Mercoledì 26 Settembre 2018 - 9:52

Stadio e incassi: il Comune contro De Laurentiis

NAPOLI. "Domani invierò una lettera all'assessore e ai servizi competenti per sapere se il Calcio Napoli ha effettivamente pagato il fitto dello stadio San Paolo e pagato il 10% dell'incasso di Napoli-Milan". Lo annuncia Carmine Sgambati, consigliere comunale di Napoli e presidente della Commissione Sport del Consiglio comunale. Sgambati è in prima linea nella diatriba tra Comune di Napoli e il club di Aurelio De Laurentiis sul tema della gestione e delle condizioni dello stadio San Paolo di Fuorigrotta, sulla quale si sta consumando uno scontro feroce tra il patron della Ssc Napoli e il sindaco Luigi de Magistris. Sgambati spiega di aver "programmato una lettera che invierò domani ai servizi finanziari del Comune per conoscere lo stato dell'arte e per sapere se la Società sportiva calcio Napoli ha fatto il bonifico, poi convocherò una seduta della Commissione che presiedo per venerdì 31 agosto". Sgambati ricorda che, in assenza del rinnovo della convenzione per l'uso dello stadio, il Calcio Napoli "deve pagare un fitto e il 10% dell'incasso, condizioni che valgono per chiunque e per qualunque struttura". 

Sabato scorso, in occasione della sfida tra Napoli e Milan vinta 3-2 in rimonta dalla squadra di Carlo Ancelotti, Sgambati si è accomodato in Curva A: "Mi sono trovato benissimo -racconta- c'era della gente magnifica, per bene, che ama il Napoli e incita i giocatori. Si è visto nel secondo tempo quando, appena hanno cominciato a cantare, è iniziata la rimonta". Commentando la scelta delle due curve di restare 45 minuti in silenzio in segno di protesta contro il presidente De Laurentiis, Sgambati spiega: "Non so se hanno fatto bene o male, ma le persone si fanno dei conti, arrivano a delle conclusioni. Non si può essere continuamente offesi, essere chiamati gentaglia, o dire che il nostro stadio è un 'cesso'. Le persone poi ricordano che questo stadio gli ha fatto guadagnare miliardi. Non si può lucrare a vita sulla passione dei napoletani", conclude. 

Borrelli: «C’era allerta gialla, la tragedia si poteva evitare»

COSENZA. "C'era un'allerta gialla, diramata dalla protezione civile regionale, significa che in situazioni di questo tipo si possono avere esondazioni improvvise di corsi d'acqua, rapido innalzamento dei fiumi, smottamenti, frane, sono una serie di effetti derivanti dall'evento che possono comportare anche la perdita di vite umane". Lo ha detto il Capo Dipartimento della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli intervenuto a Radio anch'io sulla tragedia avvenuta nelle Gole del Raganello. "Questa è stata un'altra tragedia che non doveva esserci - ha precisato - Dobbiamo fare in modo da un lato accrescere la conoscenza del rischio, la cultura dell'auto-protezione da parte dei cittadini, dall'altro migliorare l'organizzazione della macchina statale e regionale della gestione del territorio per evitare che in situazioni di questo tipo ci sia un'esposizione al rischio". "Sarà l'inchiesta a fare luce - ha proseguito riguardo al fatto che tra le vittime c'era anche una guida - a mio giudizio c'é stata una sottovalutazione del rischio da parte di chi era esperto e di chi si è avventurato nell'escursione del torrente". 

Ci sono anche tre napoletani tra i morti nella tragedia avvenuta ieri nelle gole del torrente Raganello a Civita di Castrovillari, in provincia di Cosenza, dove due gruppi di escursionisti sono stati travolti da un fiume di fango mentre facevano canyoning.  Si tratta di Carmen Tammaro e Antonio Santopaolo, marito e moglie di Qualiano, che hanno perso la vita nella tragedia lasciando due figlie di 10 e 12 anni. Queste ultime, ora orfane, sono state salvate. La terza vittima, in ordine di tempo, è Immacolata Marrazzo, avvocato di Torre del Greco, moglie di Giovanni Sarnataro, anche lui avvocato, e madre di due bambini di 12 e 10 anni. Il marito e i due bambini invece si sono salvati e sono ricoverati in ospedale. Le due famiglie erano amiche ed insieme in vacanza in Calabria.

I DISPERSI. Sono state trovate vive le tre persone che erano segnalate come disperse. Si tratta di pugliesi di 21, 22 e 23 anni, che erano stati inseriti nella lista delle persone disperse ma che in realtà non avevano mai raggiunto le Gole del Raganello. ''Abbiamo complessivamente 44 persone coinvolte, 23 sono state salvate per opera dei vigili del fuoco in particolare, e devo ringraziarli fino in fondo, senza riportare ferite significative, 11 sono feriti e quindi ricoverati e 10 ci hanno lasciato'' ha spiegato a Sky TG24 il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, facendo un bilancio delle persone coinvolte.

I soccorritori sono andati avanti senza sosta con le ricerche nelle gole del Raganello. "Nella notte abbiamo recuperato quattro corpi nella parte finale delle gole - ha detto il vicepresidente del Soccorso alpino della Calabria ai microfoni di SkyTg24 - . La forza dell'acqua è stata veramente devastante, uno dei corpi lo abbiamo ritrovato a 8 km dal ponte del Diavolo''.

APERTO FASCICOLO. La procura di Castrovillari ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti. I reati ipotizzati sono omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d'atti d'ufficio. "Noi come governo abbiamo chiesto al prefetto di Cosenza di aprire un fascicolo amministrativo per fare chiarezza sulle questioni gestionali che hanno riguardato questa tragedia" ha detto Costa a Sky Tg24. Quello amministrativo "è importante per capire come ha funzionato la macchina e come ci si è mossi. L'Italia - aggiunge Costa - si è stancata di piangere i morti specialmente se sono morti e feriti che urlano sciatteria e mala gestione del territorio. Io sono qui per dire basta a nome di tutto il governo".

IL TORRENTE E LE GOLE. Il torrente Raganello, ancora in piena, continua a trascinare con sé fango e detriti, rendendo difficili le operazioni. "Il letto del fiume ancora ingrossato - ha spiegato all'AdnKronos Domenico Gioia, coordinatore Guide dell'Aigae della Calabria - rende impossibile ancora entrare nelle gole".

Un percorso, quello delle gole, "che ha solo due ingressi - ha sottolineato il coordinatore delle guide Aigae calabre - uno dalla parte di Civita e uno a distanza di 13 km, a San Lorenzo Bellizzi. Questo significa che una volta che ti inoltri nelle gole non c'è altra via di fuga, devi percorrere tutti e 13 i km". E significa anche che, con il letto del fiume ancora ingrossato che blocca l'accesso alle gole, i soccorritori devono calarsi dall'alto, non senza difficoltà.

Genova, domani le prime 15 case agli sfollati

GENOVA. "Domani consegneremo, insieme al sindaco di Genova Marco Bucci, i primi 15 appartamenti agli sfollati del crollo del Ponte Morandi. Si tratta di alloggi di proprietà della Regione e del Comune". Lo dice all'Adnkronos il governatore della Liguria Giovanni Toti che annuncia: ''Con lo stanziamento fatto ieri dal governo con il Cdm straordinario ne verrano ristrutturati altri 150 subito: i lavori inizieranno già in settimana e le case saranno nella disponibilità dei cittadini entro la fine di settembre". "Un altro lotto di 100 case - assicura Toti - sarà pronto a partire dal mese di ottobre, ove servisse. A questo occorre aggiungere 40 case che ci ha messo a disposizione la Cassa depositi e prestiti". 

Toti è fiducioso: ''Riteniamo che nel giro di 4-5 settimane, a partire da oggi, l'emergenza abitativa di tutte le famiglie sfollate sarà risolta. Occorre tener presente che chi volesse, potrà anche trovarsi e garantirsi una sistemazione autonoma, al di fuori delle case di cui abbiamo parlato, beneficiando del contributo della Protezione civile per l'autonoma sistemazione. Già mentre ci parliamo -continua il governatore- nessuno degli sfollati dorme nei centri di accoglienza predisposti all'indomani del dramma e tutti sono già sistemati o in albergo o presso parenti che loro stesso hanno scelto''.

In un messaggio pubblicato su Facebook, anche il premier Giuseppe Conte ha rimarcato al necessità di dare subito una casa alle famiglie sfollate. "Il governo - ha spiegato - ha messo a disposizione i fondi necessari, ma adesso pretendiamo che si faccia in fretta e che sia data una dimora a queste persone".

 

L'Italia abbraccia le vittime di Genova

GENOVA. Genova "non si arrende" e si stringe alle famiglie delle vittime del disastro di Ponte Morandi nel giorno del lutto nazionale. A pronunciare queste parole, alla presenza delle più alte cariche istituzionali e del presidente della Repubblica, il Cardinale Angelo Bagnasco, officiante della funzione solenne nel padiglione B della Fiera di Genova dove si sono celebrati i funerali di Stato: decine i familiari, gli amici, i parenti delle vittime, ma anche semplici genovesi nel padiglione per prendere parte alla funzione in un abbraccio collettivo dalla città ai testimoni e protagonisti del disastro di martedì scorso. Prima della cerimonia, l'arrivo di Sergio Mattarella e dei vicepremier Salvini e Di Maio è stato salutato con un lungo applauso.
Sotto la volta del padiglione, sul lato ovest, è stato allestito fin da ieri sera l'altare sotto al quale sono stati sistemati i 19 feretri, tra cui la piccola bara bianca di Samuele Robbiano, 9 anni, precipitato dal viadotto e morto, insieme alla mamma e al papà. Un lungo e fragoroso applauso ha accompagnato la lettura dei nomi di tutte le vittime del crollo, mentre una preghiera per i morti di religione islamica dell'Imam di Genova ha concluso la funzione: "Preghiamo per Genova la superba, che saprà rialzarsi con fierezza, la nostra Genova, 'Zena' che in arabo vuol dire 'la bella'". Applausi ai vigili del fuoco, fischi agli ex ministri della Difesa, Roberta Pinotti, e delle Politiche agricole, Maurizio Martina.

Sotto la volta del padiglione, sul lato ovest, è stato allestito fin da ieri sera l'altare sotto al quale sono stati sistemati i 19 feretri con accanto uno spazio di raccoglimento per i familiari tra cui la piccola bara bianca di Samuele Robbiano, 9 anni, di Genova, precipitato dal viadotto e morto, insieme alla mamma e al papà.

BAGNASCO - "Il crollo del ponte Morandi sul torrente Polcevera ha provocato uno squarcio nel cuore di Genova. La ferità - ha detto il CardinaleBagnasco nell'omelia pronunciata durante la messa - è profonda, è fatta innanzitutto dallo sconfinato dolore per coloro che hanno perso la vita e per i dispersi, per i loro familiari, i feriti, i molti sfollati. Innumerevoli sono i segni di sgomento e di vicinanza giunti non solo dall'Italia, ma anche da molte parti del mondo. Insieme alla preghiera del Santo Padre Francesco - che anche ieri sera, con una telefonata affettuosa, ha voluto manifestarci la sua prossimità - in questi giorni ovunque si innalza a Dio un'onda di preghiera". 

IL NO ALLA CERIMONIA SOLENNE - Sono in tutto 19 le famiglie che hanno scelto le esequie in forma privata, rifiutando le celebrazioni solenni. Tra loro, quelle dei 4 giovani di Torre del Greco scomparsi nella tragedia e i cui funerali sono stati celebrati ieri pomeriggio. In loro ricordo, oggi alcune foto saranno posizionate al posto delle bare.

L'ADDIO A MARTA NEL POMERIGGIO - Saranno invece celebrati nel pomeriggio a Sant'Agata Militello, nel Messinese, i funerali di Marta Danisi, l’infermiera di 29 anni morta insieme al fidanzato Alberto Fanfani. Ad officiare la funzione funebre alle 16.30 nella Chiesa di San Francesco, dove il feretro arriverà in mattinata per la camera ardente, sarà il vescovo di Patti, monsignor Guglielmo Giombanco. Già ieri a Pisa sono stati celebrati i funerali nella chiesa dei santi Jacopo e Filippo, la stessa in cui a maggio prossimo Marta e Alberto si sarebbero dovuti sposare.

Proprio a Pisa la giovane infermiera aveva lavorato fino allo scorso aprile, prima del trasferimento ad Alessandria, dove aveva ottenuto un contratto a tempo indeterminato, e aveva conosciuto il suo futuro sposo. "La perdita così tragica di questa ragazza ha colpito l’intera comunità – dice il sindaco di Sant’Agata Militello, Bruno Mancuso -. Era una ragazza solare, piena di vita e molto conosciuta in città. Siamo addolorati". In segno di lutto e vicinanza alla famiglia sono state sospese tutte le manifestazioni dell’estate santagatese e al Comune sono state esposte le bandiere a mezza’asta. Intanto, ieri mattina in via Campidoglio è stato sistemato uno striscione con su scritto: "Lo Stato obbliga e pretende ma costruisce ponti di carta. 39 vittime, tra cui la nostra Marta".

LUTTO A CASLNUOVO. Giornata di lutto cittadino a Casalnuovo, in provincia di Napoli, in concomitanza con la celebrazione dei funerali di Gennaro Sarnataro (nella foto le esequie), casalnuovese morto nel crollo del Ponte Morandi di Genova, lo scorso 14 agosto. Sarnataro era a bordo del suo camion di ritorno a casa quando il ponte è crollato. I funerali si sono tenuti in forma privata questa mattina nella chiesa dell'Addolorata, nella frazione di Tavernanova, avendo i familiari dell'uomo rinunciato ai funerali di Stato a Genova. Il sindaco di Casalnuovo, Massimo Pelliccia, ha proclamato il lutto cittadino evidenziando che "l'intera città è rimasta scossa da questa tragedia che ha colpito la famiglia Sarnataro". 

Crollo del ponte, il papà di Battiloro: «È omicidio di Stato»

TORRE DEL GRECO. "Ho parlato di omicidio di Stato perché mio figlio non è morto, è stato ucciso, perché lo Stato non ha tutelato i suoi cittadini". Queste le parole di Roberto Battiloro, padre di Giovanni, uno dei quattro giovani di Torre del Greco morti nel crollo di Ponte Morandi a Genova lo scorso 14 agosto di cui sono in corso i funerali. Il padre di Giovanni promette di dare battaglia perché sia fatta giustizia per le vittime del crollo: "Oggi piangiamo i nostri cari - ha detto - ma da domani dobbiamo trovare la forza tutti insieme, con tutti quelli che mi aiuteranno, per cercare di far sì che queste tragedie non accadano più". Le salme di Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione hanno varcato la soglia della basilica alle 13 e sono state accolte da un lunghissimo applauso, tanto dolore e molte lacrime. La camera ardente è iniziata alle 13,30. A Torre del Greco, dove è stato proclamato il lutto cittadino. "Siamo riuniti in questa chiesa per pregare per i nostri fratelli morti per la tanta incuria che si è manifestata in questo drammatico evento", ha detto il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, presiedendo nella Basilica di Santa Croce a Torre del Greco i funerali dei quattro giovani torresi.

Genova, crolla ponte sull'A1: salgono le vittime. Morti quattro ragazzi di Torre del Greco, un camionista di Casalnuovo e una ragazza di Somma Vesuviana

Sale il bilancio dei morti per il crollo del Ponte Moranti a Genova. Sono stati trovati morti anche i ragazzi di Torre del Greco dei quali non si avevano più notizie. Si tratta di Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati, Antonio Stanzione e Gerardo Esposito. Ad apprenderlo il sindaco Giovanni Palomba dall'Unità di crisi. "Una tragedia, saremo vicini alle famiglie" ha detto il primo cittadino. E nel crollo è morto anche un camionista di Casalnuovo, Gennaro Sarnataro, 48 anni, dipendente di una ditta di Scafati. La sesta vittima campana è una ragazza di Somma Vesuviana, Stella Boccia.

Secondo alcune testimonianze, raccolte dall'Adnkronos, alcuni automobilisti che procedevano in direzione del centro del capoluogo ligure pochi istanti dopo il crollo hanno bloccato le auto e sono riusciti a rifugiarsi a piedi all'interno della galleria che precede il viadotto, con scene di panico e decine di persone in corsa in direzione opposta al punto del cedimento.

Ponte Morandi, soprannominato anche 'Ponte di Brooklyn' per la vaga somiglianza con il celebre ponte statunitense, ha una lunghezza di 1.182 metri e un'altezza al piano stradale di 45 metri. E' il viadotto che attraversa la Val Polcevera retto da 3 piloni in cemento armato che raggiungono i 90 metri di altezza. Il crollo si è verificato nel secondo tratto, verso il raccordo con l'autostrada A7.

GOVERNO - Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in contatto con il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e con il capo della Protezione civile Angelo Borrelli sarà nche oggi a Genova.. "La mia totale vicinanza in queste ore alla città" ha scritto Toninelli su Twitter. Poi al Tg1 il ministro ha sottolineato: "Non possono e non devono capitare in un Paese civile" questo tipo di tragedie. "Chi sarà responsabile - ha scandito - deve pagare fino all'ultimo". Il ponte ''se è crollato non era ben fatto. Se ci sono dei responsabili devono pagare'' ha ribadito in un'intervista a Rainews 24.

"Andremo fino in fondo per accertare le responsabilità di questo disastro immane" ha affermato il ministro dell'Interno, Matteo Salvini. "L'ho percorso centinaia di volte quel ponte lì, però adesso da cittadino italiano farò di tutto per avere nomi e cognomi dei responsabili passati e presenti perché è inaccettabile che in Italia si muoia così" ha sottolineato il titolare del Viminale.

Tra i primi a twittare della tragedia Sergio Battelli, deputato ligure e tesoriere del M5S Camera, che su Twitter ha postato il video girato nei pressi del luogo in cui è avvenuto il crollo. "Le immagini che arrivano da Genova - ha scritto il deputato - sono terrificanti. Il crollo del ponte Morandi è una tragedia di proporzioni immani".

IL VIDEO

IL VIDEO/2

Bagnoli, striscione dei Comitati per l'arrivo del ministro Lezzi

NAPOLI. I comitati per Bagnoli hanno esposto uno striscione in attesa dell'arrivo del ministro del Sud, Barbara Lezzi, all'area ex Italsider. “Nuovo governo, vecchie usanze. Basta accordi nelle stanze. Bagnoli libera" si legge in uno striscione 'Assemblea Popolare'. I rappresentanti dei comitati chiedono di poter incontrare il ministro. «Noi siamo quelli - ha detto Edoardo Sorge esponente del comitati civico Bagnoli Libera - che in questi anni hanno combattuto il governo del centrodestra e quelli che si sono alternati su Bagnoli. Questo nuovo governo che dovrebbe essere a guida Cinque Stelle in un collegio che ha eletto anche Roberto Fico, oggi presidente della Camera, è la stessa forza politica che diceva di essere contro il commissariamento, contro l'articolo 33 e i piani urbanistici speculativi». 

Rogo di Caivano, visita di Spadafora

CAIVANO. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Vincenzo Spadafora si è recato sul luogo dell'incendio nella frazione di Pascarola a Caivano sviluppatosi ieri mattina in un sito nella zona industriale dove sono stoccate carta e plastica riciclate.  I comitati della rete #StopBiocidio, denunciano che «da ieri notte nessuna squadra dei Vigili del fuoco sta contrastando le fiamme ancora presenti nel sito. Stamattina - si legge in un comunicato - siamo tornati alla Di Gennaro S.p.a. e la situazione è sempre la stessa con fiamme e fumo che rendono l'aria irrespirabile».  E l'Arpac ha reso noto che «nell'area interessata dall'incendio che si è sviluppato presso la ditta di recupero rifiuti 'Di Gennaro Spa' di Caivano, intorno alle 13 di ieri, i dati elaborati finora non mostrano superamenti dei valori limite per le concentrazioni di inquinanti atmosferici».

Morto Marchionne, Pomigliano si ferma per il cordoglio

ROMA. È morto Sergio Marchionne, che già da qualche giorno era in condizioni irreversibili. Anche in Campania si esprime il cordoglio. Lo stabililmento di Pomigliano d'Arco si è fermato per dieci minuti. Industriali e sindacati concordi: «Ha salvato l'azienda». Politici divisi. Da Luigi de Magistris arriva «rispetto ma anche disaccordo per le sue scelte». De Luca e Forza Italia: «Grande manager»

Universiadi, il Governo nomina Basile commissario e si fa da parte

NAPOLI.Regione Campania e Comune di Napoli avranno piena responsabilità delle Universiadi 2019 a Napoli. Lo ha deciso il consiglio dei ministri, confermando al direttore generale dell'Aru Gianluca Basile l'incarico di commissario. La norma è contenuta nel dl milleproroghe approvato dal cdm. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti spiega in conferenza stampa che «per le Universiadi di Napoli del 2019 si interviene restituendo al territorio la gestione dell'evento. La palla passa al Presidente della Regione Campania De Luca e al sindaco di Napoli De Magistris».

Pagine


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
BIRRE IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno