Lunedì 18 Febbraio 2019 - 0:15

Baglioni e il Festival dei giovani: «Non escludo un tris nel 2020, ora torno alla mia musica»

Un podio con l’età media di 25 anni: «La vittoria di Mahmood è una favola». Ottima la selezione dei brani, noiose le gag.

SANREMO. È stato il Sanremo dei giovani. Un podio con l’età media di 25 anni: Mahmood vincitore, poi Ultimo e Il Volo. Ma al di là del posizionamento è stato anche il festival di Ghemon, Achille Lauro, Irama, Einar, Federica Carta e Shade, sconosciuti ai più prima delle serate dell’Ariston, ed ora sdoganati al grande pubblico. Una bella vittoria per Claudio Baglioni che può godersi il successo di una edizione al quale hanno partecipato anche tanti che il festival l’hanno già vinto in passato e sono tornati volentieri a mettersi in gioco.

«Sono veramente contento. Non vedevamo l'ora che finisse e ora che è finita abbiamo già un po' di senso di vuoto. Vi prego, continuate a mantenere il festival vicino alla musica, vicino ai giovani. Perché quello che è accaduto quest'anno a Sanremo è un po' epocale». Il direttore artistico nella tradizionale conferenza stampa finale definisce «una favola» la vittoria di Mahmood: «Un artista proveniente da Sanremo Giovani anzi da Area Sanremo. Da zero a tutta. Mi piacerebbe essere nei suoi panni. Anzi nel suo cuore. Mi ricordo la prima volta che capii che qualcosa stava cambiando nella mia vita». A Sanremo 69 si è parlato di musica: «Questa è la soddisfazione più grande. A volte si possono creare eventi giocando su polemiche o altro. Questo festival invece si è mantenuto sui suoi contenuti musicali. Spero che questo serva a far tornare a valorizzare in tv la musica, che spesso è utilizzata solo come contenuto gregario. Spero che questo festival di Sanremo possa suggerire un palinsesto più fitto di contenuti di musica live».

Di fondamentale importanza, poi, sottolineare che in finale tra i Giovani tre anni fa c'erano Ermal Meta, Francesco Gabbani e Mahmood, artisti che poi hanno vinto in questi anni tra i big. Segno di un lavoro eccellente della rassegna che sta riprendendosi il ruolo di talent scout.

Fin qui le note positive. I testi degli autori troppo scontati, arrugginiti, tanto da far sembrare noiosi due mostri di comicità come Claudio Bisio e Virginia Raffaele. « C'era il rischio che potessi strafare – così Bisio - bel corso delle serate mi sono rilassato sempre di più, ma un piccolo rammarico ce l'ho ed è quello di non essere riuscito a fare più cose insieme a Virginia». «Baglioni è un caterpillar – ha dichiarato la Raffaele - professionista incredibile sia nel suo lavoro che come “boss” del festival, ho imparato tantissimo perché è una palestra incredibile in qualsiasi senso».

E Baglioni non esclude un ipotetico tris per il 2020, sebbene abbia molta voglia di tornare a dedicarsi alla sua carriera tra dischi e concerti: «Ora c'è tanto bisogno di ombra, quindi tornerò qualche settimana nell'ombra, per poi riaccendere i riflettori sul mio percorso individuale».

15:44 10/02

di Alessandro Savoia


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