati sulla balaustra, rifiuti a terra dopo i brindisi. Ecco come viene ridotto uno dei luoghi simbolo della città

di Dario De Martino

NAPOLI. “’Ngopp San Martino sta sempre nu compleanno. Tra torte e candeline e ‘o bagno co champagne”. È una strofa della canzone ironica del “rapper-neomelodico” Lil Mooty che nell’estate scorsa spopolò su web. Un pezzo dedicato proprio alle serate passate dai giovani napoletani a San Martino, accanto al belvedere. E le feste di compleanno, a San Martino, sono effettivamente frequentissime. Il problema è dettato, però, dall’inciviltà di molti dei festeggiati e degli ospiti. Già perché capita molto spesso che a festa finita, né chi ha appena compiuto gli anni, né tantomeno chi ha partecipato al brindisi, si dedichi a pulire e a buttare via tutto il necessario per una festa come si deve. Non si tratta soltanto delle bottiglie lasciate nei contenitori senza differenziare nulla. Quello è il minimo. Quando la notte è inoltrata, la festa è finita e gli amici se ne vanno, la scena che si presenta davanti agli occhi è davvero indecorosa: una distesa di fazzoletti, cartacce, posate e bicchieri di plastica. A terra c’è di tutto. Per non parlare di quello che si trova sull’affacciata del belvedere.

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I RESTI DI TRE FESTE. Nella notte tra martedì e mercoledì, guardando con attenzione i resti delle feste sull’affacciata, si potevano distinguere almeno tre “party” all’aperto. I gradi di inciviltà sono, però, diversi. La prima sul lato sinistro dell’affacciata, accanto al cantiere per i lavori. Lì c’è chi ha lasciato sull’affacciata panoramica “soltanto” qualche bottiglia di spumante, cartacce e alcune posate di plastica. Non poco, eppure sono stati i meno incivili della serata. Continuando a percorrere il tratto di strada davanti all’affacciata, infatti, ecco un’altra festa. Festeggiati e ospiti, qui, si sono superati. La torta era buona, ma forse era troppa per il numero degli invitati. Così ne è rimasta una porzione. «Che facciamo, la portiamo a casa per una bella colazione? La diamo ad uno dei tanti poveri senza tetto affamati della città? La buttiamo nei cassonetti dell’umido?» le varie proposte che chi stava festeggiando avrebbe potuto fare. Non le ha avanzate nessuno, o forse non è stato ascoltato. Già perché la torta è rimasta lì. Sull’affacciata del belvedere. Ma non l’hanno lasciata sola. Con lei anche due vassoi di  graffe ed altri dolcini. Evidentemente gli invitati erano poco affamati. E così, anche per le graffe hanno ammirato il panorama per tutta la notte. Ovviamente c’erano anche le bottiglie di spumante e a terra tutti i fazzoletti utilizzati a completare il quadro. Per capire che c’era stata un’altra festa c’è voluta più attenzione. In questo caso hanno provato a nascondere la “polvere sotto il tappeto”, anzi la “sporcizia sotto la scala”. Già perché sull’affacciata si notava solo qualche fazzolettino a terra, accanto al cestino. Tutti gli altri erano stati gettati giù, sugli scalini finali della pedamentina che collega la Certosa con Corso Vittorio Emanuele. 

IL DEGRADO DELLA PEDAMENTINA. Scendendo le scale, lì, si trova di tutto. Ci sono i resti anche di feste passate da qualche tempo. Ci sono addirittura i cartoni delle batterie di fuochi artificiali. Evidentemente il festeggiato era particolarmente importante da meritare una “festa col botto”. Ma anche i resti di quella festa sono rimasti lì, insieme a bicchieri, cartacce e l’erbaccia che cresce incolta e su quei 414 scalini iniziati a costruire intorno al 1300 che accompagnano a patrimoni della città come la Certosa e Castel Sant’Elmo. Ma probabilmente, chi lascia le torte sul Belvedere, tutto questo non lo sa. 

17:30 7/09

di Redazione


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