Mercoledì 21 Novembre 2018 - 16:00

Allo Yemayà l'aperitivo a "luci spente"

Drink, cocktail e buon cibo serviti all’interno di un  locale completamente oscurato dove sia i partecipanti che i titolari  hanno avuto la possibilità di dimenticare per un’ora gli input visivi per trascorrere la serata soffermandosi sui suoni, sugli odori e sulle le sensazioni tattili.

SALERNO. Un aperitivo a “luci spente” per comprendere che la realtà è molto più ricca di quanto si possa immaginare. È quello che si è sperimentato allo Yemayà di Salerno, dove, ieri, si è svolto un laboratorio sensoriale e percettivo, volto alla riscoperta dei sensi meno utilizzati. Drink, cocktail e buon cibo sono stati serviti all’interno di un  locale completamente oscurato dove sia i partecipanti che i titolari hanno avuto la possibilità di dimenticare per un’ora gli input visivi per trascorrere la serata soffermandosi sui suoni, sugli odori e sulle le sensazioni tattili. Riscoprire una realtà molto più ricca di quanto si possa immaginare grazie ai sensi definiti dall’organizzatore dell’evento “in sordina”. In sintesi un aperitivo a “luci spente” che diventa un vero e proprio laboratorio sensoriale che mira alla riscoperta degli altri sensi, per esplorarne le potenzialità inespresse e suscitare nei fruitori una maggiore consapevolezza del proprio corpo e dei propri strumenti percettivi. Un’iniziativa voluta fortemente da Francesco Casaburi responsabile di Fc e Sobrenesa e sposata dai titolari dello Yemayà, noto locale salernitano di vicolo della Giudaica. «Attraverso esperienze percettivo-sensoriali proposte per lo più sotto forma di gioco - afferma Francesco Casaburi - cerco di insegnare ai fruitori dei miei laboratori a riscoprire gli altri sensi, a prestare più attenzione alle informazioni che costantemente essi inviano al nostro cervello e ad utilizzare queste ultime in maniera consapevole ed adeguata sia nella codificazione della realtà che ci circonda, sia nei rapporti interpersonali di ogni giorno. Sottolineo spesso ai miei allievi vedenti - continua Casaburi - Noi ciechi non abbiamo la possibilità di scegliere quando utilizzare la vista e quando farne a meno: voi vedenti sì, ed è giusto che siate in grado di farlo. In questo caso specifico - prosegue il responsabile di Fg e Sobrenesa e  ho scelto la cornice dell'aperitivo, una situazione tanto quotidiana e scontata ma che, stavolta, ha assunto un senso e una modalità tutta nuova. L'incontro è stato suddiviso in due fasi: fase esplorativa (quella più prettamente esperienziale) e fase conoscitiva. Nella prima parte, in un ambiente totalmente buio, verranno proposte esperienze sensoriali e percettive volte alla riscoperta del senso in questione, per acuire la consapevolezza delle proprie possibilità sensoriali ed esplorarne limiti e potenzialità. I partecipanti hanno sperimentato “a proprie spese” cosa significa trovarsi in situazioni quotidiane come il chiacchierare tra loro o sorseggiare una bibita e quanto questa esperienza possa cambiare radicalmente senza il codice sensoriale della vista. E si sorprenderanno ad esplorare altri codici sensoriali e impararne le loro specifiche peculiarità. Nella seconda parte dell'incontro, invece, verranno forniti (in modo leggero) elementi didattici e tecnici, per una maggiore consapevolezza dei propri “strumenti sensoriali”»

14:48 3/02

di Redazione


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