Giovedì 24 Gennaio 2019 - 4:40

Riapre la Schola Armaturarum, Osanna conferma ricandidatura

La casa dei gladiatori, crollata nel 2010 e riaperta oggi alla fruizione del pubblico, potrebbe essere stata la sede di un'associazione

POMPEI. Un giorno «importante ma anche un po' triste» per Massimo Osanna, direttore generale del Parco archeologico di Pompei che oggi conclude il suo mandato. Lo fa, e di questo si dice «molto contento», riaprendo al pubblico la Schola Armaturarum, l'edificio che con il suo crollo nel 2010 segnò uno dei momenti più bassi nella gestione, manutenzione e fruizione degli scavi archeologici di Pompei. «Sono ottimista, torno all'Università soddisfatto del lavoro che ho fatto», spiega Osanna annunciando al contempo di aver partecipato al nuovo bando «perché vorrei chiudere un altro triennio di lavoro. Una volta risolti i problemi e la situazione disastrosa che c'era nel 2014, oggi a Pompei si può fare manutenzione programmata. Vorrei dedicarmi a questo e alla fruizione: gli ingressi non sono più adeguati alla nuova sollecitazione dei turisti che sono aumentati a 3,7 milioni, bisogna risistemare i depositi, mi piacerebbe farlo scavo di via dei Sepolcri a Torre Annunziata. C'è tanto da fare - conclude Osanna - e mi piacerebbe continuare quello che ho iniziato».

SCHOLA ARMATURARUM. La Schola Armaturarum, la casa dei gladiatori crollata nel 2010 e riaperta oggi alla fruizione del pubblico, potrebbe essere stata la sede di un'associazione chiusa nel 59 d.C. a seguito dei pesanti scontri tra pompeiani e nocerini che causò diversi morti. È una delle ipotesi sorte a seguito dei lavori di scavo e restauro di uno degli edifici simbolo del Parco archeologico di Pompei, ha spiegato il direttore generale Massimo Osanna descrivendolo «edificio simbolo degli alti e dei bassi di Pompei nel Novecento». Osanna ricorda che della Schola Armaturarum «si è parlato di scuola dei gladiatori, ma oggi forse, con i nuovi scavi, potrebbe avere anche un altro significato. Alle spalle - racconta - abbiamo scoperto dei magazzini con una serie di anfore che raccontano una piccola storia mediterranea: ci sono anfore che arrivano da tutto il Mediterraneo, dal Nordafrica, da Creta, dall'Andalusia e ci sono anfore locali, una dieta mediterranea fatta di connettività. Questa scoperta ci fa capire che forse era la sala banchetti di un'associazione, forse una di quelle chiuse nel 59 quando la rissa nell'Anfiteatro portò a una serie di punizioni nei confronti di chi non si era comportato bene».

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di Redazione


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