Mercoledì 14 Novembre 2018 - 6:49

Ucraina, da Obama e Merkel pressing su Putin

Vertice Ua-Germania, ma la Russia non cede

Gli Stati Uniti "continuano a incoraggiare una soluzione diplomatica" della crisi in Ucraina e ''non hanno ancora preso una decisione" sull'invio di armi all'esercito ucraino per contrastare i separatisti filo russi sostenuti da Mosca. Lo ha detto il presidente Usa Barack Obama nella conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Angela Merkel dopo il loro incontro alla Casa Bianca. "Non vedo una soluzione militare a questo conflitto", ha sottolineato la cancelliera tedesca Merkel.

Intanto il Consiglio Ue Affari Esteri ha approvato l'allungamento della lista delle misure restrittive della Ue contro i responsabili della crisi in Ucraina, ma l'applicazione delle sanzioni è stata rinviata a lunedì prossimo per verificare l'esito degli incontri di mercoledì a Minsk. Lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, a margine del Consiglio Ue Affari esteri, che ha spiegato che "il principio delle sanzioni Ue per gli scontri di Mariupol è mantenuto, ma decideremo della loro applicazione alla luce della situazione sul terreno. Faremo un punto lunedì prossimo, vedremo l'esito e i risultati dell'incontro di Minsk e ne tireremo le conseguenze".

L'Italia, ha ribadito il ministro Paolo Gentiloni, al termine del Consiglio Ue Affari esteri, è contraria a fornire armi all'Ucraina per affrontare l'avanzata dei separatisti delle regioni dell'Est. "Chi ha sostenuto la scommessa di associare una risposta di ferma condanna, che si è espressa attraverso le sanzioni, a una ostinata ricerca del negoziato punta sul fatto che il negoziato produca dei risultati" ha osservato Gentiloni.

"Se il negoziato non producesse risultati, si imporrà una riflessione, ma dentro questa riflessione non c'è dal nostro punto di vista la variabile dell'invio di armi", ha spiegato il ministro. In caso di fallimento dei negoziati con la Russia, ha concluso, "la risposta che scommette su una soluzione militare, noi, assieme e ad altri Paesi non la condividiamo né oggi né domani".

Per il presidente russo, ''la crisi ucraina non è stata causata dalla Federazione russa". Vladimir Putin è convinto che per risolvere la crisi in Ucraina Kiev dovrebbe porre fine urgentemente alla sua operazione militare nel sudest del Paese e trovare una forma di accordo costituzionale che soddisfi tutti gli ucraini. In un'intervista al quotidiano egiziano al-Ahram, ripresa dalle agenzie russe, il leader del Cremlino ha affermato che il suo Paese chiede con forza una soluzione globale ed esclusivamente pacifica della crisi ucraina in base agli accordi di Minsk.

"Lo scorso febbraio - ha aggiunto - gli Usa ed un certo numero di stati dell'Ue hanno sostenuto il colpo di stato a Kiev. Gli ultranazionalisti che hanno preso il potere utilizzando la forza militare hanno messo il Paese ai margini del caos e iniziato la guerra fratricida. Sfortunatamente oggi possiamo vedere come il 'partito della guerra', a Kiev attivamente sostenuto dall'esterno, continua i suoi tentativi di spingere il popolo ucraino sul bordo di una catastrofe. La situazione nel Donbass si è aggravata drammaticamente".

L'Ucraina, ha proseguito Putin, si "sta militarizzando rapidamente. Possiamo giudicare dalle statistiche: nel 2014, il bilancio militare ucraino è aumentato di quasi il 41%. Quest'anno, secondo i dati preliminari, sarà più del triplo e raggiungerà più di 3 miliardi di dollari - circa il 5% del Pil del Paese". "Certamente ci sentiamo preoccupati. Ci auguriamo che prevalga il buon senso", ha concluso il presidente russo, ricordando che "la condizione più importante per la stabilizzazione della situazione è l'immediato cessate il fuoco e la fine di una cosiddetta 'anti-terrorismo', ma in realtà punitiva, operazione nel sud-est dell'Ucraina".

20:43 9/02

di Redazione


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