NAPOLI. No all'aumento di ulteriori 50 centesimi dell'imposta di soggiorno che riguarderà, albergatori in rivolta. L'aumento riguarderà alberghi a 3 e 4 stelle e b&b e case vacanze. «Ci hanno convocato per farci prendere atto di una scelta unilaterale, ospiti costretti a subire un aumento mentre la concorrenza tra città e territori si fa sempre più agguerrita - dichiara Agostino Ingenito, presidente dell'Abbac - I nostri gestori ora in imbarazzo a dover comunicare  l'aumento ai turisti mentre mancano servizi, decoro e sicurezza e nulla si sa dell'utilizzo di quei fondi raccolti dai nostri operatori e versati nelle casse del Comune. Chiediamo una verifica degli organi di controllo per accertare in che modo sono stati spesi sinora considerato che i conti non sembrano tornare mentre nulla di sa dell'accordo a forfait fatto con Airbnb. Gestori costretti pure a  subire un rinvio a giudizio per peculato d'uso anche per un ritardato versamento dell'imposta mentre dilaga abusivismo». Dall'associazione extralberghiera comunicano che il 31 marzo, data di avvio dell'aumento della tassa sarà organizzata una manifestazione di protesta. «È dannoso aumentare un'imposta quando ormai molti gestori hanno ricevuto delle prenotazioni, resta poi il problema mai chiarito della destinazione ed utilizzo di quei milioni di euro raccolti - continua Ingenito - Siamo a conoscenza delle problematiche finanziarie del Comune ma non può pagare il turismo, unico settore economico che sta garantendo reddito a famiglie ed imprese. Abbiamo lavorato in questi anni cercando di venire incontro al Comune, fornendo consulenze al Suap e alla Polizia Locale per garantire controlli. Un percorso costante di impegno con lo spirito di tutelare il turismo malgrado le tante storture di un sistema cittadino complesso».