di Antonio Sabbatino

NAPOLI. Barelle nei corridoi con sopra i pazienti in attesa di cure. Più letti nelle stanze rispetto al consueto. Condizioni degli spogliatoi degli infermieri e degli attigui bagni al limite della praticabilità e, addirittura, un solo ingresso per il blocco operatorio, la cui salubrità ambientale dovrebbe essere sempre garantita a tutela dei ricoverati e di chi dovrebbe o ha subito un’operazione. È il quadro del Loreto Mare di via Amerigo Vespucci. L’ospedale, fra le altre cose, se-bene non figurerebbe come Dea (Dipartimento d’emergenza e accettazione) comunque accoglie numerosi casi di particolare rilevanza sanitaria pur essendo meno attrezzato di altre strutture e con un numero ridotto di operatori socio-sanitari notturni. Dopo la vicenda delle formiche al San Giovanni Bosco, si riapre il tema delle condizioni delle strutture sanitarie nel capoluogo campano che presentano carenze che vengono da lontano, e non sempre chiamano in ballo responsabilità dei vertici ospedalieri, creando un clima nel quale il lavoro del personale medico e paramedico diventa più difficile.

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