Mercoledì 19 Settembre 2018 - 15:42

Sabato delle idee, verso una consulta permanente del teatro napoletano

All'Università Suor Orsola Benincasa oltre dieci rappresentanti dei vertici dei principali teatri cittadini

NAPOLI. «Napoli è la città-teatro per eccellenza, essendo essa stessa uno straordinario palcoscenico di bellezze, e la sua spontanea vocazione alla spettacolarità ha contribuito a farne una sorta di teatro naturale». Aprendo l'incontro del "Sabato delle Idee" dedicato al futuro del teatro il Rettore dell'Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d'Alessandro, ha chiarito subito le grandi potenzialità di Napoli-Teatro e della vocazione antropologica partenopea alla teatralità. «Potenzialità da tradurre, però, nello sviluppo di un sistema culturale che sappia anche generare economia» come ha precisato il fondatore del Sabato delle Idee, Marco Salvatore, fissando da subito l'obiettivo dell'iniziativa che, in collaborazione con la Fondazione Campania dei Festival, ha radunato stamane all'Università Suor Orsola Benincasa oltre dieci rappresentanti dei vertici dei principali teatri cittadini, dal San Carlo allo Stabile, dal Bellini all'Augusteo, dal Diana al Sannazzaro. Non mancavano e sono stati, anzi, al centro del dibattito i “teatri di periferia", che Giulio Baffi, presidente dell'Associazione Nazionale dei Critici di Teatro e coordinatore della discussione, più correttamente ha esaltato come “teatri di frontiera" quelli che per «sopravvivere sono quasi costretti alla sperimentazione e all'innovazione e facendo di necessità virtù spesso producono le migliori idee». C'erano Laura Angiulli per la Galleria Toledo, Mario Gelardi per il Teatro Sanità e Carla Borrelli del Nest. Un grande assist lo hanno ricevuto da Marco Salvatore che ha aperto la discussione sottolineando soprattutto le esigenze degli utenti dei teatri. «A Napoli abbiamo la fortuna di avere una produzione teatrale quantitativamente e qualitativamente di grande livello - ha evidenziato Salvatore - ma se si sceglie di andare a vedere uno spettacolo ad esempio al Napoli Est i cittadini non hanno mezzi di trasporto a disposizione in orari serali e spesso non avvertono le adeguate condizioni di sicurezza». Coglie i problemi concreti dei teatri napoletani la discussione del Sabato delle Idee che, poi, in molti degli interventi, dal presidente del Teatro Bellini, Daniele Russo, al direttore artistico del Diana, Guglielmo Mirra, dal direttore del Teatro Stabile, Luca De Fusco, al direttore artistico del Teatro San Carlo, Paolo Pinamonti, ha lanciato soprattutto la grande sfida della formazione dei giovani. Intesa da un lato come formazione per le professioni dello spettacolo, magari guardando al grande successo del modello anglosassone, come ha sottolineato il direttore artistico del Teatro Augusteo, Giuseppe Caccavale, e dall'altro lato soprattutto come formazione dei giovani ed in particolare degli alunni delle scuole superiori alla fruizione del teatro. «Se mancano i giovani nei teatri è anche un problema di educazione al teatro» è stato il coro unanime dei presenti. Una sfida che, come ha ricordato il Rettore d'Alessandro, sta provando ad affrontare anche l'Università Suor Orsola Benincasa con numerosi di percorsi di alta formazione dedicati alla pedagogia del teatro ed al teatro come strumento specifico di formazione scolastica. Una sfida che, come hanno evidenziato tutti, va affrontata soprattutto con una rete collaborativa tra teatri, istituzioni ed Università. Ecco allora la proposta del Rettore d'Alessandro e del presidente della Fondazione Campania dei Festival, Luigi Grispello, di istituire grazie al lavoro di coordinamento del "Sabato delle Idee" una "Consulta permanente del Teatro napoletano" per proseguire nella discussione progettuale partita oggi al Suor Orsola allargando ulteriormente il tavolo degli interessati. Una proposta valutata di grande utilità anche da Mario Martone, spettatore dell'intero dibattito durato oltre tre ore, a cui sono state affidate le conclusioni della giornata. «Per “richiamare" i giovani a teatro - ha spiegato Martone - serve saper parlare anche il linguaggio dei giovani, guardando alle nuove tecnologie come strumenti di innovazione che possono rivelarsi efficaci anche in scena». Un altro tema all'ordine del giorno di un prossimo appuntamento di riflessione. 

Foto di Gilda Valenza

19:03 21/04

di Redazione


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