Lunedì 24 Settembre 2018 - 12:39

Rai, Vigilanza al Cda: «Urgente nomina presidente»

La commissione ha inviato una lettera al Cda per sbloccare l'impasse

La commissione di Vigilanza Rai ha inviato una lettera al Cda per sbloccare l'impasse sulla nomina del presidente, dopo la bocciatura parlamentare di Marcello Foa. Annunciata stamattina dal capogruppo Pd in commissione Davide Faraone, dopo la riunione dell'ufficio di presidenza della Vigilanza, la missiva a invita il Cda a pronunciarsi sulla scelta del nuovo presidente.

LA LETTERA - Nella lettera inviata al Cda Rai, che l'Adnkronos è in grado di anticipare, il presidente della Vigilanza, Alberto Barachini, ricorda "l'urgenza" e "sollecita l'adozione della nuova delibera di nomina del presidente". "Questa rientra nelle competenze del Consiglio di Amministrazione e costituisce il presupposto indispensabile per superare l'anomalia della attuale situazione. La Commissione che presiedo potrà essere immediatamente convocata per procedere - anche durante l'aggiornamento dei lavori parlamentari - all'espressione del parere prescritto". Il Consiglio di amministrazione della Rai in questa fase, senza la nomina di un presidente, può esercitare le proprie funzioni finalizzate "all'esclusivo compimento degli atti di ordinaria amministrazione, strettamente necessari per la funzionalità dell'Azienda, dei quali la Commissione chiede di essere tempestivamente e preventivamente informata".

Scrive ancora la Vigilanza: "l'organo collegiale, nonché l'amministratore delegato, che ne è parte dovrebbero invece valutare di astenersi dal procedere ad altri atti, quali, ad esempio, le nomine dei direttori di rete, di canale e di testata". Nella lettera Barachini spiega per quale ragione il Cda in questa fase può operare solo nell'ambito dell'ordinaria amministrazione. E, citando l'articolo 22.2 dello Statuto della Rai "che assegna poteri e funzioni oggettivamente circoscritti e non dilatabili al consigliere più anziano di età in mancanza di un Presidente e di un Vice Presidente", Barachini sottolinea che "nell'attuale fase non ricorre la fattispecie dell'assenza, impedimento o vacanza di carica del Presidente, contemplata dallo stesso Statuto.

Al contrario si è in presenza di una nomina che non è stata perfezionata in sede parlamentare con la prevista maggioranza, nonché della circostanza che lo stesso consigliere - già individuato per la carica di presidente - si trovi a presiedere il Consiglio di amministrazione nella veste di consigliere più anziano". "Ciò induce ad esigere che da parte del Consiglio di amministrazione - ribadisce il presidente della Vigilanza - vi sia un esercizio delle proprie funzioni finalizzato all'esclusivo compimento degli atti di ordinaria amministrazione, strettamente necessari per la funzionalità dell'Azienda, dei quali la Commissione chiede di essere tempestivamente e preventivamente informata". "Mi riservo in ogni caso di sottoporre alla Commissione - conclude Barachini - l'esigenza di adottare ulteriori iniziative nell'esercizio delle proprie prerogative di vigilanza ed indirizzo, nel rispetto della legge, dei principi riconosciuti dalla giurisprudenza della Corte costituzionale e nell'interesse del corretto funzionamento del servizio pubblico radiotelevisivo".

DI MAIO - In mattinata il vicepremier Luigi Di Maio aveva ribadito ai microfoni di Radio 24 che non ci sarebbe stato nessun presidente se prima non si fosse trovata un'intesa sulla Rai. "Il tema è che per eleggere il presidente della Rai ci vogliono due terzi delle forze politiche della commissione di Vigilanza - ha detto Di Maio dopo la bocciatura della nomina di Marcello Foa al settimo piano di Viale Mazzini -. Per me, finché non si troverà un'intesa tra i gruppi è inutile rimandare un nome alla commissione di Vigilanza"."Si troverà un'intesa, come si è trovata in passato - ha scandito il vicepremier -. La dobbiamo trovare su valori e principi legati alla persona e non alla lottizzazione politica e allora arriveremo all'obiettivo di eleggere un presidente". Quanto a Foa, ha sottolineato il vicepremier "nessuno può dire che è una persona di partito, è un giornalista che si è distinto con la sua indipendenza. Fabrizio Salini? Non lo conoscevamo fino a 15 giorni prima di nominarlo, quindi non si può dire che l'Ad della Rai sia una persona legata alla politica". "La verità - ha concluso Di Maio - è che non si riesce a eleggere un presidente perché noi non stiamo cedendo alle dinamiche della lottizzazione politica, che qualcun altro evidentemente vorrebbe".

LEGA - Dal canto suo, la Lega si è detta "a disposizione anche ad agosto per arrivare alla soluzione più consona per la principale azienda culturale del Paese. All'interno dell'attuale Cda Marcello Foa rimane il professionista migliore per il ruolo di presidente". "Se il Pd vuole nei fatti il bene della Rai abbassi i toni e rispetti i ruoli - hanno spiegato i deputati Massimiliano Capitanio e Paolo Tiramani, segretario e capogruppo in Commissione Vigilanza - aiutandoci a voltare pagina dopo la disastrosa gestione renziana", concludono gli esponenti leghisti.

15:01 7/08

di Redazione


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