Domenica 23 Settembre 2018 - 21:02

Fi nel caos
Fitto: dirigenti delegittimati

L'esponente azzurro: è un partito senza regole

ROMA. «Siamo un partito senza regole, con dirigenti senza legittimazione, una linea politica suicida e gli elettori in fuga. E ora si vorrebbe anche "più bavaglio per tutti"?». Lo scrive Raffaele Fitto in un intervento pubblicato sul suo blog. «Il centrodestra italiano, in primo luogo grazie a Berlusconi, è stato a lungo depositario delle speranze e delle attese degli italiani di un grande cambiamento e di una profonda riforma liberale. Un mix di errori politici e di circostanze esterne negative ha purtroppo impedito di realizzare questa promessa», è la premessa di Fitto. «Per parte mia, insieme a tanti amici, rivendico di essere stato accanto a Berlusconi nelle fasi per lui più dure, quelle degli attacchi giudiziari, dell'uso politico della giustizia, del tentativo di estrometterlo dalla politica per via giudiziaria. E' il mio e nostro orgoglio, ed è una regola che - per me - vale nella vita, prim'ancora che nella politica: nei momenti difficili, si difende chi è sotto attacco», scrive ancora l'esponente di Forza Italia.

«Ma ora che le nubi giudiziarie sono in gran parte diradate intorno a Silvio Berlusconi, è venuto il momento di discutere in modo intellettualmente onesto della situazione che è sotto gli occhi di tutti», spiega Fitto. «Siamo ora in un partito senza regole, dalla testa in giù. Piaccia o no, la vecchia Forza Italia e il Pdl avevano sempre rispettato statuti e regole. Da un anno, invece, siamo in una terra di nessuno, dove nulla (a Roma o sui territori) corrisponde a quanto è scritto nello statuto -scrive Fitto-. Siamo in un partito con dirigenti privi di qualunque legittimazione democratica. C'è ormai un cupo bunker, costruito intorno a Silvio Berlusconi, dove pochi autonominati pretendono di decidere sulla sorte delle persone, e - peggio ancora - sulla linea politica». L'esponente di Forza Italia prosegue: «Lo dico senza asprezza e senza nulla di personale. Ma davvero pensiamo che le liste possano essere fatte e disfatte dalla senatrice Rossi, o comunque dipendere da un suo finale atto di volontà? Davvero pensiamo che dirigenti possano essere esclusi in Puglia e non solo dalle elezioni regionali e domani dalle elezioni politiche solo per aver espresso un'opinione nel dibattito di partito o per aver partecipato ad un'assemblea? Dove siamo finiti? Non eravamo, o non dicevamo di essere, un partito liberale di massa?». Fitto conclude: «Siamo in un partito senza una seria e credibile linea politica. Siamo soprattutto un partito con 9 milioni di elettori in fuga. E adesso qualcuno vorrebbe anche "più bavaglio per tutti"?».

 

13:12 4/04

di Redazione


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