Domenica 16 Dicembre 2018 - 12:52

Juncker ai greci: «Votate sì al referendum» Merkel: «Se fallisce l'euro, fallisce l'Ue»

Ai bancomat di Atene tetto ai prelievi di 60 euro al giorno, polizia in stato di allerta. Affondano le Borse, Piazza Affari tra le peggiori d'Europa, risale lo spread

ATENE. Chiusura delle banche e limiti ai prelievi con bancomat: queste le misure decise dal governo di Atene. Dopo il messaggio del premier Alexis Tsipras al popolo greco, ieri in tv, nel quale si annunciava la chiusura, per oggi, degli istituti di credito, un decreto della Gazzetta Ufficiale di Atene fa chiarezza sulle misure messe in campo: blocco dell'apertura degli istituti di credito per un settimana - fino al 6 luglio, il giorno dopo il referendum greco previsto per domenica prossima sull'ultima offerta delle autorità europee - e limiti per i prelievi via bancomat: max 60 euro al giorno.

Su quanto sta accadendo è intervenuto oggi il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. Il governo greco «ha rotto unilateralmente le trattative» con le istituzioni creditrici, ha sottolineato, ed ha chiesto «al popolo greco di votare sì a referendum».

L'uscita della Grecia dall'area euro «non è mai stata e non sarà mai un'opzione - ha scandito Juncker - Ma voglio sottolineare che io non sarò capace di presentare una soluzione finale contro il parere di tutti» gli altri Paesi dell'eurozona e di tutti gli attori coinvolti nel negoziato. «Il posto della Grecia è nell'Unione europea e nell'area euro» ha ammonito.

Anche il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, intervistato dalla radio francese Rtl, ha auspicato che il premier Tsipras inviti a votare «sì» al referendum di domenica prossima. «Siamo a pochi centimetri da un accordo e bisogna continuare a trattare» ha rimarcato.

È pronta a parlare con il governo di Atene la cancelliera tedesca, Angela Merkel. Lo ha annunciato il suo portavoce Steffen Seibert. «Il governo tedesco è pronto a parlare con il governo greco in qualsiasi momento», ha spiegato Seibert, precisando che Berlino resta in contatto con Atene. Anche un portavoce del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ha detto che il ministro è «pronto a parlare» con il suo omologo greco, Yanis Varoufakis. Per la Merkel «se l'euro fallisce, l'Europa fallisce»,

La Francia, dal canto suo, ha dichiarato il presidente Francois Hollande all'Eliseo, «è sempre disponibile perché possa riprendere il dialogo (con la Grecia, ndr), oggi, domani. Ma oggi c'è ancora la possibilità di un accordo, domani dipenderà dalla risposta dei greci al referendum». «La Francia è favorevole a che la Grecia rimanga nella zona euro, è sempre pronta ad agire, ma può farlo solo se c'è una volontà politica per arrivare a una soluzione», ha rimarcato Hollande che ha riunito un consiglio dei ministri ristretto. La Francia, ha assicurato, «non ha nulla da temere dalla crisi greca, è ben più robusta di quanto non lo fosse quattro anni fa". Il governo greco, ha concluso, «ha deciso di consultare i greci in un referendum, è la sua scelta sovrana, è la democrazia, è diritto dei greci dire ciò che vogliono per il loro avvenire».

Aumentano intanto le misure di sicurezza e lo stato di allerta delle forze di polizia in Grecia nel timore di disordini, soprattutto nei pressi delle banche del Paese, a seguito dell'annuncio della rottura delle trattative con l'Eurogruppo, della chiusura di banche e uffici postali e del referendum di domenica. Il ministro per la protezione dei cittadini Yiannis Panousis ha incontrato i dirigenti della polizia per disporre misure come l'aumento dei servizi di pattuglia e il richiamo in servizio di tutti gli agenti.

Come previsto, le Borse europee, compresa Piazza Affari, oggi hanno aperto in forte calo dopo la notizia del referendum. Lo spread, tra Btp e Bund, dopo il forte rialzo in apertura di giornata è sceso fino a sotto la quota dei 150 punti, contro i 123 di venerdì scorso. Il rendimento del debito italiano sale al 2,3%, ai massimi dall'inizio di novembre dello scorso anno. Lunedì mattina da brividi a Milano dove, dopo un avvio in calo del 2%, Piazza Affari è precipitata fino a perdere circa il 5%. Intorno alle 10, il Ftse Mib cedeva il 3,99% a 22.853 punti, mentre l'indice generale All Share perdeva il 3,83% a 24.367 punti.

Milano è tra le peggiori d'Europa, battuta solo Lisbona, dove il Psi 20 ha perso il 4,03% a 5.601. In rosso anche Parigi (Cac -3,43%), Francoforte (Dax -3,19%), Amsterdam (Aex -2,88%), Bruxelles (Bel 20 -2,59%), Zurigo (Smi -1,46%), Madrid (Ibex -3,89%) e Londra (Ftse -1,65%). L'euro viene scambiato intorno a 1,11 dollari, in calo dello 0,9%.

Chiusura in profondo rosso oggi per la Borsa di Tokyo, con l'indice guida Nikkei a 20.109,95 punti (-2,88%).

La decisione del governo greco di chiudere le banche e di imporre restrizioni sui movimenti dei capitali è, «a un primo esame, giustificata - ha affermato il commissario Ue ai Servizi finanziari, Jonathan Hill - Nelle attuali circostanze, la stabilità del sistema finanziario e bancario in Grecia costituisce una questione di rilevante interesse e ordine pubblico, che sembrerebbe giustificare l'imposizione di restrizioni temporanee sui movimenti di capitale». Per Hill «mantenere la stabilità finanziaria è la sfida principale e immediata per il Paese». Il commissario ha sottolineato che «mentre le misure restrittive imposte appaiono necessarie e proporzionate in questo momento, la libera circolazione dei capitali dovrà comunque essere ristabilita al più presto, nell'interesse dell'economia greca, della zona euro e del mercato unico dell'Unione europea nel suo insieme».

La Francia, dal canto suo, ha dichiarato il presidente Francois Hollande all'Eliseo, «è sempre disponibile perché possa riprendere il dialogo (con la Grecia, ndr), oggi, domani. Ma oggi c'è ancora la possibilità di un accordo, domani dipenderà dalla risposta dei greci al referendum».

«La Francia è favorevole a che la Grecia rimanga nella zona euro, è sempre pronta ad agire, ma può farlo solo se c'è una volontà politica per arrivare a una soluzione», ha rimarcato Hollande che ha riunito un consiglio dei ministri ristretto. La Francia, ha assicurato, «non ha nulla da temere dalla crisi greca, è ben più robusta di quanto non lo fosse quattro anni fa». Il governo greco, ha concluso, «ha deciso di consultare i greci in un referendum, è la sua scelta sovrana, è la democrazia, è diritto dei greci dire ciò che vogliono per il loro avvenire».

13:01 29/06

di Redazione


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