Sabato 22 Settembre 2018 - 19:51

Salvini e Di Maio: «Non togliamo gli 80 euro»

Prima fonti di Palazzo Chigi poi gli stessi vicepremier assicurano che non ci sarà l'abolizione del bonus introdotto dal governo Renzi

Governo al lavoro sulla manovra mentre si infiamma il dibattito sugli 80 euro. Prima fonti di Palazzo Chigi poi gli stessi vicepremier assicurano che non ci sarà l'abolizione del bonus introdotto dal governo Renzi.

"Si smentiscono alcuni titoli di giornali che parlano di 'abolizione 80 euro per finanziare flat tax' o 'via gli 80 euro per gli sgravi fiscali'" hanno fatto sapere fonti del governo. A seguire sono arrivate le dichiarazioni di Matteo Salvini e Luigi Di Maio. "Il governo non pensa di togliere gli 80 euro e non vuole aumentare l'Iva - ha detto il ministro dell'Interno - Lavoriamo per attuare il programma. Spiace dover rincorrere alcune indiscrezioni dei giornali, palesemente false e che servono solo per riempire le pagine dei quotidiani in agosto".

Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico. "Non so chi abbia inventato questa cosa degli 80 euro e quella dell'aumento dell'Iva. Il governo è compatto sulla volontà di non mettere le mani in tasca ai cittadini, come è stato fatto in passato. Non vogliamo fare il gioco delle tre carte, non tireremo la coperta, vogliamo essere autentici con una manovra rigorosa e coraggiosa" ha sottolineato Di Maio, incontrando i giornalisti davanti a Palazzo Chigi.

Questa mattina ai microfoni di Giorgio Zanchini a Radio anch’io, Massimo Garavaglia, viceministro dell'Economia, ha detto che “è molto meglio avere una riduzione strutturale delle tasse piuttosto che un bonus che resta sempre appeso. Non si tolgono gli 80 euro, vengono messi come riduzione fiscale anziché come esborso” ha spiegato Garavaglia.

Ieri era stato il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in un'intervista a 'Il Sole 24 ore' a osservare che "per com’è stato costruito, il bonus da 80 euro crea complicazioni infinite, a partire dai molti contribuenti che l’anno dopo scoprono di aver perso o acquisito il diritto per cambi anche modesti di reddito. Ma proprio per la delicatezza del tema, è importante ribadire che tutto il sistema va rivisto con la garanzia che nessuno perda nel passaggio dal vecchio al nuovo".

13:50 9/08

di Redazione


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