ROMA. Fabrizio Salini amministratore delegato e Marcello Foa consigliere di amministrazione: questi i nomi proposti dal Consiglio dei ministri per il Cda della Rai. «Diamo il via ad una vera e propria rivoluzione culturale per liberarci di parassiti e raccomandati» dice il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio.  «Dalla “rivoluzione” al “tutto come previsto”. Dopo la sceneggiata dei casting, tutto si conclude con l’ad previsto da settimane. La rivoluzione può attendere: per ora in scena solo il vecchio rito di spartizione partitocratica». Esecutivo Usigrai, Fnsi, Ordine dei Giornalisti commentano così i nomi designati dal governo per la Rai. «Un motivo in più - osservano - per dire a uno dei protagonisti, e in particolare al vicepresidente del consiglio Luigi Di Maio, di cominciare con il portare rispetto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori della Rai: altro che “parassiti e raccomandati”, in Rai lavorano professionisti che garantiscono ancora oggi al servizio pubblico, nonostante il cappio dei partiti e dei governi, di essere la prima azienda radiotelevisiva italiana».