Giovedì 24 Gennaio 2019 - 4:35

"Totò con i quattro"

Mercolesì 19 dicembre, la presentazione del libro di Ciro Borrelli e Domenico Livigni 

Mercoledì 19 dicembre, alle ore 18,00, alla Libreria Raffaello (in via Kerbaker 35 a Napoli), sarà presentato il libro scritto da Ciro Borrelli e Domenico LivigniTotò con i quattro” (Apeiron edizioni Serie Oro). 

Prenderanno parte alla presentazione, con gli autori, la Professoressa di Letteratura Teatrale Italiana, Università Federico II e Presidente dell’Osservatorio Cinematografico Vesuviano (OCV) Giuseppina Scognamiglio, l’attore Lucio Allocca e l’attore Giulio Adinolfi; il tutto tra le letture e la recitazione dell’attore e regista Umberto Del Prete e dello scrittore e giornalista Andrea Jelardi.

Con le introduzioni di Borrelli, Mauro Macario, Andrea Jelardi e Ennio Bìspuri, il libro, corredato di foto inedite appartenenti alla collezione privata di Livigni, ci racconta il personaggio Totò in un modo nuovo e trasversalmente “diretto”.

Totò protagonista. Totò spalla. Totò interprete e comparsa. L’istrionica capacità di una delle maschere più note e nobili del teatro e del cinema, partenopeo prima e italiano poi, riesce, infatti, nel libro di Ciro Borrelli e Domenico Livigni, ad essere al contempo soggetto diretto e indiretto di una meta-biografia che, come nella vita di tutti i più grandi artisti, è tanto forte della propria identità quanto della precipua capacità di nobilitare e di mettere in risalto chi ha condiviso parti importanti della sua “arte” pubblica e privata.

Stavolta Totò fa da collante, un collante nobile e di primissimo ordine all'intera narrazione del testo - commenta Livigniintorno a cui ruota la vita artistica e privata di altri primatisti delle scene teatrali e cinematografiche: Peppino De Filippo, Aldo Fabrizi, Nino Taranto ed Erminio Macario. Queste quattro "primedonne" sono state esaminate, ricostruite, narrate e avvolte strettamente con un Totò catalizzatore di sentimenti e di emozioni, al fine di allontanare qualsiasi etichetta impropria attribuita alla loro carriera artistica, come quella di “spalla o di ruolo “secondario". 

In questo volume, insolito per struttura, frutto di uno studio accurato e di una ricerca meticolosa, il tutto condito con una bella manciata di fantasia, abbiamo cercato di delineare la figura del Principe de Curtis attraverso il ricordo di quattro amici e colleghi, Peppino De Filippo, Erminio Macario, Nino Taranto ed Aldo Fabrizi, anch’essi meravigliosi interpreti - aggiunge a Livigni, Borrelli A guidarci, soprattutto la voce del cuore, ossia la sconfinata ammirazione che proviamo per questi immensi artisti…”.

In “Totò con i quattro” gli autori, entrambi napoletani per origine e per passione, parafrasando il celebre film diretto da Steno nel 1963 “Totò contro i quattro” e interpretato oltre che da Totò proprio da Peppino De FilippoNino Taranto, Aldo Fabrizi e Erminio Macario, fanno emergere, con un “libera” mossa letteraria, la figura e la vita, soprattutto privata, di Totò dai ricordi dei suoi quattro suoi amici e colleghi.

E così, mentre Borrelli la racconta attraverso un’intervista a Peppino De Filippo, rilasciata a conclusione di uno spettacolo teatrale e mediante un colloquio tra Nino Taranto e un bambino ambientato nello scenario del Bosco di Capodimonte a Napoli, Livigni la cala in una commossa rievocazione del principe ad opera di Macario, colto nel momento in cui riceve la notizia della scomparsa dell’amico e attraverso le parole di Aldo Fabrizi, i cui emozionati ricordi riaffiorano in occasione di una passeggiata romana.

Un racconto, dunque, che solleva il “consueto” sipario del palcoscenico e della “finzione artistica”, per posare le parole nel più intimo e nascosto copione della vita personale di chi, troppo spesso, è ricordato e riconosciuto solo per il ruolo scenico che ha interpretato e non per “l’uomo” che in fondo realmente è stato.

Ma “Totò con i quattro” reca in sé anche un ulteriore pregio sotto il profilo della valorizzazione del territorio campano e del rilancio del suo patrimonio socio - culturale. È, infatti, il primo volume della collana dedicata al Cinema, e secondo (il precedente ha per titolo: “È accaduto a Twin Peaks” di Antonio Tedesco, per Kairòs Edizioni) della “speciale” e “dedicata” linea Serie Oro ideata e diretta dalla giornalista Anita Curci.

Questa pubblicazione - commenta Anita Curcisi inserisce nel programma di valorizzazione di memoria e tradizioni campane della Serie Oro, una linea editoriale che ho inaugurato nel 2015 con il libro su Annibale Ruccello di Andrea Jelardi e con “Lacarmen” di Enzo Moscato. La Serie Oro è una linea particolare, non si può definire una casa editrice, ma si fa accogliere dagli editori interessati ai progetti editoriali che propongo. Così avviene una sorta di gemellaggio culturale molto proficuo. L’idea è quella di continuare a mettere in risalto la memoria della nostra terra, dando anche spazio alle giovani generazioni di autori che ad essa si ispirano per rinnovarla. Finora la linea ha pubblicato una quindicina di libri di successo e auspico collaborazioni importanti con nuovi editori e scrittori”.

Totò con i quattro” è, quindi, una duplice occasione, non solo per scoprire il volto autentico di una delle più celebri “maschere” napoletane, ma per trovare, ai piedi di un campano arcobaleno, la pentola d’“Oro” ricca della storia, dalla cultura e dalle tradizioni della nostra terra, che troppo spesso per distrazione, dimenticanza, ignoranza o, finanche, con ingiustificato autolesionismo tralasciamo, in una perdita così di coscienza collettiva che non fa altro che svilire, a danno di tutti, il nostro immenso e millenario patrimonio culturale. 
Marco Sica

 

 

 

 

08:50 16/12

di Redazione


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