Martedì 11 Dicembre 2018 - 10:54

Spariscono i fondi per l'editoria. Giornalisti: M5S vuole colpire l'informazione

Fnsi e Odg: «Di Maio e Crimi hanno gettato la maschera: vogliono ridurre le voci, indebolire il pluralismo, nell'illusione di cancellare le voci critiche e manipolare il consenso dei cittadini»

Sforbiciata ai fondi per l'editoria. A quanto apprende l’Adnkronos da qualificate fonti di governo, sarebbe stato raggiunto a Palazzo Chigi -al vertice tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e che vede assente il ministro dell’Economia Giovanni Tria- l’accordo per i tagli all’editoria, misura fortemente voluta dal M5S che, nei giorni scorsi, aveva subito uno stop in commissione Bilancio alla Camera.

La sforbiciata, viene riferito, sarà introdotta al Senato e così ripartita: 20% nel 2019, 50% nel 2020, 75% nel 2021 fino a raggiungere lo stop definitivo nel 2022. In tre anni, dunque, spariscono i fondi all’editoria per i seguenti quotidiani: Avvenire (5,9 milioni di euro); Italia oggi (4,8 mln); Libero quotidiano (3,7 mln); Manifesto (3 mln) Il Foglio (800 mila euro), i settimanali cattolici e le testate delle minoranze linguistiche. Nel 2019, viene inoltre riferito, sarebbe stato fissato un tetto a 500.000 euro al di sotto del quale non si applica la percentuale del 20% fissata nell’accordo di governo.

DI MAIO. «Faremo un taglio graduale ai fondi per l'editoria, era una nostra grande battaglia dal 25 aprile del 2008. Si farà un primo taglio del 25% nel 2019, il 50% nel 2020 e il 75% nel 2021 fino a che nel 2022 non ci saranno più fondi per l'editoria, in modo tale che tutti i giornali possano stare sul mercato e non avere più di concorrenza sleale da alcuni giornali che prendono soldi pubblici». Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, parlando con i giornalisti davanti a Palazzo Chigi dopo un vertice sulla manovra. 

FNSI E ODG. «Il trionfalismo con cui il vicepremier Luigi Di Maio e il sottosegretario con delega all'Editoria, Vito Crimi, annunciano il taglio del fondo per l'Editoria sono l'ennesima conferma della volontà del Movimento 5 Stelle di colpire l'informazione». Lo affermano, in una nota, Federazione nazionale della Stampa italiana e Ordine dei giornalisti. «Di Maio e Crimi hanno gettato la maschera: vogliono ridurre le voci, indebolire il pluralismo, nell'illusione di cancellare le voci critiche e manipolare il consenso dei cittadini - proseguono Fnsi e Odg -. L'unico risultato di questa operazione sarà la chiusura di alcuni giornali e la perdita di numerosi posti di lavoro. In questo scenario diventa sempre più chiara la portata strumentale e propagandistica del tentativo del vicepremier Di Maio di discutere di lavoro precario con Fnsi e Ordine. Non si può discutere di lotta al precariato con chi, con i suoi provvedimenti, creerà altri precari. Una ragione in più per rispondere alla convocazione del ministro con un'assemblea davanti alla sede del Mise, lunedì prossimo, 10 dicembre, a partire dalle 11».

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di Redazione


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