Mercoledì 26 Settembre 2018 - 1:53

Stato d'emergenza e commissario, Gentiloni firma decreto

"Il presidente del Consiglio dei Ministri, all'esito del Comitato Operativo nazionale della Protezione civile a cui ha preso parte, ha firmato il decreto che dichiara il rischio di compromissione degli interessi primari in seguito al sisma che ha colpito l'isola di Ischia nella serata di ieri. Questo decreto, nelle more del perfezionamento della dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri, rende pienamente operativo l'intero Servizio nazionale della portezione civile". Lo si legge in una nota della Protezione civile. "Per assicurare un intervento tempestivo, il decreto ha previsto che sia il Capo del Dipartimento della protezione civile a coordinare tutte le forze in campo impegnate nelle operazioni di assistenza e soccorso alla popolazione. Con la successiva dichiarazione di emergenza saranno poi disponibili tutti gli strumenti straordinari che potranno essere utilizzati dal Commissario che il Capo del Dipartimento della Portezione civile nominerà con ordinanza d'intesa con la Regione Campania".

+++MIRACOLO+++SALVO ANCHE CIRO, 11 ANNI: PICCOLO GRANDE EROE

 Una notte ininterrotta piena di paura e speranza. Speranza di recuperare quei tre fratellini rimasti intrappolati sotto le macerie. Nella notte i vigili del fuoco, coadiuvati da tutti i soccorsi giunti sull'isola anche da Lazio e Toscana, hanno riportato alla luce prima Pasquale, batuffolo di 7 mesi, verso le 11 di stamattina in superficie Mathias di sette anni. Alle 13 anche Ciro, 11 anni, piccolo grande eroe, è tornato alla luce: è lui che ha guidato i soccorritori, è lui che ha infuso coraggio e speranza ai fratellini. Il bilancio del sisma, non ancora definitivo, è di 2 morti, due donne, e una quarantina di feriti. Diversi i crolli, oltre 2.500 sfollati. Numerosi anche gli alberghi dell'isola evacuati. Per tutta la notte e stamattina migliaia di turisti e di napoletani hanno preso d'assalto i traghetti per lasciare l'isola

L'isola trema alle 20,57, magnitudo 4,1 Richter. In piazza Maio è crollata la chiesa di Santa Maria del Suffragio e una palazzina abitata: anziana travolta da calcinacci, Lina Cutaneo. Un'altra donna trovata morta ma non ancora estratta perchè il corpo è schiacciato tra due solai. Nella notte estratto illeso dalle macerie un bambino di 7 mesi, Pasquale, mentre i due fratellini, Ciro e Matthias di 4 e 6 anni sono stati salvati a metà mattinata: i soccorritori li avevano già raggiunti in mattinata, dando loro dell'acqua.  Isola nel panico, migliaia in strada e pronti alla fuga. Evacuato l'ospedale Rizzoli, rimasti solo i pazienti non trasportabili, ma poi la struttura ha ripreso a funzionare: è agibile. Partiti i soccorsi da Napoli, riunione urgente della protezione civile, allertate tutte le forze dell'ordine. Attivato il piano di emergenza sanitario. Palazzo Chigi segue gli sviluppi, Gentiloni contatta De Luca. Il sisma avvertito anche nell'area flegrea di Napoli e al VomeroAnche in altre zone dell'isola, come a Barano e Forio, è stata avvertita distintamente la scossa. Il bilnacio con il passare delle ore si sta aggravando. Due i morti, una è un'anziana donna, Lina Cutaneo, colpita da calcinacci durante il crollo della chiesa Santa Maria del Suffragio a Casamicciola. Diversi feriti tra cui due in fin di vita e altri gravi. A Barano sono crollati alcuni muri perimetrali. Il terremoto di magnitudo 4,1 è stato registrato dall'Ingv nella zona di Ischia e costa Flegrea (Napoli). La scossa è stata rilevata alle 20:57 ad una profondità di 10 chilometri.

 Nell'isola il black out ha interessato vari comuni: Barano, Lacco Ameno, Ischia Porto e Forio. Al momento risultando soltanto crepe sui muri e calcinacci caduti. La scossa è stata avvertita in maniera nitida anche nei quartieri alti di Napoli, come il Vomero. 

A Lacco Ameno la scossa si e' sentita forte. Gli abitanti di via Borbonica, una zona alta del comune, appena avvertita la scossa sono scappati dalle case. Racconta Tommaso Monti, un giovane fotografo: "Ho visto crollare qualche tetto, ringhiere, muri di contenimento. Una rudere vicino alla nostra casa si e' sbriciolato all'istante. Alcune stanze di una villa sono crollate. In giro si sentono solo sirene di ambulanze e quelle dei pompieri. Siamo tutti fuori dalle case con grande paura''

Carceri, è allarme caldo

NAPOLI. Emergenza caldo nelle carceri napoletane di Poggioreale e Secondigliano è emergenza perché sono quasi duecento in più i soggetti detenuti e questa la dice lunga sul modo di vivere che le persone che stanno scontando pene o in fase cautelare o per condanne. La situazione del sovraffollamento è un problema atavico che avvolge e travolge l’intero sistema da decenni anche se occorre dire che il problema è ampiamente migliorato nel corso degli ultimi anni. Ma in carcere come quelli napoletani anche poche unità in più creano problemi, figurarsi con il caldo. L’associazione Antigone, ad un anno dalla condanna all’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo, fa il punto sulla situazione degli istituti di pena italiani. Ad oggi, i detenuti sono 59.683, seimila in meno rispetto al 2013. I detenuti presenti al 28 febbraio 2015 sono 53.982. Il 31 dicembre 2014 erano 53.623. I detenuti nelle carceri europee sono 1 milione 737  mila. In calo di circa 100 mila unità rispetto all’anno precedente. Il 31 dicembre 2013, ovvero a sette mesi dalla sentenza pilota della Corte europea dei diritti umani nel caso Torreggiani, i detenuti erano invece 62.536. Dunque a oggi sono 8.554 in meno rispetto a fine 2013. I detenuti erano 66.897 alla fine del 2011, anno nel quale sono stati assunti i primi interventi di carattere deflattivo. Pertanto in tre anni i detenuti sono diminuiti di 12.915 unità. Va ricordato che dieci anni fa ovvero il 31 dicembre 2004 i detenuti erano 56.068, ossia 2.445 in più rispetto a oggi. I posti letto regolamentari secondo il Dap sono 49.943. Il tasso di affollamento sarebbe dunque del 108%, ovvero 108 detenuti ogni 100 posti letto. 

 

Inferno di fuoco, bruciano
ancora Napoli e provincia

Prosegue il lavoro della Protezione civile della Campania per il contrasto agli incendi boschivi ancora presenti nella regione. Dalle prime ore del giorno si è registrata la ripresa di un focolaio a Torre del Greco in zona Montedoro, traversa Garzilli. Le operazioni sono rese più complesse dalla presenza di venti settentrionali forti che, a tratti, hanno impedito agli elicotteri di alzarsi in volo. Sono quindi entrati in azione sul posto tre Canadair nazionali insieme a squadre da terra. Altri fronti si registrano a Sant'Anastasia, Barano d'Ischia, Conca dei Marini e a Napoli in zona Astroni dove, al momento, si sta intervenendo con due aerei. Le condizioni atmosferiche, sia in Costiera che in provincia di Napoli, rendono difficile l'intervento con gli elicotteri: è stata avanzata la richiesta di un nuovo mezzo nazionale. Incendi anche a Giugliano, nei pressi dell'Auchan e ad Afragola, vicino all'Ipercoop. Strade chiuse e disagi. Brucia anche Pozzuoli. Il sindaco Figliolia su Facebook: Pozzuoli è in ginocchio. Sono diversi gli incendi che stanno interessando la città, dall'Aeronautica a Monterusciello, fino a via Campana. Vigili del Fuoco, Forestale e Protezione Civile sono impegnati per domare le fiamme. Si sospetta la mano dei piromani dietro a questo assurdo e malvagio disegno. Ho chiesto alla Prefettura l'aumento dei soccorsi».  Intervento della Protezione civile del Comune di Trecase in via Cifelli, dove accanto ad un ristorante ha preso fuoco un cassonetto con materiale plastico: le fiamme sono state domate dagli operatori e dai dipendenti del locale. Il governatore Vincenzo De Luca ha seguito le operazioni dalla Sala della Protezione civile e si è recato a Torre del Greco: «C'è un disegno eversivo dietro tutto questo»

I VERDI. «Gli incendi in corso sulle colline dell’area Flegrea tra Pozzuoli, Agnano e Pianura, quelli che interessano il comune di Barano d’Ischia e il quartiere di Ponticelli a Napoli e la chiusura di alcune strade nel salernitano sempre a causa dei roghi, che fanno seguito ai disastri ambientali del Vesuvio e agli altri episodi registrati sul Taburno, nel Parco degli Astroni e in altre località costiere, ricordano molto la strategia utilizzata dalla criminalità organizzata per creare l’emergenza rifiuti nella nostra regione. Occorre indagare in tal senso per verificare se si tratti di semplici analogie o se un nuovo disegno criminale è in essere sul nostro territorio con l’obiettivo di creare l’emergenza per aprire la strada a speculazioni dei clan». Lo hanno dichiarato Francesco Borrelli consigliere regionale dei Verdi, Vincenzo Peretti, portavoce regionale dei Verdi e Palo Tozzi, consigliere Metropolitano del Sole che Ride assicurando che i rappresentanti istituzionali dei Verdi stanno seguendo da vicino le operazioni di spegnimento degli incendi.

 

Incendi, domenica infernale sul Vesuvio e a Napoli

NAPOLI. Torna a bruciare la Campania. Nuovi focolai ieri mattina sul Vesuvio, nella zona alta di Torre del Greco, dove alcune case sono state evacuate in via precauzionale. Situazione preoccupante anche a Napoli, dove tornano le fiamme nell'area degli Astroni e nel parco della Marinella si sviluppa un incendio. Situazione preoccupante anche nell'area flegrea. Spaventoso rogo e clienti in fuga dall’Auchan di Giugliano. Nella zona circostante, ai confini con il comune di Qualiano, si è sviluppato un’incendio in una zona dove esistevano delle discariche selvagge.

Cardarelli, si attenua l'emergenza barelle

NAPOLI. A 24 ore dall'insediamento l'Unità di crisi dell'ospedale Cardarelli di Napoli ha permesso di ripristinare «le normali 'straordinarie' condizioni che caratterizzano l'azienda ospedaliera». Lo rende noto il direttore generale dell'ospedale Cardarelli, Ciro Verdoliva, spiegando che «la gestione dell'emergenza barelle sta consolidando i risultati già raggiunti nel pomeriggio di ieri. L'impegno e la professionalità di tutti i 'cardarelliani' - sottolinea - non solo ha permesso di superare le criticità evidenziate ieri mattina ma conferma l'impegno che ogni giorno viene profuso a servizio dei pazienti per dare il miglior servizio, le migliori prestazioni, la migliore sanità». 

Napoli, boom di turisti a Pasquetta

NAPOLI. Pasquetta col pienone di turisti. In migliaia da stamattina si sono riversati sul lungomare, per le strade del centro storico oppure a Villa Capriccio a Capodimonte dove c'era l'iniziativa Aperipark. Mete preferite le mostre d'arte a partire da 'Totò genio' a Palazzo Reale. File ai ristoranti e nei negozi tipici, sotto la sorveglianza delle forze dell'ordine che hanno seguito il piano sicurezza per Pasqua. «I turisti stranieri hanno invaso tutte le nostre città d'arte, i numeri dei musei (quelli statali tutti aperti anche il giorno di Pasquetta) e le prenotazioni alberghiere segnano un crescita fortissima, ma soprattutto indicano che l'aumento più forte non è nelle tradizionali grandi capitali del turismo internazionale ma nei luoghi minori, nelle città d'arte e nel Mezzogiorno, ad iniziare da Napoli e Palermo che registrano veri e propri boom di presenze». Così il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.

Guerriglia a Fuorigrotta: 4 persone fermate e 16 feriti tra le forze dell'ordine

Scontri tra manifestanti e polizia a Napoli. Il lancio di oggetti contro le forze dell'ordine che rispondono con lacrimogeni adesso si e' spostata davanti alla stazione Campi Flegrei del metro' e di linee ferroviarie regionali. L'incitamento a sfondare il cordone arriva anche via megafono ed e' un continuo susseguirsi di sassaiole, corse contro le forze dell'ordine e risposte anche adesso con un idrante nel tentativo di disperdere la folla. C'e' stato anche uno scontro fisico tra i dimostranti e gli agenti che hanno usato i manganelli per tenerli a distanza. I manifestanti hanno divelto pali della segnaletica stradale e compiono continue incursioni contro le forze dell'ordine.​

Durante lo scontro tra manifestanti incappucciati e con il volto coperto e le forze dell'ordine, nei pressi della Mostra d'Oltremare di Napoli, una molotov ha colpito un cellulare dei carabinieri e provocato un principio di incendio subito estinto. Terrore tra la gente che sta cercando rifugio nei palazzi circostanti. Piazzale Tecchio, via Diocleziano e via Giulio Cesare sono ridotte a un campo di battaglia, con i cassonetti dei rifiuti dati alle fiamme e riversi in strada. In azione anche gli idranti.  Secondo i primi dati sarebbero quattro le persone fermate dalla Polizia durante gli scontri con le forze dell'ordine scoppiati nel quartiere Fuorigrotta di Napoli, dopo il corteo contro Matteo Salvini. Inoltre, durante i tafferugli, sono stati feriti 16 poliziotti, tra funzionari, ispettori e agenti. Un gruppo di manifestanti e' ora in presidio davanti alla Questura per chiedere la liberazione dei giovani sottoposti a fermo.

La Mostra d'Oltremare chiude le porte alla manifestazione di Salvini, il ministro dell'Interno gliele riapre con la Prefettura che ordine la regolare tenuta dell'iniziativa«Rescinderemo il contratto con gli organizzatori del comizio di Salvini alla luce delle proteste di oggi. Abbiamo attività in concomitanza, la chiusura dei cancelli ci ha fatto posticipare il secondo evento. Poi si prevedono proteste. Lo abbiamo comunicato agli esponenti di Noi con SALVINI», questo l'epilogo di una lunga giornata iniziata con alcune decine di manifestanti aderenti alla rete antirazzista e ai centri sociali che avevano occupato la sala congressi della Mostra d'Oltremare di Napoli dove domani pomeriggio ci sarebbe dovuta essere una manifestazione con la presenza del leader della Lega, Matteo Salvini. Nella sala erano in corso i lavori di allestimento dell'impianto audio. I manifestanti hanno aperto dei cartelli e urlato slogan contro il leader della Lega. Sul posto è arrivata la polizia che è ora a colloquio con i dimostranti per trovare una soluzione pacifica ed evitare sgomberi forzati. Intanto, è in corso un vertice in Prefettura dove sono stati convocati anche i vertici della Mostra. Ma Salvini non molla: «Lo Stato a Napoli non esiste, comandano violenti e centri sociali. Lo Stato non è in grado di garantire democrazia, sicurezza e libertà d'espressione. Domani sarò a Napoli alle 17».

Pompei, Cretu: «Scavi simbolo di buon uso dei fondi Ue»

POMPEI. «L’area archeologica di Pompei è il simbolo dello sviluppo del Sud». Il commissario europeo agli Affari regionali, Corina Cretu, sintetizza così la visita al sito. Un’occasione anche per verificare il corretto e regolare utilizzo dei fondi europei nell’ambito del Grande progetto. «Abbiamo tre milioni di visitatori che contribuiscono alla crescita dell’economia locale - dice -. Ce l’abbiamo fatto grazie alla cooperazione istituzionale. Pompei è conosciuta nel mondo. Il Grande progetto Pompei è un esempio di efficienza e da seguire. Si può essere fieri. La Commissioe europea continuerà a seguire questo progetto». L’esponente dell’esecutivo continentale visita, in compagnia del ministro dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini, del direttoregenerale della Soprintendenza di Pompei, Massimo Osanna, e dell’europarlamentare Andrea Cozzolino, la Casa dei Casti Amanti, eccezionalmente aperta al pubblico da sabato a San Valentino, prima dell’inizio dei lavori di restauro, la Domus Paquius Proculus e la Fullonica di Stephanus. Poi tocca alla Casa di Sirico e al Macellum. Franceschini, alla fine, non trattiene la propria soddisfazione. «Qui si è fatto un bel lavoro di squadra che avvalora quanto fatto in questi anni fa - dice -. Appena arrivato come ministro qui ci sono stati due crolli e c’era rischio forte che il finanziamento europeo andasse perduto. È stato fatto un lavoro importante - spiega - che rappresenta un riscatto. Man mano si aprono domus e avremo l’illuminazione notturna si cresce. Sentire dire dal commissario europeo che Pompei è simbolo di lavoro operoso è importante». 

Universiadi 2019, Malagò al “Roma”: «De Luca chiami il ministro Lotti»

NAPOLI. «Il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, chieda subito un incontro con il ministro Lotti per la questione Universiadi». A dirlo, nel corso di una visita alla redazione del quotidiano napoletano “Roma”, è il presidente del Coni, Giovanni Malagò, in relazione all'allarme lanciato nelle ultime settimane dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, circa la mancanza dei cento milioni del patto con il Governo. «Il Coni non ha un ruolo di carattere economico-finanziario - dice Malagò - ma può esercitare quello di moral suasion e di supporto per le iniziative. Per questo credo sia necessario che De Luca chiami il ministro e si incontri al piu' presto per chiarire tutta la questione». Malagò, poi, annuncia che «sarò a Napoli a tifare per gli azzurri nella gara contro il Real Madrid».

 

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