Martedì 11 Dicembre 2018 - 11:11

Dietrofront sull'ecotassa per le auto

Marcia indietro della Lega 

Marcia indietro della Lega sull'ecotassa per le auto a benzina e diesel, contenuta in un emendamento del governo alla legge di Bilancio approvato ieri. Matteo Salvini si è detto questa mattina contrario alla misura che ha l'obiettivo di favorire le auto elettriche, ibride o a metano. I 5 Stelle difendono la norma, Luigi Di Maio chiarisce però che non ci sarà nessuna nuova tassa per le auto già in circolazione, precisando che chi ha un Euro3 o qualsiasi altra macchina non pagherà un centesimo in più.

SALVINI- Ospite di 'Mattino 5', il ministro dell'Interno ha spiegato che la proposta di modifica, che ora passerà al Senato e poi tornerà alla Camera, "si può cambiare". Salvini, intervenendo a Radio Anch'io, si è detto "assolutamente contrario a ogni ipotesi di nuova tassa su un bene in Italia già iper tassato come l'auto". "Benissimo a bonus per chi vuole cambiare ma non credo - ha aggiunto - che ci sia qualcuno che ha un Euro3 diesel per il gusto di avere una macchina vecchia. Ce l'ha - ha osservata - perché non ha soldi per comprarsi una macchina nuova".

DI MAIO - Di Maio in un intervento pubblicato sul Blog delle Stelle e su Facebook ha chiarito innanzitutto che non ci sarà nessuna nuova tassa per le auto in circolazione. "Chi ha un Euro3 o qualsiasi altra macchina - ha spiegato - non pagherà un centesimo in più. Abbiamo pensato una norma - ha continuato - per aiutare chi decide di comprare un’auto ibrida, elettrica o a metano. Visto che - ha osservato - i livelli di inquinamento, soprattutto al Nord, sono spaventosi, perché non premiare chi decide di comprare un’auto nuova meno inquinante, dandogli un incentivo fino a 6000 euro? Questa è l’idea della norma pensata dal governo, che disincentiva chi sceglie un’auto più inquinante".

Di Maio ha detto di capire "le preoccupazioni di costruttori e dei cittadini che magari vorrebbero comprare un’auto ecologica, ma non se lo possono permettere perché costa di più". "Per questo la norma - ha sottolineato - va migliorata subito per non penalizzare nessuno, in particolare chi ha bisogno di acquistare un’utilitaria. Infatti il 60% dei modelli per cui è previsto un incentivo sono diesel: Punto diesel, Panda diesel, Clio diesel, Golf diesel, Megane diesel, Polo diesel, Classe A diesel. Per questo motivo - ha annunciato Di Maio - ho deciso di convocare un tavolo tecnico al Ministero dello Sviluppo economico, per migliorare gli incentivi per l’auto elettrica, ibrida e a metano, con i costruttori, a partire da FCA, e con le associazioni dei consumatori. Insieme - ha concluso - troveremo la soluzione giusta per centrare due obiettivi: proteggere noi e i nostri figli dall’inquinamento, senza pesare sul portafogli".

I 5S DIFENDONO LA NORMA - I portavoce del MoVimento 5 Stelle in Commissione Trasporti alla Camera dei deputati sottolineano come quella inserita nella Legge di Bilancio sia "una norma per aiutare chi decide di comprare un'auto più ecologica, cioè che emette meno anidride carbonica, che sia elettrica, ibrida o a metano. Anche i modelli più economici - precisano -. Dunque, non accettiamo critiche o strumentalizzazioni: l'Italia - sottolineano - è maglia nera in Europa per decessi, oltre 80.000 morti premature, legati all'eccessivo inquinamento e questa è una misura di civiltà, che consentirà a chiunque di riequilibrare il costo di acquisto di auto meno inquinanti, nella direzione di aumentare la qualità della vita e aiutando anche l'ambiente".

"Non c'è alcuna nuova tassa sulle auto già in circolazione - precisano - come non è vero che andiamo a colpire le persone a minor reddito. Tutt'altro: la nostra misura mira a disincentivare l'acquisto di auto inquinanti, dando anche un incentivo fino a 6.000 euro a chi decide di comprare un'auto nuova ed ecologica. La misura - aggiungono - potrà essere ulteriormente affinata e, anche per questo, il ministro Di Maio ha convocato un tavolo tecnico al Ministero dello Sviluppo economico con i costruttori e le associazioni dei consumatori. Ma una cosa - chiariscono - deve essere chiara a petrolieri e lobby auto che hanno interesse ad affossare questa norma: riteniamo giusto che chi inquina di più debba pagare il costo scaricato sulla collettività".

LE PROTESTE - Metalmeccanici e concessionari auto, con Fim Fiom, Uilm e Federauto si sono schierati subito insieme contro la misura dicendosi preoccupati dall'impatto che un meccanismo di bonus-malus così architettato possa avere sull'economia del Paese e sull'occupazione di un settore già esposto agli alti e bassi della crescita. Anche la Cgia di Mestre ha espresso un secco no all'ipotesi di una ulteriore tassazione sulle nuove auto a benzina e diesel. ''Già oggi in Italia sul settore dell'auto grava un carico fiscale di oltre 70 miliardi di euro all'anno - ha dichiarato Paolo Zabeo della Cgia - un record negativo che nessun altro Paese ci invidia".

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di Redazione


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