Sabato 22 Settembre 2018 - 16:00

Scomparso a Terzigno, trovato morto
nel Parco del Vesuvio

Di Vittorio Iaccarino non si avevano più notizie dal 29 gennaio
Il cadavere rinvenuto da un gruppo di escursionisti
Solo l'autopsia potrà chiarire le cause del decesso

OTTAVIANO. È di Vittorio Iaccarino il cadavere rinvenuto nella giornata di ieri in un crepaccio in pieno Parco nazionale del Vesuvio, laddove i sentieri naturalistici 1 e 2 camminano insieme. L’uomo era scomparso dal vicino comune di Terzigno lo scorso 29 gennaio e del suo caso si era occupata anche la celebre trasmissione Rai “Chi l’ha visto?” nella puntata del 4 febbraio.

IL RITROVAMENTO. A trovare il corpo, le cui condizioni lasciano immaginare una morte risalente a qualche giorno prima del rinvenimento, alcuni escursionisti della sezione di Piedimonte Matese del Cai, il Club Alpino Italiano, i quali avevano messo in programma per la mattinata di ieri una passeggiata lungo i Cognoli di Ottaviano. Proprio nel corso dell’escursione, mentre transitavano nei pressi del piazzale davanti all’ex rifugio La Marca, si sono imbattuti nel corpo senza vita, allertando immediatamente i carabinieri. Celere l’intervento dei militari dell’Arma, accompagnati dai forestali e dagli uomini del 118, con questi ultimi che però non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Sul corpo, tuttavia, non sarebbero state trovate ferite o segni di violenza, almeno evidente. Ai carabinieri è bastato poco per dare un’identità al cadavere e associarla con quella dell’uomo che si era allontanato dalla propria abitazione di Terzigno una decina di giorni fa, per ragioni non ancora chiarite.

LE INDAGINI. Un altro mistero da chiarire è come il corpo senza vita del 41enne Iaccarino sia finito lungo il sentiero vesuviano. Le ipotesi in queste ore al vaglio degli inquirenti sono molteplici e per adesso non si esclude nulla, né la morte per cause naturali, magari sopraggiunta dopo che l’uomo si sia recato in quella zona del Parco del Vesuvio volontariamente e poi rimanendo colpito da un malore o perdendosi; né quella dell’omicidio, con l’eventualità che il cadavere sia stato portato lì in un secondo momento. Nello sviluppo delle indagini certo sarà importante il responso dell’autopsia, che è stata disposta dal magistrato proprio per chiarire la causa del decesso e far dunque luce su quello che, per ora, resta ancora un giallo.

16:01 9/02

di Carmine De Cicco


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